Libro: "Yuzuru. Il volo del Samurai" di Costanza Rizzacasa

 

Vi segnaliamo il libro "Yuzuru. Il volo del samurai" (Giunti) di Costanza Rizzacasa, giornalista del Corriere della Sera, uscito a marzo 2026.
Una biografia romanzata -- da fonti esclusivamente di prima mano giapponesi -- della leggenda del pattinaggio artistico sul ghiaccio Yuzuru Hanyū, sopravvissuto al terremoto e tsunami del 2011, che la giornalista aveva intervistato in esclusiva per la sua serie sulla filosofia e la spiritualità giapponese per il settimanale 7, la prima e ad oggi unica intervista dell'atleta a una grande testata non giapponese dal suo passaggio al professionismo nel 2022 e una delle poche in carriera. (link intervista)
Il libro, impregnato di filosofia giapponese, è stato giudicato di valore culturale e inserito nel programma ufficiale dell'Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026.  Inoltre, dall'11 marzo (data significativa anche per il libro, che si occupa ampiamente del "3.11") viene distribuitoanche in Giappone. Le recensioni, sia in Italia che in Giappone, sono bellissime.
DESCRIZIONE:

È una storia che sembra un romanzo, ma è accaduta davvero.

Una storia di coraggio e di riscatto, di sogni apparentemente irraggiungibili e della determinazione e dell'impegno necessari per renderli realtà.

Unico pattinatore del singolo maschile ad aver vinto, dal 1952, l'oro in due Olimpiadi consecutive, Yuzuru Hanyū ha cambiato per sempre il pattinaggio artistico sul ghiaccio. Ha iniziato a pattinare a soli quattro anni, vincendo in poco tempo gare nazionali e internazionali e infrangendo, a dispetto di tanti infortuni, un record dopo l'altro. Sopravvissuto al terribile terremoto del Tōhoku, ha scelto di dedicare parte della sua vita a sensibilizzare e ad aiutare, diventando un simbolo di speranza per il Giappone e non solo. Con questa storia Costanza Rizzacasa d'Orsogna ci porta nel mondo delle grandi competizioni internazionali e nel cuore della cultura giapponese.

Inoltre, l'autrice sta portando in Italia per l'editore Vallardi, in uscita a maggio con la sua prefazione e curatela, il volume "Kozō no Kokoro" di RyōJun Shionuma, monaco buddhista della tradizione shugendō che per le sue pratiche estreme si è guadagnato il titolo di Dai Ajari (anche lui, come altri personaggi della cultura giapponese, dal filosofo Masahiro Morioka al disegnatore di GundamYoshikazu Yasuhiko, alla reverenda Shundō Aoyama, era stato intervistato per la serie di Rizzacasa ( link intervista
Infine, a settembre, uscirà per Solferino un ulteriore libro sul senso della vita nella filosofia giapponese.

Film: "Perfect Days" con Kôji Yakusho - in streaming su RaiPlay

 

Su RaiPlay è ora disponibile il film Perfect Days di Wim Wenders con il pluripremiato attore Kôji Yakusho.
Hirayama conduce una vita semplice, scandita da una routine perfetta. Si dedica con cura e passione a tutte le attività della sua giornata, dal lavoro come addetto alle pulizie dei bagni pubblici di Tokyo all’amore per la musica, ai libri, alle piante, alla fotografia e a tutte le piccole cose a cui si può dedicare un sorriso. Nel ripetersi del quotidiano, una serie di incontri inaspettati rivela gradualmente qualcosa in più del suo passato.

Il film è disponibile gratuitamente al seguente link: https://www.raiplay.it/programmi/perfectdays


Film: "Il sapore del riso al tè verde" di Yasujiro Ozu

 

Vi presentiamo il film "Il sapore del riso al tè verde" di Yasujiro Ozu, di seguito una breve introduzione:
Mokichi è un impiegato mite e modesto, originario della provincia ma ormai stabilmente inserito nella vita lavorativa di Tokyo. Ha sposato Taeko, donna proveniente da una famiglia benestante della capitale, abituata a un ambiente sociale più raffinato e a un sistema di relazioni che guarda con sospetto la semplicità del marito. La loro convivenza è segnata da un equilibrio fragile: Taeko tratta spesso Mokichi come uno sciocco e non esita a mentire pur di trascorrere il tempo con un gruppo di amiche altrettanto mondane. Quando la giovane nipote Setsuko viene ospitata in casa loro, però, la dinamica coniugale si complica: l’ingenua simpatia della ragazza per Mokichi rende più difficile per Taeko mantenere il suo gioco di finzioni.

