Gennaio, 2026
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Fino al 22 febbraio la mostra «Keita Miyazaki. The Garden of Vanities», a cura di Diego Galizzi e Riccardo Freddo, a Palazzo Tozzoni di Imola, riporta il linguaggio dell’arte contemporanea
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Alla base di questa inconsueta ricerca c’è naturalmente la cultura giapponese con le sue forti contraddizioni, in bilico tra la sua proiezione verso il progresso tecnologico e la radicata presenza della sua millenaria tradizione. Lo shock per lo tsunami del 2011 e la visione delle carcasse e dei pezzi di automobili nei paesaggi devastati dal fango sono stati la miccia che ha generato le riflessioni di Miyazaki, che ha eletto le sue sculture di frammenti meccanici a simbolo di una società industriale che dimostra tutta la sua vulnerabilità di fronte alla potenza della natura.
L’artista
Nato a Tokyo nel 1983, Keita Miyazaki vive e lavora tra il Giappone e il Regno Unito. Dopo aver studiato all’Università delle Arti di Tokyo e al Royal College of Art di Londra, ha sviluppato un linguaggio visivo riconoscibile, che mette in dialogo parti meccaniche di automobili e delicati origami di carta. Le sue opere sono state esposte in musei e gallerie internazionali, tra cui Victoria and Albert Museum, Centre Pompidou, Palais de Tokyo, Jameel Arts Centre, e fanno parte di collezioni prestigiose come la Fondazione Benetton, il Mori Arts Centre e la Daiwa Foundation.
Sito web: https://imolamusei.it/mostre/keita-miyazaki/
Luogo: Palazzo Tozzoni, Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93, 40026 Imola (Bo)
Data e ora: Fino al 22 febbraio 2026
Ora
Gennaio 31 (Sabato) 10:00 - Febbraio 22 (Domenica) 17:00
Luogo
Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93
