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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga" inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra “Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga” inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a Roma.
Curata da Paola Scrolavezza, l’esposizione permette di immergersi in un movimento artistico che ha saputo reinventare le tradizionali stampe ukiyo-e con un linguaggio fresco e moderno, ma rispettoso delle radici.
Lo Shin hanga (新版画), che significa letteralmente “nuove stampe”, nasce infatti agli inizi del Novecento, precisamente durante le epoche Taishō e Shōwa, come risposta e rinnovamento delle classiche stampe ukiyo-e, che avevano dominato la scena artistica giapponese per secoli. L’obiettivo del movimento era quello di portare un tocco di modernità, fondendo il meglio dell’estetica classica con elementi innovativi provenienti dal mondo occidentale. A differenza di altri movimenti coevi, esso ha mantenuto un sistema collaborativo di produzione; la divisione dei compiti tra artisti, incisori, stampatori ed editori dà vita a opere caratterizzate da una raffinatezza tecnica e cromatica fuori dal comune. Queste opere si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva, per il forte legame con la fotografia e per un rinnovato interesse per l’illuminazione e le stagioni, che conferiscono alle opere una dimensione quasi cinematografica, rendendole vive e senza tempo.
L’esposizione raccoglie oltre cento opere shin hanga, compresi capolavori di artisti del calibro di:
Itō Shinsui, noto per i suoi ritratti di donne dai tratti delicati e malinconici, che catturano l’essenza della bellezza eterea e senza tempo;
Kawase Hasui, il maestro dei paesaggi, capace di trasmettere l’atmosfera di un luogo con una magistrale gestione della luce e dell’ombra;
Hashiguchi Goyō, celebre per le sue raffigurazioni femminili di rara eleganza e dettaglio, che sanno raccontare non solo l’aspetto fisico, ma anche l’intimità e la psicologia dei suoi soggetti.
Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale all’indirizzo www.shinhanga.it.
Ora
Marzo 13 (Giovedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
Musei di San Salvatore in Lauro
Piazza di S. Salvatore in Lauro, 15 00186 Roma
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente - Floating Colours. Marbling paper
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente – Floating Colours. Marbling paper between East and West, curata da Lorenzo Pontalti e dedicata alla memoria dell’artista veneziano Alberto Valese, marmorizzatore onorato in Turchia col titolo di Maestro Ebru.
L’esposizione intende far conoscere e svelare nei suoi aspetti meno conosciuti un’arte antica ed affascinante, quella della carta marmorizzata. Attraverso una selezione di carte ed oggetti sarà possibile ripercorrere la storia di questa tecnica proveniente dall’Estremo Oriente e diffusasi dapprima in Persia e Turchia e poi, a partire dalla fine del Cinquecento, nell’intera Europa, riconoscendo e apprezzandone le diverse caratteristiche nonché i molteplici utilizzi: dal suo impiego nella dimensione meditativa, alla previsione del futuro, fino all’uso decorativo per la copertura di libri di pregio. Il percorso espositivo comprenderà esempi di manoscritti provenienti dalle collezioni marciane rilegati con carte marmorizzate antiche della tradizione giapponese, islamica e occidentale.
La marmorizzatura della carta si indica in Giappone col termine Suminagashi, “inchiostro fluttuante“; quest’arte viene documentata in Giappone già nel Duecento, ma se ne hanno notizie in Cina anche in epoca precedente . La tecnica deriva dall’arte calligrafica e ne impiega gli stessi strumenti: la pietra d’ardesia (suzuri), il bastoncino d’inchiostro (sumi), il pennello (hude) e la carta di gelso (kami). Si svolge secondo una ritualità che non solo prevede perizia tecnica ma favorisce anche una dimensione meditativa, introdotta dalla fase di preparazione dell’inchiostro che avviene sfregando il bastoncino di sumi e alcune gocce d’acqua sulla pietra d’ardesia. Con la punta dei pennelli, alternando inchiostro e fiele di bue, l’artista punge la superficie dell’acqua creando cerchi concentrici che fluttuano e si muovono, assumendo forme casuali e imprevedibili che vengono poi fermate sulla carta, appena appoggiata sull’acqua. Anticamente gli stessi disegni prodotti durante questo rituale erano interpretati per predire il destino.
Venerdì 20 giugno alle ore 16.30 si terrà inoltre un incontro esclusivo intitolato Inchiostri fluttuanti con Luisa Canovi, paper designer affascinata dalla cultura giapponese e nota soprattutto per le sue originali e sorprendenti creazioni d’origami. Tratterà durante questo incontro proprio della tecnica Suminagashi, che definisce di rara bellezza per “l’essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione, l’emozione di vedere fluttuare l’inchiostro e la sorpresa del foglio di carta che ne raccoglie la memoria”.
Sarà possibile visitare la mostra da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00).
I biglietti sono acquistabili all’indirizzo https://archeologicovenezia.cultura.gov.it/
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/mostre/colori-fluttuanti-la-carta-marmorizzata-tra-oriente-e-occidente
Ora
Maggio 30 (Venerdì) - Giugno 29 (Lunedì)
Luogo
Biblioteca Nazionale Marciana
Piazzetta San Marco, 13/a 30124 Venezia
25Lug19:3019:30Evento: festa Tanabata ad Atripalda (AV)19:30 - 19:30 83042 Atripalda (AV)
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata,
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata, la tradizionale festa delle stelle innamorate.
L’evento, promosso dall’associazione Lupus in Fabula con il supporto del Comune di Atripalda e in collaborazione con Laika, offrirà a grandi e piccoli un’immersione nella cultura nipponica, tra racconti, simboli e rituali.
Cuore della festa sarà il rito dei desideri: come da tradizione, i partecipanti potranno scrivere sogni, pensieri o preghiere su foglietti colorati (tanzaku) da appendere ai rami di bambù, nella speranza che le stelle li esaudiscano.
La serata prevede inoltre una lettura ad alta voce e un laboratorio creativo, per viaggiare con la fantasia tra storie e leggende giapponesi.
Per ulteriori informazioni, consultare la pagina Facebook dell’evento.
Ora
(Venerdì) 19:30 - 19:30
Luogo
Piazzetta degli Artisti
83042 Atripalda (AV)
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima. Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima.
Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel 2024, al Comune di Casale Monferrato, che ne ha poi delegato la cura all’Associazione Librarti. La scelta del luogo non è casuale: l’albero è stato piantumato nel Giardino Urban2, area verde pubblica che Librarti gestisce in cogestione con il Comune dal 2020, proprio in una zona segnata dalla memoria storica più dolorosa della città, quella dell’ex stabilimento Eternit.
L’iniziativa ha preso forma grazie anche alla collaborazione con l’Associazione culturale giapponese Yamato, e la data scelta per la piantumazione è altamente simbolica: il 6 agosto 2024, anniversario dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima. A un anno esatto da quella cerimonia, il prossimo 6 agosto 2025, l’Hibakujumoku tornerà protagonista di un evento commemorativo dal titolo Un albero per la Memoria.
A partire dalle ore 18.30, le associazioni Librarti, Yamato, AFEVA e altre realtà del territorio si ritroveranno nel Giardino Urban2 per dare vita a un momento condiviso di riflessione, ricordo e speranza, attraverso la musica e la lettura di brani scelti.
L’evento sarà arricchito dagli interventi musicali coordinati dalla musicista Erika Patrucco e vedrà la partecipazione della musicista giapponese Takayo Hiramatsu, con il suo koto (strumento musicale giapponese cordofono, appartenente alla famiglia delle cetre), e del giovanissimo pianista Riccardo Corino.
Sarà inoltre possibile annotare pensieri e desideri sui tradizionali tanzaku, piccoli cartoncini legati agli alberi, e partecipare a una degustazione di tè giapponese, in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
L’iniziativa nasce per tenere viva la memoria di tragedie che, pur avvenute in tempi e luoghi diversi, hanno segnato profondamente la coscienza collettiva: Hiroshima e Casale Monferrato, unite da un percorso comune di dolore, giustizia e rinascita.
Nel quartiere Ronzone, infatti, sorgeva lo stabilimento Eternit, attivo dal 1907 al 1986, dove venivano prodotti materiali in cemento-amianto. Le fibre di amianto, altamente nocive, hanno causato oltre 2000 decessi per mesotelioma pleurico e altre patologie correlate.
Nel 1988 nasce l’associazione AFLED (Associazione Familiari Lavoratori Eternit Deceduti), poi diventata AFEVA (Associazione Famigliari e Vittime Amianto) nel 1998, che da allora lotta per ottenere giustizia per le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Una battaglia che ha portato nel 1992 alla promulgazione della Legge 257, la quale ha messo al bando l’amianto in Italia.
A dare vita e forza a questo evento sono due associazioni attive sul territorio:
L’Associazione culturale Librarti APS, che dal 2020 cura il Giardino Urban2, trasformandolo in uno spazio di memoria, arte e comunità.
L’Associazione Yamato, fondata nel 2016 a Casale Monferrato, che si occupa della diffusione della cultura giapponese tramite mostre, conferenze, corsi e scambi culturali. Nata dalla passione di artisti e maestri come Shozo Koike (pittura sumie) e Pier Paolo Cornaglia (karate, VI dan), oggi conta soci in tutta Italia e collabora attivamente con realtà pubbliche e private.
Per ulteriori informazioni, contattare l’associazione culturale Yamato al numero + 39 349 8508918 oppure inviare una mail a una delle due associazioni qui di sopra.
Ora
(Mercoledì) 18:30 - 18:30
Luogo
Giardino Urban2
Via Rotondino, 15033 Casale Monferrato (AL)
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di stand, degustazioni, conferenze e molto altro!
L’ingresso sarà gratuito e l’evento, patrocinato dal Comune di Alba, si terrà presso il Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra”.
