Vernissage Evento Espositivo “PRINTEMPS”
Posted in Uncategorized on February 24th, 2010 by editor – 4 Comments
Martedì 23 febbraio, presso la galleria d’arte New Ars Italica, sita in via De Amicis 28, a Milano, c’è stata la presentazione della mostra fotografica “Printemps“.
L’evento è nato dall’idea di promuovere il concetto di erotismo, collegato alla Mostra Shunga, tenutasi a Palazzo Reale. E’ stato mirabilmente organizzato e curato dalla giovanissima Melania Fumiko Benassi, Mariasole Bivio Sforza e Kristina Snajder.
L’artista, Giuseppe De Francesco, ha esposto 10 fotografie raffiguranti il volto tinto di bianco di una ragazza giapponese, immortalato in diverse pose suggestive ed attraenti.
È davvero sorprendente come questo giovane artista occidentale abbia colto, consapevolmente o meno, alcuni dei concetti chiave di quella che, esclusivamente per comodità, chiameremo “estetica giapponese”. read more »

Sì è conclusa martedì 2 giugno l’eccezionale esposizione di armature e accessori per samurai esposti a Milano a Palazzo Reale a partire dal 25 febbraio e appartenenti per la gran parte alla Collezione Koelliker.
Visti anche gli ultimi due film nipponici in quella che è la giornata di chiusura di questa edizione del Far East Film Festival. Una piacevole sorpresa è stata Kuraimâzu hai (Sempre più in alto) di Harada Masato. Il film, tratto da un romanzo di Yokoyama Hideo, è ambientato nella redazione di un piccolo giornale di provincia, Kita Kanto, che si trova improvvisamente tra le mani un fatto di cronaca di grande rilievo, un aereo caduto nel proprio territorio. Se ne occuperà un reporter del giornale, appassionato di alpinismo d’alta quota, che cercherà di ricostruire l’episodio, cercando di individuare le
Presentata a Udine l’ultima, torrenziale, opera di Sono Sion, tra gli autori più destabilizzanti del nuovo cinema giapponese, nonché romanziere di successo. Ai no Mukidashi (Esposizione dell’amore) racconta una storia parecchio contorta, che si dipana per quasi quattro ore, e procede per stratificazioni progressive e ribaltamenti narrativi continui. Il protagonista è Yu, un liceale il cui hobby consiste nel fare foto sotto le gonne delle passanti, grazie alle sue strabilianti piroette degne di un ninja. E lo fa semplicemente per non deludere le aspettative confessionali del padre, un prete cattolico.
Dopo il tradizionale Horror Day, in cui sono stranamente mancati i J-Horror, gli horror giapponesi, la programmazione del Far East Film Festival è ripresa normalmente. Solo un film nipponico è stato presentato ieri a mezzanotte, si tratta di Lalapipo (Un sacco di gente), primo lungometraggio di Miyano Masayuki. Il titolo, traslitterazione dell’inglese “Lot of people” sta a esprimere il caos umano, il marasma di vite, di esistenze che si profila nel paesaggio di chi atterri all’aeroporto di Tokyo. I personaggi di questo film ultrademenziale, appartengono alle categorie più assurde e grottesche, ma realmente esistenti nel fitto sottobosco metropolitano giapponese.
Un unico film giapponese nella giornata del 28, ma sicuramente uno dei più attesi. Si tratta di Okuribito (Partenze), vincitore dell’Oscar come miglior film straniero. Takita Yojiro, il regista, può vantare una lunga carriera, alternando opere d’autore, come Himitsu (Il segreto, 1999), presentato a suo tempo a Udine, e film di genere fantasy e jidaigeki (i film di cappa e spada giapponesi). Con Okuribito firma la sua opera più importante e personale. Il protagonista del film è Daigo, un violoncellista che, rimasto
Cominciamo con un’opera che ammicca al mondo dei manga, Drop (Goccia), dell’attore comico Shinagawa Hiroshi, passato per la prima volta dietro la macchina da presa. Il film è tratto da un fumetto scritto dallo stesso Shinagawa, tratto da un suo stesso romanzo, e disegnato dall’illustratore Suzuki Dai. Si tratta di un’opera giovanilistica ambientata tra le bande di un liceo, perennemente impegnate in scazzottate, che riflette in tutto e per tutto l’estetica surreale dei fumetti giapponesi, anche utilizzando inserti veri e propri di manga tra le scene live action.
Immancabile, anche quest’anno, il medical thriller giapponese. Si tratta di General Rouge no Gaisen (Il trionfante Generale Rosso) del regista, cui è dedicato il focus, Nakamura Yoshihiro, già autore del medical thriller dell’anno scorso, Glorious Team Batista. Come si può facilmente capire dal nome di questo genere molto particolare, si tratta di gialli ambientati nelle corsie di un grande ospedale, dove l’enigma da risolvere riguarda le presunte attività illecite del dirigente del Pronto Soccorso e della sua capo infermiera. Tratto, come altri film analoghi, da un popolare romanzo di Takeru Kaido, il film mescola un storia alla Agatha Christie, con la denuncia delle
Il primo di questi è Fish Story, per il Focus sul regista Nakamura Yoshihiro. Un film decisamente bizzarro, come si capisce dalla trama: mentre Tokyo è prossima a essere cancellata da un meterotite, in un negozio si sente la canzone di una band punk. Da qui inizierà un viaggio nel tempo e nello spazio per ripercorrere la storia di quella canzone e di quel gruppo musicale.
Durante la seconda giornata del Festival, quella del 25 aprile, sono stati presentati due film giapponesi. Il primo, dal titolo Hyakuman-hen to Nigamushi Onna (La ragazza da un milione di yen) è il terzo film della regista Tanada Yuki che ha all’attivo anche la sceneggiatura di Sakuran di Ninagawa Mika, grande successo nipponico di qualche anno fa. Si tratta del delicato racconto di una ragazza, Susuko, che, uscita dal carcere, intraprende un viaggio, in fuga dalla società, che la porta prima a lavorare in uno stabilimento balneare, poi in montagna a raccogliere pesche per finire in una piccola cittadina di provincia. Un road movie esistenzialista al femminile, con tocchi alla Sofia Coppola, in cui appare, come spesso nel cinema giapponese anche contemporaneo, la simbologia delle nuvole che, nella concezione nipponica, rappresenta l’imprevedibilità delle cose, l’impermanenza e la transitorietà della vita. La protagonista è Aoi Yui, segnalatasi per il film Hula Girls (2006).
Se ci guardassimo attorno con la voglia di scoprire ci accorgeremmo che siamo letteralmente circondati da eventi quali mostre, esposizioni, convegni ed incontri relativi alla cultura estremo orientale. 