<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Giappone in Italia</title>
	<atom:link href="http://www.giapponeinitalia.org/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giapponeinitalia.org</link>
	<description>Associazione Culturale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Feb 2012 08:15:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>Attraversando il ponte.  Il Nō come programma performativo di arti alleate &#8211; Roma</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/attraversando-il-ponte-il-no-come-programma-performativo-di-arti-alleate-roma</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/attraversando-il-ponte-il-no-come-programma-performativo-di-arti-alleate-roma#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2012 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro noh]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5798</guid>
		<description><![CDATA[OrientaMenti è un ciclo di conferenze tenute da esperti che hanno usufruito di fellowship della Japan Foundation per approfondire i loro studi in Giappone. &#160; a cura di Fabio Mangolini lunedì 27 febbraio 2012 ore 18.30 Fabio Mangolini, laureato in Filosofia (Università di Bologna), già allievo di Marcel Marceau a Parigi, è attore, regista, insegnante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/attraversando-il-ponte-il-no-come-programma-performativo-di-arti-alleate-roma/attachment/orientamenti-3" rel="attachment wp-att-5937"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5937" title="orientamenti" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/orientamenti2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>OrientaMenti è un ciclo di conferenze tenute da esperti che hanno usufruito di fellowship della Japan Foundation per approfondire i loro studi in Giappone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a cura di Fabio Mangolini<br />
lunedì 27 febbraio 2012 ore 18.30</p>
<p>Fabio Mangolini, laureato in Filosofia (Università di Bologna), già allievo di Marcel Marceau a Parigi, è attore, regista, insegnante e Coordinatore Generale della Fondazione Teatro Comunale di Ferrara. Tra gli interessi, Commedia dell’Arte e arti performative giapponesi, nel cui ambito fruisce nel 1992 dello Artist Fellowship Program JF, studiando  Kyōgen con Nomura K.,  Nihon  Buyo con Azuma T., Nō con Kanze H. e Kanze A. La conferenza presenta l’arte del Nō, analizzato alla luce del concetto moderno di performance, attraverso le singole arti che lo compongono, privilegiando aspetti attoriali o d’interazione con lo spettatore.<br />
Breve dimostrazione pratica a seguire</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/attraversando-il-ponte-il-no-come-programma-performativo-di-arti-alleate-roma/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>DÉJÀ-VU GIAPPONE TRA COLORE E MOVIMENTO &#8211; Genova</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/deja-vu-giappone-tra-colore-e-movimento-genova</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/deja-vu-giappone-tra-colore-e-movimento-genova#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 10:07:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5922</guid>
		<description><![CDATA[Mostra fotografica DÉJÀ-VU GIAPPONE TRA COLORE E MOVIMENTO allestita presso lo SPAZIO EVENTI Top Market di Genova. INGRESSO LIBERO Periodo:   23 febbraio &#8211; 17 marzo 2012 Sede:    SPAZIO EVENTI TOP MARKET  &#8211; Via Cecchi 69/br   +39 010 5536180 Orario: da lunedì al sabato 9.30 – 12.30 / 15.30 – 18.30  Sito web:   www.topmarketfotovideo.com Informazioni e-mail:   eventi@topmarketfotovideo.com [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/déjà-vu1.jpg"><img class="alignnone  wp-image-5928" title="déjà-vu" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/déjà-vu1.jpg" alt="" width="480" height="319" /></a></p>
<p><strong>Mostra fotografica </strong><strong>DÉJÀ-VU GIAPPONE TRA COLORE E MOVIMENTO </strong><strong>allestita presso lo </strong><strong>SPAZIO EVENTI Top Market </strong><strong>di Genova.</strong><strong></strong></p>
<p><strong>INGRESSO LIBERO</strong><br />
<strong>Periodo:   23 febbraio &#8211; 17 marzo 2012</strong><br />
<strong>Sede:    SPAZIO EVENTI TOP MARKET  &#8211; Via Cecchi 69/br   +39 010 5536180</strong><br />
<strong>Orario: da lunedì al sabato 9.30 – 12.30 / 15.30 – 18.30  </strong></p>
<p><strong>Sito web:   <a title="http://www.topmarketfotovideo.com" href="http://www.topmarketfotovideo.com/">www.topmarketfotovideo.com</a></strong><br />
<strong>Informazioni e-mail:   <a title="mailto:eventi@topmarketfotovideo.com" href="mailto:eventi@topmarketfotovideo.com">eventi@topmarketfotovideo.com</a></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Inaugurazione giovedì 23 febbraio dalle 17.30 alle 21.00</span></strong><strong></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>DÉJÀ-VU</strong><strong> GIAPPONE TRA COLORE E MOVIMENTO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>C’è chi viaggia per professione e chi viaggia per noia, chi per cercare qualcosa e chi per perdersi. Giandomenico Cosentino lo fa per la passione di osservare.</p>
