Penne del Sol Levante - Nipponia Nippon di Abe Kazushige

Benvenuti all’appuntamento con la rubrica letteraria Penne del Sol Levante! Oggi parliamo di uno scrittore ben poco conosciuto in Italia, ma già un colosso in Giappone, Abe Kazushige e il suo romanzo Nipponia Nippon.

Il libro narra la storia del diciottenne Toya Haruo, un ragazzo problematico e mentalmente squilibrato, che decide di escogitare un grande piano per uscire dall'anonimato di una vita insignificante. La sua idea è semplice quanto ben congeniata: raggiungere il Centro per la salvaguardia dell'ibis crestato giapponese (nome scientifico Nipponia Nippon) sull'isola di Sadogashima e liberare o sterminare gli ultimi esemplari rimasti. Le due alternative, diverse quanto efficaci, permangono vive nella sua mente fino agli ultimi giorni. Indeciso, Haruo, non sa come comportarsi con gli uccelli e l'unica sicurezza che ha è di voler cambiare l'ordine delle cose. Entrambe le soluzioni gli paiono ottimi metodi per diventare famoso, solo alla fine deciderà il destino degli ibis.

Haruo si sente molto legato, in via eccezionale, con questi volatili. Questo perché un giorno, quando frequentava ancora le medie, aveva scoperto che il primo carattere cinese del suo nome si poteva leggere anche come toki, altro nome dell'animale. Questa scoperta lo lega indissolubilmente agli ibis, si convince così che il loro destino sia unito e condiviso.
Seguono mesi oscuri in cui il piano si fa strada nella sua mente, fino a concretizzarsi sempre di più. Ormai Haruo vive da solo a Tokyo, allontanatosi forzatamente dalla cittadina natale e dai suoi genitori dopo un misterioso incidente scolastico. Il ragazzo, ritrovatosi completamente solo e isolato nel nuovo appartamento, inizierà a preparare il suo piano e il viaggio fino a Sadogashima, con puntualità e grande attenzione.

Ogni minimo dettaglio dovrà essere perfetto e lui prende in esame ogni inconveniente possibile, così da trovarsi preparato a tutte le evenienze. Decide anche una data ben precisa: il 14 ottobre, sei mesi dopo il suo diciottesimo compleanno. E' convinto che tutti lo saluteranno come un eroe, aprendo finalmente gli occhi di fronte a quella grande mistificazione che è la questione Nipponia Nippon, come lui l'ha soprannominata sul suo diario.

Se volete saperne di più sul romanzo e su Abe Kazushige venite a leggere la recensione completa su Penne d’Oriente! Buona lettura!

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Penne del Sol Levante - Il segreto della longevità di Junko Takahashi

Benvenuti alla rubrica settimanale Penne del Sol Levante, dedicata al mondo del libro in Giappone. Oggi parliamo di un saggio d’inchiesta, un testo composto da interviste, Il Segreto della longevità della giornalista Junko Takahashi, edito da DeAgostini.

L’autrice ha affrontato il tema degli ultracentenari in Giappone ( più di 65.000 nel 2016) attraverso le interviste, ed è così che scopriamo vite davvero straordinarie. Io sono rimasta letteralmente affascinata e sgomenta nel leggere di queste esistenze eccezionali. Come quella di Tsuneko Sasamoto, nata nel 1914 e prima fotoreporter giapponese negli anni '30, che opera e lavora ancora oggi. Di recente la sua ultima mostra fotografica ha richiamato visitatori da tutto il mondo. O ancora la storia di Hidekichi Miyazaki che, a 106 anni, detiene il primato mondiale nella sua categoria per i cento metri piani e può vantare trentadue medaglie d'oro ai campionati atletici asiatici e giapponesi. Saneyoshi Noh (98 anni) vive su un'isola dell'arcipelago Amami e coltiva il suo campo di canna da zucchero da un ettaro, senza l'ausilio di nessuno e con gioia, dalla mattino sino al tramonto. Tomishige Shimizu di 100 anni, appassionato di pesca e di pittura, si occupa della casa a tempo pieno e della moglie malata. Questi sono soltanto alcuni esempi di come vivano queste persone, la giornalista ha raccolto molte altre testimonianze sullo stile di vita degli ultracentenari. Quello che se ne deduce è che, infine, non esista un insieme di regole ferree o uno schema prestabilito da poter seguire per vivere in salute fino a cento anni. Non c’è alcuna posizione magica, ma soltanto un’insieme di comportamenti positivi, che sono assolutamente da imitare. Il rispetto per se stessi, per chi ci circonda e per la natura tutta, mangiare ciò che si vuole ma senza mai esagerare, trasformare ogni buona occasione della vita in un modo per migliorarsi, non arrendersi mai, pensare sempre positivo e non farsi trascinare a fondo dagli eventi tragici della vita. E questi ultracentenari lo sanno molto bene, hanno vissuto la seconda guerra mondiale, le bombe atomiche, l’occupazione americana, la recessione. Ma, tramite le loro parole, si capisce subito che non si sono mai dati per vinti, nemmeno nelle situazioni più disperate che si sono trovati ad affrontare.

