Dalla conferenza stampa di The Foreign Correspondents’ Club of Japan (FCCJ): studenti bloccati fuori dal Giappone

16 maggio 2021: con un’ordinanza il governo italiano, successivamente ad accordi presi durante l’ultimo G7, permette a Canada, USA e Giappone l’entrata nel paese per turismo, senza bisogno di quarantena. Nel frattempo, in Giappone i confini rimangono chiusi per 152 paesi. Il blocco non è solamente nei confronti dei flussi turistici, ma colpisce anche studenti e lavoratori. 

Alla data attuale, nessuna indicazione viene fornita dal governo giapponese in merito a possibili future aperture per queste categorie. Dettaglio, questo, che aggrava ulteriormente la situazione.

 

La conferenza stampa di The Foreign Corrspondents’ Club of Japan (FCCJ)

The Foreign Corrspondents’ Club of Japan (FCCJ), prestigiosa organizzazione della stampa estera in Giappone, ha tenuto il 26 maggio alle ore 7:00 italiane una conferenza stampa. Il tema sono state le difficoltà degli studenti stranieri che da più di un anno cercano di entrare in Giappone. Pio D’Emilia, famoso giornalista italiano in Giappone da molti anni, corrispondente per SkyTg24, è stato moderatore dell’evento. 

Ospiti alla conferenza stampa due studenti universitari italiani, Giulia Luzzo e Filippo Pedretti, rispettivamente delle università di Torino e Padova/Ca’ Foscari Venezia. Giulia e Filippo non hanno rappresentato solo gli studenti italiani, ma tutti gli studenti internazionali, europei e non, bloccati fuori dal Giappone. Studenti che, nonostante abbiano ricevuto borse di studio, siano già iscritti e stati accettati in università e istituzioni scolastiche giapponesi, abbiano già pagato o stiano attualmente pagando i propri studi, non vengono comunque accettati nel paese. Gli studenti bloccati fuori dal Giappone a causa dei travel ban sono migliaia in tutto il mondo. 

Il giornalista Pio D’Emilia introduce spiegando come il problema sia già stato preso in considerazione dalle Ambasciate nazionali e anche da quella europea. Tutto ciò senza ottenere risultati concreti. Afferma di aver invitato alla conferenza stampa i rappresentanti delle delegazioni europee in Giappone, i quali hanno declinato gentilmente l’invito. «Hanno detto che il problema è molto delicato. Esistono negoziati con il governo giapponese, ma nessuno vuole farsi avanti per dire esattamente cosa stia succedendo». 

 

La parola agli studenti

 

Filippo, studente di studi religiosi a Ca’ Foscari, prende la parola per primo. Cerca di spiegare la situazione generale in cui si trovano gli studenti:

«[…] Gli entry ban sono stati messi in atto dall’anno scorso, intorno a marzo 2020, a causa del nuovo coronavirus. Questo, come tutti sappiamo, ha cominciato a diffondersi nei primi mesi dell’anno 2020. I travel ban erano a quel tempo una misura severa ma necessaria per proteggere la salute delle persone. Come il Giappone, tutti gli stati del mondo hanno adottato misure simili. 

Da quel momento, i travel ban in Giappone sono sempre rimasti in atto, con solo pochi cambiamenti, ad esempio per i residenti stranieri e i partner sposati di cittadini giapponesi. C’è stato un rilassamento delle restrizioni per un paio di mesi, ma con il diffondersi delle varianti (come quella inglese, brasiliana e sudafricana) le chiusure sono state reintrodotte ancora una volta. 

Gli entry ban hanno drammaticamente colpito migliaia di studenti e lavoratori stranieri. Li hanno costretti a mettere le loro vite in pausa per più di un anno. Le università hanno dovuto cancellare molte borse di studio e programmi di scambio. Anche se le università giapponesi hanno accettato studenti dall’estero, le Ambasciate del Giappone si rifiutano di convertire i CoE (Certificati di Eleggibilità) in visti. 

Lo stesso succede con i lavoratori. Una volta accettati da aziende giapponesi, sono costretti a rimanere nel proprio paese di origine attendendo il sollevamento delle restrizioni. 

Queste misure erano certamente comprensibili l’anno scorso, ora appaiono datate. Soprattutto se paragonate alle politiche di altri stati, che stanno da tempo cominciando ad accettare studenti. Ovviamente seguendo le necessarie misure di sicurezza. Il Giappone è l’unico paese che ancora mantiene restrizioni alle frontiere così severe, seguito da stati come Cina e Australia. Anche se attualmente l’Australia sta cercando di riammettere almeno gli studenti internazionali. 

Il Giappone, per quanto riguarda queste politiche, rimane solo all’interno del G7, i cui stati stanno attualmente pensando a modi per ristabilire la mobilità internazionale. Questo attraverso misure di quarantena, e anche pensando a modi per riprendere i flussi turistici. Dato che USA e EU procedono speditamente con le vaccinazioni, si parla spesso anche di passaporti vaccinali. […]

L’eccezionalità della situazione giapponese sta creando evidenti contraddizioni. Per esempio, gli studenti stranieri sono bloccati fuori dal Giappone da oltre un anno, invece gli studenti giapponesi hanno sempre potuto andare a studiare all’estero. E ora vi sarà la possibilità per i turisti giapponesi di venire in Italia o in altri stati d’Europa, quando ancora gli studenti internazionali e i lavoratori non potranno cominciare i loro studi o il loro lavoro in Giappone. 

