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Gennaio
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga" inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra “Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga” inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a Roma.
Curata da Paola Scrolavezza, l’esposizione permette di immergersi in un movimento artistico che ha saputo reinventare le tradizionali stampe ukiyo-e con un linguaggio fresco e moderno, ma rispettoso delle radici.
Lo Shin hanga (新版画), che significa letteralmente “nuove stampe”, nasce infatti agli inizi del Novecento, precisamente durante le epoche Taishō e Shōwa, come risposta e rinnovamento delle classiche stampe ukiyo-e, che avevano dominato la scena artistica giapponese per secoli. L’obiettivo del movimento era quello di portare un tocco di modernità, fondendo il meglio dell’estetica classica con elementi innovativi provenienti dal mondo occidentale. A differenza di altri movimenti coevi, esso ha mantenuto un sistema collaborativo di produzione; la divisione dei compiti tra artisti, incisori, stampatori ed editori dà vita a opere caratterizzate da una raffinatezza tecnica e cromatica fuori dal comune. Queste opere si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva, per il forte legame con la fotografia e per un rinnovato interesse per l’illuminazione e le stagioni, che conferiscono alle opere una dimensione quasi cinematografica, rendendole vive e senza tempo.
L’esposizione raccoglie oltre cento opere shin hanga, compresi capolavori di artisti del calibro di:
Itō Shinsui, noto per i suoi ritratti di donne dai tratti delicati e malinconici, che catturano l’essenza della bellezza eterea e senza tempo;
Kawase Hasui, il maestro dei paesaggi, capace di trasmettere l’atmosfera di un luogo con una magistrale gestione della luce e dell’ombra;
Hashiguchi Goyō, celebre per le sue raffigurazioni femminili di rara eleganza e dettaglio, che sanno raccontare non solo l’aspetto fisico, ma anche l’intimità e la psicologia dei suoi soggetti.
Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale all’indirizzo www.shinhanga.it.
Ora
Marzo 13 (Giovedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
Musei di San Salvatore in Lauro
Piazza di S. Salvatore in Lauro, 15 00186 Roma
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
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Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente - Floating Colours. Marbling paper
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente – Floating Colours. Marbling paper between East and West, curata da Lorenzo Pontalti e dedicata alla memoria dell’artista veneziano Alberto Valese, marmorizzatore onorato in Turchia col titolo di Maestro Ebru.
L’esposizione intende far conoscere e svelare nei suoi aspetti meno conosciuti un’arte antica ed affascinante, quella della carta marmorizzata. Attraverso una selezione di carte ed oggetti sarà possibile ripercorrere la storia di questa tecnica proveniente dall’Estremo Oriente e diffusasi dapprima in Persia e Turchia e poi, a partire dalla fine del Cinquecento, nell’intera Europa, riconoscendo e apprezzandone le diverse caratteristiche nonché i molteplici utilizzi: dal suo impiego nella dimensione meditativa, alla previsione del futuro, fino all’uso decorativo per la copertura di libri di pregio. Il percorso espositivo comprenderà esempi di manoscritti provenienti dalle collezioni marciane rilegati con carte marmorizzate antiche della tradizione giapponese, islamica e occidentale.
La marmorizzatura della carta si indica in Giappone col termine Suminagashi, “inchiostro fluttuante“; quest’arte viene documentata in Giappone già nel Duecento, ma se ne hanno notizie in Cina anche in epoca precedente . La tecnica deriva dall’arte calligrafica e ne impiega gli stessi strumenti: la pietra d’ardesia (suzuri), il bastoncino d’inchiostro (sumi), il pennello (hude) e la carta di gelso (kami). Si svolge secondo una ritualità che non solo prevede perizia tecnica ma favorisce anche una dimensione meditativa, introdotta dalla fase di preparazione dell’inchiostro che avviene sfregando il bastoncino di sumi e alcune gocce d’acqua sulla pietra d’ardesia. Con la punta dei pennelli, alternando inchiostro e fiele di bue, l’artista punge la superficie dell’acqua creando cerchi concentrici che fluttuano e si muovono, assumendo forme casuali e imprevedibili che vengono poi fermate sulla carta, appena appoggiata sull’acqua. Anticamente gli stessi disegni prodotti durante questo rituale erano interpretati per predire il destino.
