Posts Tagged ‘Tradizioni giapponesi’

Geisha famose: Oyuki Morgan

Posted in Geisha on June 24th, 2010 by editor – Be the first to comment

Una Geisha che visse a metà fra Giappone e Europa fu Oyuki Kato (1881-1963).

Quando nel 1902 George Morgan il nipote di un ricco finanziere americano si recò in visita in Giappone si innamorò a prima vista della bella Oyuki durante uno spettacolo dei Miyako Odori. Aveva 21 anni ed era all’apice del successo.

Si sposarono e si trasferirono in America, ma la famiglia Morgan non accettò di buon grado il matrimonio con una straniera, così dopo poco tempo si trasferirono di nuovo e andarono a vivere a Parigi. Lei divenne una signora dell’alta società, imparò il francese e studiò pianoforte. George Morgan morì del 1915 e lei, ricca 34enne, rientrò in Giappone e si stabilì a Gion. read more »

Il futuro di una Geisha

Posted in Geisha on May 25th, 2010 by editor – Be the first to comment

Le prospettive per il futuro per una Geisha affermata potevano essere o sposarsi, smettendo in questo modo di essere una Geisha e con una cerimonia chiamata Hiki Iwai lascerà il suo Hanamachi per fare la moglie, oppure continuare ad essere un abitante del mondo fluttuante, vivendo fino in fondo il suo essere un’artista.

In passato una giovane Geisha poteva ambire ad essere adottata dalla sua Okasan per ereditare l’Okiya o l’Ochaya, oppure, se trovava un Danna molto generoso che la riscattasse dal suo debito, poteva investire i suoi guadagni come Geisha per l’acquisto di una nuova Okiya o Ochaya, ed essere così fra le poche donne assolutamente indipendenti del suo paese. read more »

Le dieci virtù del Kō

Posted in Uncategorized on May 18th, 2010 by editor – Be the first to comment

Le “dieci virtù del ” sono i benefici derivanti dall’utilizzo dell’incenso.

Queste dieci virtù vengono tramandate dal XVI secolo (epoca Edo) e sono ricordate ancora oggi:

1. l’incenso facilita la comunicazione con il trascendentale

2.l’incenso purifica la comunicazione con il trascendentale

3. l’incenso rimuove le ansie

4. l’incenso mantiene viva l’attenzione read more »

I colori in Giappone, fra etica ed estetica

Posted in Uncategorized on May 6th, 2010 by editor – Be the first to comment

Il sistema cosmologico cinese che era stato adottato in Giappone durante il VII secolo, attribuiva a ciascuna direzione un colore particolare e una stagione particolare, secondo il complesso sistema geomantico che influenzò grandemente la vita quotidiana del popolo giapponese nei periodi Nara e Heian, attraverso la complicata impalcatura dei tabù direzionali, kataimi e un apparato di superstizioni di varia natura:

  • alla primavera si attribuivano i colori blu e verde e la direzione era l’oriente,
  • all’estate si attribuiva il colore rosso e la direzione era il meridione
  • all’autunno si attribuiva il colore bianco e la direzione era l’occidente
  • all’inverno si attribuiva il colore nero e la direzione era il settentrione
  • il colore giallo contraddistingueva il centro. read more »

Geisha: il tirocinio

Posted in Geisha on April 15th, 2010 by editor – 1 Comment

In passato le bambine erano vendute dalle famiglie contadine nella speranza di poter dar loro un futuro migliore. Dovevano iniziare il tirocinio a 6 anni, 6 mesi e 6 giorni. (Oggi ovviamente non è più così. Una ragazza entrerà in un Okiya per sua scelta personale e dopo avere finito la scuola, intorno ai 15 anni. Il suo tirocinio come Maiko durerà 5 anni e quindi diventerà Geisha verso i 20 o 21 anni).

All’inizio sarà una Shikomi, un’apprendista Maiko, e per un periodo di circa un anno il suo lavoro somiglierà a quello di una domestica. Dovrà, oltre a frequentare i corsi di musica, danza, canto e fare pratica di cerimonia del tè, attendere il rientro delle Maiko e Geisha dai loro impegni serali, di solito a notte inoltrata, e svegliarsi prima di loro per preparare il necessario per la loro nuova giornata di lavoro e poi recarsi ai corsi, che si tengono al Nyokouba, la scuola dove si apprendono queste antiche arti dalle Iemoto, le Gran Meastre. read more »