In "Il sapore del riso al tè verde" Yasujiro Ozu torna a osservare con la consueta delicatezza le tensioni domestiche della borghesia giapponese del dopoguerra.

Il film, tuttavia, ha una storia produttiva singolare: Ozu ne concepì il soggetto già nel 1939, ma il progetto venne bloccato dalla censura militare perché giudicato troppo poco patriottico. L’idea di rappresentare una coppia borghese immersa nei piccoli conflitti della vita quotidiana non sembrava adatta a un periodo che richiedeva narrazioni edificanti e nazionaliste. Solo nel 1952 il regista poté tornare su quel materiale, trovando finalmente il clima culturale adatto per raccontare una società ormai profondamente cambiata.

Dietro la leggerezza delle situazioni quotidiane si intravede così un ritratto più ampio: quello di un Giappone che cerca di conciliare tradizione e modernità, rigidità sociale e desiderio di cambiamento. Con il suo sguardo paziente e partecipe, Ozu racconta una crisi coniugale che è anche il riflesso di un passaggio storico, in cui persino un gesto semplice come versare del tè sul riso può diventare il segno discreto di un nuovo equilibrio possibile.

Il sapore del riso al tè verde fa parte della Ozu Collection disponibile in streaming su MYmovies ONE.


Film: "Scarlet e l'eternità" il film d’animazione di Mamoru Hosoda

 

Diretto e scritto da Mamoru Hosoda, rinomato regista giapponese noto per "MiraiI Bambini Lupi, Ame e Yuki" o "Il ragazzo e la bestia", "Scarlet e l’Éternità" è un film d’animazione che mescola dramma e fantastico. Il film è stato prodotto da Studio Chizu e ha fatto il suo debutto fuori concorso alla Mostra di Venezia 2025. La versione originale vanta le voci di Mana Ashida, Masaki Okada e Masachika Ichimura, tra gli interpreti principali.

La storia segue Scarlet, una principessa medievale addestrata al combattimento con la spada. Dopo l’omicidio del padre, si mette in cerca di vendetta, affrontando uno scontro violento con il responsabile del delitto. A causa di una feroce battaglia, la giovane guerriera viene gravemente ferita e improvvisamente si ritrova proiettata in un universo misterioso: il Paese dei Morti, uno spazio dove le barriere tra i mondi sembrano dissolversi.

In questo universo inaspettato, Scarlet incrocia la strada di un giovane proveniente dal nostro tempo. Il suo incontro con questo idealeista trasforma gradualmente la sua percezione del mondo. Mentre si prepara a tornare indietro per affrontare l’assassino di suo padre, la principessa si rende conto che il suo vero duello potrebbe essere altrove: rompere il ciclo dell’odio e trovare una strada diversa per dare significato alla propria vita.

 

Il progetto nasce da una riflessione avviata da Mamoru Hosoda dopo la pandemia di COVID-19. Il regista ha spiegato di aver voluto esplorare le tensioni e le divisioni del mondo contemporaneo attraverso una storia di vendetta e di riconciliazione. Per costruire la narrazione, si è in particolare ispirato a temi tratti da Amleto di Shakespeare, la cui logica tragica del ciclo di vendetta permea l’intreccio e i rapporti tra i personaggi.

Questa influenza si riflette anche nella progettazione visiva dei protagonisti. Scarlet, ispirata alla figura di Amleto, indossa un'armatura scura e presenta una presenza grafica contraddistinta da tonalità sobrie. Al contrario, il personaggio di Hijiri, che richiama l’Ophelia shakespeariana, rappresenta una sensibilità diversa, consentendo al film di mettere in contrasto due visioni del mondo e due percorsi emotivi.