Venerdì 20 giugno alle ore 16.30 si terrà inoltre un incontro esclusivo intitolato Inchiostri fluttuanti con Luisa Canovi, paper designer affascinata dalla cultura giapponese e nota soprattutto per le sue originali e sorprendenti creazioni d’origami. Tratterà durante questo incontro proprio della tecnica Suminagashi, che definisce di rara bellezza per “l’essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione, l’emozione di vedere fluttuare l’inchiostro e la sorpresa del foglio di carta che ne raccoglie la memoria”.
Sarà possibile visitare la mostra da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00).
I biglietti sono acquistabili all’indirizzo https://archeologicovenezia.cultura.gov.it/
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/mostre/colori-fluttuanti-la-carta-marmorizzata-tra-oriente-e-occidente
Ora
Maggio 30 (Venerdì) - Giugno 29 (Lunedì)
Luogo
Biblioteca Nazionale Marciana
Piazzetta San Marco, 13/a 30124 Venezia
25Lug19:3019:30Evento: festa Tanabata ad Atripalda (AV)19:30 - 19:30 83042 Atripalda (AV)
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata,
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata, la tradizionale festa delle stelle innamorate.
L’evento, promosso dall’associazione Lupus in Fabula con il supporto del Comune di Atripalda e in collaborazione con Laika, offrirà a grandi e piccoli un’immersione nella cultura nipponica, tra racconti, simboli e rituali.
Cuore della festa sarà il rito dei desideri: come da tradizione, i partecipanti potranno scrivere sogni, pensieri o preghiere su foglietti colorati (tanzaku) da appendere ai rami di bambù, nella speranza che le stelle li esaudiscano.
La serata prevede inoltre una lettura ad alta voce e un laboratorio creativo, per viaggiare con la fantasia tra storie e leggende giapponesi.
Per ulteriori informazioni, consultare la pagina Facebook dell’evento.
Ora
(Venerdì) 19:30 - 19:30
Luogo
Piazzetta degli Artisti
83042 Atripalda (AV)
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima. Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima.
Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel 2024, al Comune di Casale Monferrato, che ne ha poi delegato la cura all’Associazione Librarti. La scelta del luogo non è casuale: l’albero è stato piantumato nel Giardino Urban2, area verde pubblica che Librarti gestisce in cogestione con il Comune dal 2020, proprio in una zona segnata dalla memoria storica più dolorosa della città, quella dell’ex stabilimento Eternit.
L’iniziativa ha preso forma grazie anche alla collaborazione con l’Associazione culturale giapponese Yamato, e la data scelta per la piantumazione è altamente simbolica: il 6 agosto 2024, anniversario dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima. A un anno esatto da quella cerimonia, il prossimo 6 agosto 2025, l’Hibakujumoku tornerà protagonista di un evento commemorativo dal titolo Un albero per la Memoria.
A partire dalle ore 18.30, le associazioni Librarti, Yamato, AFEVA e altre realtà del territorio si ritroveranno nel Giardino Urban2 per dare vita a un momento condiviso di riflessione, ricordo e speranza, attraverso la musica e la lettura di brani scelti.
L’evento sarà arricchito dagli interventi musicali coordinati dalla musicista Erika Patrucco e vedrà la partecipazione della musicista giapponese Takayo Hiramatsu, con il suo koto (strumento musicale giapponese cordofono, appartenente alla famiglia delle cetre), e del giovanissimo pianista Riccardo Corino.
Sarà inoltre possibile annotare pensieri e desideri sui tradizionali tanzaku, piccoli cartoncini legati agli alberi, e partecipare a una degustazione di tè giapponese, in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
L’iniziativa nasce per tenere viva la memoria di tragedie che, pur avvenute in tempi e luoghi diversi, hanno segnato profondamente la coscienza collettiva: Hiroshima e Casale Monferrato, unite da un percorso comune di dolore, giustizia e rinascita.
Nel quartiere Ronzone, infatti, sorgeva lo stabilimento Eternit, attivo dal 1907 al 1986, dove venivano prodotti materiali in cemento-amianto. Le fibre di amianto, altamente nocive, hanno causato oltre 2000 decessi per mesotelioma pleurico e altre patologie correlate.
Nel 1988 nasce l’associazione AFLED (Associazione Familiari Lavoratori Eternit Deceduti), poi diventata AFEVA (Associazione Famigliari e Vittime Amianto) nel 1998, che da allora lotta per ottenere giustizia per le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Una battaglia che ha portato nel 1992 alla promulgazione della Legge 257, la quale ha messo al bando l’amianto in Italia.
