Mostra HAIIRO: intervista a Maurizio Cianciarelli
La promozione e l’analisi dei linguaggi culturali contemporanei rappresentano uno degli strumenti attraverso cui la nostra Associazione Culturale Giappone in Italia intende favorire il dialogo tra tradizioni, sensibilità e contesti diversi. Mostre, presentazioni editoriali e incontri con gli autori non sono soltanto eventi artistici, ma occasioni di riflessione sui modi in cui le culture si osservano, si traducono e si trasformano reciprocamente.
In questa prospettiva si inserisce l’inaugurazione della mostra HAIIRO. Un racconto dell’impermanenza di Maurizio Cianciarelli, ospitata presso lo Spazio Garde di Milano, in via Tortona, 37. La mostra, che prende il nome dall’omonima raccolta dell’autore, propone un dialogo visivo tra le fotografie di Cianciarelli e le calligrafie di Kinuko Miura, costruendo un percorso ispirato alla tradizione poetica giapponese del tanka. Questo termine indica un tipo di poesia tradizionale giapponese articolata in 31 sillabe, tradizionalmente scritta come una singola riga ininterrotta. La parola tanka si traduce in “breve canzone” e si diffonde particolarmente nell’ambiente delle corti, che la caratterizza come poesia elegante.
L’evento è stato introdotto da Paolo Legazzi, critico letterario ed esperto di poesia giapponese, insieme al Presidente della nostra Associazione, Alberto Moro. Fin dall’inaugurazione è apparso evidente come HAIIRO non si configuri come una semplice esposizione fotografica, ma come un progetto di ricerca estetica e concettuale che mette in relazione immagine, parola e percezione del tempo.
La visita alla mostra è articolata attorno ai nove nuclei tematici individuati da Cianciarelli nel suo lavoro: Passaggi, Tracce, Resilienza, Movimento, Sogno, Ricordi, Similitudini, Apparizioni e Transizioni. Temi che non funzionano come categorie rigide, ma come traiettorie emotive, capaci di guidare lo spettatore all’interno di una riflessione più ampia sull’impermanenza.
Le fotografie non rappresentano soggetti iconici o fortemente simbolici, ma elementi ordinari: paesaggi anonimi, segni del tempo, animali, cieli nuvolosi. È una scelta precisa, come spiega Cianciarelli: «Volevo che le persone si connettessero con il proprio intimo attraverso le immagini». L’assenza di un soggetto narrativamente dominante consente allo spettatore di proiettare la propria esperienza, costruendo una relazione personale con le opere.
In questo senso, il legame tra fotografia e poesia non è mai illustrativo. «Lettura e visione», osserva l’autore, «accendono entrambe l’immaginazione verso ciò che rimane sospeso: quello che accade attorno alla cornice della fotografia e quello che resta implicito nel testo poetico». Il tanka diventa così una matrice emotiva, più che un riferimento testuale diretto, mentre il senso emerge nello spazio intermedio tra parola e immagine.
La scelta del bianco e nero rafforza questa poetica della sospensione. Oltre a essere affine allo stile di Cianciarelli, l’assenza di colore sottrae l’immagine a una definizione univoca, lasciando emergere una dimensione ambigua e aperta. «La poesia giapponese ha cambiato il mio modo di fotografare», afferma l’autore. «Passare dal colore al bianco e nero è stata una scelta anche violenta, ma necessaria per catturare l’essenza delle cose». È proprio in questa essenzialità dunque che risuonano chiaramente concetti centrali dell’estetica giapponese, come wabi-sabi e mono no aware, intesi come attenzione al pathos silenzioso degli oggetti e alla loro transitorietà.
Il titolo stesso del progetto concentra questi significati. Haiiro (灰色), “grigio”, unisce i kanji di cenere e colore, evocando ciò che resta dopo la trasformazione. La cenere diventa metafora di una presenza assente, di qualcosa che è stato e che continua a esercitare una forza simbolica, pur non essendo più pienamente visibile.