Di seguito il programma del festival:
ore 10:00 – apertura ufficiale del festival con saluti dell’amministrazione comunale
ore 11:00 – conferenza “Storia del Giappone” a cura del professor Detti
ore 12:30 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 14:00 – presentazione del romanzo Gaijin di Linda Lincari
ore 15:00 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 16:00 – conferenza “la spada giapponese: arte e tradizione” a cura del sensei Claudio Regoli
ore 17:00 – conferenza “pensiero e fiolosofia giapponese” a cura del dottor G. Vianzoni
ore 17:30 – esibizione di antiche tecniche di spada a cura del sensei Claudio Regoli
ore 18:00 – chiusura del festival
Per ulteriori informazioni, consultare il sito web degli organizzatori.
Ora
(Domenica) 10:00 - 19:00
Luogo
Palazzo Mostre e Congressi "G. Morra"
Piazza Medford, 3 12051 Alba (CN)
11Ottallday30GiualldayLingua: "Corsi di lingua giapponese" Nihongo Motto. Online(Tutto il giorno)
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!! Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00. Il corso è rivolto
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!!
Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00.
Il corso è rivolto a chi non ha mai studiato il giapponese e desidera iniziare da zero.
I corsi si svolgeranno online sulle piattaforme Zoom e Google Classroom, con inizio l’11 ottobre 2025 fino a giugno 2026. Le classi saranno tenute da un’insegnante madrelingua esperta, il corpus delle lezioni sarà di 30 lezioni l’anno svolte in 2 ore a settimana. Sono disponibili 7 classi con fasce orarie diverse, con un minimo di 8 e un massimo di 16 persone per classe.
L’età minima per l’iscrizione è di 14 anni. Informazioni corsi di lingua principianti
Il costo è di 450 euro (+20 euro di quota associativa)
Tutte le informazioni le informazioni relative ai corsi dell’A.A 2025-2026 sono disponibili sul sito di Nihongo Motto
Per le caratteristiche dei corsi: Info corsi
Per ulteriori informazioni contattare esclusivamente Nihongo Motto all’indirizzo: info.nihongomotto@gmail.com
Ora
Ottobre 11 (Sabato) - Giugno 30 (Martedì)
Luogo
Online
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale.
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale. Il progetto, ideato da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e curato insieme a Davide Quadrio con la collaborazione di Anna Musini e Francesca Filisetti, offre al pubblico un percorso ricco e stratificato che attraversa l’intera produzione dell’artista giapponese residente a Berlino. Disegni, fotografie, sculture e installazioni di grande impatto delineano un universo poetico e al tempo stesso inquieto, in cui si intrecciano memoria, identità e il rapporto profondo con la vita e la morte.
La mostra si svilupperà attraverso opere che hanno reso Chiharu Shiota una delle voci più significative dell’arte contemporanea, celebri per l’utilizzo di fili intrecciati in trame complesse, rosse o nere, capaci di trasformare lo spazio espositivo in scenari sospesi e suggestivi. Queste architetture di fili non si limitano a definire un ambiente, ma evocano emozioni e visioni che trascendono i confini del tempo e dello spazio, creando connessioni tra la dimensione fisica e quella interiore. Un itinerario che invita alla riflessione, tra ricordi, sogni e interrogativi universali.
Quando
Data/e: 22 Ottobre 2025 – 28 Giugno 2026
Orario: 10:00 – 18:00
Giovedì: dalle 14:00 alle 22:00; Lunedì chiuso; La biglietteria chiude un’ora prima
Dove
MAO – Museo di Arte Orientale, via San Domenico, 11 – Torino
Prezzo
Intero 18€; Ridotto 12€ – visitatori dai 6 ai 18 anni, studenti fino a 25 anni, visitatori con disabilità; Gratuito – bambini fino ai 6 anni, accompagnatori di visitatori con disabilità
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale
Ora
Ottobre 22 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale a Torino
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Riparte sabato 25 ottobre alla Biblioteca regionale “Bruno Salvadori” di Aosta BiblioRencontres – Cineforum, la rassegna organizzata insieme ad AIACE Valle d’Aosta che
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Il tema di quest’anno è l’incomunicabilità, una scelta che si riflette anche nei film in programma, provenienti da Asia, America ed Europa: storie diverse ma unite da un terreno comune, quello dei legami interrotti, delle parole mancate, dei tentativi di riconnessone.
Tre titoli saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, un modo per restituire al pubblico la voce autentica dei protagonisti e, allo stesso tempo, per giocare con il tema stesso della rassegna: capire e farsi capire.
Il primo appuntamento è con L’innocenza (Monster) del regista giapponese Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023), che sarà proposto in versione originale con sottotitoli. Il film racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento inquietante viene osservato da punti di vista diversi – la madre, un insegnante accusato, i compagni di scuola – in un mosaico dove colpa e innocenza si confondono.
La rassegna proseguirà con:
- 15 novembre – Lost in Translation di Sofia Coppola: un incontro sospeso nella Tokyo dei primi Duemila, tra due solitudini che si riconoscono.
- 24 gennaio – Forza maggiore di Ruben Östlund: una valanga sfiorata e una famiglia che si frantuma, per paura e istinto.
- 14 febbraio – La persona peggiore del mondo di Joachim Trier: ritratto di una generazione in bilico tra desiderio e smarrimento.
- 14 marzo – As bestas di Rodrigo Sorogoyen (v.o. sott. it.): ostilità e incomprensioni in una Galizia rurale dove il silenzio pesa come una minaccia.
- 11 aprile – Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (v.o. sott. it.): la quiete di un villaggio scossa dal turismo di massa, tra natura e resistenza umana.
Ogni proiezione sarà accompagnata da una scheda del film e da consigli di visione tratti dal catalogo della videoteca regionale, per stimolare un percorso personale oltre la rassegna.
Sui canali social di AIACE VDA e della Biblioteca sarà inoltre attiva una collaborazione dedicata a commenti, curiosità e approfondimenti, per proseguire online il dialogo nato in sala.
Ora
Ottobre 25 (Sabato) - Aprile 11 (Sabato)
Luogo
Biblioteca Regionale Bruno Salvadori
Via Torre del Lebbroso 2 (AO)
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Entrano dal 5 novembre 2025 nella Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi nuove opere: due dipinti (di cui
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Le xilografie dell’Ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”) costituiscono un unicum nel panorama dell’arte mondiale. Esse presentano due caratteristiche apparentemente contraddittorie: una produzione di massa, con tirature anche di migliaia di copie, e un altissimo livello qualitativo. I soggetti più frequenti delle stampe (belle donne, attori, paesaggi) rispecchiano le passioni di questa popolazione urbana, che vi ritrovava il proprio gusto per i piaceri profani della vita. Lo spiccato senso estetico dei giapponesi si rivela fin negli oggetti di uso quotidiano: lacche, bronzi, cloisonné, tessuti, decorati spesso con motivi desunti dal mondo vegetale e animale, testimoniano di un profondo amore per la natura e di una raffinata sensibilità per i cambiamenti stagionali e per le qualità tattili dei materiali utilizzati.
La Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi ospita una scelta di opere d’arte della Collezione di stampe giapponesi della Fondazione del Monte e della collezione del CSAEO.
Le opere d’arte delle due collezioni sono esposte a rotazione, con il ricambio che avviene tre volte all’anno.
Sono in programma visite guidate alla Sala Orientale del museo, curate da Alessandro Guidi, per cui è obbligatoria la prenotazione. Per maggiori informazioni, consultare questo link
Luogo: Museo di Palazzo Poggi, via Zamboni 33, Bologna
data e ora: 5 novembre 2025 – marzo 2026
Ora
Novembre 5 (Mercoledì) - Marzo 1 (Domenica)
Luogo
Museo di Palazzo Poggi
Via Zamboni, 33, 40126 Bologna (BO)
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Dal 15 novembre 2025 al 6 aprile 2026 arriva a Milano la grande mostra evento ITADAKIMASU. Le Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, che trasforma i piatti
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L’itinerario, articolato in nove sale scenografiche, propone 16 video-ricette originali, 38 sculture realizzate con la tecnica giapponese dello shokuhin sampuru, 14 stampe ukiyo-e, 22 poster relativi allo Studio Ghibli, 37 poster, 4 cartonati di anime giapponesi e le illustrazioni di Loputyn e Blackbanshee, oltre a contenuti interattivi e a un ricco bookshop tematico.
Di particolare divertimento per i visitatori sarà la possibilità di esibirsi all’interno di un caratteristico cafè giapponese sul palco di un vero karaoke, cantando a squarciagola le sigle degli anime più amati.
A ogni visitatore verrà regalato all’entrata un piccolo ricettario di piatti giapponesi ispirati agli anime e scritto in persona dal curatore della mostra. Sul retro del ricettario, si troveranno invece le istruzioni per partecipare, all’interno della mostra, ad una coinvolgente caccia tesoro a tema.
Come sempre vale la formula Soddisfatti o rimborsati: I visitatori insoddisfatti dell’esposizione, avranno la possibilità di essere rimborsarti dell’intero importo del biglietto pagato.
Ad un mese esatto dall’inaugurazione, sul sito della mostra e sulle principali piattaforme, si aprono le prevendite.
Fino al 31 ottobre il biglietto open avrà un prezzo scontato di 12 euro, anziché 15, ed includerà anche la partecipazione a 4 eventi collaterali esclusivi (del valore di €21) e il poster ufficiale della mostra (formato 100×140 cm) in omaggio. Il calendario di questi eventi è consultabile da oggi sul sito della mostra.
Dal 1° novembre fino al 14 novembre, invece, il biglietto open avrà sempre il costo promozionale di 12,00 euro, con poster in omaggio ma senza accesso agli eventi collaterali.
Luogo: Spazio Varesina 204 Milano.
(Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura),
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Milano
Spazio Varesina 204
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo geografica, che li separa? Attraverso l’arte. Una forza potente in grado di superare i confini: del tempo, dello spazio, culturali e religiosi. L’arte, come la musica, è da sempre un linguaggio universale. Sarà la mostra Keita Miyazaki. The garden of vanities a celebrare il legame tra il nostro territorio e il Paese del sol levante.
Proposta da Imola Musei in collaborazione con la galleria Rosenfeld di Londra, e curata da Diego Galizzi e Riccardo Freddo l’esposizione rimarrà allestita all’interno di palazzo Tozzoni fino al 22 febbraio 2026. A fare da protagoniste indiscusse saranno le opere, una ventina tra sculture e installazioni (alcune superano addirittura i due metri di altezza), dell’artista giapponese Keita Miyazaki, noto per la sua particolare ricerca che fonde materiali industriali e fragili elementi organici. Il risultato è un’estetica accattivante e dai contrasti accesi.
La bellezza dell’imperfezione
Le sculture di Miyazaki sono un vero unicum, impregnate di quella cultura giapponese in bilico tra la proiezione verso il progresso tecnologico e la sua radicata tradizione millenaria. «L’artista – spiega Diego Galizzi, direttore di Imola Musei e curatore della mostra – utilizza materiali industriali, come motori dimessi, componenti meccaniche, metalli… E sceglie di combinarli con elementi decisamente più delicati: gli origami (l’arte giapponese di creare figure e oggetti piegando la carta), che sembrano sbocciare come fiori. Una tecnica che richiama il concetto di wabi-sabi, proprio dell’estetica giapponese. Ovvero la bellezza dell’imperfezione e della transitorietà, che accetta lo scorrere del tempo, l’asimmetria e la decadenza come elementi essenziali». Il risultato è la creazione di forme rigogliose, simili a quelle botaniche, in un processo che coniuga tradizione e innovazione, robustezza e fragilità, diventando espressione di una ritrovata armonia tra tecnologia e natura. Non a caso la ricerca scultorea di Miyazaki nasce dall’osservazione del mondo esterno e, in particolare, da un profondo trauma: il devastante tsunami che ha colpito alcune zone del Giappone nel 2011. «La visione delle carcasse e dei pezzi di automobili nei paesaggi devastati dal fango sono stati la miccia che ha generato le riflessioni dell’artista. Le sue sculture di frammenti meccanici sono quindi divenute il simbolo di una società industriale che dimostra tutta la sua vulnerabilità di fronte alla potenza della natura».
Una poetica in cui ritrovarsi
Una poetica, quella di Keita Miyazaki, senza dubbio molto sottile, ma in cui possiamo facilmente ritrovarci. «L’artista trova in questa nostra terra di motori un palcoscenico formidabile – riprende Galizzi -, dove il suo messaggio carico di dissonanze può ulteriormente amplificarsi». Ma non solo… «A legare il nostro territorio alla poetica di Miyazaki è anche la devastazione lasciata dalle alluvioni che hanno colpito la Romagna, un altro esempio di impotenza davanti alla forza della natura».
Quella che attende il pubblico è «un’esperienza estetica seducente». Nelle sale di palazzo Tozzoni le opere prenderanno vita in una grande installazione corale. «I sentori futuristici delle sculture si amalgameranno con gli ambienti fastosi di casa Tozzoni, ricreando quel confronto tra passato e futuro, tradizione e innovazione da cui scaturisce una riflessione sulla fragilità della modernità. Vogliamo che le sale del palazzo si trasformino in un grande giardino dell’effimero, dove la dimensione del relitto industriale e dello scarto punta a superare se stessa, a patto, però, di fondersi con qualcosa di – solo – apparentemente fragile: l’origami».
Luogo: Palazzo Tozzoni Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
data: fino al 22 febbraio 2026
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Febbraio 22 (Domenica)
Luogo
Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell'Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts. Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un'artista
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell’Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts.
Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un’artista giapponese che dal 1996 vive e lavora a Berlino. Nel 2015, con il progetto The Key in The Hand, ha rappresentato il Giappone alla 56ª edizione della Biennale di Venezia.
L’opera, avvolta da una fitta trama di fili – cifra stilistica di Shiota – si preannuncia come una riflessione intima sul tempo, la perdita e la memoria. La sala vetrata dell’Agorà, al primo piano del museo, si trasformerà così in uno spazio sospeso, dove l’inizio dello scioglimento della neve diventa metafora di passaggi interiori ed esistenziali.
Questa installazione non solo si inserisce nel solco della poetica dell’artista, ma anticipa anche la grande mostra tematica sulla neve prevista al MUDEC per febbraio 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali.
Per ulteriori informazioni sul MUDEC, visitare il sito ufficiale.
Ora
Novembre 19 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MUDEC museo delle culture
via Tortona, 56 (MI)
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all'evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo fino ai manga e poster contemporanei; in esposizione oltre duecento opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti, oltre a oggetti d’alto artigianato.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo e si costituisce attraverso un approccio interdisciplinare che va dalla calligrafia al design, dalla tipografia al teatro, fino alla moda, al cinema e al fumetto. Curato da Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza, sarà corredato da un ricco palinsesto di attività ed eventi: si rivolge infatti a un pubblico molto ampio attraverso attività didattiche, percorsi per le scuole, visite guidate e contenuti multimediali, non solo per bambini e ragazzi ma anche per il pubblico adulto. Verranno presentati inoltre programmi ad hoc dedicati a esplorare le tante anime della cultura giapponese, dall’arte al cinema e alla musica, grazie a collaborazioni con l’Università di Bologna, la Fondazione Cineteca di Bologna e il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.
L’esposizione si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’appoggio del Consolato Generale del Giappone di Milano e si pone in continuità rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto di Expo di Osaka 2025, che si concluderà ad ottobre.
È possibile acquistare il biglietto Open a una tariffa agevolata e con la possibilità di definire in un secondo momento la data di ingresso tramite il sito ufficiale della mostra www.graphicjapanbologna.it.
Potrete visitare la mostra dal 20 novembre 2025 al 6 aprile 2026 durante i seguenti orari:
Dal lunedì al venerdì ore 10-18
Sabato e domenica ore 10-19
Martedì chiuso
Il prezzo dei biglietti è:
Open: € 17,00
Ridotto Open: € 13,00 (promo Early Bird dal 12 giugno 2025)
Intero: € 16,00
Ridotto: € 14,00
Ridotto over 65 (solo il mercoledì): € 14,00
Ridotto speciale studenti universitari: € 10,00 (lunedì, mercoledì e giovedì)
Ridotto scuole: € 7,00
Ridotto bambini (6-10 anni): € 7,00
Ridotto famiglia
Per ulteriori informazioni, consultate il sito web www.graphicjapanbologna.it.
Ora
Novembre 20 (Giovedì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2
22Novallday30alldayMostra: "Mostra fotografica di Koji Onaka"(Tutto il giorno) Via Gola 5, Milano
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960.
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960. La sua è una delle voci più poetiche e silenziosamente potenti della fotografia contemporanea.
Formatosi al Tokyo College of Photography nei primi anni ’80 e membro del collettivo CAMP accanto a Daido Moriyama, Onaka ha sviluppato uno sguardo unico sul paesaggio giapponese: luoghi marginali, malinconici e vibranti di umanità, sospesi tra memoria e quotidianità.
Per la prima volta a Milano, l’artista sarà presente all’inaugurazione sabato 22 novembre presso Gola Gallery, in Via Gola 5 a Milano, dove incontrerà il pubblico e firmerà una selezione dei suoi libri fotografici – tra cui “DISTANCE“, “Have a Break“, “Tin and Chimneys“, “Memories of Younger Days in Shinjuku” e “My Ektachrome“.
In mostra una selezione di stampe originali in bianco e nero e a colori, realizzate e stampate personalmente dall’artista in camera oscura, in tiratura limitata che preservano tutta la materia e la delicatezza della pellicola.
Un’occasione rara per entrare in contatto diretto con uno dei maestri della fotografia giapponese contemporanea.
La mostra si terrà fino al 30 novembre 2026.
Per informazioni: @galleriagola su Instagram
Luogo: Gola Gallery, Via Gola 5, Milano
data e ora: inaugurazione il giorno 22 novembre 2025 ore 18:00 – 22:00 | date mostra 22 novembre 2025 – 30 novembre 2026
Ora
Novembre 22 (Sabato) - 30 (Lunedì)
Luogo
Galleria Gola
Via Gola 5, Milano
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 - L'ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell'oro e
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 – L’ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell’oro e alle sue molteplici applicazioni nelle arti del Giappone.
L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione I.N.T.K. – Associazione italiana per la spada giapponese e l’ Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura APS di Torino, con il patrocinio del Consolato.
La mostra esplora la cultura materiale giapponese, con manufatti che spaziano dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri, esplorando le tecniche in cui l’oro è protagonista assoluto: kinpaku, kirigane, kinran, kintsugi, maki-e. Nella tradizione giapponese, l‘oro non è soltanto un materiale o un colore, ma pura luce. Nel Buddhismo rappresenta lo splendore della luce del Buddha, nel teatro tradizionale Nō è la luce della dimensione sacrale che distingue le divinità dagli esseri umani. Con il passaggio all’arte moderna, questa sensibilità si trasforma: l’oro diventa il più brillante tra tutti i colori, mantenendo il suo effetto lussuoso e decorativo.
