MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico 11
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Luglio
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico 11
Dettagli evento
Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
Dettagli evento
Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico 11
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Vi informiamo che al MAO di Torino si terrà la mostra "Paesaggi da sogno
Dettagli evento
Vi informiamo che al MAO di Torino si terrà la mostra “Paesaggi da sogno / Dreamscapes”, a cura di Laura Vigo, e dedicata all’artista Utagawa Hiroshige e alla sua celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie delle 53 stazioni della Tōkaidō fu un successo immediato: stampata in oltre 15.000 copie, divenne un vero bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti, con un costo paragonabile a quello di una ciotola di ramen. Nata come prodotto editoriale di largo consumo, fu solo nella seconda metà del XIX secolo che in Occidente venne consacrata come opera d’arte da museo. Fondamentale fu la direzione artistica di Takenouchi Magohachi, che contribuì a costruire l’intera serie come uno storyboard ante litteram, pensato per catturare un pubblico ampio e curioso. Proveniente da una famiglia di samurai, Hiroshige trasformò un tema già noto – il viaggio lungo la Tōkaidō – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Grazie a un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, che unisce tradizione giapponese e suggestioni occidentali come prospettiva centrale, ombreggiatura, formato orizzontale e uso del blu sintetico, l’artista e il suo team non si limitarono a documentare il paesaggio, ma lo reinventarono in chiave onirica.
La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, percorsa da daimyo, pellegrini, mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo e prodotti tipici: nelle stampe di Hiroshige tutto questo prende forma in scene brulicanti di vita, restituendo il senso del movimento, la vivacità degli incontri e il fascino di un paese in trasformazione.
La mostra presenterà una selezione di 36 stampe della serie, con l’obiettivo di restituire la dimensione immersiva e quasi cinematografica di questo viaggio lungo i 490 chilometri che univano le due capitali del Giappone Tokugawa. Il percorso si apre sulle vedute della Tōkaidō come finestre su un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il paesaggio diventa racconto e sogno di movimento. Inoltre, la mostra, seconda tappa di un percorso iniziato al MAO nel 2025, nasce in stretta collaborazione con i Musei Reali di Torino. Grazie al dialogo con il Museo di Belle Arti di Montréal, il progetto adotta un approccio ecologicamente sostenibile: la serie conservata al MAO è identica a quella del museo canadese, e a viaggiare non sono le opere, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale, basato su contenuti didattici sviluppati nel 2024 e su tecniche di comunicazione ispirate alla Visual Thinking Strategy.
Nelle sale del museo, le vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e con l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, provenienti dalle collezioni dei Musei Reali. Oggetti e immagini offrono così una testimonianza concreta della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo, ampliando lo sguardo oltre il solo universo delle stampe. Contestualmente all’apertura, nella galleria Giappone 1 vengono esposte anche due coppie di paraventi: una della serie Rakuchū rakugai zu (Scene della capitale e dintorni), di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, e un’altra dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima, appartenente alla collezione del MAO. Si tratta di raffigurazioni enciclopediche che intrecciano vedute urbane, monumenti legati alle festività stagionali di Kyoto e scene epiche della Guerra Genpei del XII secolo, rielaborate in età Tokugawa come celebrazione della continuità del potere dei samurai.
Luogo: MAO – Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico 11, Torino
Data e ora: Dal 24 Luglio al 29 Novembre
Ora
Luglio 24 (Venerdì) - Novembre 29 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico 11
Agosto
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
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MAO Museo d'Arte Orientale
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
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Vi informiamo che al MAO di Torino si terrà la mostra "Paesaggi da sogno
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Vi informiamo che al MAO di Torino si terrà la mostra “Paesaggi da sogno / Dreamscapes”, a cura di Laura Vigo, e dedicata all’artista Utagawa Hiroshige e alla sua celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie delle 53 stazioni della Tōkaidō fu un successo immediato: stampata in oltre 15.000 copie, divenne un vero bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti, con un costo paragonabile a quello di una ciotola di ramen. Nata come prodotto editoriale di largo consumo, fu solo nella seconda metà del XIX secolo che in Occidente venne consacrata come opera d’arte da museo. Fondamentale fu la direzione artistica di Takenouchi Magohachi, che contribuì a costruire l’intera serie come uno storyboard ante litteram, pensato per catturare un pubblico ampio e curioso. Proveniente da una famiglia di samurai, Hiroshige trasformò un tema già noto – il viaggio lungo la Tōkaidō – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Grazie a un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, che unisce tradizione giapponese e suggestioni occidentali come prospettiva centrale, ombreggiatura, formato orizzontale e uso del blu sintetico, l’artista e il suo team non si limitarono a documentare il paesaggio, ma lo reinventarono in chiave onirica.
