Archive for March, 2009

L’isola di San Giorgio e la Fondazione Giorgio Cini

Posted in Eventi e mostre on March 31st, 2009 by editor – Be the first to comment

fondazione_giorgio_cini1Sede di importantissimi eventi a livello internazionale e protagonista effettiva all’interno della vita culturale veneziana l’Isola di San Giorgio Maggiore merita senz’altro di essere menzionata in questo spazio dedicato alla cultura orientale.

Per comprenderne il motivo sarà opportuno citare brevemente alcuni tratti della sua storia.

Le sue origini risalgono al lontano 790, anno di edificazione di una chiesetta dedicata al santo guerriero che le diede il nome. Nel 982 vi fu fondato un monastero benedettino e fu destinata ad accogliere reliquie di santi provenienti dall’Oriente. Nel corso degli anni visse e prese parte attivamente alle vicende della Serenissima, e secolo dopo secolo ospitò personalità importanti quali Cosimo de’ Medici nel 1433. Il monastero fu sottoposto in seguito a diversi restauri e rinnovamenti sempre sotto la direzione di artisti rinomati quali Giovanni Buora e Andrea Palladio. Le sue sale ospitarono dipinti di famosi artisti come il Veronese, che nella seconda metà del ‘500 dipinse sulla parete di fondo della grandiosa aula del refettorio le Nozze di Cana, sottrattoci poi da Napoleone e attualmente al Museo del Louvre. read more »

Un haiku alla settimana

Posted in Haiku, Letteratura giapponese on March 30th, 2009 by editor – 1 Comment

peschi_in_fioreUn giorno di pioggia –

Lungi è dalla capitale

la mia casa dei peschi ora in fiore

Yosa Buson

Tokyo: un nome, un’immagine, un’emozione

Posted in Uncategorized on March 27th, 2009 by editor – 1 Comment

tokyoImmensa… caotica… travolgente… luminosa… eccentrica… indecifrabile… e potrei cercarne un’infinità di aggettivi nel mio impossibile tentativo di trasmettere le intense sensazioni, irripetibili, che questo macrocosmo mi ha trasmesso per tutta la durata del mio soggiorno in Giappone… TOKYO.

Prima di partire sentivo naturalmente l’esigenza di informarmi il più possibile su quella che sarebbe stata la mia casa per i mesi a venire soprattutto perché, ascoltando i pareri e le impressioni di persone che prima di me avevano vissuto un’esperienza simile, mi trovavo in evidente stato confusionale e mi ero resa conto di non avere davvero la più pallida idea di cosa mi aspettasse.

Sfogliando Tokyo-to di Livio Sacchi, un libro sulla città di Tokyo, lessi che dal punto di vista urbanistico e architettonico è considerata uno scempio, una bruttura indescrivibile, la morte dell’architettura in sostanza e di ogni principio di equilibrio visivo e psicologico! Per precisione voglio riportarne alcuni punti salienti: “Tokyo è abbastanza orrenda; una Los Angeles in peggio, giacché il sovraffollamento spasmodico preme sopra una struttura spampanata” (Alberto Arbasino); “Tokyo è una città spaventosa, la più grande e la più brutta del mondo […] l’urbanistica è caotica, non esiste […] la caricatura di alcune ossessive prigioni di Piranesi” (Cesare Brandi). read more »

Massime Zen

Posted in Uncategorized on March 26th, 2009 by editor – 1 Comment

luna_piena_45_stefano_arcidiacono

Il granaio è bruciato, ora posso vedere la luna.

 

Masahide

 

La leggenda dei 47 ronin

Posted in Uncategorized on March 25th, 2009 by editor – 1 Comment

ronin_by_kwang4111

 Il 14 dicembre si tiene il Gishi-sai no cha che è una cerimonia del tè per onorare la memoria dei 47 Ronin di Akō.

La leggenda racconta il famoso caso che coinvolge il codice d’onore dei samurai, Bushidō. Lealtà, controllo, sacrificio, perseveranza e onore: nella leggenda queste virtù erano impresse per sempre nell’anima dei giapponesi. Il racconto, noto come Chūshingura, è celebrato nelle storie, commedie, libri, stampe con blocchi di legno, statue, film e televisione.

