Una ricetta di vita – Kabocha no Nimono

scritto da Redazione Giappone in Italia 20 dicembre 2017
Una ricetta di vita – Kabocha no Nimono
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Zucche e…Limoni!

All’arrivo di dicembre, in Italia, ci siamo ormai abituati al freddo pungente della stagione invernale. Non è così? In Giappone è lo stesso, in questo periodo fa davvero molto molto freddo. Ogni anno prima di Natale, intorno al 22 dicembre, ricorre il Solstizio d’Inverno. È il giorno con il periodo di sole più breve e la notte più lunga. In questa giornata, la tradizione giapponese prevede che si mangi la zucca bollita (kabocha no nimono) e, dopo pranzo, ci si immerga in un bagno di acqua calda e yuzu, un tipo di agrume giapponese, simile al limone.

Fin dai tempi antichi, è abitudine consumare in inverno le zucche coltivate e maturate durante l’estate. Si dice che le vitamine di cui è ricco il vegetale, consentano di superare l’inverno senza ammalarsi. Naturalmente, quando si parla di zucca, una delle ricette a cui si pensa subito è proprio il kabocha no nimono, che vi presentiamo oggi.

Oltre a mangiare la zucca, l’altra usanza giapponese tipica del Solstizio Invernale è il yuzuyu, cioè il bagno con i yuzu. Come è noto, la maggior parte dei giapponesi ogni giorno non fa solo la doccia, ma si immerge anche nell’ofuro (una specie di vasca da bagno), pieno fino all’orlo. In questa giornata, appena gli agrumi noti come yuzu vengono fatti galleggiare in acqua, i giapponesi non vedono l’ora di immergersi. Gli yuzu sono frutti tipici invernali. Hanno un profumo fresco e molto caratteristico, a metà strada tra i limoni e le arance.

 

 

Si dice che il forte odore tenga lontani gli influssi negativi. Inoltre, è molto diffusa la credenza che se gli yuzu, dopo essere stati utilizzati per il bagno, vengono utilizzati come ingredienti in qualche ricetta, riscaldano il corpo e aiutano a far passare i malanni.

 

 

Kabocha no Nimono – Preparazione:

In Italia, potremmo definire il kabocha no nimono un contorno di verdure.

– Tagliare la zucca a cubetti. Non devono essere né troppo grandi né troppo piccoli, ma della misura in cui possano essere un facile boccone. Smussa gli angoli, affinché il cubetto non si sfaldi durante la cottura.

– Immergere la zucca nel brodo (dashi) a base di alga conbu o a base di alga conbu e katsuobushi (fiocchi di tonno essiccato)

– Aggiungere mirin (saké dolce per uso culinario), salsa di soia e sale. Far bollire finché la zucca non diventa tenera.

 

Il kabocha no nimono – all’interno dei piatti bolliti – è forse il più comune. Si mangia al Solstizio d’Inverno, ma in Giappone si mangia abitualmente durante tutto l’anno, caldo appena tolto dal fuoco, lasciandolo riposare a temperatura ambiente o anche freddo, in estate.

 

Keiko Irimajiri

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