La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, percorsa da daimyo, pellegrini, mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo e prodotti tipici: nelle stampe di Hiroshige tutto questo prende forma in scene brulicanti di vita, restituendo il senso del movimento, la vivacità degli incontri e il fascino di un paese in trasformazione.
La mostra presenterà una selezione di 36 stampe della serie, con l’obiettivo di restituire la dimensione immersiva e quasi cinematografica di questo viaggio lungo i 490 chilometri che univano le due capitali del Giappone Tokugawa. Il percorso si apre sulle vedute della Tōkaidō come finestre su un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il paesaggio diventa racconto e sogno di movimento. Inoltre, la mostra, seconda tappa di un percorso iniziato al MAO nel 2025, nasce in stretta collaborazione con i Musei Reali di Torino. Grazie al dialogo con il Museo di Belle Arti di Montréal, il progetto adotta un approccio ecologicamente sostenibile: la serie conservata al MAO è identica a quella del museo canadese, e a viaggiare non sono le opere, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale, basato su contenuti didattici sviluppati nel 2024 e su tecniche di comunicazione ispirate alla Visual Thinking Strategy.
Nelle sale del museo, le vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e con l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, provenienti dalle collezioni dei Musei Reali. Oggetti e immagini offrono così una testimonianza concreta della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo, ampliando lo sguardo oltre il solo universo delle stampe. Contestualmente all’apertura, nella galleria Giappone 1 vengono esposte anche due coppie di paraventi: una della serie Rakuchū rakugai zu (Scene della capitale e dintorni), di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, e un’altra dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima, appartenente alla collezione del MAO. Si tratta di raffigurazioni enciclopediche che intrecciano vedute urbane, monumenti legati alle festività stagionali di Kyoto e scene epiche della Guerra Genpei del XII secolo, rielaborate in età Tokugawa come celebrazione della continuità del potere dei samurai.
Luogo: MAO – Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico 11, Torino
Data e ora: Dal 24 Luglio al 29 Novembre
Ora
Luglio 24 (Venerdì) - Novembre 29 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico 11
Settembre
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
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Vi informiamo che al MAO di Torino si terrà la mostra “Paesaggi da sogno / Dreamscapes”, a cura di Laura Vigo, e dedicata all’artista Utagawa Hiroshige e alla sua celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie delle 53 stazioni della Tōkaidō fu un successo immediato: stampata in oltre 15.000 copie, divenne un vero bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti, con un costo paragonabile a quello di una ciotola di ramen. Nata come prodotto editoriale di largo consumo, fu solo nella seconda metà del XIX secolo che in Occidente venne consacrata come opera d’arte da museo. Fondamentale fu la direzione artistica di Takenouchi Magohachi, che contribuì a costruire l’intera serie come uno storyboard ante litteram, pensato per catturare un pubblico ampio e curioso. Proveniente da una famiglia di samurai, Hiroshige trasformò un tema già noto – il viaggio lungo la Tōkaidō – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Grazie a un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, che unisce tradizione giapponese e suggestioni occidentali come prospettiva centrale, ombreggiatura, formato orizzontale e uso del blu sintetico, l’artista e il suo team non si limitarono a documentare il paesaggio, ma lo reinventarono in chiave onirica.
La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, percorsa da daimyo, pellegrini, mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo e prodotti tipici: nelle stampe di Hiroshige tutto questo prende forma in scene brulicanti di vita, restituendo il senso del movimento, la vivacità degli incontri e il fascino di un paese in trasformazione.