La storia inizia con Asano Naganori di Akō, un signore samurai, che fu convocato al palazzo dello Shogun nella città di Edo, l’attuale Tokyo. Sotto lo sguardo attento del suo tutore, Lord Kira, maestro del protocollo del Palazzo, ad Asano furono date responsabilità di corte. La frizione fra i due uomini era costante. Asano rifiutava di pagare i doni che Kira domandava per i suoi servizi. Kira utilizzava ogni opportunità per umiliare pubblicamente Asano. Dopo due mesi di abusi, la tolleranza di Asano raggiunse il limite. Puntò la propria spada contro Kira all’interno delle mura del palazzo, un’offesa penosa – e tentò di ucciderlo anche se non vi riuscì. La punizione per ciò fu inflessibile: ad Asano fu ordinato di commettere il seppuku, l’atto rituale del suicidio.

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Netsuke: una cultura in miniatura

Posted in Eventi e mostre on March 24th, 2009 by editor – Be the first to comment

netsukeCi sono oggetti che appartengono alle culture di tutto il mondo, anche se con forme e nomi differenti, perché associati ad usi e costumi  generalmente comuni a tutti i popoli, come il far da mangiare, il lavorare la terra, l’adornarsi, il cacciare… ecc. Ma anche in questo la cultura giapponese è riuscita a differenziarsi dal resto del mondo e a creare qualcosa di particolare e inimitabile, dando ancora una volta la prova di quanto la propria tradizione sia affascinante e originale.  

Parlo della mostra Netsuke: sculture in palmo di mano allestita al museo Poldi Pezzoli di Milano per il periodo 14 Novembre 2008 – 19 Aprile 2009.

Delle vere e proprie opere d’arte in miniatura, i netsuke si diffusero in Giappone a partire dal XVII secolo, e si caratterizzarono per essere particolarmente utili in una cultura in cui l’abito tradizionale, ossia il kimono, non era dotato di tasche; infatti i netsuke erano piccoli ninnoli utilizzati come fermagli per sostenere contenitori di vario genere come ad esempio l’astuccio per il tabacco, scatolette portatili per pillole, borsette ecc., tutti noti col nome di sagemono (oggetti da appendere), collegati ad un cordoncino (himo) stretto da un ‘anello’ (ojime) il tutto sostenuto da questa piccola scultura che fissava l’oggetto in questione alla cintura del kimono (obi).

E’ pur vero che anche in altre culture del mondo fosse diffuso l’uso di portare con se borsette di vario genere da appendere alla cintura tramite fermagli, ma quello che differenziò questo uso in Giappone dal resto del mondo fu il fatto che la consuetudine si trasformò in vera e propria arte! read more »

Un haiku alla settimana

Posted in Haiku, Letteratura giapponese on March 23rd, 2009 by editor – Be the first to comment

A ogni porta, a ogni angolo

Segnati dal fango attaccato ai geta,

là è primavera.

Kobayashi Issa

La potenza dei taiko

Posted in Uncategorized on March 20th, 2009 by editor – 2 Comments

taikoAvevo già avuto il piacere di ascoltare un concerto di taiko, per questo, alla notizia che anche a Mantova ci sarebbe stata un’esibizione dei tradizionali tamburi giapponesi, mi sono affrettata ad assicurarmi un posto tra le prime file. Ad esibirsi c’era il gruppo Masa Daiko, proveniente dalla Germania e capitanato da Masakazu Nishimune che l’ha fondato nel 1996, e l’organizzazione dell’evento è ad opera di “Vento tra i salici” e dell’associazione “Gohan”.

Le luci si abbassano, i percussionisti salgono sul palco nella penombra della sala; poi d’improvviso una bacchetta colpisce uno dei taiko disposti con precisione e comincia una musica lenta, cadenzata, profonda, le vibrazioni sembrano penetrare nell’anima di chi ascolta; poi il ritmo aumenta, i suonatori battono i loro tamburi in una incantevole coreografia di gesti e movimenti, di tanto in tanto urlando brevi incitamenti. I colpi vibranti diffondono una musica ancestrale che risveglia qualcosa in fondo allo stomaco, un richiamo potentissimo che rapisce chiunque sia seduto nella platea; esecuzione dopo esecuzione, la magia dei taiko comunica tutta la sua sensualità, il suo virtuosismo, la sua potenza. Ma ci sono anche momenti delicati e poetici, come quando Nishimune canta con una voce bellissima e triste, una canzone sui ciliegi in fiore; e allora mi prende una tale nostalgia del Giappone che una lacrima scende inaspettata.