Una frase che mi sono segnata e che mi ha colpito particolarmente è stata "Se si tenta si può fare tutto, se non si tenta non si può fare niente", pronunciata da Mieko Nagaoka (102 anni, annovera venticinque record mondiali e ventotto record nazionali per il nuoto, tutti presi dopo gli ottantacinque anni...tanto per dire!). Credo che questo motto riassuma perfettamente lo stile di vita, e sopratutto il modo di pensare, di questi uomini e donne straordinari. Ma, se volete saperne di più, venite a leggere la recensione completa su Penne d’Oriente. Buona lettura amici e..una lunga vita!

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Penne del Sol Levante - Il violoncellista Goshu e altri racconti

Benvenuti alla rubrica settimanale Penne del Sol Levante, oggi parliamo dell’autore classico Miyazawa Kenji e della sua raccolta di racconti.

Famoso per le sue storie dedicati ai bambini, ne ritroviamo alcune in questo libro. Ne Il violoncellista Goshu facciamo la conoscenza di un suonatore di violoncello, appunto, che suona nell’orchestra del paese. Purtroppo è negato a suonare e tutti lo deridono, tenendolo in disparte. Una sera,, tornato a casa dopo le prove, Goshu prosegue ad esercitarsi per ore e ore con l’intento di migliorarsi il più possibile. I suoi tentativi verranno però interrotti ripetutamente, notte dopo notte e da individui davvero inaspettati. La prima notte sarà la volta di un gatto maculato, poi di un cuculo, di un cucciolo di procione e infine di un topino di campagna. Tutti questi animali richiedono a Goshu, in un modo o nell’altro, di suonare per loro che sono grandi amanti del suo violoncello. Il finale inaspettato fa sorridere e per i bambini è una favola dal finale lieto.
Le altre due storie, Il bosco del Parco Kenju e Il generale della guardia del Nord e i tre fratelli medici raccontano rispettivamente di un bambino e di un importante soldato. Nel primo scritto conosciamo il piccolo Kenju che vuole a tutti i costi piantare centinaia di piantine di cedro nel parco sgombro vicino alla sua casa, in aperta campagna. La sua forza d’animo e il suo impegno verranno ripagati nel corso del tempo e anche decenni più tardi quel bosco rimarrà nel cuore di molti. L’ultimo testo, invece, ci narra l’arrivo nella città di Rayu di un grande generale. Questi, però, ha un grosso problema da risolvere: infatti non riesce più a scendere dal suo cavallo e per questo motivo cerca disperatamente l’ausilio di un dottore. Ne troverà ben tre ad aiutarlo!

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Mirabile particolarità delle edizioni La Vita Felice è il testo giapponese a fronte, per i fortunati che leggono questa lingua il testo sarà doppiamente soddisfacente. Per saperne di più su questa raccolta (non solo di favole, ma anche di poesie) venite su Penne d’Oriente. Grazie e vi auguro una buona lettura per tutta la settimana!

 

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Penne del Sol Levante - Piccoli racconti di un'infinita giornata di primavera di Natsume Soseki

Buon sabato affezionati lettori della rubrica Penne del Sol Levante! Oggi parliamo di una raccolta di racconti davvero particolare e di un autore che è un simbolo della letteratura giapponese moderna, Natsume Soseki.

