Kōyō 2021: I migliori post dove ammirare il foliage autunnale
L’autunno è già arrivato e come ogni anno, in Giappone è cominciata la stagione del Kōyō che include il periodo del Momiji e del Ginkgo foliage! Il giappone lo sappiamo, è una nazione che, come l’Italia, presenta le 4 stagioni: Primavera (春 – haru), Estate (夏 – natsu), Autunno (秋 – aki) ed Inverno (冬 – fuyu). Con Kōyō, come abbiamo già detto in un precedente articolo, si intende infatti quel periodo dell’anno in autunno dove possiamo assistere al cambiamento del colore delle foglie. Ci sono varie specie di alberi in Giappone, ma quelli autoctoni che ci regalano questo splendido show sono in particolare gli Aceri e il Ginkgo Biloba. Infatti, grazie a queste specie possiamo assistere al periodo del Momiji, cambiamento delle foglie di acero, e al Ginkgo foliage. Oggi vogliamo condividere con voi alcuni dei posti migliori per assistere a questo incredibile spettacolo della natura! Photo credits: kyoto.travel Situato poco distante dal centro di Kyoto, i giardini del tempio Eikando offrono un incredibile vista durante il Momiji. Inoltre, essi sono illuminati anche di notte offrendo così un incredibile emozione notturna. Solitamente, il periodo migliori per godere di questo incredibile spettacolo è durante la seconda metà di novembre o alla fine del mese stesso. Photo credits: hisgo.com Ci spostiamo nella periferia di Kyoto per trovare Arashiyama, un angolo di Giappone che ci offre montagne ricoperte da boschi. Ed è proprio in questo periodo dell’anno, durante il Momiji, che queste distese di alberi si trasformano in un mosaico multicolore che si riflette nel fiume Sagano. Qui il foliage solitamente dura fino ad inizio dicembre, permettendoci così un’esperienza irripetibile ed uno spettacolo unico nel suo genere. Photo credits: japan-guide.com Dall’arancione al rosso, questi i colori che disegnano e circondano il Tempio Tofukuji, uno dei luoghi più popolari per il Kōyō e il Momiji. Quando vi troverete qui, vi sembrerà davvero di immergervi in un mare di foglie di acero, circondandovi di una sensazione di immensa pace e tranquillità. Il momento migliore per godere di questo spettacolo è da metà a fine novembre, Photo credits: japantravel.com E dal momiji passiamo al Ginkgo foliage, un altro dei simboli del Giappone. L’albero di Ginkgo Biloba è conosciuto come Icho ed è l’albero ufficiale della città di Tokyo. Infatti, molte delle strade della città sono costeggiate da questi possenti alberi. Il luogo più famoso per godere dello spettacolo delle meravigliose foglie gialle di Ginkgo è infatti il viale che si trova nel parco Meiji-jingu Gaien. Qui, da fine novembre, il panorama passa dal colore verde dell’estate a un brillante giallo che ci accompagna fino a inizio dicembre. Dall’Hanami con i suoi fiori di Sakura, al Momiji e i colori dell’autunno, il parco di Ueno a Tokyo è sempre uno dei posti migliori per godere di questi spettacoli della natura. Istituito quasi 150 anni fa e casa di più di 9000 alberi, questo bellissimo posto è uno dei luoghi privilegiati per la visione del foliage da metà novembre a inizio dicembre. Photo credits: japan-guide.com Se invece preferite farvi trasportare indietro nel tempo, il giardino Rikugien è il posto perfetto per voi. Restaurato nel 1878 ma originario del periodo Edo, qui potrete assistere ad un’esperienza unica del Kōyō. Infatti, gli alberi che circondano il lago soo illuminati anche di notte in modo da poterli ammirare anche dopo il tramonto. Un paesaggio unico che Tokyo offre ai suoi visitatori dove si possono ammirare le luci e le foglie rifflesse misticamente sulla superficie dell’acqua. Il periodo migliore è da metà novembre a inizio dicembre e il parco ha un costo di ingresso pari a 300¥. Photo Credits: https://national-parks.org/japan/nikko Ci spostiamo a nord di Tokyo e arriviamo a Nikko all’interno del parco nazionale. I sentieri che troviamo qui rendono questo un luogo perfetto per la visione del Kōyō. Fra cascate, paludi e praterie, Oze è un habitat unico anche per il kusamomiji, ovvero i colori autunnali dell’erba. Passo dopo passo vi troverete immersi nelle fronde rosse e dorate, una visione magica che vi accompagnerà da fine settembre sino a circa metà ottobre. Photo credits: japan-guide.com Se preferite godere di questo meraviglioso spettacolo in modo più privato evitando le folle, il Parco Nazionale Daisetsuzan è ciò che fa per voi. Qui Hokkaido si veste di rosso, oro e arancione ed questo parco vanta anche il primato del Kōyō. Infatti, trovandosi molto a nord. fra vulcani, laghi, montagne e sorgenti caled è quasi sempre la prima location a vedere il cambiamento delle prime foglie! Photo credits: hisgo.com E per i più tradizionalisti, non poteva di certo mancare il panorama del Monte Fuji. Anche in autunno, il signore del Giappone ci regala una vista spettacolare. Vedere il cambiamento delle foglie all’ombra del Monte Fuji è un evento incredibile che sicuramente diventerà un’esperienza unica nella vostra vita. Inoltre, potete anche noleggiare una barca per visitare il lago Kawaguchiko. Infatti, da qui potrete ammirare la bellezza del paesaggio che vi circonda e vederlo riflesso nella superficie del lago. Questo vi permetterà di sentirvi completamente avvolti e immersi in quello che è il vero Kōyō giapponese. Da fine ottobre a metà novembre, questo è la meta da sogno per assistere al foliage. Il Kōyō è uno dei periodi più magici in Giappone, un’esperienza che almeno una volta nella vita va affrontata. Tuttavia ricordiamo che il periodo del foliage può variare di anno in anno a seconda delle previsioni meteo. Proprio per questo, ogni anno il Giappone rilascia il forecast ufficiale! Pronti a godere dell’immenso spettacolo del Momiji e Ginkgo foliage durante il Kōyō?! Siamo curiosi di vedere le vostre foto! Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNOMomiji: Tempio Eikando, Kyoto

