Ottobre, 2026
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Vi informiamo che fino all'1 novembre il Castello di Racconigi ospiterà il “Carnet de voyage” di Stefano Faravelli dedicato ai suoi viaggi nel Paese del
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Vi informiamo che fino all’1 novembre il Castello di Racconigi ospiterà il “Carnet de voyage” di Stefano Faravelli dedicato ai suoi viaggi nel Paese del Sol Levante.
Sono radici antiche – e progressivamente rivisitate nel corso dei secoli, genere artistico-letterario che nasce nella notte dei tempi con i primi “diari di bordo” di navigatori ed esploratori per galoppare, attraverso il Settecento e l’Ottocento con il cosiddetto “Grand Tour” dei giovani aristocratici europei impegnati a viaggiare in Italia e in Europa per completare la loro formazione, fino ai grandi artisti dell’epoca, da Delacroix con il suo celebre viaggio in Marocco del 1832 a Flaubert, maestro del realismo (con il suo “Carnet de voyage à Cartahage”, servitogli per la stesura del “Salammbô” del 1862), artisti che hanno saputo per davvero trasformare il semplice “taccuino” in opere di alta pittura e singolare narrazione letteraria. Trasformazione in “opere d’arte autonoma e contenitore intimo di esperienze”, che prosegue alla massima velocità nel Novecento (con nomi che vanno, solo per citarne alcuni tra i più “grandi”, da Le Corbusier a Paul Klee e Picasso) fino ai giorni nostri, in cui il fenomeno dei “carnettisti” o “urban sketchers”, ha progressivamente elevato il “taccuino” a vere e proprie “opere da museo”.
Ebbene, tra gli autori che, in assoluto, hanno oggi aperto in Italia la via al “genere” spicca alla grande il pittore e “orientalista” torinese Stefano Faravelli, le cui opere uniscono una tecnica grafico-pittorica straordinaria alla capacità di consegnarci pagine emotive di altissima, intima suggestione. Diplomato alla subalpina “Accademia Albertina” e laureato in “Filosofia Morale” e in “Lingua e Cultura Araba” all’“Istituto di Orientalistica”, realizza il suo primo “Carnet” – “Sindh. Quaderno indiano” – nel 1994. Da allora i suoi “taccuini” vengono esposti a livello internazionale, da Londra a New York, da Parigi a Istanbul, fino a Gerusalemme. L’edizione francese del suo “Verde Stupore. Madagascar” riceve nel 2017 il “Grand Prix” al “Festival International di Carnet de Voyage” di Clermont-Ferrand. Nel 2025, pubblica “Verso Capo Horn” (“Adelphi”) e nel 2026 “Giappone. Taccuini dal mondo fluttuante” (“EDT”). E proprio su quest’ultima opera di Faravelli si incentra la mostra “Specchi del Giappone” a lui dedicata, fino a domenica 1° novembre (con il contributo di “Fondazione CRC”) dal “Castello di Racconigi”.Ospitata nell’ antico “Appartamento cinese” del “Castello” (“Patrimonio Mondiale UNESCO – Residenze Sabaude”), la mostra mette in dialogo il lavoro di Faravelli con gli ambienti interni che agli inizi del Novecento furono ribattezzati “Appartamento Giapponese” e che custodiscono le testimonianze del gusto per l’Oriente coltivato dalla “corte sabauda”. La mostra è prova del legame profondo e radicato tra Faravelli e il Giappone e che affonda, si dice, nella sua stessa storia familiare, da quando un bel giorno l’artista ritrova negli archivi di famiglia le fotografie della prozia Irma, ritratta a inizio Novecento in posa e abbigliamento da “geisha”, forse ispirata alla celebre attrice e danzatrice Sada Yakko, la cui tournée nel 1902 toccò anche Torino. Il suo lavoro intorno a questo soggetto, prosegue nel tempo, sempre disegnando “dal vivo” per cercare una comprensione e una vicinanza più intima con luoghi e persone.
Quanto osserviamo è dunque un visionario intreccio di immagini e scrittura, calligrafia e note a margine, “dettaglio botanico” e veduta urbana, proiezioni di una tecnica d’assoluto rigore che svolazza per mano a un’infinita fantasia, restituendoci alcuni dei temi più ricorrenti e fascinosi dell’arte nipponica. A corollario, la rassegna presenta anche tre manufatti giapponesi in “lacca maki-e” (antica tecnica giapponese di decorazione della “lacca”) appartenenti alle Collezioni del “Castello” e gelosamente custodite in quelle antiche stanze, che nel 1909 ospitarono lo zar Nicola, durante il suo soggiorno racconigese, e dove nel 1904 nacque l’ultimo re d’Italia, Umberto II.
Luogo: Castello di Racconigi, Via Francesco Morosini 3, Racconigi
Data: fino all’1 novembre
Ora
Ottobre 5 (Lunedì) 10:00 - Novembre 1 (Domenica) 20:00
Luogo
Castello di Racconigi
via Francesco Morosini 3