Per tutto il concerto, gli otto artisti sembrano animati da un vigore e da una passione senza pari, tanto che la loro fatica viene tradita unicamente dal sudore che imperla i loro volti. “Il taiko giapponese riempie di nostalgia e fa vibrare di emozione” leggo sul libretto che ho comprato in occasione del concerto. E sono d’accordo, perché ancora quando mi allontano dall’auditorium nell’aria fresca della sera, piccoli brividi percorrono la mia anima.

 

Elena Caloisi

Il Giappone e la religione

Posted in Uncategorized on March 19th, 2009 by editor – Be the first to comment

In Giappone convivono due principali dottrine religiose, affiancate poi da molteplici forme di culto minori e codici morali differenti: Buddismo e Shintoismo. Se la dimensione buddista si preoccupa dell’importanza del culto degli antenati, enfatizzando quindi le relazioni parentali e con esse i concetti di carità, umiltà, accettazione della propria condizione, quella scintoista invece funge da collante nazionale.

La religione scintoista, infatti, è stata sempre considerata una religione politica, in quanto ufficialmente riconosciuta come religione di Stato, che ha conosciuto l’apice della sua diffusione nel periodo Tokugawa (1600-1868). Essa fu per lungo tempo utilizzata come strumento di unione e controllo sul popolo giapponese, specie nelle campagne dove forme di patriottismo locale erano maggiormente radicate che in città. Se prima del conflitto mondiale, in ogni famiglia giapponese era presente un kamidana (piccolo altare presente nelle case private, presso il quale si rivolgevano le proprie preghiere), dal 1946 in poi, come conseguenza del processo di modernizzazione in atto dovuto alla sconfitta militare nipponica, solo il 47% delle famiglie dichiarò di possederne uno e tale attenzione nel conservare la propria tradizione venne giustificata con banali motivi d’abitudine, di rispetto nei confronti delle divinità o dei propri antenati, per ottenere protezione dagli spiriti maligni, o una maggiore produttività agricola, o ancora una migliore condizione di status familiare. Ma la maggior parte delle volte si giustificava tale presenza per onorare gli antenati della famiglia imperiale che diede vita alla Nazione giapponese: dunque il kamidana assumeva la funzione di unificazione con la Nazione, motivo per cui ci si impegnò a costruire alcuni templi nazionali. Il difetto principale che la religione scintoista riconosce di possedere è la mancanza di una spiegazione della sofferenza e della morte umana, parzialmente risolta con la reincarnazione, per cui la condizione della vita attuale è direttamente proporzionale alle attività più o meno “buone e giuste” condotte nella vita precedente.

 

Elena Ghilardi

Viaggiare nel mondo

Posted in Uncategorized on March 18th, 2009 by editor – Be the first to comment

Uno degli ultimi eventi relativi al Giappone, risalente al 10 Febbraio 2009 e patrocinato dal comune di Padova, riguarda una conferenza organizzata dal gruppo Viaggi Avventure nel Mondo, un’associazione che dal 1970 si occupa dell’organizzazione di viaggi “Fai da te” senza l’intermediazione del canale del turismo organizzato; obiettivo principale del gruppo è quello di promuovere l’esperienza del viaggio quale innanzitutto esperienza di arricchimento interiore e di conoscenza, quale avventura sorretta però da un continuo aggiornamento e soprattutto dalla trasmissione e divulgazione delle esperienze vissute tramite convegni e conferenze.  Questi incontri sono arricchiti da proiezioni e filmati che con le sole immagini riescano a trasmettere il senso e il significato di ogni singola esperienza e del luogo in cui è stata vissuta. Il Giappone risulta appunto essere una delle ultime tappe dell’associazione che, in occasione di questa conferenza,  con fotografie e slide ha proposto due filmati estremamente coinvolgenti, accordando ad una musica evocatrice di atmosfere orientali immagini dal forte impatto emotivo; uno dei due filmati, dedicando l’ultima parte della presentazione al dramma di Hiroshima, conclude il tutto con un universale messaggio di pace, la cui interpretazione viene affidata alla foto di una ragazza dal dolce sorriso che porta all’orecchio un appariscente orecchino col simbolo della pace.

Piccoli ritagli di Giappone che cercano di creare nel nostro immaginario un puzzle completo, e il più possibile fedele, di un popolo e di una cultura ai nostri occhi tanto affascinanti quanto misteriosi.

 

Eleonora Bertin