I venticinque scritti contenuti in questo libro, edito da Lindau, non sono uniti da un genere comune o da un vero e proprio argomento cardine; piuttosto si tratta di un leitmotiv che li attraversa tutti, aleggiando sopra storie e personaggi. L’idea è quella di una lunghissima giornata di primavera, di quelle in cui il tempo è perfetto, i raggi solari scaldano ma la brezza rinfresca e il sole sembra non tramontare mai. E’ l’uomo stesso che non vuole veder finire quel magnifico giorno, sperando che le lancette dell’orologio si blocchino per un tempo infinito. Questo è il tema fluttuante dei racconti di Soseki.

Alcuni sono narrazioni di finzione, inventate, mentre altri sono ricordi e sprazzi della vita reale dell’autore. Tra questi un buon gruppo riguarda il suo soggiorno, nel 1900 e 1901, in Inghilterra. Ci si era recato su ordine dell’Università Imperiale di Tokyo per svolgere ricerche sulla lingua inglese, che già aveva studiato e insegnato in patria. L’esperienza si rivela deludente sotto certi punti di vista, lo scrittore infatti non riesce ad adeguarsi alle abitudini di vita occidentali e non comprende fino in fondo gli inglesi e ciò che lo circonda.

I racconti che ho apprezzato di più sono Il Serpente, che narra di un giovane e di suo zio che vanno a pescare sotto una pioggia nera, incessante, vera protagonista della vicenda; il secondo è La tomba del gatto, in cui l’autore osserva impotente gli ultimi stralci di vita del suo gatto, senza rendersi conto che presto se ne andrà. Proprio quando scompare, tutti in famiglia sembrano accorgersi di lui e la sua tomba diventa il vero ricettacolo di tutte quelle attenzioni mancate.

La scrittura dell’autore è fluida e delicata, la sua particolarità è che scrive cose reali. Si ha la vivida impressione che ciò che ci racconta stia succedendo davvero, da qualche parte, in un luogo lontano ma pulsante, vivo. Tutto questo è dovuto alla straordinaria immediatezza delle sue parole e allo stile con cui riesce a legarle insieme.

Se volete saperne di più venite a leggere la recensione completa su Penne d’Oriente, buona lettura!

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Penne del Sol Levante - L'Impeccabile di Keigo Higashino

Buon weekend appassionati di letteratura giapponese! Oggi, nella rubrica Penne del Sol Levante, parliamo del giallista Keigo Higashino. Ho iniziato a raccontarvi di lui e del suo stile di recente, ma è uno degli autori contemporanei che apprezzo di più e ho deciso, oggi, di proporvi un altro dei suoi romanzi. Questa volta il libro, L’Impeccabile, fa parte della serie Galileo che vede come protagonisti indiscussi il detective Kusanagi e il professore scienziato Yukawa.

Tutto ha inizio con i coniugi Mashiba, Ayane e Yoshitaka. Il loro matrimonio è in frantumi, veleggia verso una fine banale e scontata quanto inevitabile. Lui infatti non concepisce il matrimonio senza figli e, visto che lei non può darglieli, decide di interrompere la loro unione. Ayane reagisce a questa presa di posizione con sgomento, curiosità e una certa indifferenza. Ben presto lo svolgimento della trama ci fa fare la conoscenza di un altro personaggio chiave della narrazione: Hiromi, giovane amica della coppia, studia presso il laboratorio artistico di Ayane ed è l’amante di Yoshitaka.

Dopo qualche tempo la signora Mashiba si reca a Sapporo per visitare la famiglia, proprio durante la sua assenza la stessa Hiromi trova il cadavere dell’amante nel salotto di casa. Era stata la stessa Ayane a lasciarle le chiavi, in caso di emergenza. La donna torna immediatamente a Tokyo, in preda allo sconforto. Il detective Kusanagi inizia ad indagare e la faccenda si rivela da subito più ingarbugliata del previsto. L’ipotesi del suicidio viene scartata, pare infatti che ci siano tracce di veleno nel sangue di Yoshitaka. La prima sospettata è Hiromi, ma ben presto e dopo averla conosciuta meglio Kusanagi la elimina subito dalla lista; al contempo la moglie della vittima era lontana centinaia di chilometri, il mistero sembra senza risoluzione.