<p>Il fascinoso immaginario dell’Oriente lo ha condotto fino al suo punto più estremo, nella Terra del Sol Levante dove le immagini evocano atmosfere in cui passato e presente si pacificano e danno voce a una cultura  che inghiotte vorace gli stimoli dell’Occidente senza tuttavia perdere la propria natura. Un vero e proprio <em>deja-vù</em>, dove reale e immaginato si fondono creando un effetto di familiarità anche per chi, in quel mondo, non ci ha mai messo piede. Ne origina quindi una stratificazione culturale di grande interesse che attrae viaggiatori e curiosi in genere.</p>
<p>In Giappone nulla è archeologia metropolitana: tutto è reso vivo e attuale anche quando la divisa da liceale in scarpe da ginnastica cammina di fianco al <em>kimono</em> e agli <em>zori</em>.</p>
<p>Le immagini in bianco e nero di Cosentino sono la conseguenza del suo gusto di osservatore garbato e raccontano un Giappone fatto di dettagli misurati, di riservatezza, di ordine ovunque e buone maniere in ogni caso, per descrivere una città nella cui metropolitana vige un silenzio da luogo di culto perché è proibito, per educazione, parlare al cellulare.</p>
<p>Nelle immagini a colori, invece, l’occhio del fotografo cerca il ritmo e suggerisce l’idea del movimento frenetico della megalopoli: racconta di una capitale – Tokyo – vissuta da un formicolio di 35 milioni di abitanti, immaginario per definizione dei <em>manga</em>, degli <em>anime</em>, della tecnologia ad ogni costo.</p>
<p>Il racconto di Cosentino è frutto di un viaggio intimo, solitario, nato da genuina curiosità e con lo scopo di rivelare  il Giappone più vero  e meno turistico.</p>
<p><strong>Il fotografo sarà presente all&#8217;inaugurazione</strong><strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Scheda tecnica:  </span></p>
<p>Stampe plotter Epson su pannello Gatorfoarm 10 mm nero</p>
<p>50x 70 cm in 28 esemplari</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Biografia</strong></p>
<p>Giandomenico Cosentino nasce a Genova nel 1977.</p>
<p>Dopo studi tecnici si appassiona alla fotografia come autodidatta. Frequenta per gioco un corso di fotografia e sarà la svolta: lascia il proprio lavoro e si imbarca per 4 anni come fotografo di bordo sulle navi da crociera. Inizia l’attività con attrezzature analogiche, confrontandosi con le tecniche di sviluppo e di stampa.  La sua formazione professionale e la sua innata curiosità rendono naturale il passaggio al digitale: approfondisce la postproduzione frequentando i corsi di fotoritocco avanzato con Marianna Santoni.</p>
<p>Reputa conclusa la sua esperienza a bordo e torna sulla terra ferma riuscendo a affiancare alcuni dei fotografi più bravi del settore: Gianni Balistreri per la fotografia sportiva, con Rossella Murgia per i ritratti in studio dei bambini, Fulvio Valgoglio e Alberto Canale leader genovesi nel settore della fotografia di matrimonio. Da due anni ha aperto un proprio studio ad Albaro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/deja-vu-giappone-tra-colore-e-movimento-genova/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Kazuhito Yamane Concerto di Violino &#8211; Roma</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/kazuhito-yamane-concerto-di-violino</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/kazuhito-yamane-concerto-di-violino#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 00:05:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Concerti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5786</guid>
		<description><![CDATA[24 febbraio ore 20.00 KAZUHITO YAMANE Concerto di violino Giovanissimo musicista di straordinario talento, Kazuhito Yamane &#8211; classe 1995 &#8211; inizia a studiare violino a cinque anni. Nel 2007 partecipa alla 61°edizione dello Student Music Concours of Japan, nella categoria destinata alle scuole elementari, classificandosi secondo tra i partecipanti dell’area di Tokyo e terzo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/kazuhito-yamane-concerto-di-violino/attachment/photok-miura" rel="attachment wp-att-5787"><img class="alignnone size-medium wp-image-5787" title="photo:K. Miura" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/yamane-kazuhito-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /></a></p>
<p>24 febbraio ore 20.00</p>
<p>KAZUHITO YAMANE</p>
<p>Concerto di violino</p>
<p>Giovanissimo musicista di straordinario talento, Kazuhito Yamane &#8211; classe 1995 &#8211; inizia a studiare violino a cinque anni. Nel 2007 partecipa alla 61°edizione dello Student Music Concours of Japan, nella categoria destinata alle scuole elementari, classificandosi secondo tra i partecipanti dell’area di Tokyo e terzo a livello nazionale. Nella 63° edizione dello stesso concorso, nel 2009, arriva primo nella sezione nazionale destinata alla sua categoria. Nel 2010 ottiene il primo posto alla 79° edizione del Music Competition of Japan, per la prima volta in 26 anni il premio viene vinto da uno studente delle medie. Attualmente prosegue gli studi dello strumento e si esibisce con orchestre prestigiose, tra cui la Japan Philarmonic Orchestra, l’Ensemble Kanazawa e il Berlin Philarmonic String Quintet, oltre a comparire in trasmissioni radiofoniche e televisive del canale nazionale giapponese NHK.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Maestro Yamane si esibirà con l’accompagnamento al pianoforte di Tomoaki Yoshida, già ospite dell’Istituto Giapponese nel 2011 in un concerto per piano solo.</p>