 

Dal punto di vista tecnico, Scarlet e l’Eternità segna anche un’evoluzione nell’animazione dello studio Chizu. Il film utilizza un maggior numero di sequenze in 3D rispetto alle opere precedenti del regista, come Beauty o Mirai, mantenendo però un metodo artigianale nel disegno e nelle texture. Questa combinazione di strumenti digitali e di illustrazione tradizionale mira soprattutto a rafforzare l’espressività dei personaggi e la grandeur delle scene fantastiche, come quella di un drago simbolico lasciato volutamente aperto all’interpretazione dello spettatore.

 

Tra un racconto di formazione, un’avventura fantastica e un dramma intimo, il film si inserisce nella linea tematica tipica del regista: le connessioni tra i mondi, i legami familiari e la capacità di trasformare il dolore in un percorso di rinascita. L’universo visivo e narrativo è pensato per attrarre un pubblico vasto, dagli appassionati di film d’animazione ai spettatori più sensibili alle storie di formazione che mescolano azione e riflessione.

 

Con questa nuova opera cinematografica, Mamoru Hosoda prosegue la sua esplorazione di storie che mescolano fantastico e emozioni umane, mettendo in scena una protagonista alle prese con le conseguenze della vendetta e la possibilità di un destino diverso. Tra ispirazioni letterarie e innovazioni tecnologiche nel campo dell’animazione, Scarlet e l’Eternità si inserisce nel percorso di uno dei più importanti autori dell’animazione giapponese contemporanea.

 


Film: "Rental Family - nelle vite degli altri"

 

Cineteca Milano vi aspetta con il film: "Rental Family" una commedia commovente sulla riscoperta dell'empatia e dell'autenticità dei legami tra esseri umani.

Trama:

Philip Vandarpleog è un attore americano che vive da otto anni a Tokyo, in Giappone, che considera ormai casa propria. Un tempo celebre perché interpretava un grosso tubetto di dentifricio, supereroe di una pubblicità popolarissima, adesso passa da un’audizione all’altra, mentre il suo agente lo manda a fare la comparsa in eventi come matrimoni e funerali. Ed è proprio a un finto funerale che Philip incontra Shinji, il capo di Rental Family, un’agenzia che procura attori per impersonare parenti e amici che non esistono, e lo scrittura: Philip diventa un giornalista amico di un anziano attore, il padre assente di una bambina sino-americana, il compagno di giochi di un appassionato di videogame.

Regia: Hikari
Sceneggiatura: Hikari, Stephen Blahut
Fotografia: Takurô Ishizaka
Musiche: Jónsi, Alex Somers
Cast: Brendan Fraser, Paolo Andrea Di Pietro, Takehiro Hira, Shinji Ozeki

https://www.cinetecamilano.it/film/rental-family/

Film: "Inizio d'estate" - quando la tradizione viene messa in discussione

 

Vi presentiamo il film "Inizio d'estate" di Yasujiro Ozu, di seguito una breve introduzione:
A Kamakura, in una casa luminosa affacciata su un Giappone che cambia, la famiglia Mamiya discute del futuro matrimoniale di Noriko, giovane donna ormai “in età” da marito. Tra proposte di matrimonio combinato, pressioni più o meno esplicite dei genitori e interferenze di parenti e conoscenti, la quotidianità scorre in un clima apparentemente sereno, scandito da visite, chiacchiere e piccoli rituali domestici. Ma sotto la superficie si agitano tensioni sottili: Noriko dovrà scegliere se adeguarsi alle aspettative familiari o affermare la propria volontà.

Con Inizio d’estate (il titolo originale è traducibile con “Il tempo del raccolto del grano”, titolo alternativo con cui talora è conosciuto il film), Yasujiro Ozu prosegue la sua esplorazione della famiglia giapponese nel dopoguerra, registrando con apparente leggerezza un mutamento ormai irreversibile.

Il Giappone tradizionale, fondato su gerarchie solide e ruoli codificati, è attraversato dalle prime forme di emancipazione femminile, che il film mette al centro senza mai trasformarle in proclami ideologici. Ozu osserva, non giudica: si limita a collocare i suoi personaggi dentro uno spazio assolato, dove la rinascita stagionale rispecchia quella sociale.