Risvegliare la mia vita attraverso il Chado

Posted in Uncategorized on April 8th, 2010 by editor – Be the first to comment

Un giorno decisi di fare il bungee jumping, che è lo sport di lanciarsi da un ponte con una pesante fascia di gomma (il cordone del bungee) attaccata al corpo in modo da rimbalzare indietro dopo la caduta. Mentre stavo in piedi sul bordo tutto si ingarbugliò prima del mio salto, alla fine guardai in basso al fondo alto 55 m della gola. Chiusi gli occhi, per poi aprirli completamente prima di lanciarmi dal ponte nell’aria, sapendo che ero sul punto di morire. Sembrò come cadessi per un lungo tempo prima che la banda di gomma mi facesse rimbalzare verso l’alto. Ero sopravvissuta alla morte. Dopo che fui tirata indietro fino alla sommità del ponte, ero in uno stato di completa consapevolezza. Ero in grado di udire le piccole rane nella valle a 55 m di distanza. Potevo vedere i colori che erano più vividi di quanto non avessi immaginato. Sentivo ogni respiro nel mio corpo, ogni battito del mio cuore. Avvertivo l’allegria e la gioia di essere viva. read more »

La gerarchia giapponese e “Gran Povero”

Posted in Uncategorized on April 1st, 2010 by editor – Be the first to comment

carte_da_gioco2Ho cercato molte volte di spiegare agli italiani che in Giappone esistono codici complicati e la formalità della gerarchia, ma molti di loro non vogliono credere che la gente in Giappone sia così diversa da quella italiana anche dopo che il Paese è stato occidentalizzato. Dopo averlo capito, allora, cominciano a immaginare che i giapponesi mantengano rigidamente le regole della gerarchia per forza. A me dispiace che non capiscano la nostra mentalità, perciò vorrei spiegarla dando l’esempio del gioco di carte, preferito dalla nostra generazione, che si chiama “gran povero”. read more »

Geisha: lo Zashiki

Posted in Uncategorized on March 18th, 2010 by editor – Be the first to comment

geishaLiza Dalby nel suo libro “La mia vita da Geisha” definisce lo Zashiki un salotto. È una cena, un banchetto dove a mangiare però sono solo gli ospiti. Le Maiko e le Geisha servono il sake, tengono compagnia e, se richiesto, possono intrattenere gli ospiti ballando, esibendosi nelle Kouta (canzoni brevi), Nagauta (canzoni lunghe) o suonando uno strumento musicale.

C’è un altro aspetto che Liza Dalby spiega molto bene nel suo libro, ed è il lato goliardico di queste cene. Quando mi sono avvicinata per la prima volta a questa realtà, immaginavo che i banchetti in questi antichi ristoranti fossero molto austeri, con uomini seriosi che parlano tra di loro mentre giovani donne suonano tristi canzoni del passato. Invece non capita di rado che ci siano giochi infantili come “carta-forbice-sasso”!

Le Geisha devono saper assecondare gli ospiti, senza ovviamente lasciare che la loro voglia di divertirsi degeneri in volgarità. read more »

Il Kô nella vita quotidiana

Posted in Uncategorized on March 4th, 2010 by editor – Be the first to comment

cerimonia_dellincenso31Fin dai tempi antichi si dice che l’incenso abbia la capacità di calmare la mente e oggi è stato scientificamente dimostrato. Anche se questo potere è stato esplorato e sviluppato approfonditamente attraverso la disciplina spirituale del Kô, l’incenso è stato largamente impiegato, senza particolari intenzioni, in moltissimi usi della vita quotidiana. Cosicché, mentre all’inizio l’arte dell’incenso era semplicemente un passatempo con cui si misuravano solo gli specialisti, in seguito divenne alla portata di tutti.

A partire dal XIII secolo i gusti cambiarono e ai profumi elaborati si preferì l’aroma puro di Kôbôku (albero profumato). Allo stesso tempo ci si orientò verso una nuova arte dell’incenso, detta Kumiko, che consisteva nell’evocare un tema poetico (Waka) o letterario bruciando diverse varietà di legno profumato secondo un rituale codificato. read more »

Geisha: il suo profilo

Posted in Uncategorized on February 11th, 2010 by editor – Be the first to comment

geisha4Fosco Maraini nel suo “Ore Giapponesi” scrive: “In un paese a grande uniformità razziale è più difficile essere belle; l’occhio di chi guarda non ha di volta in volta la sorpresa di un tipo diverso, la bionda, la bruna, la rossa o le innumerevoli combinazioni intermedie. Qui perciò è tutto un gioco sottile (…)

Il Karyukai ‘mondo dei fiori e dei salici’ è il mondo delle cose transuenti che un breve respiro e poi spariscono, è un espressione profondamente radicata nel buddismo, per cui nulla è permanente, tutto è una fuggevole illusione. Ed è anche, per eccellenza, il mondo delle Geisha, dei teatri, degli attori (…)

In Giappone da una parte stanno le donne allevate per diventare mogli e madri, dall’altra quelle educate fin da bambine per divenire le depositarie della raffinatezza, delle antiche arti”. read more »