<p align="center"><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p align="center"><strong>TORU TAKEMITSU</strong></p>
<p align="center">Distanza di Fata (1951)</p>
<p align="center"><strong>PYOTR ILYICH TCHAIKOVSKY</strong></p>
<p align="center">Memoria di un luogo caro Op. 42</p>
<ol start="1">
<li>Méditation</li>
<li>Scherzo</li>
<li>Mélodie</li>
</ol>
<p align="center">Waltz – Scherzo Op. 34</p>
<p align="center">-Pausa-</p>
<p align="center"><strong>JOHANN SEBASTIAN BACH</strong></p>
<p align="center">Partita per violino solo n. 2 in re minore BWV 1004</p>
<ol start="1">
<li>Allemanda</li>
<li>Corrente</li>
<li>Sarabanda</li>
<li>Giga</li>
<li>Ciaccona</li>
</ol>
<p align="center"><strong>FRANZ WAXMAN</strong></p>
<p align="center">Fantasia sulla Carmen</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Istituto Giapponese di Cultura in Roma Via Antonio Gramsci, 74 Tel. 06/3224794 info@jfroma.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/kazuhito-yamane-concerto-di-violino/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un ponte dal Giappone</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/varie/un-ponte-dal-giappone-4</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/varie/un-ponte-dal-giappone-4#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 00:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Appunti di viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[Immagini dal Giappone]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5884</guid>
		<description><![CDATA[La città che si dirama, vista dalla terrazza al 62esimo piano del Sunshine City di Ikebukuro. Testo e foto di Rachele Grassi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/varie/un-ponte-dal-giappone-4/attachment/img_3631" rel="attachment wp-att-5885"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5885" title="Tokyo di notte" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/IMG_3631-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>La città che si dirama, vista dalla terrazza al 62esimo piano del Sunshine City di Ikebukuro.</p>
<p>Testo e foto di Rachele Grassi</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/varie/un-ponte-dal-giappone-4/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Charity Box Emergency Project for Japan &#8211; Milano</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/charity-box-emergency-project-for-japan-milano</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/charity-box-emergency-project-for-japan-milano#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e mostre]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5864</guid>
		<description><![CDATA[&#160; Charity Box EMERGENCY PROJECT FOR JAPAN One Year After Mostra evento di design in sostegno delle vittime del terremoto e dello tsunami dell&#8217;11marzo 2011 un progetto de L’Isola della Speranza Associazione no proﬁt La calamità naturale che ha colpito il Giappone ha avuto delle proporzioni impressionanti e inaspettate persino per il nostro Paese, abituato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/foto1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5866" title="foto" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/foto1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Charity Box EMERGENCY PROJECT FOR JAPAN One Year After</p>
<p>Mostra evento di design in sostegno delle vittime del terremoto e dello tsunami dell&#8217;11marzo 2011<br />
un progetto de L’Isola della Speranza Associazione no proﬁt<br />
La calamità naturale che ha colpito il Giappone ha avuto delle proporzioni impressionanti e inaspettate<br />
persino per il nostro Paese, abituato ai terremoti e alle conseguenze che essi possono causare.<br />
I giapponesi residenti in Italia hanno vissuto quei drammatici eventi con una duplice ansia: da un lato la<br />
preoccupazione per le conseguenze per i loro connazionali e il loro Paese, dall&#8217;altro il senso d&#8217;impotenza di<br />
chi è lontano e non può in alcun modo dare una mano, contribuire al soccorso dei sopravvissuti e alla<br />
ricostruzione dei paesi distrutti.<br />
Guardare in televisione le immagini di quanto stava accadendo è stata per noi una vera angoscia. All&#8217;iniziale<br />
preoccupazione e al dolore per la sorte delle vittime, delle loro famiglie e delle loro comunità, è subentrata<br />
poi la forte volontà di collaborare alla ricostruzione e al ritorno in tempi brevi ad una vita normale per<br />
bambini, uomini e donne. L&#8217;Isola della Speranza, sostenuta da numerosi giapponesi residenti a Milano,<br />