La mostra presenterà una selezione di 36 stampe della serie, con l’obiettivo di restituire la dimensione immersiva e quasi cinematografica di questo viaggio lungo i 490 chilometri che univano le due capitali del Giappone Tokugawa. Il percorso si apre sulle vedute della Tōkaidō come finestre su un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il paesaggio diventa racconto e sogno di movimento. Inoltre, la mostra, seconda tappa di un percorso iniziato al MAO nel 2025, nasce in stretta collaborazione con i Musei Reali di Torino. Grazie al dialogo con il Museo di Belle Arti di Montréal, il progetto adotta un approccio ecologicamente sostenibile: la serie conservata al MAO è identica a quella del museo canadese, e a viaggiare non sono le opere, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale, basato su contenuti didattici sviluppati nel 2024 e su tecniche di comunicazione ispirate alla Visual Thinking Strategy.
Nelle sale del museo, le vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e con l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, provenienti dalle collezioni dei Musei Reali. Oggetti e immagini offrono così una testimonianza concreta della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo, ampliando lo sguardo oltre il solo universo delle stampe. Contestualmente all’apertura, nella galleria Giappone 1 vengono esposte anche due coppie di paraventi: una della serie Rakuchū rakugai zu (Scene della capitale e dintorni), di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, e un’altra dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima, appartenente alla collezione del MAO. Si tratta di raffigurazioni enciclopediche che intrecciano vedute urbane, monumenti legati alle festività stagionali di Kyoto e scene epiche della Guerra Genpei del XII secolo, rielaborate in età Tokugawa come celebrazione della continuità del potere dei samurai.
Luogo: MAO – Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico 11, Torino
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Ora
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Ottobre
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Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie delle 53 stazioni della Tōkaidō fu un successo immediato: stampata in oltre 15.000 copie, divenne un vero bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti, con un costo paragonabile a quello di una ciotola di ramen. Nata come prodotto editoriale di largo consumo, fu solo nella seconda metà del XIX secolo che in Occidente venne consacrata come opera d’arte da museo. Fondamentale fu la direzione artistica di Takenouchi Magohachi, che contribuì a costruire l’intera serie come uno storyboard ante litteram, pensato per catturare un pubblico ampio e curioso. Proveniente da una famiglia di samurai, Hiroshige trasformò un tema già noto – il viaggio lungo la Tōkaidō – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Grazie a un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, che unisce tradizione giapponese e suggestioni occidentali come prospettiva centrale, ombreggiatura, formato orizzontale e uso del blu sintetico, l’artista e il suo team non si limitarono a documentare il paesaggio, ma lo reinventarono in chiave onirica.
La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, percorsa da daimyo, pellegrini, mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo e prodotti tipici: nelle stampe di Hiroshige tutto questo prende forma in scene brulicanti di vita, restituendo il senso del movimento, la vivacità degli incontri e il fascino di un paese in trasformazione.
La mostra presenterà una selezione di 36 stampe della serie, con l’obiettivo di restituire la dimensione immersiva e quasi cinematografica di questo viaggio lungo i 490 chilometri che univano le due capitali del Giappone Tokugawa. Il percorso si apre sulle vedute della Tōkaidō come finestre su un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il paesaggio diventa racconto e sogno di movimento. Inoltre, la mostra, seconda tappa di un percorso iniziato al MAO nel 2025, nasce in stretta collaborazione con i Musei Reali di Torino. Grazie al dialogo con il Museo di Belle Arti di Montréal, il progetto adotta un approccio ecologicamente sostenibile: la serie conservata al MAO è identica a quella del museo canadese, e a viaggiare non sono le opere, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale, basato su contenuti didattici sviluppati nel 2024 e su tecniche di comunicazione ispirate alla Visual Thinking Strategy.
Nelle sale del museo, le vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e con l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, provenienti dalle collezioni dei Musei Reali. Oggetti e immagini offrono così una testimonianza concreta della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo, ampliando lo sguardo oltre il solo universo delle stampe. Contestualmente all’apertura, nella galleria Giappone 1 vengono esposte anche due coppie di paraventi: una della serie Rakuchū rakugai zu (Scene della capitale e dintorni), di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, e un’altra dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima, appartenente alla collezione del MAO. Si tratta di raffigurazioni enciclopediche che intrecciano vedute urbane, monumenti legati alle festività stagionali di Kyoto e scene epiche della Guerra Genpei del XII secolo, rielaborate in età Tokugawa come celebrazione della continuità del potere dei samurai.