Arashiyama, Kyoto

Momiji: Tempio Tofukuji, Kyoto

Viale Jingu Gaien Ginkgo, Tokyo

Parco di Ueno, Tokyo
Momiji: Giardino Rikugien, Tokyo

Parco Nazionale di Oze, Nikko

Parco Nazionale Daisetsuzan

Momiji: I cinque laghi del Fuji

In Conclusione
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News & Curiosità dal Giappone: Cosa ci invidiano i giapponesi?
Per le News & Curiosità dal Giappone: Cosa ci invidiano i giapponesi? Secondo alcune ricerche e l’articolo di excite i giapponesi dicono: A noi sembrano normali, ma per i giapponesi è qualcosa di unico avere l’acqua gratis che possa essere raccolta nelle bottigliette. Così dicono, che “l’Italia ha l’acqua gratis e ci sono vari rubinetti, uno per l’acqua frizzante, uno per l’acqua fredda e uno per l’acqua semplice, tutti gratuiti.” trovano bellissimo poter bere acqua frizzante o fredda in una giornata calda e che siano in tutta Italia! Non solo in una parte del paese! Esistono strutture chiamate “Case dell’acqua”. Per noi sono cose normali, per i giapponesi sono invece qualcosa di unico! Sembra una grandissima fortuna poter portare la propria bottiglia e riempirla con acqua locale di buona qualità con un buon retrogusto! L’acqua è gratuita e l’acqua frizzante invece costa solamente 0,05 € al litro. È un ottimo modo per risparmiare denaro e non sprecare bottiglie di plastica. Excite ha raccolto vari commenti di giapponesi in visita in Italia, sorpresi dalla presenza queste fontane e dalla possibilità che offrono. “Nei ristoranti le acque frizzanti vengono presentate addirittura come i vini! Ognuna di loro ha le sue caratteristiche!” “Addirittura ci sono acque frizzanti naturali, com’è possibile?” Il segreto è l’effervescenza naturale: con l’attività vulcanica, l’anidride carbonica si dissolve in acqua sotto pressione nelle profondità del sottosuolo. L’acqua effervescente sale naturalmente attraverso le sorgenti calde. Per i giapponesi, la possibilità di avere l’acqua a disposizione in fontane pubbliche è qualcosa di unico. E l’Italia sembra l’unico Paese che possa servire acqua davvero di buona qualità, perchè, se per loro andate negli Stati Uniti, le tre scelte potrebbero essere “acqua arrugginita”, “acqua calcarea” oppure “niente acqua”. Insomma, abbastanza diverso dalla scelta tra “acqua fredda” , “acqua naturale” e “acqua frizzante” Insomma, quando vi capiterà di vedere una fontana pubblica o una casetta dell’acqua, prestatele un po’ di attenzione e sappiate che per qualcuno, dall’altra parte del mondo, quella struttura è un miracolo! Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO
Noi italiani ci troviamo spesso ad invidiare ciò che hanno in Giappone… ma dal Giappone che cosa ci invidiano?
Photo Credit: https://twitter.com/hydro_homies/
“L’Italia ha fontane che servono acqua frizzante e acqua fredda…” le fontane sono definite strutture pubbliche invidiabili per i giapponesi!Segui Giappone in Italia
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News & Curiosità dal Giappone: Ramen o Pasta? Feumen!
Ramen o pasta stasera? Se non riesci a decidere allora il nuovo ristorante Feumen, situato nel quartiere di Aoyama a Tokyo, potrebbe avere la soluzione per te! Nato dalla collaborazione di due rinomati chef giapponesi, Ayumi Sato e Hiroto Sato, è un ristorante molto particolare. I noodles che vengono offerti, come dice lo stesso slogan in giapponese rāmen demo nai, pasuta demo nai ラーメンでもない、パスタでもない, non sono nè pasta nè ramen! I noodles Feumen sono di medio spessore, di colore giallo, preparati con una farina di grano reperibile in Hokkaidō e nel Kyūshū. Questa è la chiave per renderli né troppo morbidi né troppo duri. Vengono serviti freddi con sopra una calda salsa di gamberi molto piccante e con un mix di spezie. A queste si possono aggiungere tanti altri condimenti. Quello più popolare al momento è il condimento onsen tamago 温泉卵. Si tratta di un uovo tradizionale giapponese cotto lentamente nelle acque calde dell’onsen ovvero le “terme giapponesi”. L’uovo viene poi combinato con del formaggio in polvere per dare quel tocco di gusto in più ispirato all’italianità. credits: gnavi.co.jp L’interno del ristorante offre al cliente un mix di paesaggi naturali e artistici con un bancone centrale che ricorda l’albero creato dal paesaggista di fama mondiale Seijun Nishihata, circondato da diverse opere di Nana Soeda, giovane pittrice emergente. Il locale è dotato anche di una terrazza per godersi i noodles in una calda giornata di sole. credits: prtimes.jp Infine un’altra particolarità è che sia l’ordinazione che il pagamento avvengono online. Basta infatti scansionare all’ingresso il codice QR e registrare la carta di credito sul sito web per visionare il menù. Con un semplice tocco si può ordinare e pagare il proprio pasto in perfetta sicurezza! Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNOI noodles Feumen