organizza da allora vari progetti per raccogliere fondi in aiuto delle popolazioni delle aree colpite.<br />
Dopo un anno dalla tragedia, pur se la situazione generale è migliorata, sono ancora molte le zone<br />
gravemente colpite in cui gli interventi di ricostruzione sono in ritardo.<br />
E&#8217; tenendo presente questa situazione che L&#8217;Isola della Speranza mantiene costante il proprio impegno,<br />
rinnovando il programma delle proprie iniziative e scegliendo con cura come e dove stendere la propria<br />
mano per offrire un supporto che sia il più diretto ed efficace possibile.<br />
“Charity Box EMERGENCY PROJECT FOR JAPAN One Year After” si terrà a Milano, presso La Triennale di<br />
Milano, dal 3 marzo al 1 aprile 2012, inserendosi come uno dei tasselli all&#8217;interno della mostra “Made in<br />
Japan L&#8217;estetica del fare” organizzata nell&#8217;ambito della XIX edizione di Sguardi Altrove Film Festival<br />
(http://www.sguardialtrove.it/). E verrà inaugurata il 2 marzo 2012 presso La Triennale di Milano alle ore<br />
19:00.<br />
Si tratta di una mostra di Charity Box, cassette per la raccolta fondi create da designer di fama<br />
internazionale, sia giapponesi che italiani e di altre nazionalità. Tali cassette, oltre ad essere oggetti di design,<br />
diventano dei veri e propri “salvadanai” in cui i visitatori possono inserire le loro donazioni a favore delle<br />
vittime del terremoto e dello tsunami. In occasione del primo anniversario di quei tragici fatti, insieme alle<br />
scatole di design sarà esposta anche una serie di fotografie di Izuru Echigoya (fotografo) e Nanako<br />
Yamamori (giornalista) che raccontano la situazione del Giappone un anno dopo il terremoto.<br />
Tra i 55 designer e artisti che hanno offerto la loro collaborazione, figurano professionisti di grande fama<br />
quali Riccardo Blumer, Marco Ferreri, Naoto Fukasawa Paolo Lomazzi e Denis Santachiara.<br />
Le donazioni raccolte durante il “Charity Box EMERGENCY PROJECT FOR JAPAN” saranno destinate<br />
interamente e direttamente dalla nostra associazione al Sendai • Miyagi NPO Center (www.minmin.org/), il<br />
centro che coordina tutte le organizzazioni no-profit nella prefettura di Miyagi.<br />
Dopo la mostra, il resoconto finale sulla raccolta fondi sarà pubblicato sul nostro sito ufficiale.<br />
Per informazioni press:<br />
email: charitybox@lisoladellasperanza.org<br />
sito: http://www.lisoladellasperanza.org/charitybox/home.html<br />
<a href="http://www.charityboxforjapan.com">www.charityboxforjapan.com</a> valido fino a meta aprile 2012</p>
<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/allegati/INVITO-CB@triennale.pdf">Invito Charity Box Triennale di Milano</a></p>
<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/allegati/CHARITYBOX@MadeinJapan-IT.pdf">Comunicato stampa in italiano</a></p>
<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/allegati/CharityBox@MadeinJapan-JP.pdf">Comunicato stampa in giapponese</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/charity-box-emergency-project-for-japan-milano/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LA VERTIGINE DEL BELLO NELL&#8217;ESTETICA GIAPPONESE &#8211; Torino</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/la-vertigine-del-bello-nellestetica-giapponese-torino</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/la-vertigine-del-bello-nellestetica-giapponese-torino#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5809</guid>
		<description><![CDATA[Venerdì, 24 febbraio 2012, alle ore 21, presso l&#8217;Educatorio della Provvidenza (Sala Biblioteca),  corso Trento 13, Torino, si svolgerà un incontro sul tema in ricordo di Michele Marra, Professore di Letteratura giapponese, estetica ed ermeneutica all&#8217;Università della California. Nato a Condove nel 1956 e laureato all&#8217;Università di Torino, l&#8217;insigne studioso è scomparso nel 2011, all&#8217;apice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/la-vertigine-del-bello-nellestetica-giapponese-torino/attachment/padiglione-del-te-kyoto" rel="attachment wp-att-5810"><img class="alignnone size-medium wp-image-5810" title="Padiglione del té, Kyoto" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/Padiglione-del-té-Kyoto-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';">Venerdì, 24 febbraio 2012, alle ore 21, presso l&#8217;Educatorio della Provvidenza (Sala Biblioteca),  corso Trento 13, Torino, si svolgerà un incontro sul tema </span></p>
<p style="text-align: left;" align="center"><span style="font-family: 'Times New Roman';">in ricordo di Michele Marra, Professore di Letteratura giapponese, estetica ed ermeneutica all&#8217;Università della California. Nato a Condove nel 1956 e laureato all&#8217;Università di Torino, l&#8217;insigne studioso è scomparso nel 2011, all&#8217;apice della carriera accademica.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';">All&#8217;incontro, introdotto da Sergio Roda, Presidente del Cesmeo e Prorettore dell&#8217;Università degli Studi di Torino, interverranno Hayashi Toshie Marra,  Gianni Vattimo, Professore Emerito di Filosofia dell&#8217;Università degli Studi di Torino, Luciana Galliano, Università Ca&#8217; Foscari di Venezia, e Matteo Cestari, Università degli Studi di Torino.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';"> </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';">CESMEO<br />