La mostra si articola in tre sezioni che offrono diversi livelli di lettura, dalla pura ammirazione estetica all’approfondimento tecnico e culturale. La prima sezione offre una panoramica di manufatti che attraversano i secoli: una katana firmata Masamune del XV secolo, oggetti laccati nurimono, ceramiche che sperimentano tecniche ardite, tessuti haori e kimono illuminati da fili dorati, eleganti cinture obi, dipinti su rotolo verticale kakemono e oggetti bronzei del mondo bushi. L’esposizione gioca con i contrasti cromatici: da una parte l’essenzialità di oro e nero, dall’altra la sfarzosità dell’oro in dialogo con una ricca palette di colori. La seconda sezione è dedicata alle stampe di incisori moderni e contemporanei, fase evolutiva delle xilografie ukiyo-e, culminando con un’opera di Takashi Murakami, fondatore del movimento Superflat. La sua litografia The Golden Age: Hokkyo Takashi (2016) fonde la tradizionale pittura artistica di Edo con la moderna Pop art, con teschi e fiori sorridenti su sfondo dorato. La terza sezione è dedicata alle opere della maestra calligrafa Kazuko Hiraoka, che combinano la magia della foglia d’oro con l’espressività dell’arte giapponese dello shodō, e alle ceramiche della maestra di kintsugi Aiko Zushi. che vivono una nuova vita all’insegna del bello.
Kazuko Hiraoka combina la magia della foglia d’oro con l’espressività della calligrafia giapponese (shodō). laureata nel 1973 all’Accademia d’Arte Bijutsu Daigaku di Musashino, Kazuko Hiraoka, ha lavorato come graphic designer alla Sony prima di dedicarsi alla calligrafia. Nel 1999 ha acquisito il titolo di Maestra calligrafa dopo 15 anni di studi presso la Akitsu-Kai sotto la guida di Kanichi Nakata, Maestro della famiglia imperiale. Dal 2000 vive in Italia, dove diffonde l’arte calligrafica giapponesee Aiko Zushi, maestra di kintsugi, l’arte del restauro ceramico con lacca e oro che trasforma le fratture in nuova bellezza.
Aiko Zushi, originaria della prefettura di Yamanashi, ha studiato l’arte del kintsugi con la maestra Yoko Furuya. Ha vissuto a Torino, dove ha aperto un laboratorio e insegnato questa tradizionale arte presso l’Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura, prima di tornare in Giappone a proseguire la sua attività artistica e didattica
L’esposizione prevede, inoltre, un evento collaterale mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30, nell’ambito delle attività organizzate per la Giornata mondiale delle persone con disabilità, in collaborazione con l’Assessorato regionale Sanità, salute e politiche sociali viene proposta una visita guidata condotta da Generoso Urciuoli,
Attività a pagamento, gratuita per le persone con disabilità e accompagnatore; prenotazione obbligatoria al numero 0165 552420 oppure all’indirizzo areamegalitica.biglietteria@servizivda.it
TICKET ONLINE su: https://valledaostaheritage.com/megamuseo/
Per maggiori info: beniculturali@regione.vda.it
Ora
Novembre 28 (Venerdì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
MegaMuseo
Corso Saint-Martin-de-Corléans, 258, 11100 Aosta AO
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Vi aspetta fino al 4 aprile 2026 presso il Museo di Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo
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Vi aspetta fino al 4 aprile 2026 presso il Museo di Palazzo Mocenigo – Centro Studi di Storia del Tessuto, del Costume e del Profumo IL KIMONO MASCHILE. TRAME DI VITA, RACCONTI DI STILE, a cura di Silvia Vesco e Lydia Manavello. In collaborazione con Museo d’Arte Orientale di Venezia.
Con il patrocinio di Università Ca’ Foscari Venezia – Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (https://www.comune.venezia.it/it/content/il-kimono-maschile-trame-vita-racconti-stile)
Con IL KIMONO MASCHILE. Trame di vita, racconti di stile, il museo apre una finestra su un ambito ancora poco esplorato – l’eleganza maschile nipponica – offrendo un percorso immersivo che intreccia arte, storia, religione, teatro, paesaggio, tradizione e modernità, attraverso un significativo corpus di produzione tessile giapponese della fine dell’Ottocento e del primo quarantennio del Novecento.
Il percorso espositivo ricostruisce la ricchezza delle decorazioni interne – l’ura moyō, letteralmente traducibile come “motivo sul retro” o “schema secondario” – che nel Giappone del XX secolo trasformavano la fodera del kimono in un vero manifesto personale. Riflettendo sul kimono come specchio dell’uomo e della società, la mostra mette in luce un aspetto fondamentale della cultura giapponese: l’idea che l’eleganza maschile risieda nel dettaglio discreto, nella raffinatezza non ostentata, nella sorpresa custodita all’interno.
Superfici segrete che intessono racconti e tematiche, che scandiscono le 10 sezioni dell’esposizione: religione e spiritualità, tra sincretismi shinto-buddhisti, divinità della fortuna e figure come Bodhidharma; storia antica e moderna del Giappone, dalle navi olandesi del periodo Sakoku al sistema del Sankin Kōtai, fino alle riforme Meiji e alla crisi economica, la “crisi dell’oro del 1929”; e ancora, la tradizione con riferimenti a cultura popolare, proverbi, leggende, il culto dei guerrieri evocando l’onore e la storia dei samurai; il teatro e la musica, tra storie, personaggi e leggende del teatro Nō e Kabuki, omaggi ai grandi attori delle dinastie storiche e al mondo delle maschere; la cultura e lo stile, evocando la raffinatezza degli abbinamenti e l’eleganza degli accessori, tra le cinture obi, sagemono, inrō, netsuke, calzature tradizionali completano il racconto di un sistema estetico complesso, in cui ogni elemento – anche il più piccolo – diventa simbolo, rituale, gesto di stile.
A seguire, l’omaggio agli artisti, con scene e motivi che celebrano l’abilità e la creatività dei grandi dell’arte giapponese, tra le raffinate atmosfere di Kitagawa Utamaro (1753-1806), i paesaggi armoniosi di Utagawa Hiroshige (1797-1858), la vitalità eccentrica di Itō Jakuchū (1716-1800) ed il virtuosismo decorativo di Kamisaka Sekka (1866-1942); un inedito sguardo sul mondo dei bambini in cui, complice l’entusiasmo per la cultura occidentale, i piccoli kimono si coprono di motivi che evocano la fascinazione per la modernità, lo sport, immagini militariste, trasformandosi in manifesti nazionalisti. E poi, la natura e il paesaggio, un repertorio ricco di simboli e filosofia, motivi decorativi ispirati al mondo naturale raccontano una storia di profonda connessione tra il Giappone e il paesaggio che lo circonda. La modernità si racconta con gli omoshirogara, i “motivi bizzarri” degli anni Trenta e Quaranta, in particolare, che celebrano progresso, trasporti, sport, propaganda e scambi con l’Occidente. L’ultima sezione ospitata nella project room in androne al piano terra, trasformata per l’occasione in Kimono LAB, indaga le tecniche tessili e decorative di haori e di sottokimono, tra realizzazioni in sete pregiate o lane importate, esterni sobri ma riccamente decorati all’interno tramite tecniche tradizionali come kasuri, katayuzen, yuzenzome, rōrā nassen ed elaborate varianti dello shibori.
Attraverso una selezione di haori e nagajuban provenienti dalla collezione di Lydia Manavello, molti dei quali esposti per la prima volta al pubblico, insieme ad oltre sessanta oggetti provenienti dal Museo d’Arte Orientale di Venezia, la mostra indaga il ruolo del kimono maschile come tessuto narrativo: un indumento che, racchiuso nella sobrietà esteriore, custodisce spesso un mondo nascosto di immagini, racconti e simboli.
Con questa nuova esposizione, Palazzo Mocenigo conferma la sua vocazione a indagare il tessuto come linguaggio globale, terreno d’incontro tra mondi lontani e strumento privilegiato per osservare identità, poteri, credenze, economie e trasformazioni sociali. Un percorso che, dopo avere esplorato secoli e geografie diverse, torna in Oriente per approfondire ancora una volta il dialogo tra Venezia e l’Asia, da secoli uniti da scambi commerciali, artistici e culturali.
Informazioni per la stampa
Fondazione Musei Civici di Venezia
Chiara Vedovetto con Alessandra Abbate
Luogo: Museo di Palazzo Mocenigo, Venezia Santa Croce, 1992, 30135 Venezia
Data e ora: Fino al 4 aprile 2026, dalle 10.00 alle 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00) – Chiuso il lunedì
Ora
Dicembre 5 (Venerdì) 10:00 - Aprile 4 (Sabato) 17:00
Luogo
Museo di Palazzo Mocenigo
Venezia Santa Croce, 1992
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Rane musicanti che suonano tamburi, corvi, cortigiane con il parasole, donne allo specchio e uomini in volo su una mongolfiera riportati alla loro intensità
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La maggior parte dei dipinti – disegni ad inchiostro ed acquerelli su carta – porta la firma del noto pittore Kawanabe Kyōsai (1831-1889), autore di scenette satiriche, popolate di animali, caricature e rappresentazioni di vita quotidiana con personaggi giapponesi e occidentali realizzati con sorprendente rapidità esecutiva. Alcuni kakemono e dipinti sono opere a quattro mani (gassaku) nati durante i conviviali seki-ga, performance pittoriche di “pittura seduta” di moda in Giappone tra Otto e Novecento. Kyōsai in particolare è ricordato per il suo talento e l’instancabile attività che lo rendeva capace di dipingere per ore e ore e i rotoli della collezione attestano proprio questa produzione per il segno rapido e impalpabile e il tono a tratti dissacrante.
Il nuovo allestimento è arricchito dalla pubblicazione Ricordi di viaggio. Dipinti dal Giappone al Castello di Agliè, a cura di Laura Gallo e Giuseppe Milazzo; il volume, che offre approfondimenti sulle collezioni e sull’intervento di restauro, è realizzato da Editris ed è disponibile per l’acquisto direttamente sul sito dell’editore: www.editris2000.it.