Centrale nel progetto è anche il concetto di mono no aware, che Cianciarelli riconosce come parte integrante del suo processo creativo: «È una sensazione che mi portavo dietro mentre fotografavo. Cercavo metafore che non esistevano ancora». Questo concetto estetico giapponese infatti esprime una forte partecipazione emotiva nei confronti della bellezza della natura e della vita umana, con una conseguente sensazione nostalgica legata al suo incessante mutamento. Trovare una traduzione esaustiva a questo concetto risulta complesso in ogni lingua; il suo corrispettivo in italiano può essere "pathos", "sensibilità estetica" o "partecipazione emotiva alle cose". Da qui nascono accostamenti visivi privi di un nesso logico immediato, come nuvole associate a tronchi, che nascondono significati latenti. «È un lavoro che mi ha dato molta soddisfazione», conclude, «perché, costruendosi quasi casualmente, mi ha permesso di esternare la mia interiorità».
Dal punto di vista formale, HAIIRO traduce la struttura del tanka in un linguaggio visivo. Cinque fotografie corrispondono ai cinque versi della poesia, con formati che variano: quadrati, rettangolari o dittici verticali in relazione alla metrica (5-7-5-7-7). «La verticalità della scrittura giapponese mi ha ispirato», spiega Cianciarelli, «mi ha permesso di creare dittici verticali, come i kanji disposti sulla pagina». Tuttavia, l’autore sottolinea come il pubblico tenda a essere più colpito dalle immagini che dal processo complesso che le lega alla poesia. Questo infatti è un processo che richiede una doppia sensibilità, poetica e fotografica, non sempre facile da far incontrare.
La scelta di realizzare una mostra, oltre al libro, risponde anche all’esigenza di ristabilire un rapporto diretto con il pubblico. «Il libro comporta una fruizione solitaria», osserva l’autore, «mentre la mostra ti permette di presentarti al pubblico e di coglierne immediatamente le reazioni». Le fotografie esposte sono infatti una selezione ridotta rispetto al volume, ma consentono un dialogo più immediato e condiviso.
Nel corso dell’intervista, l’autore ha raccontato il suo lungo e profondo avvicinamento alla cultura giapponese, iniziato in giovane età; il cuore della realizzazione di HAIIRO. «Mi sono avvicinato al Giappone da bambino, affascinato dagli ideogrammi. Il fatto che i kanji siano così distanti dal nostro modo di scrivere e che racchiudano un significato in ciò che appare come un disegno mi ha attratto fin da allora». Da qui nasce anche l’inserimento della calligrafia nel progetto, non come semplice elemento decorativo, ma come parte integrante del discorso visivo. Il desiderio di confrontarsi con un’alterità radicale, dotata di tradizioni, usi e livelli di raffinatezza molto diversi da quelli occidentali, ha rappresentato uno stimolo costante nel suo percorso. Per spiegare il suo legame, Cianciarelli richiama inoltre il pensiero di Claude Lévi-Strauss, che definì il Giappone “la parte oscura della luna”, una metafora che il fotografo sente profondamente affine.
È particolarmente interessante, nel contesto dei rapporti culturali tra Italia e Giappone, osservare come Cianciarelli sia riuscito a interiorizzare questa cultura in modo spontaneo e naturale. Le fotografie infatti rappresentano scenari ritratti in Italia, visti però con l’occhio dell’estetica giapponese. Pur partendo da matrici culturali differenti, le due tradizioni condividono una profonda attenzione alla riflessione, al pensiero e al legame con le rispettive eredità storiche. Un’affinità che aiuta a comprendere anche il forte interesse reciproco tra i due paesi, evidente nella partecipazione del pubblico alla mostra, composto da visitatori italiani e giapponesi.
A completare questo percorso di interiorizzazione della cultura giapponese contribuisce anche il cinema, in particolare quello di Yasujirō Ozu. «I film di Ozu raccontano la quotidianità e la vita», afferma Cianciarelli, riconoscendo in questo linguaggio una forte affinità con il neorealismo italiano. Un mezzo che lo ha aiutato a tenere insieme i molteplici elementi, estetici, filosofici ed emotivi, confluiti nel progetto HAIIRO.