Istituto Internazionale di Studi Asiatici Avanzati<br />
International Institute for Advanced Asian Studies</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';">corso Trento, 13<br />
10129 TORINO &#8211; ITALY<br />
tel. e fax <a title="tel:+39.011.5683476" href="tel:%2B39.011.5683476" target="_blank">+39.011.5683476</a><br />
<a title="mailto:info@cesmeo.it" href="mailto:info@cesmeo.it" target="_blank">info@cesmeo.it</a> &#8211; www.cesmeo.it  </span></p>
<div>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/la-vertigine-del-bello-nellestetica-giapponese-torino/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sguardi Altrove Invito &#8211; Milano</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/sguardi-altrove-invito-milano</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/sguardi-altrove-invito-milano#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 00:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi e mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema giapponese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5851</guid>
		<description><![CDATA[MADE IN JAPAN L’estetica del fare Mostre fotografiche, installazioni e workshop Venerdì 2 marzo, ore 19 Triennale di Milano nell’ambito di Sguardi Altrove Film Festival XIX edizione La mostra resterà aperta dal 3 marzo al 1 aprile 2012 Triennale di Milano Viale Alemagna 6 &#8211; 20121 Milano Programma e orari dei laboratori e delle proiezioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/sguardi-altrove-invito-milano/attachment/sguardialtrove_foto_xixedizione-2" rel="attachment wp-att-5854"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5854" title="SguardiAltrove_foto_XIXEdizione" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/SguardiAltrove_foto_XIXEdizione1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p><strong>MADE IN JAPAN L’estetica del fare</strong></p>
<p>Mostre fotografiche, installazioni e workshop<br />
Venerdì 2 marzo, ore 19<br />
Triennale di Milano<br />
nell’ambito di Sguardi Altrove Film Festival XIX edizione<br />
La mostra resterà aperta dal 3 marzo al 1 aprile 2012<br />
Triennale di Milano<br />
Viale Alemagna 6 &#8211; 20121 Milano<br />
Programma e orari dei laboratori e delle proiezioni previste nell’ambito della mostra e del festival su:<br />
www.triennale.org e www.sguardialtrove.it</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/TRIENNALE_invito_21x15_Sguardi-Altrove11.pdf">TRIENNALE_invito_21x15_Sguardi Altrove</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/eventi_e_mostre/sguardi-altrove-invito-milano/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un haiku alla settimana</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/haiku/un-haiku-alla-settimana-108</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/haiku/un-haiku-alla-settimana-108#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 08:00:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Haiku]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura giapponese]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5803</guid>
		<description><![CDATA[&#160; In maschera: eravamo io e te. Takahama Kyoshi &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/haiku/un-haiku-alla-settimana-108/attachment/maschera-2" rel="attachment wp-att-5834"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-5834" title="maschera" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/maschera1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>In maschera:</p>
<p>eravamo</p>
<p>io e te.</p>
<p><strong>Takahama Kyoshi</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/haiku/un-haiku-alla-settimana-108/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La cerimonia del tè, come esperienza sensoriale</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/cerimonia-del-te/la-cerimonia-del-te-come-esperienza-sensoriale</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/cerimonia-del-te/la-cerimonia-del-te-come-esperienza-sensoriale#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2012 08:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cerimonia del tè]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=4780</guid>
