“Contemplare gli spettacoli naturali della luna, della neve, della fioritura dei ciliegi (sakura) e delle foglie di acero (momiji), il gusto di cantare canzoni, bere sakè e provare piacere soltanto nel fluttuare, lungo la corrente del fiume come un secco guscio di zucca.”
Così Asai Ryōi nel suo Racconti del mondo fluttuante descriveva il termine “ukiyo”. Dalle rigide atmosfere medievali della classe guerriera dei samurai – riconvertita in altri ruoli e mestieri – si passò alla licenziosità “barocca” di una stagione vitale, leggiadra e fluttuante, carica di seduzione, erotismo e teatralità profusa dal Kabuki.
ll realismo espressivo di questa tendenza, intriso di umori romantici, interpreta con immediatezza gli eventi e la varietà delle passioni umane, le feste, la moda, gli spettacoli teatrali ruotando sempre intorno al teatro popolare Kabuki e ai quartieri di piacere, quale il famoso Yoshiwara, “città della notte”, frequentato da ricchi mercanti, attori, letterati, artisti, editori, aristocratici e fornendo una chiara visione di una società oramai contrassegnata da uno spirito di innovazione e di rinnovamento. read more »