Per info e contatti: drm-pie.aglie@cultura.gov.it
Luogo: Piazza Castello, 2, 10011 Agliè (TO)
data e ora: inaugurazione sabato 13 dicembre 2025
Ora
Dicembre 13 (Sabato)
Luogo
Castello di Agliè
Piazza Castello, 2, 10011
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Il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone è lieto di annunciare la nuova mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere -
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Ora
Dicembre 18 (Giovedì) - Marzo 8 (Domenica)
Luogo
Museo D'Arte Orientale E. Chiossone
Villetta Di Negro, Piazzale Mazzini 4n, 16122
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L’Associazione culturale Italo - Giapponese YUJO di Trieste è lieta di annunciare la sua collaborazione con la JAL Foundation nella promozione della sezione in lingua italiana
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L’Associazione culturale Italo – Giapponese YUJO di Trieste è lieta di annunciare la sua collaborazione con la JAL Foundation nella promozione della sezione in lingua italiana della diciannovesima edizione del “World Children’s Haiku Contest“, un concorso simpatico a cui sono invitati a partecipare bambini e ragazzini di tutto il mondo fino ai 15 anni di età. Il tema di quest’anno è il “suono”!
L’Associazione YUJO vi invita ad iscrivervi entro il 28 febbraio 2026: per il regolamento e il modulo di iscrizione, contattare info@yujo.it
La modalità di partecipazione è molto semplice: creare un disegno su foglio A4 incorporando tre versi di un Haiku originale (non serve seguire strettamente le regole degli haiku), e spedire all’indirizzo che segue:
Fondazione JAL c/o Mitsugu Harada
Borgo S.M.Maddalena 25,
34072 Gradisca d’Isonzo (GO)
Luogo: Borgo S.M.Maddalena 25, Gradisca d’Isonzo (GO)
data e ora: fino al 28 febbraio 2026
Ora
Gennaio 1 (Giovedì) - Febbraio 28 (Sabato)
Luogo
Fondazione JAL
Borgo S.M.Maddalena 25
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo che ha maggiormente rappresentato la corrente estetica dell’Ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante), affascinando e incuriosendo.
Mercoledì 14 Gennaio alle ore 19:00, presso l’Educatore della Provvidenza in Corso Trento 13, Torino, il docente di storia del manga Fabio Valerio, all’interno di una serie di eventi realizzati dall’Associazione Culturale Aregoladarte, condurrà i partecipanti alla scoperta di questa xilografia, realizzata tra il 1830 e 1831, facente parte di una raccolta denominata le 36 vedute del Monte Fuji.
Un percorso fatto di storia e cultura, di aneddoti e leggende che ne hanno decretato una delle opere più apprezzate già dagli Impressionisti alla fine dell’800, per diventarne oggi una delle immagini più utilizzate nel panorama pop.
Luogo: Educatore della Provvidenza, Corso Trento 13, Torino (TO)
data e ora: 14 gennaio ore 19.00
Ora
Gennaio 14 (Mercoledì) - Marzo 6 (Venerdì)
Luogo
Educatore della Provvidenza
Corso Trento 13
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo e ad ascoltare il tempo. Un dialogo sottile tra fotografia e ideogrammi, dove la bellezza prende forma nel tempo che scorre.
Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026, la Rocca di Lonato del Garda accoglie nella suggestiva Sala del Capitano la mostra La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi, un percorso espositivo che intreccia fotografia e ideogrammi giapponesi in un dialogo silenzioso sul tempo, l’impermanenza e la bellezza discreta delle cose che resistono. Non è un caso che questa mostra trovi casa proprio tra le mura della Rocca: luogo in cui la storia non si impone, ma affiora. Fortezza imponente e insieme sorprendentemente accogliente, la Rocca di Lonato è uno spazio dove il tempo sembra rallentare, lasciando spazio all’ascolto, alla contemplazione, allo sguardo.
È qui, tra pietre segnate, camminamenti di guardia e sale cariche di memoria, che il concetto di sabi – bellezza segnata dal tempo e dall’usura – trova una risonanza naturale.
La mostra nasce dal dialogo tra le fotografie di Andrea Lippi e le parole e gli ideogrammi interpretati da Luigi Gatti, ed è legata all’omonimo volume pubblicato da Folia Edizioni. Al centro del percorso non c’è un racconto del Giappone, ma un viaggio interiore: immagini e segni costruiscono una “via” fatta di vuoti, pause e presenze lievi, dove la fotografia non afferma ma suggerisce, e la parola non spiega ma accompagna.
Le fotografie di Andrea Lippi sono il risultato di un lungo progetto di studio sulla luce negli ambienti e nei paesaggi giapponesi. Dopo il primo viaggio in Giappone nel 2015, l’autore avvia un percorso di ricerca che lo porta a tornare più volte nel Paese, dando vita nel 2017 al progetto Lights of Japan, presentato in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2024 il lavoro riceve due menzioni d’onore ai premi internazionali TIFA e BIFA e viene esposto in una mostra dedicata alla fotografia contemporanea in bianco e nero a Portland, negli Stati Uniti.
Studioso ed esperto di cultura giapponese, autore, divulgatore e guida, Luigi Gatti ha vissuto un lungo percorso professionale tra Italia, Spagna e Giappone, maturando una profonda sensibilità per l’incontro tra culture. Da sempre appassionato di viaggi lenti, ha percorso a piedi le principali Vie per Santiago di Compostela, facendo del cammino uno strumento d’introspezione e apertura verso l’altro. In Giappone ha affrontato il Cammino di Shikoku: un pellegrinaggio millenario di 1.200 km attraverso gli 88 templi del Buddhismo Shingon. Da questa esperienza è nato il suo libro “Il cammino del Giappone. Shikoku e gli 88 templi” (Mursia). Oggi si dedica a diffondere la conoscenza della lingua e della cultura giapponese attraverso incontri sul territorio e i canali digitali.Ad accogliere questo dialogo tra immagini e ideogrammi è un luogo che da secoli custodisce e rinnova il rapporto tra storia e contemporaneità. Dalle mura merlate che dominano il Lago di Garda alle sale decorate della Casa del Podestà, il complesso monumentale della Rocca di Lonato racconta secoli di arte, memoria e bellezza viva grazie all’opera della Fondazione Ugo Da Como, punto di riferimento per la valorizzazione della storia bresciana e del XIX secolo, nonché parte della Rete dell’800 lombardo.
Tra le più grandi fortificazioni del Nord Italia, la Rocca di Lonato affascina per la sua imponenza quattrocentesca, i merli guelfi, le torri di avvistamento e la Rocchetta, cuore interno del complesso. Circondata da un vasto parco e facilmente raggiungibile, si staglia sul colle dell’anfiteatro morenico che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo una delle vedute più suggestive del Lago di Garda e della pianura bresciana. Nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino a Desenzano, Sirmione e alle vette più lontane.
Negli ultimi anni la Rocca di Lonato si è affermata come luogo poliedrico e dinamico, capace di coniugare la forza del passato con una raffinata consapevolezza del presente: mostre di arte contemporanea, eventi culturali e lifestyle, e il nuovo Padiglione Eventi – una glass house di design perfettamente integrata nel contesto storico – ne fanno una meta culturale d’eccellenza.
In questo scenario, La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi si configura come un invito a rallentare, ad abitare il tempo con attenzione, a lasciarsi attraversare da una bellezza capace di durare.
L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 24 gennaio 2026 alle ore 16.00. Nel corso del periodo espositivo sono previsti diversi incontri e appuntamenti, tra cui la presentazione del libro/catalogo La Via del Sabi (Folia Edizioni, 2026) a cura di Andrea Lippi e Luigi Gatti, in programma il 14 febbraio alle ore 15.30 negli stessi spazi della mostra.
Luogo: Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como – Via Rocca, 2, Lonato del Garda (Brescia)
data e ora: Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026
Ora
Gennaio 24 (Sabato) 16:00 - Marzo 22 (Domenica) 23:00
Luogo
Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como
Via Rocca, 2
28GenalldayEvento: "NipPop Book Club - Settima Edizione"(Tutto il giorno) Via San Felice 16
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto per la Lettura del Comune di Bologna, arriva quest’anno alla settima edizione, con una proposta sempre più ricca di libri da leggere e di cui discutere: sette appuntamenti per approfondire il ruolo delle voci femminili nella nuova letteratura dal Giappone.
È a una donna, Murasaki Shikibu, scrittrice, poetessa e dama di corte della consorte imperiale Shōshi, che si deve la nascita della prima opera narrativa in prosa scrittta interamente in giapponese, alle soglie dell’XI secolo, il Genji monogatari (La storia di Genji). Negli stessi anni, un’altra dama di corte, Sei Shōnagon, al servizio di Teishi, a sua volta consorte imperiale, scriveva il Makura no sōshi (Le note del guanciale), una sorta di zibaldone di pensieri, annotazioni, aneddoti, raccontati in uno stile vivace e caustico, personalissimo, dando inizio a un nuovo, inedito genere letterario. Dopo questi esordi brillanti tuttavia la letteratura femminile ha attraversato lunghi secoli di oscurantismo, come conseguenza di un irrigidimento del patriarcato e del sessimo che questo comporta, prima con l’affermazione dell’aristocrazia guerriera e poi con l’avvento della modernità e di nuove forme di moralismo e di controllo dei ruoli di genere, della maternità e in senso più ampio del femminile nella sua complessità.
Solo molto più tardi, sull’onda della forza propulsiva dello ūman ribu, il movimento di liberazione della donna, che mira a scardinare i tradizionali, convenzionali e stantii ruoli di genere affermando il diritto all’autodeterminazione, a partire dagli anni Sessanta le voci di donna tornano al centro: attraverso la lettura di sette scrittrici il cui lavoro ha plasmato la letteratura giapponese contemporanea e sta delineando nuove direzioni, si traccerà la mappa di un percorso di contestazione, decostruzione e ricostruzione delle norme sociali e dei ruoli di genere, della sessualità e della maternità, il cui impatto, grazie anche alla crescente attività di traduzione, sta andando ben oltre i confino dell’arcipelago.
