Il libro del sake e degli spiriti giapponesi di Stefania Viti

Dopo aver raccontato sushi e ramen, Stefania Viti, giornalista e comunicatrice, esperta in cultura giapponese, presenta, in collaborazione con Miciyo Yamada, un altro grande protagonista della cultura enogastronomica del Sol Levante: il sake o,  più propriamente, nihonshu.

Edito da Gribaudo,Il libro del sake e degli spiriti giapponesi – Storia dei liquori nipponici con cocktail e curiosità approfondisce inizialmente l’iconica bevanda alcolica ricavata dalla fermentazione del riso attraverso la sua storia e cultura, per poi analizzarne la produzione. Sake, ma non solo. il volume parte infatti dal sake, trattato nelle prime due sezioni, ma si apre successivamente a tutto il mondo del beverage made in Japan nella parte Oltre il sake. È così offerta l’occasione di scoprire la straordinaria varietà degli spiriti giapponesi : dalla birra ai distillati – come lo shōchū o l’awamori tipico di Okinawa -, dai liquori come l’umeshu, a base di ume, il prugno asiatico o lo yuzushu – ai samurai spirits, come whisky, gin e rum.

Chiude il libro la parte dedicata all’arte del mixology e dei cocktail. cinque differenti cocali – il Lamp Bar di Nara, creato da Michito Kaneko (World Class Global Bartender of the Year 2015), l’ Octavius Bar at the Stage, Zuma di Roma, Sakeya The House of Sake di Milano e il concept store Tenoha sempre a Milano – offrono la loro personalissima interpretazione dei drink creati con liquori nipponici.

Di grande interesse le interviste distribuite in tutto il volume che contribuiscono ad arricchire la narrazione intorno al sake e alle altre bevande descritte. Tra le altre, quelle a Fukuyo Shinji, Suntory Spirits Chief Blender, a Misawa Koji, esperto di sake, tra i primi ad importare questa bevanda in Italia, e a Giovanni Municchi, unico italiano che può essere definito kurabito, termine con cui in giapponese è  indicato colui che lavora nella sakagura, la cantina di sake.

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