Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
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Gennaio
Dettagli evento
C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo
Dettagli evento
C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo geografica, che li separa? Attraverso l’arte. Una forza potente in grado di superare i confini: del tempo, dello spazio, culturali e religiosi. L’arte, come la musica, è da sempre un linguaggio universale. Sarà la mostra Keita Miyazaki. The garden of vanities a celebrare il legame tra il nostro territorio e il Paese del sol levante.
Proposta da Imola Musei in collaborazione con la galleria Rosenfeld di Londra, e curata da Diego Galizzi e Riccardo Freddo l’esposizione rimarrà allestita all’interno di palazzo Tozzoni fino al 22 febbraio 2026. A fare da protagoniste indiscusse saranno le opere, una ventina tra sculture e installazioni (alcune superano addirittura i due metri di altezza), dell’artista giapponese Keita Miyazaki, noto per la sua particolare ricerca che fonde materiali industriali e fragili elementi organici. Il risultato è un’estetica accattivante e dai contrasti accesi.
La bellezza dell’imperfezione
Le sculture di Miyazaki sono un vero unicum, impregnate di quella cultura giapponese in bilico tra la proiezione verso il progresso tecnologico e la sua radicata tradizione millenaria. «L’artista – spiega Diego Galizzi, direttore di Imola Musei e curatore della mostra – utilizza materiali industriali, come motori dimessi, componenti meccaniche, metalli… E sceglie di combinarli con elementi decisamente più delicati: gli origami (l’arte giapponese di creare figure e oggetti piegando la carta), che sembrano sbocciare come fiori. Una tecnica che richiama il concetto di wabi-sabi, proprio dell’estetica giapponese. Ovvero la bellezza dell’imperfezione e della transitorietà, che accetta lo scorrere del tempo, l’asimmetria e la decadenza come elementi essenziali». Il risultato è la creazione di forme rigogliose, simili a quelle botaniche, in un processo che coniuga tradizione e innovazione, robustezza e fragilità, diventando espressione di una ritrovata armonia tra tecnologia e natura. Non a caso la ricerca scultorea di Miyazaki nasce dall’osservazione del mondo esterno e, in particolare, da un profondo trauma: il devastante tsunami che ha colpito alcune zone del Giappone nel 2011. «La visione delle carcasse e dei pezzi di automobili nei paesaggi devastati dal fango sono stati la miccia che ha generato le riflessioni dell’artista. Le sue sculture di frammenti meccanici sono quindi divenute il simbolo di una società industriale che dimostra tutta la sua vulnerabilità di fronte alla potenza della natura».
Una poetica in cui ritrovarsi
Una poetica, quella di Keita Miyazaki, senza dubbio molto sottile, ma in cui possiamo facilmente ritrovarci. «L’artista trova in questa nostra terra di motori un palcoscenico formidabile – riprende Galizzi -, dove il suo messaggio carico di dissonanze può ulteriormente amplificarsi». Ma non solo… «A legare il nostro territorio alla poetica di Miyazaki è anche la devastazione lasciata dalle alluvioni che hanno colpito la Romagna, un altro esempio di impotenza davanti alla forza della natura».
Quella che attende il pubblico è «un’esperienza estetica seducente». Nelle sale di palazzo Tozzoni le opere prenderanno vita in una grande installazione corale. «I sentori futuristici delle sculture si amalgameranno con gli ambienti fastosi di casa Tozzoni, ricreando quel confronto tra passato e futuro, tradizione e innovazione da cui scaturisce una riflessione sulla fragilità della modernità. Vogliamo che le sale del palazzo si trasformino in un grande giardino dell’effimero, dove la dimensione del relitto industriale e dello scarto punta a superare se stessa, a patto, però, di fondersi con qualcosa di – solo – apparentemente fragile: l’origami».