Inizia quindi un nuovo viaggio tra autrici diverse per le scelte di genere e per la storia che le circonda, che parlano dal Giappone e del Giappone: una nuova, affascinante avventura – siete pronti a partire?
Il viaggio inizia subito! NipPop dà la possibilità ai lettori di scegliere alcuni dei libri che verranno trattati nel book club: la propria preferenza si esprime attraverso il sondaggio su Google Form a questo link!
Gli incontri si terranno presso la Libreria delle Donne e avranno inizio dal 28 gennaio. Saranno moderati da Paola Scrolavezza, docente presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, con la collaborazione del team di NipPop.
Luogo: Libreria delle Donne, Via S. Felice 16, Bologna (BO)
data e ora: a partire dal 28 gennaio
Ora
Gennaio 28 (Mercoledì)
Luogo
Libreria delle Donne
Via San Felice 16
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Fino al 10 maggio 2026 la mostra JAPAN POP animerà la Casa della Cultura Italo Calvino a Calderara di Reno in provincia di Bologna. Organizzata dalla
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Fino al 10 maggio 2026 la mostra JAPAN POP animerà la Casa della Cultura Italo Calvino a Calderara di Reno in provincia di Bologna. Organizzata dalla Cooperativa Le Macchine Celibi, questa esposizione celebra l’esplosione della cultura pop giapponese, esplorando l’energia creativa di Tokyo e il suo impatto globale attraverso manga, anime, idol, cosplay e l’arte contemporanea del movimento Superflat.
Un’immersione nella cultura ultra-pop di Tokyo
Negli anni Novanta, il Giappone ha conquistato il mondo con un’immagine lontana dai cliché delle arti marziali e del minimalismo zen: un’esplosione di colori, creatività e vitalità urbana che ha ridefinito il concetto di pop. JAPAN POP racconta questa rivoluzione culturale, partendo dalla megalopoli di Tokyo, la metropoli più popolosa del pianeta con i suoi più di 35 milioni di abitanti distribuiti su un’area urbana che si prolunga anche nella giga-city del Tokaido, fino a Kyoto, Osaka e Kobe, dove gli abitanti complessivamente superano i 50 milioni. Questa “super-urbanità” ha dato vita a una cultura unica, che ha travalicato i confini nazionali per influenzare moda, arte, musica e design in tutto il mondo.
La mostra esplora il fenomeno otaku, la cultura dei “nerd” giapponesi che, dalle loro camerette, hanno trasformato il loro amore per manga e anime in un movimento globale. Si approfondisce il mondo degli aidoru (idol), le star mediatiche che incarnano l’estetica kawaii, un concetto di “carino” che mescola ingenuità infantile e sensualità in un mix irresistibile. Si parla poi degli anime ormai famosissimi, tra gli altri quelli di Miyazaki con il suo Studio Ghibli, o i più commerciali come Naruto. Inoltre, il percorso espositivo rende omaggio a Superflat, il movimento di arte contemporanea giapponese che, con artisti come Takashi Murakami, Yoshitomo Nara e Chiho Aoshima, celebra la “piattezza” visiva derivata dall’ukiyo-e e dai manga, creando un linguaggio grafico universale.
Un viaggio storico: dalle stampe ukiyo-e a oggi
JAPAN POP non si limita al contemporaneo, ma affonda le sue radici nella storia. Il percorso espositivo parte dall’ukiyo-e, le stampe dell’epoca Edo (1600-1868) che raffiguravano il “mondo fluttuante” di piaceri e bellezza, con particolare attenzione al quartiere di Yoshiwara, il celebre distretto a luci rosse di Edo (che viene documentato anche con foto d’epoca). Le stampe ukiyo-e, caratterizzate da colori vivaci e prospettive piatte, sono il precursore estetico del moderno pop giapponese. L’esposizione collega passato e presente, mostrando come l’eredità dell’ukiyo-e viva ancora nei manga, negli anime e nell’arte contemporanea.
Orari:
Lunedì, Giovedì, Sabato, 14:00-19:00;
Martedì, Mercoledì, Venerdì, 10:00-13:00 e 14:00-19:00;
Domenica chiuso eccetto in concomitanza con eventi.
Info
casadellacultura@lemacchinecelibi.coop
Tel: 342 0158800
Biglietti:
intero €10; ridotto €8 (dai 12 ai 18 anni); gratuito fino a 12 anni.
Per i residenti di Calderara di Reno: intero €8; ridotto €5 (dai 12 ai 18 anni).
Sito web: https://www.culturara.it/agenda/mostra-japan-pop
Luogo: Casa della Cultura Italo Calvino, Via Roma, 29, 40012, Calderara di Reno (BO)
Data e ora: Fino al 10 maggio 2026
Ora
Gennaio 31 (Sabato) 10:00 - Maggio 10 (Domenica) 17:00
Luogo
Casa della Cultura Italo Calvino
Via Roma, 29
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Fino al 22 febbraio la mostra «Keita Miyazaki. The Garden of Vanities», a cura di Diego Galizzi e Riccardo Freddo, a Palazzo Tozzoni di Imola, riporta il linguaggio dell’arte contemporanea
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Alla base di questa inconsueta ricerca c’è naturalmente la cultura giapponese con le sue forti contraddizioni, in bilico tra la sua proiezione verso il progresso tecnologico e la radicata presenza della sua millenaria tradizione. Lo shock per lo tsunami del 2011 e la visione delle carcasse e dei pezzi di automobili nei paesaggi devastati dal fango sono stati la miccia che ha generato le riflessioni di Miyazaki, che ha eletto le sue sculture di frammenti meccanici a simbolo di una società industriale che dimostra tutta la sua vulnerabilità di fronte alla potenza della natura.
L’artista
Nato a Tokyo nel 1983, Keita Miyazaki vive e lavora tra il Giappone e il Regno Unito. Dopo aver studiato all’Università delle Arti di Tokyo e al Royal College of Art di Londra, ha sviluppato un linguaggio visivo riconoscibile, che mette in dialogo parti meccaniche di automobili e delicati origami di carta. Le sue opere sono state esposte in musei e gallerie internazionali, tra cui Victoria and Albert Museum, Centre Pompidou, Palais de Tokyo, Jameel Arts Centre, e fanno parte di collezioni prestigiose come la Fondazione Benetton, il Mori Arts Centre e la Daiwa Foundation.
Sito web: https://imolamusei.it/mostre/keita-miyazaki/
Luogo: Palazzo Tozzoni, Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93, 40026 Imola (Bo)
Data e ora: Fino al 22 febbraio 2026
Ora
Gennaio 31 (Sabato) 10:00 - Febbraio 22 (Domenica) 17:00
Luogo
Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93
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Alcune mostre non sembrano fatte per essere visitate in fretta. “Tomonori Toyofuku. Ritorno a Milano”, ospitata nell’atelier milanese della designer di gioielli Natsuko Toyofuku, ha più l’aria
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Alcune mostre non sembrano fatte per essere visitate in fretta. “Tomonori Toyofuku. Ritorno a Milano”, ospitata nell’atelier milanese della designer di gioielli Natsuko Toyofuku, ha più l’aria di un incontro che di un evento.
Si entra in punta di piedi, come quando si visita lo studio di qualcuno che ha lavorato lì a lungo, e si ha subito la sensazione che le opere conoscano bene lo spazio che le circonda.
Tomonori Toyofuku appartiene a quella generazione di artisti giapponesi che, nel dopoguerra, hanno sentito il bisogno di guardare oltre l’arcipelago senza per questo rinnegare le proprie radici. Nato nel sud del Giappone negli anni Venti, si forma inizialmente in un ambiente dove la letteratura, la scultura tradizionale e il pensiero estetico giapponese convivono in modo naturale. Il suo sguardo sulla forma nasce da lì: da un’idea di equilibrio, di attenzione al vuoto, di rispetto per la materia.
Quando arriva in Italia, nei primi anni Sessanta, Toyofuku trova un contesto sorprendentemente affine. Milano non è solo una città industriale in pieno sviluppo, ma anche un luogo di sperimentazione artistica, dove lo spazio, il gesto e la materia diventano terreno di ricerca. Toyofuku decide di restare, di lavorare qui, di costruire un dialogo che nel tempo diventa anche una relazione profonda con il paese.
Le sculture in mostra raccontano bene questo percorso. Sono opere in legno, bronzo e pietra, ma non cercano mai la pesantezza. Anzi, sembrano alleggerirsi attraverso aperture ovali, superfici traforate, ritmi regolari che lasciano passare la luce.
Il vuoto non è un dettaglio secondario: è parte integrante della forma, quasi un materiale invisibile che l’artista modella con la stessa cura del pieno.
Osservandole da vicino, queste sculture non impongono una lettura unica. Invitano piuttosto a muoversi intorno, a cambiare punto di vista, a lasciar lavorare lo sguardo. C’è qualcosa di profondamente giapponese in questo approccio: l’idea che l’opera non debba spiegarsi subito, ma rivelarsi con il tempo.
Il fatto che la mostra si tenga nell’atelier di Natsuko Toyofuku, oggi orafa e designer, aggiunge un livello ulteriore alla visita. Qui la memoria non è mai celebrativa. È viva, quotidiana. Le opere del padre dialogano silenziosamente con il presente, suggerendo una continuità di sensibilità più che una semplice eredità artistica. Anche nei gioielli, come nelle sculture, la materia sembra sempre sul punto di respirare.
Negli anni in cui Toyofuku si stabilisce in Italia, altri artisti giapponesi seguono strade simili, attratti da un’Europa che offre confronto e possibilità di sperimentazione. Ma il suo percorso resta personale, fatto di scelte lente e di una fedeltà costante a un’idea di forma essenziale, mai gridata
“Ritorno a Milano” è quindi un titolo che funziona su più livelli. È il ritorno di un artista, certo, ma anche quello di un modo di pensare la scultura come presenza silenziosa, come dialogo tra culture, come gesto che attraversa il tempo senza bisogno di alzare la voce.
