Ruolo dei Templi Buddhisti e Santuari Shintoisti nella società giapponese
Cari lettori,
La scorsa settimana abbiamo discusso delle differenze strutturali dei templi buddhisti e dei santuari shintoisti. In questo articolo tratteremo invece i ruoli che buddhismo e shintoismo hanno nella vita dei giapponesi, quali sono i riti svolti nei vari templi e con quale frequenza o scopo essi siano praticati.
La scorsa settimana abbiamo discusso delle differenze strutturali dei templi buddhisti e dei santuari shintoisti. In questo articolo tratteremo invece i ruoli che buddhismo e shintoismo hanno nella vita dei giapponesi, quali sono i riti svolti nei vari templi e con quale frequenza o scopo essi siano praticati.
Per secoli, shintoismo e buddhismo hanno convissuto alla base della spiritualità del popolo giapponese; questa coesistenza può essere osservata sia nella conformazione dei luoghi sacri, sia nelle usanze e credenze popolari. Emblematico in questo aspetto è il Hiyoshi-taisha, composto da due santuari gemelli, uno dedicato a un famoso bodhisattva e uno al kami Inari.
Questa duplice presenza si ripresenta anche all’interno degli altari domestici presenti in molte case giapponesi. L’angolo sacro è infatti composto da una mensola dedicata ai kami, denominata kamidana, e da un altare dedicato agli antenati buddhisti, il butsudan. Si può inoltre osservare come le due tradizioni si siano progressivamente influenzate a vicenda dall’adozione del rosario, oggetto sacro buddhista, come elemento ricorrente nei rituali di preghiera shintoisti.
Si dice spesso che i giapponesi “nascano shintoisti e muoiano buddhisti”, una frase che rappresenta la perfetta suddivisione dei riti tra le due tradizioni per coprire ogni aspetto dell’esistenza. I santuari shintoisti ospitano tradizionalmente le cerimonie legate ai nuovi inizi e ai momenti felici, come il giorno di Capodanno, quando le porte dei luoghi di culto si aprono ai fedeli che vi si recano per esprimere desideri ed estrarre l’omikuji, l’oracolo annuale che decreta la fortuna o la sfortuna per l’anno a venire. Nei santuari si celebrano poi la nascita, il terzo, il quinto e il settimo compleanno, il raggiungimento della maggiore età e i matrimoni in stile tradizionale. Ci si reca in un santuario shintoista anche per chiedere benedizioni legate alle fasi più propizie della vita, come l’inizio dell’università, la ricerca del lavoro, la gravidanza, l’acquisto di un’automobile o di una casa.
I templi buddhisti sono invece spazi che accolgono i momenti in cui si è più vulnerabili e si ha maggior necessità di sostegno; le preghiere sono quindi volte alla guarigione di una persona cara o al superamento di un ostacolo, come un esame universitario. Le mura di un tempio buddhista ospitano spesso un colombario e un cimitero, spazi deputati all’esecuzione dei riti funebri.
Alcuni templi e santuari sono specializzati e famosi per un unico tipo di rituale, come ad esempio il Meiji-jingu, conosciuto in tutto il Paese per i matrimoni con rito shintoista. Non c’è quindi da stupirsi che la maggior parte dei giapponesi aderisca a entrambe le fedi: ciascuna svolge il proprio ruolo e insieme accompagnano il fedele nel corso di tutta la sua esistenza, dalla nascita al compimento della maggiore età, fino al matrimonio e alla morte.

