Nell’immaginario occidentale contemporaneo, molta parte di quello che consideriamo “gusto giapponese” rimanda al mondo visivo del periodo Edo, un periodo caratterizzato da una straordinaria esperienza artistica nata dalle esigenze di un nuovo pubblico per le arti, la classe dei chōnin, il popolino di Edo, composto da artigiani, mercanti, carpentieri, lavoratori di ogni tipo e reddito che sviluppò gusti propri e nuove forme di divertimento che andarono a costituire una vera e propria cultura, dai caratteri eminentemente urbani e popolari.
Questa cultura nasce da una mentalità pragmatica che poggia su un edonismo diffuso riassumibile dall’idea di ukiyo, termine che indicò nel periodo Edo (l’attuale Tokyo) il mondo fluttuante, moderno, alla moda, sensuale, sempre transitorio ed effimero e da godere nel più breve spazio di tempo possibile. Questo mondo si diverte nelle fiere di piazza, al teatro kabuki, nei quartieri del piacere. Questo mondo si rappresenta attraverso l’arte dell’ukiyoe, la stampa del “mondo fluttuante”, che rappresenta una delle forme artistiche in cui si esprime il gusto dei chōnin. read more »