Giappone Underground. Il cinema sperimentale degli anni ’60 e ‘70

Pag. 140 – € 12,00

Recensione su Pointblack: http://www.pointblank.it/?p=20484

Sebbene in Giappone la nascita del cinema sperimentale sia alquanto remota, solamente con i primi anni sessanta si svolgono gli esordi di una tendenza all’underground in qualche modo essenziale (quantomeno in ragione del suo più intimo travaglio teorico) e soprattutto consapevole del senso dei propri mezzi formali e del significato delle sue ipotesi ideologiche. Accanto agli autori legati alle grandi case di produzione come la Shochiku (Oshima, Yoshida, Shinoda) e la Nikkatsu (Imamura, Suzuki), ancora accanto agli indipendenti come Hani o Teshigahara che operano al di fuori del sistema degli studi, alcuni altri autori seguono la via solitaria della sperimentazione e della ricerca formale antinarrativa riflettendo così il tentativo di una radicale riorganizzazione delle funzioni del mezzo cinematografico per ambire ad una formalizzazione dell’espressione e alla risoluzione dell’orizzonte soggettivo pure se all’interno del conflitto irredimibile fra creazione ed atto. I cineasti dell’avanguardia oltrepassano la logica diegetica per giungere ad una concezione dell’opera come struttura e sistema di relazione tra dispositivi complessi e sostanzialmente oppositivi. Il loro cinema è un raffinato esperimento di astrazione dei materiali in favore della rarefazione della forma (sublimata, certamente, e compiuta nelle sue espressioni di valore pure nella sorte di conchiudersi al decadentismo dell’autoespressione e al compiacimento narcisistico di un soggettivismo estremo) e di un’articolazione strutturale concepite come condizioni di estremo rigore per la depurazione stilistica e la ieraticità espressiva, ancora assumendo l’alea introtelica della monumentalizzazione formalistica e in termini di contenuto sociale negato e in termini di disposizione puramente iconica del materiale espressivo. Dai primi maestri come Takahiko Iimura e Nobuhiko Obayashi si giunge ai sodali di Koji Wakamatsu, primo fra tutti Masao Adachi, passando per l’esperienza isolata dello scrittore Yukio Mishima, fino ai nomi di riferimento di Toshio Matsumoto e Shūji Terayama.

 

Beniamino Biondi è nato nel 1977 ad Agrigento. Ha compiuto studi classici e giuridici. Poeta e saggista, si occupa di teatro e cinema. Collabora con riviste di letteratura e critica cinematografica, cura rassegne di cinema d’autore e svolge attività di drammaturgo e regista teatrale. Come relatore partecipa a numerosi convegni e giornate di studio. Ha curato l’edizione delle poesie complete del filosofo Aldo Braibanti ed ha pubblicato numerosi volumi di scrittura creativa e critica. Svolge opera di consulenza per Enti, Associazioni e Facoltà Universitarie. Collabora per il Cinema e il Teatro Sperimentale con il Teatro della Posta Vecchia di Agrigento. Di prossima uscita un volume sul cinema greco degli anni ’60 e un testo drammatico per il teatro.

Contatti:

www.beniaminobiondi.it

Per acquistare il volume on-line su IBS clicca su

http://www.ibs.it/code/9788876063282/biondi-beniamino/giappone-underground-il-cinema.html

o su tutti i siti di acquisto online (bol, libreria universitaria, deastore, amazon, unilibro, lafeltrinelli, etc.)