L’interno del ristorante: fra arte e sicurezza

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Approfondimenti: La casa tradizionale giapponese
Se ci chiediamo quali siano le caratteristiche di una casa tradizionale giapponese le possiamo vedere tutte guardando un qualunque tempio in Giappone: austerità, materiali leggeri e porosi, pareti interne ed esterne molto sottili. La casa tradizionale giapponese, come la conosciamo oggi, ha le sue origini nelle case dei ricchi agricoltori nei primi anni del periodo Edo (1603-1868) costruite con strumenti e metodi importati dalla Cina e dalla Corea. Il materiale predominante è il legno, scelto dagli architetti giapponesi in una continua ricerca di armonia e sintonia con la natura. Il legno è un materiale leggero che riassume in sé il concetto di transitorio: il calore che trasmette agli ambienti interni, le sue irregolarità e texture sono elementi considerati di alto valore estetico. La zona d’ingresso si chiama genkan 玄関, ed è quel luogo in cui è necessario togliersi le scarpe prima di entrare. La presenza del gradino, che pone il genkan ad un piano inferiore rispetto al resto della casa, serve proprio a definire il confine fra lo spazio interno abitativo e quello esterno. Allo stesso tempo però, proprio per la sua posizione ribassata rispetto agli altri piani della casa, il genkan si pone come uno spazio in continuità con la natura e non di separazione da essa. credits: jp.fotolia.com Le stanze di una casa tradizionale giapponese hanno la pavimentazione in tatami 畳 ovvero composta da pannelli rettangolari modulari rivestiti da paglia intrecciata. Queste stuoie non solo conferiscono bellezza alle case ma aiutano anche a conservare il calore durante le fredde giornate invernali. Tutte le stanze hanno questo tipo di pavimentazione fatta eccezione per la cucina e i corridoi, dove il materiale predominante è il legno. Proprio per questo tipo di pavimentazione è difficile utilizzare le sedie all’interno delle stanze tradizionali. A queste si preferiscono invece cuscini speciali utilizzati per sedersi chiamati zabuton 座布団. credits: jp.fotolia.com Un’altra peculiarità delle case tradizionali giapponesi sono le porte scorrevoli: i fusuma 襖. Si tratta di pannelli rettangolari con il lato lungo in verticale che separano i locali interni della casa. Sono costituiti da una struttura in legno a reticolato ricoperta da cartone e da uno strato di carta o tessuto su entrambi i lati. Anticamente venivano dipinti per abbellire la residenza con scene naturali come paesaggi montani, foreste o animali. Esiste poi un altro tipo di parete scorrevole chiamata shōji, realizzata in carta di riso montata su un telaio in legno. A differenza dei fusuma, gli shōji separano l’interno delle case dall’esterno. Inoltre, essendo la carta che li riveste molto sottile, permettono alla luce naturale di filtrare attraverso la porta. credits: jp.fotolia.com La stanza da bagno nelle case tradizionali giapponesi è normalmente separata da quella adibita alla toilette. L’ofuro お風呂 tradizionale è una vasca di legno compatta e profonda rispetto alle vasche comuni, colma d’acqua ad una temperatura di circa 43 °C o anche più calda. Costruita tradizionalmente in legno hinoki ヒノキ, cipresso giapponese, la vasca a contatto con i vapori e con l’acqua calda emana una fragranza molto particolare. Prima di utilizzare l’ofuro ci si siede su un piccolo sgabello all’interno della stanza per lavarsi corpo e capelli e si entra nella vasca solamente dopo essersi ben sciacquati. Fare il bagno per molti è un’esperienza che va oltre la semplice igiene personale. Per alcuni è religiosa, per altri curativa. Entrambi i due aspetti sono strettamente connessi al rito della purificazione: non ci si immerge nell’acqua bollente solo per una questione di igiene ma anche per purificare l’animo. credits:tatezou-house.com Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO
Washitsu 和室: la stanza tradizionale giapponese


