26 febbraio 2009
L’interesse e la curiosità reciproche che collegano due paesi che per quanto lontani geograficamente e diversi dal punto di vista culturale condividono tratti di storia e la passione per l’arte e tutto ciò che è “emozione”, è al centro di tutta una serie di iniziative culturali e artistiche che coinvolgono Italia e Giappone da diversi anni in un bilaterale scambio di esperienze e conoscenze.
Ma cos’è che lega profondamente due paesi così apparentemente distanti tra loro?
Premettendo che il Giappone sin dalla sua scoperta ha sempre riscosso nella cultura occidentale ed europea un grande interesse stimolando la fantasia e la creatività di artisti e letterati, al suo rapporto con l’Italia è stato riservato uno spazio particolare, come se questo angolo di mondo, questo stivale cullato dalle acque del mediterraneo fosse considerato un terreno più che appropriato per accogliere le meraviglie di quella lontana isola di Cipangu (nome col quale il Giappone era conosciuto all’epoca di Marco Polo) che col suo fascino esotico strega e ammalia da sempre.
L’interesse che la cultura italiana esercita sui giapponesi è provato anche dal gran numero di persone che in Giappone studiano e si interessano alla lingua italiana e dallo “tsunami” di turisti che ogni anno sommerge letteralmente le nostre città d’arte. Una particolare sensibilità per le delicate forme dell’arte del nostro Bel Paese è infatti uno dei fattori principali dell’amore giapponese per la nostra cultura.
Eleonora Bertin