Recensione: “Divinità e demoni femminili giapponesi” di Silvia Favaretto
“Divinità e demoni femminili giapponesi”
Nell’immaginario comune tarocchi e oracoli spesso si congiungono e, a chi non ha interesse per questo magico mondo, risultano comparabili o addirittura equivalenti. Le funzioni che svolgono sono, effettivamente, simili: rivelano, attraverso la divinazione, previsioni sul nostro futuro o interpretazioni del nostro presente.
Nei tarocchi, però, si ha un numero specifico di carte, tra arcani minori e maggiori, e una serie di figure che si ripetono tra le varie edizioni, mentre negli oracoli si ha più libertà nel disegnare un mazzo: quello di Silvia Favaretto, che accompagna il manuale “Divinità e demoni femminili giapponesi”, propone interessanti rivisitazioni delle figure folkloristiche giapponesi, tra kami, yōkai, onryō e altre entità che ci accompagnano in un viaggio alla scoperta di noi stessi, ma anche di passate ere nipponiche per mezzo delle particolari illustrazioni.
Nelle moderne interpretazioni di Silvia Favaretto, le figure che tradizionalmente sono consumate dalla gelosia o dalla passione, che si trovano punite per atti fuori dal loro controllo, ricevono ognuna una grazia, e vedono il loro destino tramutato in qualcosa di più gentile, un’offerta di un ramo di ulivo in segno di riappacificazione con sé stesse.
Le illustrazioni sono semplici, ma cariche di significato e di simbolismi su cui il soggetto della lettura si può proiettare e in cui si può rivedere. Attraverso uno dei metodi di consultazione offerti al lettore, si ha la possibilità di fare domande all’oracolo per identificare un problema e la sua possibile soluzione, oppure leggere il proprio passato, presente e futuro con una nuova chiave di comprensione. Ogni mito legato a queste figure è rivisto in un’ottica generale, per cui chiunque può ritrovarsi nelle carte senza focalizzarsi sul senso stretto delle storie a cui fanno riferimento.
Il mazzo offre quindi un interessante spunto sia per chi è già familiare con il folklore giapponese, sia per chi ci si deve ancora avvicinare. Chi invece non ha ancora confidenza con la cultura mitologica giapponese, avrà sicuramente modo di scoprirne una parte attraverso le divinazioni e la consultazione del manuale.
Beatrice Artico, studentessa