L’ofuro nella casa tradizionale giapponese

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News & Curiosità dal Giappone: l'autunno in Giappone fra momiji e sapori stagionali
Il Giappone è famoso per offrire panorami mozzafiato e unici in tutto il mondo per ogni stagione dell’anno. Molti considerano proprio l’autunno il periodo in assoluto più bello. Il motivo risiede nel fatto che quando le temperature cominciano ad abbassarsi dopo la torrida estate, le foglie si tingono di sfumature di colore arancione, rosso, giallo e marrone. Questo fogliame autunnale è uno spettacolo magnifico della natura che ha ispirato artisti e poeti per secoli e secoli. L’inizio della stagione del kōyō in Giappone varia a seconda della temperatura, latitudine e altitudine ed il momento migliore per osservare il fenomeno cambia da regione a regione: ad esempio in Hokkaidō, che è la regione più a nord e quindi più fredda, inizia già a metà settembre, in altre città più a sud come Tokyo o Kyoto, dove quindi il freddo arriva dopo, bisognerà attendere il mese di novembre. Possiamo quindi dire che prima arriva il freddo prima appariranno i colori autunnali! Diamo un’occhiata alle previsioni di quest’anno! photo credits: www.jrailpass.com Il Giappone, oltre che per i paesaggi mozzafiato, è famoso anche per i suoi sapori stagionali e quindi per tutta una varietà di alimenti che è possibile gustare solamente in una particolare stagione. Si aggiudica il primo posto nella classifica dei cibi autunnali più popolari il pesce sanma さんま. Il pesce sanma vive nell’Oceano Pacifico ed è possibile mangiarlo appena pescato solamente nel periodo autunnale in quanto durante le altre stagioni nuota lontano dalle acque del Giappone per avvicinarsi solamente in autunno. Solitamente viene cucinato in maniera molto semplice, alla griglia e con un po’ di sale, ma il gusto è assicurato! photo credits: mi-journey.jp Un altro sapore che fortemente caratterizza l’autunno giapponese è quello della patata dolce, conosciuta con il nome di satsumaimo サツマイモ. Ogni anno, infatti, non appena si comincia a percepire nell’aria l’inizio dell’autunno nella maggior parte dei negozi, dai convenience store, conosciuti con il nome di konbini, ai negozi più lussuosi, cominciano ad apparire dolcetti al gusto di patata dolce di ogni tipo. Ad esempio nei konbini come il Lawson, il Seven Eleven e Family Mart appariranno magicamente crepes, crostatine, torte di riso, tutte al gusto di satsumaimo! photo credits: km2.tsite.jp Questo gustoso ingrediente è talmente ricercato in Giappone che ogni anno, proprio nel periodo autunnale, Mister Donut, una delle più famose catene di ciambelle al mondo, propone una linea di ciambelle al gusto di patata dolce. photo credits: japantoday.com Infine, un altro sapore che simboleggia l’autunno giapponese è quello della castagna, in giapponese kuri 栗. Viene utilizzata in vari modi ed è possibile trovarla nei dolci più disparati: all’interno dei macarons, sul dolce montblanc fino ad arrivare ai dolci più tradizionali giapponesi come i dorayaki どら焼き. photo credits: elle.com, tsuboya.net
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Il fenomeno naturale delle foglie che cambiano colore in giapponese è detto kōyō 紅葉. Questo kanji ha però anche una seconda lettura, ovvero momiji, che indica più precisamente le foglie d’acero giapponese tinte di rosso. Entrambe le parole simboleggiano l’autunno nella cultura giapponese.Kōyō Forecast 2021

I cibi più ricercati durante questo periodo





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NON PERDETEVI IL NUOVO NUMERO DI PAGINE ZEN!
É uscito il nuovo numero di PAGINE ZEN, ricco come sempre di approfondimenti e curiosità!
Ecco quali saranno gli argomenti che PAGINE ZEN andrà ad approfondire nel numero 125:
- Il Giappone Asuka e Nara
Quando l’estero divenne mainstream, influenze cinesi e coreane
Carla Ruscazio
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/il-giappone-asuka-e-nara-quando-l-estero-divenne-mainstream-influenze-cinesi-e-coreane
- 天地人轉 (転)
Ten-Chi-Jin-Ten (marobashi) - Cielo / terra / persona / adattarsi
Calligrafia di Bruno Riva - shodo.ch
- Giappone: disegno e design
Dai libri illustrati Meiji ai manifesti d'arte contemporanea
Eleonora Lanza
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/giappone-disegno-e-design-dai-libri-illustrati-meiji-ai-manifesti-d-arte-contemporanea
- Il Tè
Dalla Cina: storia, leggenda, estetica (prima parte)
Isabella Doniselli Eramo - www.icooitalia.it
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/il-te-dalla-cina-storia-leggenda-estetica-prima-parte
- Prezioso verde
La collezione di giade del Museo d’Arte Orientale di Venezia
Elena Riu - https://orientalevenezia.beniculturali.it/
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/prezioso-verde-la-collezione-di-giade-del-museo-d-arte-orientale-di-venezia
- Corea
Fondazione dalle Origini Celesti
Dalila Bruno
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/corea-fondazione-dalle-origini-celesti
- I pirati dei mari orientali
Veronica Gambilare
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/i-pirati-dei-mari-orientali
- Kusari-Dō
Percorrendo la Via Guerriera della Catena
Christian Russo - www.yoshinryu.com
Con approfondimento al link:
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/approfondimenti/kusari-do-la-via-guerriera-della-catena
- La Neve di Yuzawa
Immagini dal Giappone
Recensione di Anna Lisa Somma - www.bibliotecagiapponese.it
--- Questo il link all'intero numero 125 di Pagine Zen
https://temizen.zenworld.eu/paginezen/archivio/pagine-zen-125

