Posts Tagged ‘Religione’

L’evoluzione della concezione di Kami

Posted in Uncategorized on June 17th, 2010 by editor – Be the first to comment

Secondo Inoue Nobutaka,  mentre lo Shintō viene normalmente classificato come una forma di politeismo, il concetto di kami, che è uno dei suoi concetti cardine, è piuttosto complicato, anche alla comprensione dei giapponesi stessi. Per esempio, i kami che sono stati elencati e classificati sistematicamente nei documenti classici come il Kojiki e il Nihonshoki, sono diversi dalle divinità venerate dalla gente comune nella vita quotidiana.

In altri casi i kami sono stati assimilati a buddha e bodhisattva nel corso della  storia giapponese.

La parola giapponese kami viene normalmente tradotta con “Dio”; tuttavia il giapponese kami e l’italiano Dio sono due concetti che si differenziano notevolmente per vari aspetti, dato che si sono sviluppati in culture completamente diverse. La struttura di base dell’idea monoteistica della tradizione giudeo-cristiana è in netto contrasto con l’idea politeistica dello Shintō. read more »

Il Tōdaiji

Posted in Uncategorized on June 23rd, 2009 by editor – Be the first to comment

todaijiIl Tōdaiji, uno dei più grandi templi del Giappone se non il più grande e maestoso edificio in legno mai costruito, così il “grande tempio orientale” è solitamente descritto nei libri di storia dell’arte, ma trovarvisi realmente di fronte dona delle emozioni totalmente indescrivibili, al limite tra euforia incontenibile, pianto e commozione.

Uno dei sette grandi templi di Nara, antica capitale imperiale, il Tōdaiji ospita nel daibutsuden (Sala del grande Buddha) il più grande e spettacolare Buddha di bronzo del Giappone, il Buddha Roshana; si narra che per la costruzione di queste 440 tonnellate di scultura vennero consumate tutte le risorse di bronzo del paese e che in seguito questo materiale scomparve per secoli prima di poter essere riutilizzato. Totalmente vero o solo in parte questo aneddoto rende comunque l’idea di quelle  che possono essere le dimensioni fuori della portata umana di questo edificio e dei tesori artistici in esso contenuti. Il daibutsuden è la sala più grande preceduta da un vastissimo chiosco e da un gigantesco portale, il chūmon o portale principale; un tempo, ai due lati dell’edificio, esistevano due spettacolari pagode a cinque piani che purtroppo andarono distrutte in uno dei molti incendi da cui l’antica capitale fu flagellata nel corso della sua storia. read more »

Il mono no aware e la concezione estetica del reale

Posted in Uncategorized on May 12th, 2009 by editor – Be the first to comment

mono_no_aware21Uno degli aspetti che rende il Giappone così particolare e diverso rispetto alla nostra cultura e a quella del resto del mondo è la concezione estetica della realtà circostante, il suo approccio nei confronti della natura e del comportamento umano, la ritualità secondo la quale ogni gesto e ogni azione è diretta ad un fine preciso, un obiettivo che non avrebbe un significato se non collegato ad un insieme logico e coerente di norme d’equilibrio e armonia… ecco, queste sono le parole chiave, a parer mio, che interpretano al meglio la cultura giapponese e ne riassumono le basi.

La cerimonia del tè ne è un esempio, con i suoi gesti rituali tanto precisi quanto naturali, il che potrà sembrare una contraddizione ma è proprio in quella ritualità che si riflette il disegno naturale, la grazia e l’armonia sottese ad ogni azione della natura che nel suo agire porta sempre con sé una logica inconfutabile. read more »

Massime Zen

Posted in Uncategorized on April 24th, 2009 by editor – 1 Comment

arciereSostanzialmente,

l’arciere mira a se stesso.