		<description><![CDATA[La cerimonia del tè giapponese si svolge fondamentalmente in silenzio. Gli unici scambi di parole che avvengono tra il padrone di casa e l&#8217;ospite sono strettamente legati alle varie fasi della cerimonia e non dovrebbero turbare in qualunque modo lo stato d&#8217;animo delle persone presenti. I momenti di silenzio, oltre a favorire la concentrazione dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/immagine-kimono.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-5837" title="immagine-kimono" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/immagine-kimono-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p>La cerimonia del tè giapponese si svolge fondamentalmente in silenzio. Gli unici scambi di parole che avvengono tra il padrone di casa e l&#8217;ospite sono strettamente legati alle varie fasi della cerimonia e non dovrebbero turbare in qualunque modo lo stato d&#8217;animo delle persone presenti. I momenti di silenzio, oltre a favorire la concentrazione dei partecipanti, riescono ad amplificare, in particolar modo quando si pratica in mezzo alla natura, i suoni esterni ma anche gli interni come il bollire dell&#8217;acqua alla giusta temperatura che per i giapponesi ha un suono profondamente evocativo molto simile al vento tra i pini, matsukaze. Si puo inoltre notare che i suoni dell&#8217;acqua versata nella tazza da un mestolo chiamato hishaku cambiano in base alla temperatura dell&#8217;acqua.</p>
<p>Tutte queste piccole esperienze sensoriali non sarebbero possibili se non ci fosse la concentrazione favorita dal silenzio. Il silenzio come vuoto che riempie lo spazio di suoni che, diversamente, risulterebbero impercettibili dove regnasse il pieno, inteso come insieme di rumori. Oppure si puo affermare che alla riduzione al minimo delle sollecitazioni sensoriali corrisponda un affinamento dell&#8217;attività della coscienza. Il minimalismo sensoriale amplifica la percezione della nostra coscienza riguardo a ciò che accade e gli dà profondita di significato.<br />
Nello svuotamento della mente è piu semplice raggiungere quella condizione di unitarietà tra corpo e spirito. In uno stato in cui  la parola è ridotta al minimo, la forma di comunicazione principale è affidata al corpo che, attraverso una corretta respirazione e l&#8217;assenza di tensione, trasmette quella serenità cosi importante nell&#8217;offrire una tazza di tè.</p>
<p>Questo costante affinamento del nostro spirito praticato in un ambiente propizio ha senso se viene poi condiviso con il nostro prossimo, nella vita di tutti i giorni, dove le costanti sollecitazioni rischiano di sopraffarci. Lo spirito che anima lo studio della cerimonia del tè corrisponde esattamente a quello di chi pratica lo Zen.<br />
I movimenti della cerimonia del tè, codificati in base a un senso e a un&#8217;utilità, non risultano mai gratuiti e soprattutto non ricercano mai la bellezza fine a se stessa. Tutti i movimenti del corpo sono definiti in Giappone kata, che significa forme. Quando, dopo una costante ripetizione di queste forme, esse diventano parte di noi e quindi non le sentiamo più estranee,  sono definite katachi. In Giappone l&#8217;aver acquisito questa condizione, significa aver raggiunto la massima naturalezza.  Non sono quindi più io che cerco di regolare i miei movimenti secondo un certo modello in quanto quel modello è diventato parte di me.</p>
<p>Durante tutte le fasi della cerimonia, il ritmo dei movimenti deve armonizzarsi con la respirazione. Bisogna imparare a muoversi con velocità ma senza affanno, ciò è molto difficile. La mia maestra di cerimonia del tè, Michiko Nojiri, mi dice sempre che, quando offro una tazza di tè, se non sono in grado di mantenere una respirazione lenta e profonda nel muovermi velocemente, è meglio che rallenti il ritmo dei miei movimenti.</p>
<p>Tra le varie tazze utilizzate nella cerimonia del tè, la tazza raku è sicuramente una di quelle che maggiormente incarnano i principi estetici della via del tè. Queste tazze hanno la particolarita di essere estratte dal forno quando sono incandescenti. Il vuoto, nelle tazze, corrisponde a quelle irregolarita nella forma, quelle piccole rientranze che rendono ogni tazza unica e irripetibile. A ogni tazza viene inoltre attribuita una faccia o fronte, su cui  solitamente si trova un&#8217;irregolarità nella forma o una sbavatura di colore. Quello, che agli occhi degli occidentali potrebbe sembrare un difetto, diventa invece motivo di interesse.  Le irregolarità dovrebbero comunque essere provocate da eventi esterni e non essere deliberatamente ricercate dal proprio creatore. In ciò risiede il fascino dell&#8217;imprevisto. Se diversamente questi effetti fossero ricercati dal ceramista, risulterebbero solamente prodotti da un manierismo autoreferenziale. Anche nelle fasi di produzione della tazza, il vuoto è importante. Infatti quando la tazza viene presa dal forno, le viene tolta una certa quantita di ossigeno, inserendola in un contenitore ricolmo di foglie e segatura. Questo vuoto d&#8217;ossigeno ha un effetto molto evidente sullo smalto della tazza.</p>