In definitiva, HAIIRO. Un racconto dell’impermanenza si configura come un dispositivo di relazione: tra fotografia e poesia, tra Italia e Giappone, tra autore e pubblico. Un progetto che non mira a fornire chiavi di lettura univoche, ma invita lo spettatore a sostare nell’incertezza, ad accogliere la sospensione e a riconoscere, nel mutamento continuo delle cose, una forma silenziosa di permanenza.
Articolo di Emanuela Fedele
dal 15/06/2020 al 19/06/2020
Cos’è successo in Giappone questa settimana? Ecco alcune news!
notizie raccolte dal 15/06/2020 al 19/06/2020
MOSTRA FOTOGRAFICA DI MEDICI E OPERATORI SANITARI DEL COVID-19
Una mostra fotografica che mostra i medici e gli operatori che lavorano in prima linea nella terapia del Covid-19 ha inaugurato il 15 giugno. Organizzata per esprimere il proprio apprezzamento ai lavoratori medici, mostra le foto di 21 persone tra medici e infermieri, allineate sul muro dell’atrio della stazione di Omotesando nella metropolitana di Tokyo. 21 persone lavorano al National Center for Global Health and Medicine che si fa carico del nucleo della terapia del Covid-19 e le persone che sono tornate da Wuhan, in Cina, nel gennnaio di quest’anno, fino ad oggi hanno curato molte persone. Naotaka Miyamoto, il fotografo che l’ha organizzata, ha detto : “Vedendo i volti di ognuna di queste persone, si sente che la sensazione di gratitudine diventa concreta e penso che anche le persone che li vedranno saranno incoraggiate.”.
GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DI OKINAWA HANNO STUDIATO IL GRUPPO DEI “GAKUTOTAI”
Il 23 giugno è il giorno del conforto per le anime dei defunti morti in guerra nella prefettura di Okinawa 75 anni fa. Nella battaglia di Okinawa, anche gli adolescenti furono mandati sul campo di battaglia. Un gruppo di questi studenti si chiamava “ Gakutotai”. Gli studenti di 22 scuole ne fecero parte. In quel periodo, la scuola superiore Shuri di Naha era la prima scuola media provinciale. Gli studenti di questa scuola furono radunati dall’esercito e combatterono nel “Gakutotai” e ne sono morti 307 tra studenti e insegnanti. Il 16 giugno, prima del giorno del conforto per le anime dei defunti, si è tenuto un incontro per studiare il “Gakutotai”. Gli studenti del primo anno della scuola superiore Shuri che hanno partecipato si sono raccolti in silenzio di fronte al monumento ai caduti che si trova vicino alla scuola, hanno sentito le storie sulla nascita del Gakutotai e la storia della guerra, e hanno guardato le foto degli studenti che hanno combattuto. Ha colpito così tanto l’importanza dei giovani che sono stati mobilitati per il bene del paese e hanno perso la vita, che uno degli studenti che ha partecipato ha detto : “Vorrei pensare a cosa posso fare per contribuire alla pace”.
SI VA A SCUOLA CON L’OMBRELLO ANCHE IN GIORNATE DI SOLE
I bambini che frequentano le scuole elementari e medie della città Kumagaya nella prefettura Saitama, da giugno, vanno a scuole con un ombrello anche nei giorni non di pioggia. Questo è per prevenire sia il Covid-19 che il colpo di calore. Kumagaya è conosciuta come una delle città più calde del Giappone. Il Consiglio Scolastico comunale ha deciso questo comportamento perché secondo la linea guida nazionale i bambini possono togliere la mascherina se mantengono una certa distanza, più facile da gestire con l’ombrello, che inoltre protegge dai colpi di calore. Nella scuola elementare Oohata, in cui ci sono circa 500 bambini, al termine delle lezioni si tornava a casa con gli ombrelli a circa un metro di distanza l’uno dall’altro, sotto la forte luce dal sole. Un ragazzo del sesto anno ha detto : “Quando mi tolgo la mascherina, intorno alla bocca è fresco. Farà più caldo quindi è un sistema molto buono per prevenire i colpi di calore ”.