Almeno finché non interverranno le ipotesi scientifiche e i suggerimenti originali dell’amico fidato e onnipresente del poliziotto, il professor Yukawa… ma se volete saperne di più venite a leggere la recensione completa su Penne d’Oriente! Buona lettura amici a voi!

 

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Penne del Sol Levante - Il Paese dei Desideri di Hara Tamiki

Benvenuti alla rubrica Penne del Sol Levante, dove parliamo di libri, scrittori e letteratura nipponica. L’argomento di oggi sarà una raccolta di racconti molto particolari, Il Paese dei desideri di Hara Tamiki, il massimo esponente della letteratura atomica.

Testimone diretto dello sgancio della bomba atomica su Hiroshima il 6 agosto del 1945, questo autore ha cercato a lungo di risolvere le questioni morali relative alle conseguenze tragiche di quell’evento attraverso i suoi scritti, profondi e intimistici. Alle riflessioni sul quel giorno d’agosto si intrecciano, con impeto, quelle legate al dolore per la morte della moglie tanto amata, risalente a qualche mese prima. Questi due sono i cardini attorno a cui vengono costruiti questi racconti, di non semplice lettura. Servono infatti attenzione, pazienza, concentrazione e umiltà per affrontare la mente di Hara Tamiki.
I cinque scritti che ci propone (Labbra di fuoco, Sulle rive di una morte meravigliosa, Requiem, Il Paese dei desideri, Verde infinito) narrano di uomini persi, con mogli in fin di vita, circondati da figure senza contorni precisi, devastati dal dolore e dalla mancata comprensione del genere umano. Sono tantissime le domande che si accavallano nella narrazione inflessibile e ininterrotta di Tamiki: il mondo proseguirà nonostante la disumanità di eventi così tragici? Cosa sono gli uomini? Cosa significa sopravvivere? E’ davvero possibile farlo? Il mondo merita di andare avanti? Come si fa a sperare nel futuro, lasciandosi tutto alle spalle? Cos’è l’umanità? Come possono coesistere nel mondo bellezza e distruzione?

Questi interrogativi coinvolsero la coscienza e la mente di Tamiki davvero in profondità e lo tormentarono per tutto il resto della sua vita dopo la bomba, sino al suicidio nel 1951. Tentò in tutti i modi di rispondere a queste domande attraverso i suoi scritti e fu uno dei più grandi esaminatori della situazione dei sopravvissuti e della questione morale insita nello sgancio della bomba nel 1945. Questo libro è una prova tangibile dell’incoscienza dell’essere umano, e del suo naturale bisogno di comprendere.

Se volete saperne di più venite a leggere la recensione completa sul blog Penne d’Oriente. Buona giornata lettori!

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Penne del Sol Levante - Il segreto del lago di Keigo Higashino

Benvenuti alla rubrica settimanale di Penne del Sol Levante, oggi vi presento il maestro del thriller giapponese Keigo Higashino. Il suo romanzo Il segreto del lago ci trasporta in una situazione davvero particolare. Tutto inizia con quattro coppie di genitori apprensivi che decidono di passare l’estate in una villa sul lago, per permettere ai figli di studiare e prepararsi adeguatamente agli esami d’ammissione alla scuola superiore. Con loro c’è anche un insegnante privato che seguirà le lezioni giornaliere. La storia si svolge sulla riva del lago Himegami.

La villa, appartenente a una delle famiglie, è permeata da subito dall’ansia dei genitori per il successo dei figli e per le preoccupazioni dovute a un loro eventuale fallimento. L’intera vita professionale e il futuro di questi ragazzi sembrano dipendere dall’inserimento in una prestigiosissima scuola cittadina. Ogni conversazione e ogni pensiero ruotano intorno a questo grande evento, atteso sul finire della stagione estiva. C’è solo una persona a cui tutto ciò non interessa per nulla: Shunsuke Namiki.