<p>Nel 1999 andai in Giappone con la mia maestra e un gruppo di praticanti provenienti da tutta Europa. Un giorno avemmo la fortuna di essere invitati dall&#8217;attuale erede della dinastia Raku nella sua stanza del tè, adiacente al museo omonimo di Kyoto. Come segno d&#8217;amicizia verso la mia maestra, volle personalmente offrire a tutti noi una tazza di tè utilizzando sia oggetti creati da lui che altri piu antichi realizzati dai suoi avi. La stanza del tè, come tradizione vuole, non era particolarmente illuminata e quindi potei in quel frangente imparare che le tazze non si apprezzano unicamente attraverso la vista ma anche attraverso il tatto. La condizione di semioscurità mi diede quindi la possibilità di sperimentare attraverso le mie mani un&#8217;altra forma di percezione, molto piu profonda del solito. Tenere quella tazza nelle mie mani mi ha trasmesso un senso di maggiore vicinanza e intimità con essa come se si fosse trattato di qualcosa di vivente. Questa esperienza mi ha arricchito interiormente ed è rimasta viva fino a oggi nella mia coscienza.</p>
<p>Alberto Moro</p>
<p><iframe src="http://player.vimeo.com/video/3159042?title=0&amp;byline=0&amp;portrait=0" frameborder="0" width="400" height="300"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/cerimonia-del-te/la-cerimonia-del-te-come-esperienza-sensoriale/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Sukiya, Dimora del Vuoto</title>
		<link>http://www.giapponeinitalia.org/cerimonia-del-te/sukiya-dimora-del-vuoto</link>
		<comments>http://www.giapponeinitalia.org/cerimonia-del-te/sukiya-dimora-del-vuoto#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Feb 2012 08:00:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariella.minna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cerimonia del tè]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giapponeinitalia.org/?p=5648</guid>
		<description><![CDATA[Tai-an (待庵) Tempio di Miyokyan Il grande maestro del tè Sen Rikyu (1522-1591), vissuto in Giappone nel XVI secolo, diceva che la stanza del tè doveva essere simile a una capanna di paglia, rappresentare semplicemente un riparo dagli eventi naturali e, nello stesso tempo, conferire un senso di vicinanza alla natura. La stanza del tè [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2></h2>
<p><a href="http://www.giapponeinitalia.org/cerimonia-del-te/sukiya-dimora-del-vuoto/attachment/tai-han" rel="attachment wp-att-5650"><img class="alignnone size-medium wp-image-5650" title="tai-han" src="http://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2012/02/tai-han-216x300.jpg" alt="" width="216" height="300" /></a></p>
<p>Tai-an (待庵) Tempio di Miyokyan</p>
<p>Il grande maestro del tè Sen Rikyu (1522-1591), vissuto in Giappone nel XVI secolo, diceva che la stanza del tè doveva essere simile a una capanna di paglia, rappresentare semplicemente un riparo dagli eventi naturali e, nello stesso tempo, conferire un senso di vicinanza alla natura. La stanza del tè doveva essere progettata con il preciso scopo di favorire l’elevazione spirituale di chi la frequentava.<br />
Il termine <strong>sukiya</strong> era soprattutto usato all’epoca del maestro Rikyu, quindi durante il periodo Momoyama (1573-1603).<br />
Oggi quando si parla di una stanza per la cerimonia del tè, si utilizza la parola <strong>chashitsu</strong>, termine che iniziò ad essere adottato a partire dal 1600. Il tipo di stanza amata da Sen Rikyu era in stile <strong>soan</strong>. Questa tipologia si ispirava alle case rustiche in cui gli aristocratici organizzavano incontri di poesia, lontani dalle turbolenze cittadine. Il modello estetico di riferimento era quello dei rifugi montani. La stanza del tè era tradizionalmente in legno e in particolare veniva apprezzato l’utilizzo del cipresso (<strong>sugi</strong>), del pino giapponese (<strong>matsu</strong>) e dell’abete giapponese (<strong>tsuga</strong>).<br />
Per accedere alla stanza del tè bisogna camminare per un sentiero chiamato <strong>roji</strong>, come fosse un percorso di purificazione. Tutte le pietre sulle quali si cammina sono di forme diverse e distanziate in modo differente e obbligano ad osservare attentamente la direzione dei propri passi. Al termine del breve tragitto, gli ospiti sostano sotto un porticato fino a quando il padrone di casa non li invita ad entrare nella stanza del tè. Prima di entrare nella stanza del tè, tutti gli ospiti devono purificare se stessi con dell’acqua versata da un mestolo. Prima si sciacquano le mani e poi si purificano la bocca.<br />
Dopodiché gli ospiti entrano nella stanza attraverso una porta di legno molto stretta, che misura tradizionalmente 78,8 cm di altezza e 71,5 cm di larghezza chiamata <strong>nijiriguchi</strong>. L’utilizzo di questo tipo di entrata venne introdotto dal maestro Sen Rikyu che si ispirò alla porta di una casa galleggiante di un pescatore. Per entrare nella stanza bisogna inginocchiarsi e abbassare la propria testa e il proprio corpo. Questo movimento dovrebbe predisporre l’animo dell’ospite a un approccio umile nei confronti di questa esperienza oltre a influenzare la percezione dello spazio interno della stanza, così da farlo sembrare più ampio. I samurai che desideravano entrare nella stanza del tè dovevano abbandonare le lunghe spade all’esterno, in quanto l’ingresso era così angusto da non permettere  loro di portarle con sé.<br />