Luogo: Palazzo Tozzoni Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
data: fino al 22 febbraio 2026
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Febbraio 22 (Domenica)
Luogo
Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
Febbraio
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo geografica, che li separa? Attraverso l’arte. Una forza potente in grado di superare i confini: del tempo, dello spazio, culturali e religiosi. L’arte, come la musica, è da sempre un linguaggio universale. Sarà la mostra Keita Miyazaki. The garden of vanities a celebrare il legame tra il nostro territorio e il Paese del sol levante.
Proposta da Imola Musei in collaborazione con la galleria Rosenfeld di Londra, e curata da Diego Galizzi e Riccardo Freddo l’esposizione rimarrà allestita all’interno di palazzo Tozzoni fino al 22 febbraio 2026. A fare da protagoniste indiscusse saranno le opere, una ventina tra sculture e installazioni (alcune superano addirittura i due metri di altezza), dell’artista giapponese Keita Miyazaki, noto per la sua particolare ricerca che fonde materiali industriali e fragili elementi organici. Il risultato è un’estetica accattivante e dai contrasti accesi.
La bellezza dell’imperfezione
Le sculture di Miyazaki sono un vero unicum, impregnate di quella cultura giapponese in bilico tra la proiezione verso il progresso tecnologico e la sua radicata tradizione millenaria. «L’artista – spiega Diego Galizzi, direttore di Imola Musei e curatore della mostra – utilizza materiali industriali, come motori dimessi, componenti meccaniche, metalli… E sceglie di combinarli con elementi decisamente più delicati: gli origami (l’arte giapponese di creare figure e oggetti piegando la carta), che sembrano sbocciare come fiori. Una tecnica che richiama il concetto di wabi-sabi, proprio dell’estetica giapponese. Ovvero la bellezza dell’imperfezione e della transitorietà, che accetta lo scorrere del tempo, l’asimmetria e la decadenza come elementi essenziali». Il risultato è la creazione di forme rigogliose, simili a quelle botaniche, in un processo che coniuga tradizione e innovazione, robustezza e fragilità, diventando espressione di una ritrovata armonia tra tecnologia e natura. Non a caso la ricerca scultorea di Miyazaki nasce dall’osservazione del mondo esterno e, in particolare, da un profondo trauma: il devastante tsunami che ha colpito alcune zone del Giappone nel 2011. «La visione delle carcasse e dei pezzi di automobili nei paesaggi devastati dal fango sono stati la miccia che ha generato le riflessioni dell’artista. Le sue sculture di frammenti meccanici sono quindi divenute il simbolo di una società industriale che dimostra tutta la sua vulnerabilità di fronte alla potenza della natura».
Una poetica in cui ritrovarsi
Una poetica, quella di Keita Miyazaki, senza dubbio molto sottile, ma in cui possiamo facilmente ritrovarci. «L’artista trova in questa nostra terra di motori un palcoscenico formidabile – riprende Galizzi -, dove il suo messaggio carico di dissonanze può ulteriormente amplificarsi». Ma non solo… «A legare il nostro territorio alla poetica di Miyazaki è anche la devastazione lasciata dalle alluvioni che hanno colpito la Romagna, un altro esempio di impotenza davanti alla forza della natura».
Quella che attende il pubblico è «un’esperienza estetica seducente». Nelle sale di palazzo Tozzoni le opere prenderanno vita in una grande installazione corale. «I sentori futuristici delle sculture si amalgameranno con gli ambienti fastosi di casa Tozzoni, ricreando quel confronto tra passato e futuro, tradizione e innovazione da cui scaturisce una riflessione sulla fragilità della modernità. Vogliamo che le sale del palazzo si trasformino in un grande giardino dell’effimero, dove la dimensione del relitto industriale e dello scarto punta a superare se stessa, a patto, però, di fondersi con qualcosa di – solo – apparentemente fragile: l’origami».
Luogo: Palazzo Tozzoni Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
data: fino al 22 febbraio 2026
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Febbraio 22 (Domenica)
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Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