Giappone, la bellezza del quotidiano
Il concetto di bellezza ha un’origine occidentale. Con ciò non si intende dire che il bello sia prerogativa di questa cultura o che i giapponesi abbiano imparato da essa. Questo significa solamente che nel Giappone tradizionale la bellezza non aveva uno studio codificato, e sfumava in altre esperienze come quella della naturalezza (shizen) o del vuoto (mu).
Solamente con l’avvento dell’epoca Meiji e la definitiva conclusione del periodo del sakoku in Giappone i contatti con l’Occidente si intensificarono, e anche il concetto di bellezza divenne oggetto di studio da parte di filosofi e studiosi di arte giapponesi.
Nel Giappone tradizionale, chi è colui che fa arte? Anche in questo caso è difficile dare una risposta. L’arte era qualcosa di più assimilabile all’artigianato, a una tecnica, un rituale portato alla perfezione. Il gesto artistico non risiedeva tanto nell’oggetto in sé, quanto nella cura e nell’azione dell’artigiano.
Se facciamo un salto nel futuro, è impossibile non notare come oggetti e luoghi di uso comune siano in Giappone dei veri piccoli capolavori, curati in ogni dettaglio, per far sì che anche la quotidianità possa assumere sfumature di vari colori.
Si pensi ai cartelli, alle fermate delle metropolitane e treni spesso adornate con disegni, ai treni stessi che ritraggono personaggi tipici della cultura pop. Non solo, anche le transenne stradali in Giappone possono essere kawaii, il contenuto di bento, le macchinette delle bibite. Insomma: ovunque si giri lo sguardo si potrà rimanere ammaliati, incuriositi, anche solo coinvolti in panorami particolari.
In questo articolo si tratteranno in particolare due oggetti e luoghi del quotidiano che in Giappone sono – pur essendo parte della vita di tutti i giorni – pensati con estrema cura.
Koban
Cosa sono i Koban in Giappone? I Koban sono piccole stazioni di polizia cittadine, utili per emergenze o consigli legati alla vita di quartiere. In una stessa città, infatti, ve ne possono essere moltissime, di solito sono piccoli edifici che quasi si nascondono tra una costruzione e l’altra.
C’è una pagina di instagram chiamata prettykoban che ci fa scoprire come questi luoghi di vita quotidiana siano a volte trattati come piccole architetture di pregio.
https://www.instagram.com/p/CTV6hvRlqnn/
Questa stazione di polizia ha una forma molto particolare: ha una forma a torre e un tetto a punta color azzurro, elementi che ci fanno quasi pensare ad architetture occidentali.
https://www.instagram.com/p/CSUGVBPlvv4/
Del tutto particolare, koban dalla forma di gufo, con finestre al posto degli occhi. Potreste credere di trovare dei poliziotti in questo tipo di edificio?
https://www.instagram.com/p/CRtAsTVFlmA/
Questa architettura riprende perfettamente i materiali in cui è collocata. All’interno di una foresta, sfrutta legno e pietra e appare quasi come una piccola casa accogliente.
https://www.instagram.com/p/COFa9ZnBWKg/
Koban inserita nel fantastico scenario dell’entrata del tempio Sensoji.
Tombini
Un’altra categoria di oggetti che non ci aspetteremmo mai essere belli o piacevoli alla vista sono i tombini. Abituati a sentirli legati a un senso di sporcizia, vedere alcuni dei tombini giapponesi potrà forse farci rivalutare questo tipo di oggetto comune. I tombini in Giappone sono quasi sempre molto carini: alcuni rappresentano con immagini e disegni il luogo in cui ci si trova, alcuni vengono costruiti per occasioni speciali o anniversari, per commemorare una persona o un momento particolare, altri sono semplicemente carini e decorativi, a rendere la visione delle strade più piacevole.