L’uomo infatti è deciso a lasciare la moglie per la giovane segretaria con cui ha una relazione affettiva. Quando la donna si presenta alla villa con il pretesto di portargli documenti di lavoro che aveva dimenticato in ufficio l’uomo ne rimane profondamente sconvolto ed è assai imbarazzato. Decide così di darle appuntamento in un hotel poco distante dal lago, così da liberarsi della presenza ingombrante della moglie, dei ragazzi e degli altri genitori. Con una scusa lascia la villa e la raggiunge, ma quando arriva di lei non c’è traccia. Sconfortato, ritorna dalla compagnia e piomba in un incubo inaspettato: il corpo della sua amante giace sul pavimento della camera da letto ed è proprio sua moglie a confessare di averla uccisa. A questa situazione estrema e paradossale si aggiunge il comportamento anomalo delle altre coppie, tutti sono decisi ad aiutare la donna e dimenticarsi del tremendo misfatto. Com’è possibile? Shunsuke si ritrova inghiottito nelle tenebre più oscure e districarsene non sarà facile.

Lo stile di questo autore è semplice, con frasi che vanno dritte al punto, descrizioni ben dosate e non ci fa mancare i momenti di suspence. Una scrittura molto piacevole, voltiamo pagina senza neanche accorgercene.

Se volete saperne di più venite a leggere la recensione completa su Penne d’Oriente! Buona lettura a tutti.


Tokyo Express

Penne del Sol Levante - Tokyo Express di Matsumoto Seicho

Bentornati alla rubrica settimanale Penne del Sol Levante! Oggi vi incanterò con la storia di un romanzo appena uscito in libreria per Adelphi, Tokyo Express. Un giallo in piena regola, risalente al 1958 e denso di atmosfera.

I corpi di Sayama Ken'ichi e della giovane Otoki vengono ritrovati a Kashii, precisamente sulla spiaggia del promontorio che affaccia sulla baia di Hakata. Sono distesi su una lastra di roccia scura, i vestiti smossi dal freddo vento marino. Dai primi rilievi della polizia è subito chiaro che i due si sono suicidati e le analisi di poco successive confermeranno l'uso del cianuro, anche contenuto in una bottiglietta vuota di succo di frutta posta a fianco dei cadaveri. il caso viene subito etichettato come il suicidio amoroso di due tristi amanti. Iniziano le ricerche per scoprire l'identità dei due corpi e da subito, agli occhi del vecchio ispettore Torigai Jutaro, qualcosa non quadra in quella scena apparentemente perfetta
A dargli manforte arriva da Tokyo un giovane poliziotto della seconda sezione investigativa, quella che si occupa dei casi di corruzione. Pare infatti che la vittima, l’uomo, lavorasse in un ministero coinvolto in un grosso scandalo. Anche per il detective, Mihara Kiichi, quella storia ha qualcosa di sospetto ed entrambi sembrano non darsi pace. I loro dubbi sembrano confermati da strane incongruenze nelle testimonianze di alcuni conoscenti della giovane Otoki. Infatti due ragazze che lavoravano con lei in un locale della capitale e uno dei loro clienti più assidui testimoniano di averla vista, in compagnia di un uomo, salire sull’espresso che da Tokyo porta ad Hakata. Questo e altri indizi porteranno i poliziotti a svolgere una lunga indagine.

 

In questo romanzo i colpi di scena non mancano, il finale è inaspettato e originale. Si tratta di un classico giallo in piena regola, molto godibile e ottimamente narrato. C’è solo da sperare di imbattersi in qualche altro scritto di Matsumoto Seicho per poter godere nuovamente della sua prosa. Ma se volete saperne di più venite a leggere la recensione completa su Penne d’Oriente!
Buona lettura!