E forse è proprio questo il senso della mostra: ricordarci che alcune opere non chiedono attenzione immediata, ma compagnia. Basta fermarsi un momento.
Per info: NatsukoToyofuku
Luogo: Atelier di Natsuko Toyofuku, Corso Como, 9, Milano
Data e ora: Fino al 26 aprile 2026
Ora
Febbraio 7 (Sabato) 18:30 - Aprile 26 (Domenica) 23:30
Luogo
Atelier di Natsuko Toyofuku
Corso Como, 9
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Un’esposizione che riporta alla luce un nucleo raro di dipinti giapponesi ottocenteschi, inserendoli nel percorso storico e culturale di una residenza sabauda
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Un’esposizione che riporta alla luce un nucleo raro di dipinti giapponesi ottocenteschi, inserendoli nel percorso storico e culturale di una residenza sabauda profondamente segnata dal collezionismo internazionale. La mostra presenta ventuno dipinti giapponesi, tra carte dipinte e kakemono su seta, affiancati da vasi da giardino in ceramica blu e bianca, restituendo un insieme coerente e sorprendente per qualità espressiva e varietà iconografica.
I soggetti spaziano tra scene di vita quotidiana, figure femminili, animali simbolici e immagini sospese tra realtà e immaginazione, offrendo uno sguardo vivido sulla cultura visiva del Giappone di fine Ottocento.
Origine e collezionismo
Le opere provengono dalle collezioni storiche del Castello di Agliè e furono acquistate in Giappone da Tomaso di Savoia-Genova durante un lungo viaggio ufficiale in Estremo Oriente, entrando a far parte degli inventari del Castello all’inizio del Novecento.
Il loro arrivo testimonia il diffuso interesse per l’Oriente nell’Italia post-unitaria e il ruolo del viaggio come strumento di conoscenza, appropriazione culturale e costruzione dell’immaginario.
Restauro e conservazione
Un articolato intervento di restauro conservativo ha restituito stabilità e leggibilità alle opere, affrontando le delicate problematiche materiali dei dipinti orientali montati secondo criteri occidentali.
Il lavoro ha permesso di recuperare cromie, dettagli e qualità formali, rendendo nuovamente accessibile un patrimonio a lungo poco visibile.
Il dialogo con il castello
L’allestimento crea un dialogo diretto con gli spazi storici del Castello, mettendo in relazione i dipinti con altri oggetti provenienti dallo stesso contesto di viaggio, come armature giapponesi e manufatti orientali.
Ne emerge una narrazione fatta di incontri culturali, esperienze personali e memoria materiale, in cui il viaggio diventa racconto visivo e stratificazione storica.
Come partecipare
8,00 € intero
2,00 € visitatori dai 18 ai 25 anni
Gratuito minori di 18 anni, persone con disabilità e accompagnatore, titolari di Abbonamento Musei, di Torino+Piemonte Card e di Royal Pass.
Orari
Da mercoledì a lunedì
09:00 → 13:00 (ultimo ingresso 12:00)
14:00 → 18:00 (ultimo ingresso 17:00)
Visitabile fino a dicembre 2026
Per ulteriori informazioni e prenotazioni: https://langhe.net/evento/ricordi-di-viaggio-dipinti-dal-giappone-al-castello-di-aglie-11-02-2026-2/
Luogo: Castello Ducale di Agliè, Piazza Castello, Agliè, TO, Italia
Data e ora: Dall’11 febbraio ore 9.00 al 16 febbraio 2026 ore 18.00
Ora
11 (Mercoledì) 09:00 - 16 (Lunedì) 18:00
Luogo
Castello Ducale di Agliè
Piazza Castello
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La mostra di Trieste intende raccogliere attorno a tre temi – Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione – un nucleo di
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Saranno presentate oltre 80 opere, tra fotografie e video di 16 artisti: Asakai Yoko, Hayashi Noriko, Ishikawa Naoki, Kai Keijiro, Kawauchi Rinko, Momose Aya, Nagashima Yurie, Nomura Sakiko, Shimonishi Susumu, Sato Tokihiro, Sugimoto Hiroshi, Suzuki Risaku, Suzuki Ryoko, Tomoko Yoneda, Miyagi Futoshi, Yokota Daisuke.
Immagine in evidenza: Keijiro Kai, Clothed in Sunny Finery. Photographs © Keijiro Kai, courtesy of Zen Foto Gallery (part.).
Contatto telefonico: 040 3774783
Luogo: Magazzino delle Idee – Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 2, Trieste
Data e ora: Dal 13 febbraio (ore 18.00) al 7 giugno 2026
Ora
Febbraio 13 (Venerdì) 18:00 - Giugno 7 (Domenica) 23:00
Luogo
Magazzino delle Idee
Corso Camillo Benso Conte di Cavour, 2
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Siamo lieti di portare alla vostra attenzione la notizia relativa al nuovo bando del JET Programme: Bando 2026: Coordinator for International Relations (CIR) Ente locale richiedente: Città di
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Ente locale richiedente: Città di Ichinomiya (pref. Aichi), gemellata con il Comune di Treviso (Veneto) dal 2013.
Mansioni: risorsa da inserire nel “Gruppo Internazionale”, Ufficio interscambio turistico, Dipartimento rivitalizzazione e creatività” del Comune di Ichinomiya che si occupi di pianificare e realizzare progetti relativi alla città gemella e organizzare attività di interscambio con i cittadini del luogo.
Requisiti e modalità di domanda: consultare il punto 3. “ELIGIBILITY” e il punto 4. Application Procedures” delle “Application Guidelines”.
Requisiti specifici indicati dall’ente locale richiedente:
– cittadinanza italiana
– conoscenza della lingua italiana (livello madrelingua)
– conoscenza della lingua giapponese (livello N2 del JLPT)
– conoscenza della lingua inglese (conversational level)
– costituisce titolo preferenziale ai fini della selezione essere originari di Treviso o del Veneto o avere consolidati legami con il territorio.
Il programma avrà decorrenza a partire dal 3 agosto 2026 (salvo rinvii o cancellazioni dovuti alla pandemia; consultare il paragrafo 16 “Participation rights in the event of Unavoidable Circumstances” del documento Application Guidelines per dettagli).
Il bando e i moduli per la domanda sono reperibili sul sito dell’Ambasciata del Giappone in Italia a Roma a questo link: https://www.it.emb-japan.go.jp/itpr_it/studio_JetProgramme_2026.html
Le domande di partecipazione, corredate di tutti i documenti richiesti al punto 4.”Application Procedures” del documento Application Guidelines dovranno pervenire in pdf, via e-mail entro le ore 17.00 di lunedì 2 marzo 2026 all’indirizzo di posta elettronica culturale_r3@ro.mofa.go.jp
N.B.: la casella di posta ha un limite di 9 MB circa. Se gli allegati superano tale dimensione, devono essere inviati tramite invii multipli specificando nell’oggetto il numero di e-mail totali (ad es. “Candidatura JET 1 di 3” nella prima e-mail, “Candidatura JET 2 di 3” nella seconda etc.) . Una volta che la documentazione sarà stata visionata, i candidati riceveranno una e-mail di risposta. Nel caso non si riceva risposta entro quattro giorni feriali dall’invio della domanda, si prega di contattare l’Ambasciata (06.487991).
Vi preghiamo di riferirvi all’ Ambasciata del Giappone in Italia, che effettuerà una prima selezione delle candidature sulla base della documentazione inviata; le candidate, o i candidati, riceveranno notifica dell’esito della prima selezione via e-mail entro il 16 marzo 2026; coloro che l’avranno superata, saranno invitati a sostenere un colloquio presso l’Ambasciata (via Quintino Sella, 60 – Roma), che si svolgerà il 26 marzo 2026 (maggiori dettagli saranno forniti successivamente).
Comunicazione circa l’eventuale partecipazione al JET (in caso anche come riserva) è prevista non prima del 7 aprile 2026 . Continua sotto l’immagine
Progetto nato nel 1987, The Japan Exchange and Teaching (JET) Programme si propone di promuovere gli scambi internazionali tra il Giappone e gli altri Paesi a livello di enti locali. Gestito in collaborazione dal Ministero dell’Interno e della Comunicazione (MIC), dal Ministero degli Affari Esteri (MOFA) e dal Ministero dell’Istruzione, della Cultura, dello Sport, della Scienza e della Tecnologica (MEXT) del Giappone, assieme al Consiglio degli enti locali per le relazioni internazionali (CLAIR), il progetto, che ha coinvolto finora circa 68 mila partecipanti da ben 73 Paesi, ha l ‘obiettivo di offrire a giovani stranieri l’opportunità di prestare servizio nelle amministrazioni territoriali locali e nelle scuole medie inferiori e superiori, sia pubbliche che private. Il programma si basa sull’intensificazione dell’insegnamento delle lingue straniere in Giappone e sulla promozione degli scambi internazionali (anche attraverso l’insegnamento di discipline sportive). Le posizioni offerte sono tre: Assistente per l’insegnamento delle lingue (ALT), Consigliere per l’interscambio sportivo (SEA) e Coordinatore per le relazioni internazionali (CIR). Quest’ultima è la posizione generalmente richiesta per l’Italia.
