Antiquariato giapponese

gus184-matsudaira-12DÔ-MARU GUSOKU

ARMATURA

Periodo Edo (1615-1867)

Kabuto bachi, inizio del XVII secolo

Gusoku, XVIII secolo

Elmo firmato: Jôshû ju Saotome Ietada

Ricche armature ispirate ai modelli medievali divennero popolari tra i samurai di alto rango durante il XVIII secolo. Questa magnifica armatura fu realizzata per un membro della famiglia Matsudaira, il cui mon di tipo meyui – che rappresenta nove occhi – appare sui diversi elementi.

La costruzione è molto complessa, appropriata ad un equipaggiamento di tale livello, ed è realizzata interamente in honkozane, a singole piastrine laccate annodate tra loro. Come usuale per le armature importanti, è incorporato un elmo più antico. Lo straordinario suji bachi è infatti di qualità elevatissima: molto più pesante degli elmi comunemente realizzati durante il periodo Edo, è costituito da 62 piastre convesse e finito con lacca kuro urushi.

All’interno porta la firma di Saotome Ietada, fondatore di una delle principali scuole di armaioli del Giappone. Ietada venne classificato di livello “Jo Jo I” e ancora oggi è considerato uno dei massimi costruttori di kabuto mai esistiti. Sebbene quasi tutti i testi presentino Ietada come operante durante il periodo Muromachi (1336-1573), è documentato che egli iniziò il mestiere di armaiolo dopo aver servito come guerriero sotto Tagaya Shuri no Daibu Shigetsune, daimyô

che combatté la battaglia di Sekigahara (1600); è quindi agli inizi del XVII secolo che bisogna probabilmente far slittare la nascita della scuola Saotome.

L’armatura è caratterizzata da un’eleganza raffinata senza ornamenti sgargianti, con una attenzione davvero speciale alle finiture. I kanamono (guarnizioni) sono tutti in shakudo traforato e cesellato a motivi floreali, realizzati con estrema ricercatezza. Un tipo di decorazione inconsueta è poi quella realizzata in lacca sui kote; gli avambracci sono infatti laccati a fiori e farfalle con un sofisticato decoro “tono su tono” in hiramaki-e quasi impercettibile.

La maschera è un raro esempio di uchidashi sômen, ottenuta con una lavorazione a sbalzo da una unica piastra di ferro, successivamente laccata in nero con kuro urushi. L’interno della maschera, come degli altri elementi, è in fine lacca dorata di tipo byakudan, rarissimo procedimento che porta ad un aspetto vetroso della superficie laccata.

Il paracosce è un kawara haidate a singole piastre ricurve, mentre i parastinchi (suneate) sono di tipo tsutsu. L’armatura comprende alcuni accessori originali: un saihai (bastone di comando) decorato con lo stesso kamon dell’armatura, il baule da trasporto (karabitsu) e un completo da viaggio con due archi lunghi (yumi) e un portafrecce (utsubo). Sotto la corazza è inoltre fornito un manchira in seta ricamata con rinforzi interni.

Giuseppe Piva

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