Luogo: MAO – Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico 11, Torino
Data e ora: Dal 24 Luglio al 29 Novembre
Ora
Luglio 24 (Venerdì) - Novembre 29 (Domenica)
Luogo
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Novembre
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Vi informiamo che al MAO di Torino si terrà la mostra "Paesaggi da sogno
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Vi informiamo che al MAO di Torino si terrà la mostra “Paesaggi da sogno / Dreamscapes”, a cura di Laura Vigo, e dedicata all’artista Utagawa Hiroshige e alla sua celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie delle 53 stazioni della Tōkaidō fu un successo immediato: stampata in oltre 15.000 copie, divenne un vero bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti, con un costo paragonabile a quello di una ciotola di ramen. Nata come prodotto editoriale di largo consumo, fu solo nella seconda metà del XIX secolo che in Occidente venne consacrata come opera d’arte da museo. Fondamentale fu la direzione artistica di Takenouchi Magohachi, che contribuì a costruire l’intera serie come uno storyboard ante litteram, pensato per catturare un pubblico ampio e curioso. Proveniente da una famiglia di samurai, Hiroshige trasformò un tema già noto – il viaggio lungo la Tōkaidō – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Grazie a un linguaggio visivo accessibile e modernissimo, che unisce tradizione giapponese e suggestioni occidentali come prospettiva centrale, ombreggiatura, formato orizzontale e uso del blu sintetico, l’artista e il suo team non si limitarono a documentare il paesaggio, ma lo reinventarono in chiave onirica.
La Tōkaidō era una delle cinque grandi arterie del Giappone Tokugawa, percorsa da daimyo, pellegrini, mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offriva alloggi, cibo e prodotti tipici: nelle stampe di Hiroshige tutto questo prende forma in scene brulicanti di vita, restituendo il senso del movimento, la vivacità degli incontri e il fascino di un paese in trasformazione.
La mostra presenterà una selezione di 36 stampe della serie, con l’obiettivo di restituire la dimensione immersiva e quasi cinematografica di questo viaggio lungo i 490 chilometri che univano le due capitali del Giappone Tokugawa. Il percorso si apre sulle vedute della Tōkaidō come finestre su un mondo sospeso tra realtà e immaginazione, dove il paesaggio diventa racconto e sogno di movimento. Inoltre, la mostra, seconda tappa di un percorso iniziato al MAO nel 2025, nasce in stretta collaborazione con i Musei Reali di Torino. Grazie al dialogo con il Museo di Belle Arti di Montréal, il progetto adotta un approccio ecologicamente sostenibile: la serie conservata al MAO è identica a quella del museo canadese, e a viaggiare non sono le opere, ma la prospettiva curatoriale e l’apparato di mediazione museale, basato su contenuti didattici sviluppati nel 2024 e su tecniche di comunicazione ispirate alla Visual Thinking Strategy.
Nelle sale del museo, le vedute della Tōkaidō dialogano con una sella (kura) in legno laccato con decorazioni in oro e con l’album fotografico Views of Japan di Felice Beato, provenienti dalle collezioni dei Musei Reali. Oggetti e immagini offrono così una testimonianza concreta della cultura del viaggio lungo le grandi arterie del Giappone in epoca Edo, ampliando lo sguardo oltre il solo universo delle stampe. Contestualmente all’apertura, nella galleria Giappone 1 vengono esposte anche due coppie di paraventi: una della serie Rakuchū rakugai zu (Scene della capitale e dintorni), di proprietà della Fondazione Compagnia di San Paolo, e un’altra dedicata alle battaglie di Ichinotani e Yashima, appartenente alla collezione del MAO. Si tratta di raffigurazioni enciclopediche che intrecciano vedute urbane, monumenti legati alle festività stagionali di Kyoto e scene epiche della Guerra Genpei del XII secolo, rielaborate in età Tokugawa come celebrazione della continuità del potere dei samurai.
Luogo: MAO – Museo d’Arte Orientale, Via San Domenico 11, Torino
Data e ora: Dal 24 Luglio al 29 Novembre
Ora
Luglio 24 (Venerdì) - Novembre 29 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico 11