Kawaiimanhole ci offre una serie di tombini tutti particolari:
https://www.instagram.com/p/CS3w83rF8Mj/
https://www.instagram.com/p/CPuG3WPFMkk/
Un classico: personaggi conosciuti in tutto il mondo, Hello Kitty, gattina dalla forma umana e il mondo fantastico dei Pokémon.
https://www.instagram.com/p/CRtHpvDjs6_/
Un tombino costruito apposta per i giochi olimpici di Tokyo 2020.
https://www.instagram.com/p/CQnJ6ppjLBl/
Questo tombino addirittura riporta una stampa giapponese ukiyo e del Monte Fuji di Hokusai. Una stampa, dunque, equiparata a oggetto d’arte, applicata su un tombino: oggetto quotidiano su cui le persone camminano e spesso magari nemmeno si soffermano.
https://www.instagram.com/p/CQFClXPlgRZ/
Un tombino tipico di una città ben precisa, con caratteristiche proprie di essa.
Vi lasciamo esplorare, per chi ha la curiosità di farlo, questi e molti altri oggetti del quotidiano che in Giappone animano il nostro sguardo, ci distraggono mentre passeggiamo per le strade, attirano la nostra attenzione. La bellezza è nel quotidiano, il quotidiano è bellezza.
A cura di Susanna Legnani
I concerti a lume di candela conquistano Milano
Bellissima iniziativa per tutti gli appassionati di cultura giapponese è quella di “Candlelight: colonne sonore di anime a lume di candela”.
Gli eventi, realizzati da Feverup, offrono la possibilità di godere di un pomeriggio o di una serata in compagnia delle colonne sonore dei nostri anime preferiti, il tutto in una cornice assolutamente magica.
Un pianoforte e centinaia di candele, infatti, fanno da sfondo alla musica, in luogo intimo nel cuore di Milano.
Presente in tutto il mondo, Feveup è azienda leader mondiale nella digitalizzazione dell’Experience Economy, ispirando gli utenti a scoprire e godere delle migliori esperienze nella propria città.
Dai concerti al teatro, dalla musica dal vivo a esperienze immersive e pop-up, consente agli organizzatori di eventi di creare contenuti sempre nuovi e originali. Ed è proprio questo il caso.
Per tutti coloro che volessero accaparrarsi un biglietto il prima possibile, avete due possibilità: correre sul sito ufficiale o scaricare l’app, così da avere tutti gli eventi a portata di mano e ricevere la notifica dei più interessanti.
Se non trovate più disponibilità, niente paura! Gli eventi di Feverup si ripetono a cadenza mensile, così tutti avranno modo di partecipare o ri-partecipare.
I biglietti partono da €15,00, nelle zone a bassa visibilità, fino a €25,00, per questo specifico evento. Ci sono due fasce orarie tra cui scegliere: una tarda-pomeridiana e una serale.
Per il programma e ulteriori dettagli visitate il sito feverup.com.
La magia degli eventi dal vivo vi aspetta, divertitevi con Fever!
Amanda De Luca
Tanka - Il monte che mai muta
Il monte che mai muta
la sua chioma sempreverde,
ode, forse il suono
del vento che spira
i passi dell’autunno?
Momiji senu
tokiwa no yama wa
fuku kaze no
oto ni ya aki o
kikiwataruramu
-Ki no Yoshimochi
Cos’è Yonaguni?
Avete mai sentito parlare di Yonaguni? No? Beh, anche se siete dei grandi appassionati di Giappone potrebbe essere normale che non vi sia mai capitato di imbattervi in questa parola.