Una volta entrato nella stanza, l’ospite trova davanti a sé un ambiente spoglio. L’unico elemento architettonico è il <strong>tokonoma</strong>, una sorta di nicchia, vicino alla quale si siede il primo ospite e al cui interno è appesa un’opera d’arte in forma di rotolo verticale detta <strong>kakemono</strong>. Questo oggetto può essere una calligrafia realizzata ad inchiostro da un maestro Zen o da un praticante del tè oppure un dipinto, accuratamente scelti dal padrone di casa per esprimere lo spirito che lui desidera infondere all’incontro. La calligrafia deve essere fatta da un maestro Zen o da un praticante del tè in quanto la forza e l’autenticità dell’opera stessa sta nella perfetta coerenza tra forma e contenuto. Il kakemono è senza dubbio l’oggetto più importante presente nella stanza. In passato si costruivano le stanze per adattarle a un’importante calligrafia che si possedeva e non viceversa. Nel tokonoma, si trova inoltre una composizione floreale che, secondo l’estetica della Via del Tè, deve esprimere la semplicità dei fiori di campo. Fiori che solitamente le persone non si soffermano a osservare ma che nel vuoto della stanza del tè possono ritrovare la loro profonda bellezza e dignità.<br />
Il pavimento della stanza è ricoperto da stuoie di paglia di riso, solitamente bordate di tessuto, meglio conosciute con il nome di <strong>tatami</strong> (il modulo più comune è quello di Kyoto di 1,91 x 95,5). La misura classica della stanza del tè è i 4 tatami e mezzo. Il termine che definisce questo tipo di stanza in Giappone è <strong>yojohan</strong>. La scelta di queste dimensioni è fatta risalire a <strong>Vimalakirti</strong>, un buddista laico indiano che viveva in una stanza di circa 9 mq e si dice tradizionalmente che anche in questo piccolo spazio riuscì ad ospitare il santo <strong>Manju</strong> insieme a 84.000 discepoli del Buddha, segno che per una persona illuminata non esistono limiti dimensionali.<br />
Le pareti sono spoglie. Solitamente i muri sono realizzati con fango misto a fili di paglia come leganti di circa 15-20 cm che non venivano ricoperti così che potessero risplendere nell’oscurità della stanza. Questa tecnica di trattare le pareti si chiama <strong>arakabe</strong> e conferisce all’ambiente un aspetto rustico.<br />
Colui che organizza una cerimonia del tè dovrebbe ricercare con molta attenzione di mantenere, per tutti i vari momenti che la caratterizzano, dal percorso degli ospiti attraverso il giardino che porta alla stanza, alla loro permanenza fino alla partenza dopo la conclusione dell’incontro, una condizione di quiete in cui lo spirito dei partecipanti non sia turbato da inutili stimolazioni sensoriali, ma sia facilitato nel mantenere una giusta attenzione verso ciò che li circonda. Anche la gradazione luminosa nella stanza, fortemente smorzata, dovrebbe contribuire a favorire uno stato d’animo meditativo.<br />
Takeno Joo (1502-1555), un grande maestro del tè che precedette Sen Rikyu, rivolse il chashitsu, che aveva le pareti ricoperte da una carta bianca spessa e levigata (<strong>torinoko</strong>) verso nord, in modo che non risultasse troppo luminoso e che riuscisse a evidenziare la bellezza rustica degli oggetti utilizzati durante la cerimonia. Il maestro Rikyu invece era solito posizionare il chashitsu verso sud o est, in quanto ciò gli permetteva di giocare artisticamente con la mutevolezza della luce.<br />
Rikyu riteneva inoltre che le finestre dovessero essere funzionali al dosaggio della luce e non dovessero essere concepite per veicolare lo sguardo verso l’esterno. Non utilizzò quindi nelle sue stanze una sorta di lucernario (<strong>tsukiage)</strong>, amato da altri maestri, che dava la possibilità stando seduti sul tatami di ammirare la luna. Bisognava infatti per Rikyu evitare di eccitare i sensi, così da favorire una condizione meditativa come quella dello zazen, dove si raccomanda ai praticanti di tenere sempre gli occhi semiaperti, così da non focalizzare lo sguardo su alcunché. Le finestre possono essere a listelli di bambù (<strong>renjimado</strong>) e/o fatte con una sorta di reticolato (<strong>shitajimado</strong>) e la luce viene filtrata attraverso un’intelaiatura di bambù ricoperta da carta di riso non trasparente. Sia le imposte sulle finestre che gli <strong>shoji</strong>, pannelli scorrevoli interni alla stanza, potevano scorrere o essere rimossi completamente. Le imposte erano comunque utilizzate come protezione dagli eventi atmosferici.</p>
<p>Alberto Moro</p>
<p><object style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/imqOESt_ltM?version=3&amp;feature=player_detailpage" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed style="height: 390px; width: 640px;" width="640" height="360" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/imqOESt_ltM?version=3&amp;feature=player_detailpage" allowFullScreen="true" allowScriptAccess="always" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giapponeinitalia.org/cerimonia-del-te/sukiya-dimora-del-vuoto/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