Penne del Sol Levante - La ragazza dell'altra riva di Mitsuyo Kakuta

Buongiorno cari amici, oggi per la rubrica di Penne del Sol Levante vi racconto un romanzo uscito da pochi mesi in Italia: La ragazza dell’altra riva di Mitsuyo Kakuta.
Le protagoniste sono due donne che non potrebbero condurre vite più diverse. Sayoko è sposata e ha una figlia piccola, Akari, con cui passa le sue giornate; trascina i giorni trasferendosi da un parco giochi all’altro per evitare di dover far amicizia con le altre madri, che si uniscono in gruppetti chiusi. Akari, introversa quanto lei, non riesce mai a farsi degli amici e gioca sempre da sola. Sayoko non sopporta più questa situazione e decide di trovarsi un lavoro, così da avere una buona scusa per mandare la bambina all’asilo dove finalmente potrà interagire con i suoi coetanei. Così si mette a spulciare gli annunci lavorativi, va a diversi colloqui ma nessuno pare volerla assumere visto che è una casalinga e non ha capacità particolari.
Finché non incontra Aoi, giovane donna in carriera a capo di una piccola società di pulizie e viaggi. Fin da subito si intuisce che l’organizzazione interna dell’azienda è confusa e che Aoi spesso vive alla giornata, reinventandosi a seconda dell’affare migliore. Le due donne fanno da subito amicizia e Sayoko inizia a lavorare per lei come donna delle pulizie, nonostante le discussioni asfissianti con il marito e la suocera.
Ai capitoli dedicati al presente di questa piccola azienda si intervallano quelli dove ci viene narrata l’adolescenza turbolenta di Aoi, che scopriremo poi intrecciarsi inconsapevolmente con quella di Sayoko.

L’autrice, Mitsuyo Kakuta, non è una voce del tutto inedita nel panorama italiano. Nel 2014 infatti era uscito il suo primo libro tradotto in italiano (in realtà in Giappone è un nome molto conosciuto e i suoi romanzi e racconti hanno già vinto tutti i premi letterari più prestigiosi del paese). L’avevo letto, e presto ve ne parlerò, ma non mi aveva colpito come questo. Stavolta sono stata ammaliata dalla sua scrittura e da questi due personaggi di donne che tentano di costruirsi un Io, un’indipendenza d’animo rispetto ai doveri e alla società che le circonda.
Un romanzo in cui mi sono ritrovata molto, ma se volete saperne di più trovate la recensione completa su Penne d’Oriente. Buona lettura!

Penne del Sol Levante - Una perfetta stanza di ospedale di Yoko Ogawa

Buon fine settimana affezionati lettori della rubrica Penne del Sol Levante! Oggi vi propongo una breve raccolta di racconti dell’autrice Yoko Ogawa. Come forse già saprete è la mia scrittrice preferita e ho ritrovato in questa magnifica antologia il suo stile caratteristico e i temi a lei più cari.

Il libro comprende due racconti brevi: Una perfetta stanza di ospedale e Quando la farfalla si sbriciolò. Nel primo, una donna si riavvicina al fratello malato, passando con lui tutto il suo tempo libero, nella stanza dell’ospedale universitario dov’é ricoverato. I due sono molto legati fin da bambini e hanno avuto un’infanzia difficile a causa dei problemi mentali della madre, ormai defunta. La protagonista ammira la perfezione della camera in cui il fratello giace a letto e mangia uva, l’unico alimento che il suo corpo ormai accetta. Pare quasi che tanto la stanza appare intonsa, lucente, pulita e perfetta, tanto più il ragazzo si consumi velocemente, ammalandosi sempre di più. Quasi che nella mente della donna, per sopravvivere a quel profondo dolore, lei debba veicolare la perfezione verso un oggetto inanimato e non più vederla nel corpo del fratello. Le ossessioni della donna risalgono alla sua adolescenza, al disordine e allo spreco di cibo che regnavano nella sua casa, da quando la madre si era ammalata. Sono queste stesse fobie a incanalare la sua visione della vita e del mondo, distorcendola.

Il secondo racconto narra la vicenda di Nanako, che si trova costretta a portare sua nonna Sae in un ospizio. La donna è ormai immobile nel letto, non si alza più e non vuole mangiare, per questo motivo, in cerca d’aiuto, la ragazza decide di affidarla a una casa di riposo. Quando ritorna a casa, però, l’assenza è straziante e lei si sente svuotata di tutto, confusa e incapace di distinguere quella nuova realtà solitaria dalla pazzia.


La scrittura di Yoko Ogawa ci dona due scorci di donne incredibili. Le descrizioni minuziose, accattivanti, morbose rendono questa raccolta simbolica dell’intera produzione letteraria dell’autrice. Se volete saperne di più su di lei, vi lascio alla recensione su Penne d’Oriente. Buona lettura!