L’arte del Washi diventa patrimonio Unesco

Nel novembre 2014 l’UNESCO ha dichiarato l’arte giapponese della lavorazione della carta patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

La lavorazione artigianale della carta, detta “washi”, è praticata in tre comunità del Giappone: nel quartiere di Misumi della città di Hamada, Prefettura di Shimane; nella città di Mino, Prefettura di Gifu; nel villaggio di Higashi-Chichibu e nella città di Ogawa, Prefettura di Saitama.

La carta viene prodotta immergendo delle fibre del gelso da carta in acqua di fiume. Le fibre vengono poi addensate e filtrate attraverso uno schermo di bambù.

Il washi viene utilizzato non solo per scrivere lettere e libri, ma anche in ambienti domestici per fare ad esempio schermi di carta, divisori e porte scorrevoli.

La maggior parte degli abitanti delle tre comunità svolgono un ruolo importante nel mantenere vitale questa arte: dalla coltivazione del gelso al raffinamento delle tecniche di lavorazione, fino alla creazione di nuovi prodotti per promuovere il washi nazionale all’estero. L’arte del washi è trasmessa su tre livelli: di generazione in generazione, all’interno delle famiglie di artigiani; attraverso apposite associazioni di preservazione; dalle municipalità locali.

Le famiglie e i loro dipendenti apprendono il lavoro dai maestri del washi, i quali hanno ereditato le tecniche dai loro genitori. Tutti membri delle comunità sopra menzionate sono orgogliosi della loro tradizione e la considerano il simbolo della loro identità culturale.

La lavorazione del washi promuove anche la coesione sociale, poiché ogni comunità comprende persone direttamente o indirettamente impegnate in questa pratica.

Fonte: UNESCO