Il tempo, tema sotterraneo ma costante nel cinema di Ozu, qui assume una forma quasi ironica: mentre gli adulti cercano di congelare le consuetudini, le nuove generazioni le scardinano con naturalezza. L’estate che inizia non è solo una stagione: è il segno di un ciclo che si rinnova, anche a costo di incrinare la compattezza familiare.

In Inizio d’estate l’emancipazione non passa attraverso gesti clamorosi, ma attraverso scelte minime, quotidiane, e proprio per questo irreversibili.

Ozu coglie il momento in cui la tradizione smette di essere un destino e diventa un’opzione. E, nel farlo, consegna uno dei suoi ritratti più luminosi, e al tempo stesso più malinconici, di un Giappone sospeso tra continuità e mutazione.

Inizio d'estate fa parte della Ozu Collection disponibile in streaming su MYmovies ONE.


10 Dance: il film giapponese come Dirty Dancing

C'è qualcosa nelle produzioni asiatiche che affascina il pubblico e attira folle di nuovi e vecchi fan. Tanto che, nonostante il successo globale di Squid Game con la sua storia enigmatica e avvincente, sono altri i generi di film e serie a promuovere il gusto per il cinema e la televisione asiatici. Tra questi, Quando la vita ti dà mandarini, Atelier e persino Weak Hero: titoli che ci stanno aiutando a scoprire di più sulla cultura, la cucina e l'abilità dei loro sceneggiatori e registi asiatici.

E se ci concentriamo su opere di un singolo Paese, sebbene il 2025 sia stato uno degli anni migliori per le produzioni sudcoreane, vale la pena ricordare che anche il Giappone esporta prodotti di ottima fattura in termini di estetica e dialoghi, soddisfacendo i più alti standard che meritiamo come pubblico. Dal thriller I Saw the Devil (2010) a opere più romantiche come First Love (2022), ci sono molte opzioni sulle nostre piattaforme di streaming per godersi una bella serata in casa con un po' di popcorn.

Sull'onda del successo di film e serie giapponesi, abbiamo in questo film una nuova storia LGBTQ+ incredibilmente deliziosa, arrivata su Netflix pochi giorni prima della fine dell'anno. Si intitola 10Dance, un dramma romantico che racconta la storia di due ballerini con stili completamente opposti, Ryoma Takeuchi nei panni di Shinya Suzuki e Keita Machida nei panni di Shinya Sugiki, che devono unire le forze e ballare insieme per competere in un campionato multidisciplinare. La storia d'amore è ispirata a un manga BL (Boys' Love), che si concentra sulla forte rivalità tra i due, esplorando passione e romanticismo nel trend enemies to lovers (da nemici ad amanti).

Gli attori principali di questo film, già acclamato come una nuova fonte d'ispirazione per il cinema inclusivo con un importante messaggio di libertà, hanno parlato in diverse interviste della loro alchimia sullo schermo e di come si sono preparati per i loro ruoli. Machida, in un'intervista u Elle Japan, ha raccontato come una scena con la sua co-protagonista gli sia rimasta impressa per tutta la durata delle riprese: «Ho quasi pianto quando ho visto il personaggio di Ryoma ballare. Ero così commosso che tremavo dall'emozione. Quella sensazione mi è rimasta dentro da allora, quindi è stato facile immergermi nelle scene di flashback». Takeuchi, da parte sua, ha commentato come sia riuscito a trasmettere ciò che volevano nelle loro scene di danza: «Eravamo così assorti durante le riprese che non riuscivamo nemmeno a pensare lucidamente. Ma credo che sia stato proprio perché l'abbiamo affrontata di petto, pienamente consapevoli dei rischi, che il pubblico ha percepito la sensualità del film».

Indubbiamente, la trama avvincente di 10 Dance ci ha ricordato la storia di Frances "Baby" Houseman e Johnny Castle, i protagonisti dell'iconico film Dirty Dancing, diretto da Emile Ardolino e interpretato da Jennifer Grey e Patrick Swayze, non solo per i temi di danza e musicali, ma anche perché in entrambi i film vediamo come il risveglio sessuale e la tensione emotiva irrisolta permeano i dialoghi. Ciononostante, il fatto che utilizzino due personaggi maschili conferisce al film un tocco più interessante e sorprendente rispetto ad altre produzioni che hanno tentato, senza successo, di copiare la premessa del film di Ardolino.