29 aprile 2009
Ancora due film nipponici, programmati a Udine, nella giornata del 26 aprile.
Il primo di questi è Fish Story, per il Focus sul regista Nakamura Yoshihiro. Un film decisamente bizzarro, come si capisce dalla trama: mentre Tokyo è prossima a essere cancellata da un meterotite, in un negozio si sente la canzone di una band punk. Da qui inizierà un viaggio nel tempo e nello spazio per ripercorrere la storia di quella canzone e di quel gruppo musicale.
Opera molto complessa, che si dipana su diversi livelli temporali che si mescolano continuamente fra di loro, che gioca sull’interruzione della narrazione, come faceva il primo Wenders, che si svela solo nella parte finale, per ciò che vuole essere e vuole dire.
Ancora più contorto il secondo film, tra i film più attesi di quest’anno, Insutanto numa (Palude instantanea), l’ultima opera di Miki Satoshi, importante autore contemporaneo, cui il Far East dedicò una retrospettiva l’anno scorso. Personaggio eclettico, dalla poetica sospesa tra il surreale e il demenziale, Miki racconta di una giovane editrice, Haname, interpretata da Aso Kumiko, che, trovatasi disoccupata, intraprende un viaggio alla ricerca del padre. Passerà attraverso gli angoli più bizzarri del Giappone, una bottega di chincaglierie, un cimitero di giocattoli e una palude “liofilizzata” che costituirà un ventre molle in cui scompariranno, e affioreranno, cose impensabili tra cui un drago volante! Miki spinge anche stavolta l’acceleratore verso l’eccentricità e la stravaganza più sfrenate, senza raggiungere il livello di quello che rimane il suo capolavoro, Adrift in Tokyo (2007).
Giampiero Raganelli
Esperto di cinema giapponese
Nostro inviato al Far East
Film Festival di Udine
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