PUBBLICATO IL MANUALE PER PREVENIRE LA DIFFUSIONE DEL COVID-19 NEI RIFUGI PER SFOLLATI
Chi non può tornare a casa a causa di un disastro naturale, vive temporaneamente in rifugi, ad esempio edifici scolastici. Japan Medical Association ha creato un manuale di contromisure per prevenire la diffusione del Covid-19 in questi luoghi. Secondo il manuale, è più efficace non fare affidamento solo sulla mascherina per la prevenzione delle infezioni, è inoltre necessario disinfettare accuramente le mani. Consiglia perciò di portare detergente per le mani e disinfettanti a base alcolica quando ci si mette al riparo. Agli operatori dei rifugi si chiede di installare le pareti divisorie per prevenire le infezioni attraverso gli starnuti, e di controllare due volte al giorno se gli ospiti hanno sintomi come febbre e tosse. E se c’è una persona sospettata di essere infetta, descrive anche misure specifiche per evitare il contatto e come usare indumenti protettivi come maschere chirurgiche, quelle usate in campo medico.
JR TOKAI, DA LUGLIO TORNERÀ LENTAMENTE ALLA NORMALITÀ
A causa del Covid-19, la compagnia ferroviaria JR Tokai sta riducendo il numero di Tokaido Shinkansen. Tra il primo giugno e il 17 giugno, il 77 % in meno di persone hanno preso lo Shinkansen rispetto all’anno scorso. Questo perché il governo ha chiesto di astenersi dallo spostarsi tra le prefetture per prevenire la difffusione del Covid-19, ma poiché il numero di contagi è diminuito, il 19 giugno questa richiesta è venuta meno, di conseguenza JR Tokai ha deciso di aumentare il numero di Shinkansen. A giugno, hanno viaggiato 310 Shinkansen al giorno cioè l’ 80 % dello stesso mese del 2019. A luglio, si prevede di aumentarlo a circa 95%, 350 Shinkansen, e ad agosto del 97%, 390 Shinkansen. La mattina del 19 giugno, il giorno in cui è stato revocato il consiglio (divieto) di astenersi dagli spostamenti, sul binario del Tokaido Shinkansen alla stazione di Tokyo, c’era una lunga fila di passeggeri, a differenza del periodo precedente. Si prevede che il viavai di persone aumenterà nuovamente in vari luoghi.
Fonti:
MOSTRA FOTOGRAFICA DI MEDICI E OPERATORI SANITARI DEL COVID-19
https://www3.nhk.or.jp/news/html/20200615/k10012470531000.html
https://www3.nhk.or.jp/news/easy/k10012470531000/k10012470531000.html
GLI STUDENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI DI OKINAWA HANNO STUDIATO IL GRUPPO DEI “GAKUTOTAI”
https://www3.nhk.or.jp/news/html/20200616/k10012472291000.html
https://www3.nhk.or.jp/news/easy/k10012472291000/k10012472291000.html
SI VA A SCUOLA CON L’OMBRELLO ANCHE IN GIORNATE DI SOLE
https://www3.nhk.or.jp/news/html/20200618/k10012474771000.html
https://www3.nhk.or.jp/news/easy/k10012474771000/k10012474771000.html
PUBBLICATO IL MANUALE PER PREVENIRE LA DIFFUSIONE DEL COVID-19 NEI RIFUGI PER SFOLLATI
https://www3.nhk.or.jp/news/html/20200617/k10012474131000.html
https://www3.nhk.or.jp/news/easy/k10012474131000/k10012474131000.html
JR TOKAI, DA LUGLIO TORNERÀ LENTAMENTE ALLA NORMALITÀ
https://www3.nhk.or.jp/news/html/20200618/k10012475381000.html
https://www3.nhk.or.jp/news/easy/k10012475381000/k10012475381000.html
https://news.yahoo.co.jp/articles/4880c42d0ced3a88d6648ee42e93b381465faa31