Certamente siamo contenti che gli studenti giapponesi non abbiano dovuto soffrire quello che stiamo soffrendo noi. Tuttavia, penso che questo sia un punto centrale per far comprendere come ci sia assenza di reciprocità tra il Giappone e altri paesi. 

Un’altra contraddizione che riscontriamo pensando alla nostra situazione sono le eccezioni che vengono fatte per gli atleti che parteciperanno alle Olimpiadi. Sappiamo che al momento le Olimpiadi sono un argomento controverso, con molte persone che credono debbano essere cancellate o posposte. Comunque, noi studenti internazionali non esprimiamo alcuna visione particolare sui giochi. È solo una questione di interesse per noi il fatto che gli atleti e il loro staff possano beneficiare di esenzioni. Esenzioni come essere ammessi nel paese mentre noi non lo siamo, o ricevere vaccinazioni in anticipo. Anche in paesi come l’India, dove al momento persino i residenti stranieri soffrono per i travel ban, queste eccezioni vengono portate avanti […]

Quello che vorremmo in questo momento è un programma. Sono stati fatti piani molto dettagliati per la preparazione delle Olimpiadi, ma nessuna parola è stata spesa per noi studenti. Per un semestre universitario all’estero occorrono mesi di preparazione. Alcune università giapponesi stanno già cancellando i semestri autunnali data l’assenza di notizie da parte del governo. Ci chiediamo come mai il governo non metta lo stesso sforzo nel garantirci istruzione e lavoro per questo autunno, come quello che impiega per garantire le Olimpiadi a luglio […]

Oltre a questo, noi studenti vogliamo chiaramente seguire qualunque misura di sicurezza ci venga imposta per entrare in Giappone, come quarantene e test PCR […]».

Filippo conclude parlando delle numerose iniziative, lettere, colloqui avuti con autorità nella speranza di un cambiamento.  Anche Giulia all’inizio del suo intervento parla dei contatti presi con i media, giornalisti spesso non consapevoli del problema, a causa della poca copertura conferita al tema. Entrambi ringraziano per l’aiuto e l’attenzione ricevuti da particolari figure di rilievo, come il genetista Pietro Carninci o lo stesso giornalista e moderatore della conferenza Pio d’Emilia. 

 

Giulia Luzzo, studentessa di traduzione, approfondisce il discorso, facendo chiaramente emergere le difficoltà che gli studenti sono costretti ad affrontare: 

«Prima della pandemia i nostri percorsi universitari procedevano in modo regolare. Nel mio caso intendevo fare domanda per un dottorato in Giappone dopo il mio anno all’estero […]. Sto aspettando di entrare in Giappone da marzo 2020.  Lo sponsor della mia borsa di studio, il Ministero dell’Istruzione, la vuole cancellare (senza possibilità di farne richiesta di nuovo in futuro) se non sarò in Giappone per agosto 2021. E, guardiamo in faccia la realtà, questo non accadrà. 

Ora sto facendo lezione online all’Università di Saitama durante la notte, e devo anche riuscire a gestire i miei 3 lavori part-time qui in Italia. […] Nel caso perderò la borsa di studio ho bisogno di risparmiare per permettermi di andare in Giappone in futuro. È una parte fondamentale della mia carriera universitaria e lavorativa. È davvero stressante e difficile andare avanti in questo modo».

Sfortunatamente, gli studenti nella situazione di Giulia sono migliaia. Gli scenari diventano anche peggiori se si pensa a chi è stato costretto a posporre interi programmi di ricerca, o chi – perdendo i finanziamenti – non potrà più avere la possibilità di completare i propri studi in Giappone, nonostante la dedizione costante per questa lingua e cultura. 

«Studiare di notte è dannoso per i nostri risultati accademici e la nostra salute. Molti studenti hanno già rinunciato ai loro programmi di scambio, ciò perché sostenevano che vivere al limite di due fusi orari diversi poneva problemi alla loro salute mentale e fisica», commenta Giulia. 

 

Futuro in bilico

 

I rapporti tra il Giappone e i paesi esteri si fanno sempre più complessi. Le sfide future si concentreranno nella ricerca di un equilibrio. In bilico tra la necessità di ritornare a una sorta di normalità, ristabilendo i rapporti con l’esterno, e le chiusure. Intanto, con le campagne vaccinali che avanzano e la situazione epidemiologica in miglioramento, diventerà sempre più difficile non notare le contraddizioni che queste politiche portano a galla. 

La conferenza stampa di The Foreign Correspondents’ Club of Japan ci invita a riflettere sulle modalità di gestione degli spostamenti che dovremmo adottare in futuro, come anche sulle politiche di chiusura adottate nel mondo durante la crisi sanitaria. 

Dopo più di un anno dallo scoppio della pandemia di Covid-19, considerate le misure di prevenzione ora disponibili, è ancora possibile pensare di mettere in pausa le nostre vite fino a che non ci sarà più traccia del virus?

 

 

 

 

 

FCCJ

 

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https://www.universityworldnews.com/post.php?story=20210527181409962&fbclid=IwAR2YgzTPj2QwQGHBXnrJ13eabNW594tZKIgv3RGSME4RHIbWgOa_piiCEuQ

https://www.studyinternational.com/news/japan-travel-ban/?fbclid=IwAR0ETXlQFejEJpvEhWq4WzTba6xA1b9AcZSwKcZKT4uFJhE5KFXtOT_puvM