Yonaguni è una splendida isola di Okinawa, ma non una qualsiasi: è l’isola più occidentale di Okinawa, come riporta JNTO “l’ultimo luogo in Giappone per ammirare ogni giorno il tramonto del sole. […] E’ la più remota di tutte le isole di Okinawa e la più difficile da raggiungere”. Per accedervi, infatti, vi sono pochi voli, e arrivando in traghetto da altre isole il sentiero potrebbe essere parecchio tortuoso. Insomma: una splendida e misteriosa località per le perfette vacanze estive di chiunque ami sole, mare e anche un po' di avventura.
In questo luogo, oltre alla pace che anima le isole dell’arcipelago, è possibile ammirare rovine sotterranee facendo escursioni, piccoli cavalli liberi per il luogo e – d’inverno – persino squali.
Di recente l’isola di Yonaguni ha raggiunto una maggiore popolarità in una maniera decisamente particolare: un famoso cantante portoricano, Bad Bunny, ha intitolato una sua canzone in questo modo, proprio riferendosi a questo ignoto luogo del Giappone.
https://www.youtube.com/watch?v=doLMt10ytHY
Il video coinvolge un insieme di riferimenti al Giappone che – al di là dell’accuratezza con cui vengono presentati – dimostra come le influenze nipponiche si facciano sentire ormai davvero in tutto il globo in differenti forme.
Il video comincia con lo stesso artista seduto in un ristorante giapponese apparentemente tradizionale, di quelli che si trovano nelle strette vie di Osaka. Ci sono riferimenti ad arti marziali, ikebana, videogames… Bad Bunny mostra anche uno studio di tatuaggi in cui si fa incidere sulla gamba la scritta “PokemonGO”, dal famoso gioco che prese piede qualche anno fa.
Il video si conclude con la versione anime di Bad Bunny, triste, che cammina tra alberi di sakura dai petali cadenti: il cantante conclude con alcune frasi in giapponese. Se il tutto può far sorridere alcuni, la sorpresa di ascoltare un cantante di trap/reggaeton latino provare a cantare in giapponese è molta. Lasciando da parte i gusti musicali di ognuno: perché scoraggiare l’interesse verso altre culture, dopotutto?

