MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Gennaio
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
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Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
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Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
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Febbraio
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
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Marzo
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
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Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
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