 

L’arte Zen del tiro con l’arco

La visualizzazione della lettera A, tutto l’universo in un simbolo esoterico

Posted in Uncategorized on April 21st, 2009 by editor – 2 Comments

Il buddhismo giapponese credo sia il culto religioso che più di ogni altro possiede una varietà di scuole e approcci diversi nella pratica e nel fine ultimo di questa che lo rende estremamente interessante e adatto a soddisfare le differenti esigenze religiose di un popolo così sensibile alle sfumature come quello giapponese. La setta che personalmente più mi affascina nelle pratiche rituali e nel pensiero filosofico è lo Shingon, la cui sede storica e ufficiale è situata sul misterioso monte Koya nei pressi di Nara, e tra le sue “mille e una” pratiche rituali quella che più trovo interessante è, oltre al goma (il rituale del fuoco), quello della visualizzazione della sillaba-seme A. Questa pratica riassume totalmente in sé il nucleo della dottrina e dell’esperienza Mikkyo descritte nel Dainichi-kyo (testo filosofico base della scuola) ed è inoltre una delle pratiche meditative più importanti e concise nell’ambito delle centinaia di tecniche esistenti; viene spesso usata come pratica preparatoria per altre più impegnative perché tramite passaggi graduali sviluppa l’abilità nella meditazione e i testi che ne parlano sono molti. read more »

La pagoda: capolavoro di filosofia e proporzioni

Posted in Uncategorized on April 15th, 2009 by editor – 1 Comment

pagodaUn’alta torre che svettante racchiude in sé tutto il mistero della filosofia e della cultura del sol levante… la pagoda.

Le origini di questo tipico simbolo orientale risalgono attorno al I secolo a. C. in India come stũpa, monumento commemorativo di matrice buddhista.

Una breve descrizione delle sue parti costitutive ci aiuterà a comprendere le assonanze metaforiche tra forma e significato che donano a quest’elemento armonia ed equilibrio e lo rendono così affascinante nella sua semplicità: un solido basamento sorregge l’intera struttura costituita dal corpo (anda), un lungo pilastro (yasti) che dalla cima del corpo si erge slanciato verso il cielo, e una serie di anelli concentrici (chattraveli) che si sviluppano attorno ad esso; all’interno sono solitamente poste le ceneri del defunto. Con lo sviluppo e l’evolversi del culto religioso lo stũpa viene in seguito ad identificarsi esclusivamente con la figura specifica dell’Illuminato (il Buddha storico Shakyamuni) e in alcune culture orientali, come quella tibetana, gli stessi elementi architettonici ne rappresentano metaforicamente le parti del corpo, con l’usanza di dipingerne ad esempio gli occhi sinuosi e penetranti sulla parte superiore. Il più antico e completo esempio di primo stũpa buddhista rimasto in sito è lo Stũpa di Sanchi. read more »

Il Giappone e la religione

Posted in Uncategorized on March 19th, 2009 by editor – Be the first to comment

In Giappone convivono due principali dottrine religiose, affiancate poi da molteplici forme di culto minori e codici morali differenti: Buddismo e Shintoismo. Se la dimensione buddista si preoccupa dell’importanza del culto degli antenati, enfatizzando quindi le relazioni parentali e con esse i concetti di carità, umiltà, accettazione della propria condizione, quella scintoista invece funge da collante nazionale.

La religione scintoista, infatti, è stata sempre considerata una religione politica, in quanto ufficialmente riconosciuta come religione di Stato, che ha conosciuto l’apice della sua diffusione nel periodo Tokugawa (1600-1868). Essa fu per lungo tempo utilizzata come strumento di unione e controllo sul popolo giapponese, specie nelle campagne dove forme di patriottismo locale erano maggiormente radicate che in città. Se prima del conflitto mondiale, in ogni famiglia giapponese era presente un kamidana (piccolo altare presente nelle case private, presso il quale si rivolgevano le proprie preghiere), dal 1946 in poi, come conseguenza del processo di modernizzazione in atto dovuto alla sconfitta militare nipponica, solo il 47% delle famiglie dichiarò di possederne uno e tale attenzione nel conservare la propria tradizione venne giustificata con banali motivi d’abitudine, di rispetto nei confronti delle divinità o dei propri antenati, per ottenere protezione dagli spiriti maligni, o una maggiore produttività agricola, o ancora una migliore condizione di status familiare. Ma la maggior parte delle volte si giustificava tale presenza per onorare gli antenati della famiglia imperiale che diede vita alla Nazione giapponese: dunque il kamidana assumeva la funzione di unificazione con la Nazione, motivo per cui ci si impegnò a costruire alcuni templi nazionali. Il difetto principale che la religione scintoista riconosce di possedere è la mancanza di una spiegazione della sofferenza e della morte umana, parzialmente risolta con la reincarnazione, per cui la condizione della vita attuale è direttamente proporzionale alle attività più o meno “buone e giuste” condotte nella vita precedente.

 

Elena Ghilardi