Il messaggio dell’intera canzone è chiaro: anche se l’artista vorrebbe dimenticare la donna che desidera, se sapesse dove si trova si spingerebbe fino in capo al mondo per raggiungerla. In capo al mondo: proprio sull’isola di Yonaguni.
Data la fama che ha travolto ormai da qualche anno Bad Bunny, questa canzone ha letteralmente fatto il giro del mondo, ed è arrivata proprio lì: in Giappone. Sebbene questo genere musicale sia ciò che di più lontano ci sia dai gusti dei giapponesi (probabilmente anche per un fattore linguistico), “Yonaguni” ha colpito in particolare un altro personaggio cui fama lo precede: Takashi Murakami.
L'artista, con un post su instagram ha espresso tutta la sua meraviglia e interesse nei riguardi di questa strana canzone, che prende in considerazione un luogo lontano ed esotico come Yonaguni.
https://www.instagram.com/p/CSa1zS7nQr6/?utm_medium=copy_link
“Ho ascoltato la canzone "Yonaguni" di Bad Bunny @badbunnypr su Spotify. L'anno scorso, il suo "DÁKITI" ha preso d'assalto il mondo, e negli ultimi mesi ho continuato a sentire la frase giapponese "doko ni imasuka" su Spotify, che ha suscitato il mio interesse. Ascoltando attentamente la canzone, ho capito che era quella chiamata "Yonaguni".
In Giappone ci sono molti ascoltatori che sono curiosi di conoscere i testi in giapponese cantati da Bad Bunny. L’argomento è caldo sul web, con blog che spuntano con domande come: "Perché giapponese?" e "Perché Yonaguni?".
Un cantante di Porto Rico canta dell'esotismo dell'isola di Yonaguni nel lontano Giappone, e io, come giapponese, sono commosso dalla meraviglia di ciò. E' un'esperienza molto edificante e 'morbida'.
Sono riuscito a guadagnare fan in tutto il mondo per il mio lavoro che raffina e sublima la cultura giapponese dei manga e degli anime come arte, ma dopo la toccante esperienza dell'ascolto di "Yonaguni", ho voluto incorporare un misterioso stato d'animo di esotismo anche nel mio lavoro.
In questi giorni sono profondamente coinvolto nel mondo della ceramica giapponese, in cui sembra dimenarsi la "storia del Giappone" indigena e sporca. C'è un esotismo in tutto ciò, come se stessi viaggiando attraverso una storia sconosciuta al resto del mondo.
Spero di postare qui, di tanto in tanto, cose di questa natura”.
Murakami dichiara di sentirsi meravigliato e toccato dal modo in cui l’esperienza della cultura pop giapponese viene percepita sin dall’altro capo del mondo. Si rende conto, con il suo lavoro negli anni, di aver in qualche modo “innalzato” il mondo di manga e anime allo status di arte. In questo senso, con “Yonaguni” è convinto di dover incorporare nei suoi lavori quello stesso esotismo percepito con quella canzone che tanto l’ha colpito.
Elementi nuovi, un viaggio attraverso esperienze sconosciute, senza abbandonare le proprie origini.
Fonti:
https://www.japan.travel/it/spot/565/
A cura di Susanna Legnani






