Per ulteriori informazioni relative al bando:
Luogo: Sito dell’Ambasciata del Giappone in Italia a Roma
Data e ora: Entro le 17.00 di lunedì 2 marzo 2026
Ora
Febbraio 16 (Lunedì) 00:00 - Marzo 2 (Lunedì) 17:00
Luogo
sito dell’Ambasciata del Giappone in Italia a Roma
online
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Dacia Maraini sarà al Cinema Modernissimo lunedì 16 febbraio, alle ore 20, per presentare il film Dacia, vita mia – Dialoghi Giapponesi, assieme alla regista Izumi Chiaraluce. Presentato alla
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Dacia Maraini sarà al Cinema Modernissimo lunedì 16 febbraio, alle ore 20, per presentare il film Dacia, vita mia – Dialoghi Giapponesi, assieme alla regista Izumi Chiaraluce.
Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film è un viaggio intimo tra Roma e il Giappone (dove Maraini trascorse l’infanzia) sulle tracce della memoria.
Dacia, vita mia – Dialoghi giapponesi intreccia la voce di Dacia Maraini con immagini d’archivio, disegni in dissolvenza e incontri che illuminano un destino intrecciato tra due culture. Le parole di Maraini si fanno ponte tra mondi lontani, tra passato e presente. Affiorano l’infanzia in un Giappone innevato, il campo di prigionia, l’arte come forma di resistenza, l’eredità dei genitori, la sorella Yuki, il teatro e i libri. Un ritratto inedito e profondo, arricchito da voci amiche di artisti come Liliana Cavani, Giuseppe Tornatore, Roberto Faenza e Luigi Ontani.
“Mi hanno impressionato gli sguardi di curiosità e le tante domande degli studenti per l’infanzia straordinaria di Dacia in Giappone, all’inizio gioiosa e poi drammatica nei due anni di campo di prigionia a Nagoya durante la guerra con la sua famiglia”, ha raccontato la regista Izumi Chiaraluce. “Per questo, ho pensato di approfondire e condividere quanto sia stato importante per Dacia e le sue opere il viaggio tra Italia e Giappone. Questo percorso si arricchisce di uno sguardo sulla sua famiglia, i viaggi, le amicizie, le opere di teatro e di cinema che poco si conoscono dell’autrice. La voce coinvolgente di Dacia racconta le sue memorie che diventano anche le nostre, grazie alle straordinarie foto del suo archivio personale, realizzate da lei e dal padre, l’antropologo e fotografo Fosco Maraini”.
Izumi Chiaraluce è un’artista visiva e regista di origine italo-giapponese. Fin dalla sua infanzia vive tra più lingue e culture e crea dei ponti tra memorie e discipline diverse. Ha realizzato opere e progetti che abbracciano vari campi: arte, architettura, cinema, scienza. I suoi ritratti invitano a riflettere sull’idea di identità, sono stati mostrati in numerose mostre nel mondo. Nel suo lavoro utilizza diversi media come il disegno, la pittura, ha realizzato cortometraggi presentati in mostre d’arte e festival.
Ingresso a pagamento:
Intero € 6,00
Riduzioni
Minori di 18 anni: € 4,50
Studenti (escluso sabato e festivi): € 4,50
Possessori tessere Cineteca: € 5,00
Convenzionati (consultare sul sito) e Over 65 (escluso sabato e festivi): € 5,00
Per ulteriori informazioni e biglietti: https://cinetecadibologna.it/programmazione/proiezione/dacia-vita-mia-dialoghi-giapponesi/?repeat=20055
Luogo: Cinema Modernissimo, Piazza Re Enzo, 3, Bologna
Data e ora: Lunedì 16 febbraio 2026, ore 20.00
Ora
(Lunedì) 20:00 - 22:00
Luogo
Cinema Modernissimo
Piazza Re Enzo, 3
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Venerdì 20 febbraio alle ore 18:00 nel Museo Crocetti di Roma si inaugura la collettiva Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola
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Venerdì 20 febbraio alle ore 18:00 nel Museo Crocetti di Roma si inaugura la collettiva Uno spazio di scambi e connessioni. Forme dell’arte contemporanea giapponese nella penisola italica, a cura di Alberto Dambruoso e Mayumi Miyazawa con la partecipazione degli artisti Nobushige Akiyama, Yuriko Damiani, Uemon Ikeda, Machiko Kodera, Hidetoshi Nagasawa, Kyoji Nagatani, Yoshin Ogata, Naoya Takahara, Sahoko Takahashi, Kan Yasuda.
Il progetto espositivo si inserisce nelle celebrazioni per il 160º anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone ed è dedicato agli artisti giapponesi contemporanei che hanno scelto l’Italia come luogo privilegiato di formazione, ricerca e sintesi creativa. L’iniziativa offre l’occasione ideale per celebrare il profondo dialogo culturale e il cuore artistico dei fecondi rapporti tra i due Paesi, nel segno dell’arte e della ricerca estetica, con la partecipazione di dieci artisti giapponesi di fama internazionale che hanno costruito il proprio percorso in Italia senza mai recidere il legame con la cultura di origine.
L’esposizione presenta pratiche artistiche che spaziano dalla pittura alla ceramica, dall’installazione alla performance e alla scultura, includendo anche progetti e opere su carta di grande formato. Ne emerge una ricca pluralità di percorsi che attraversano sperimentazione, memoria, identità e contemporaneità. La mostra evoca la semplicità dell’esistenza: nella poetica degli artisti, la creazione non risiede nell’aggiungere o sottrarre, ma nel potere della contemplazione, intesa come atto capace di rivelare il sublime non come ideale distante, bensì come presenza autentica.
La Fondazione Venanzo Crocetti ha stabilito un legame profondo con il Giappone, oltre il tempo, radicato nella figura del Maestro che le ha dato il nome. Sin dagli anni Settanta, Crocetti riconobbe nel Paese del Sol Levante un terreno di stimolo e confronto, esponendo a Tokyo, Osaka, Sendai, Sapporo e in altri centri culturali, consolidando rapporti artistici duraturi. Tra le opere simbolo di questo dialogo figura il grande gruppo equestre Il Giovane Cavaliere della Pace, il cui viaggio internazionale iniziò a Hiroshima nel 1989 come messaggio di concordia tra i popoli. Dopo l’Italia, il Giappone è il Paese che ospita il maggior numero delle sue opere, conservate in musei e spazi pubblici di rilievo.
Il progetto è stato realizzato dalla Fondazione Venanzo Crocetti con il contributo del Ministero della Cultura e il patrocinio dell’Ambasciata del Giappone, della Fondazione Italia Giappone e dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma.
INGRESSO GRATUITO
Per ulteriori informazioni: https://www.museocrocetti.it/eventi-det.aspx?l=it&id=649
Luogo: Museo Crocetti, Via Cassia 492, Roma
Data e ora: Dal 20 febbraio, ore 18.00, al 31 marzo 2026,
dal lunedì al venerdì ore 11-13 e 15-19; sabato 11-19; domenica chiuso
Ora
Febbraio 20 (Venerdì) 18:00 - Marzo 31 (Martedì) 19:00
Luogo
Museo Crocetti
Via Cassia 492
22FeballdayalldayWorkshop: "Kintsugi - Un tempo di quiete"(Tutto il giorno: domenica) Via Plinio 42
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KINTSUGI — un tempo di quiete Ci sono luoghi in cui il tempo rallenta. Luoghi in cui le fratture non vengono nascoste, ma accolte con
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KINTSUGI — un tempo di quiete
Ci sono luoghi in cui il tempo rallenta. Luoghi in cui le fratture non vengono nascoste, ma accolte con rispetto e luce.
Il 22 febbraio 2026, nel silenzio raccolto di @ekadea_studio, spazio dedicato all’arte e alla tradizione giapponese, sarete invitati a vivere tre ore di Kintsugi:
- Un’esperienza intima e meditativa, in cui la materia racconta la sua storia e ogni segno diventa bellezza;
- Un incontro con l’arte giapponese che parla di cura, presenza e trasformazione;
- Un tempo prezioso da portare con sé, anche dopo.
Posti limitati.
Per informazioni e iscrizioni: kristakintsugi@gmail.com
Luogo: Studio Ekadea, Via Plinio 42, Milano
data e ora: 22 febbraio 2026
Ora
Tutto il giorno (Domenica)
Luogo
Studio Ekadea
Via Plinio 42
28Feballday21MaralldayWorkshop: "Corso di Kintsugi"(Tutto il giorno) Lungo Dora Pietro Colletta 51
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Il Kintsugi è un’antica arte giapponese che insegna a riparare ciò che si è rotto senza nasconderne le fratture. Le crepe vengono unite con lacca
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Il Kintsugi è un’antica arte giapponese che insegna a riparare ciò che si è rotto senza nasconderne le fratture.
Le crepe vengono unite con lacca naturale e valorizzate con polvere d’oro, trasformando l’imperfezione in unicità e bellezza.
Nel 2026 prende forma un corso tradizionale di Kintsugi di 16 ore, articolato in 4 lezioni da 4 ore, una alla settimana:
– Sabato 28 febbraio;
– Sabato 7 marzo;
– Sabato 14 marzo;
– Sabato 21 marzo.
Un percorso lento e preciso, che richiede manualità, pazienza e ascolto, in linea con la filosofia che accompagna questa tecnica da oltre cinque secoli. A guidare il corso sarà Chiara Lorenzetti, restauratrice d’arte attiva dal 1991, specialista in Kintsugi tradizionale giapponese ed eccellenza artigiana della regione Piemonte.
Un’esperienza per chi desidera avvicinarsi a un’arte che non cancella le ferite, ma le rende parte della forma.
Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: info@yoshinryu.com |+ 39 3755802205 | + 39 0110410610
Riservato a soci e socie o tesseratə ARCI
Luogo: Dōjō Yoshin Ryu, Lungo Dora Pietro Colletta 51, Torino (TO)
data e ora: 28 febbraio – 7 marzo – 14 marzo – 21 marzo 2026
Ora
Febbraio 28 (Sabato) - Marzo 21 (Sabato)
Luogo
Dōjō Yoshin Ryu
Lungo Dora Pietro Colletta 51