A dare vita e forza a questo evento sono due associazioni attive sul territorio:
L’Associazione culturale Librarti APS, che dal 2020 cura il Giardino Urban2, trasformandolo in uno spazio di memoria, arte e comunità.
L’Associazione Yamato, fondata nel 2016 a Casale Monferrato, che si occupa della diffusione della cultura giapponese tramite mostre, conferenze, corsi e scambi culturali. Nata dalla passione di artisti e maestri come Shozo Koike (pittura sumie) e Pier Paolo Cornaglia (karate, VI dan), oggi conta soci in tutta Italia e collabora attivamente con realtà pubbliche e private.
Per ulteriori informazioni, contattare l’associazione culturale Yamato al numero + 39 349 8508918 oppure inviare una mail a una delle due associazioni qui di sopra.
Ora
(Mercoledì) 18:30 - 18:30
Luogo
Giardino Urban2
Via Rotondino, 15033 Casale Monferrato (AL)
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Dal 13 settembre il Palazzo d'Arco di Mantova ospita la mostra "Akihiko Takeda- Gioielli d'arte". Novantaquattro opere inedite dell'artista giapponese che raccontano il dialogo tra Giappone e Occidente.
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Dal 13 settembre il Palazzo d’Arco di Mantova ospita la mostra “Akihiko Takeda- Gioielli d’arte”. Novantaquattro opere inedite dell’artista giapponese che raccontano il dialogo tra Giappone e Occidente. Un percorso nell’arte dell’oreficeria condotto con instancabile ricerca e sensibilità creativa che ci porta a viaggiare tra tradizione giapponese e influenze occidentali.
In occasione della mostra prende il via un ricco programma di eventi dedicati alla cultura giapponese, tra antiche leggende, arte, gastronomia e tradizioni. Un’opportunità unica per esplorare il Giappone attraverso linguaggi diversi, tra suggestioni mitologiche e contaminazioni contemporanee.
Domenica 28 settembre ore 16:00
La leggenda delle stelle innamorate, un percorso speciale pensato per bambini e famiglie, ispirato alla mitologia giapponese. Attraverso i gioielli d’arte esposti, i partecipanti scopriranno divinità, demoni della natura e animali totemici, seguendo il filo di seta che conduce a Orihime, la principessa tessitrice, e al suo innamorato. L’attività si concluderà con la scrittura del proprio desiderio su un tanzaku e la creazione di un gioiello portafortuna.
Età consigliata: 5–11 anni
Durata: circa 90 minuti
Costo: 5 € a bambino; 8 € adulto accompagnatore (ridotto speciale).
Domenica 5 ottobre ore 16:00
Japan Taste: il sushi in Italia? Un pomeriggio dedicato al food giapponese, con la partecipazione del professor Alberto Grandi, docente di Storia dell’alimentazione e Storia economica all’Università di Parma. Il professor Grandi offrirà una lettura storica e culturale dell’arrivo del sushi in Europa e della sua evoluzione. L’incontro sarà preceduto da una visita libera alla mostra, seguito dalla conferenza nella Sala Luigi d’Arco, e si concluderà con un aperitivo giapponese curato dal ristorante SushiOno di Mantova, che proporrà una bento box con sei assaggi sushi accompagnati da un calice di vino.
Costo: 20 € (mostra + conferenza + aperitivo)
Info e prenotazioni: 0376 322242: Email: biglietteria@
Luogo: Palazzo d’Arco, Piazza Carlo D’Arco, 4, 46100 Mantova MN
Data: dal 13 settembre 2025 al 6 gennaio 2026
Per ulterori informazioni e per visionare il programma completo consultate il sito ufficiale
Ora
Settembre 13 (Sabato) - Gennaio 6 (Martedì)
Luogo
Palazzo d'Arco
Piazza Carlo D'Arco, 4, 46100 Mantova MN
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Per la prima volta in Italia una mostra istituzionale di Yuko Mohri, ospitata da Pirelli HangarBicocca dal 18 settembre 2025 all'11 gennaio 2026. Yuko Mohri (Kanagawa, Giappone, 1980; vive e lavora a
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Per la prima volta in Italia una mostra istituzionale di Yuko Mohri, ospitata da Pirelli HangarBicocca dal 18 settembre 2025 all’11 gennaio 2026.
Yuko Mohri (Kanagawa, Giappone, 1980; vive e lavora a Tokyo) crea installazioni site-specific attraverso l’uso del suono e del movimento. Spesso collega elementi ready-made con circuiti elettronici, sottolineandone la reazione a eventi quasi invisibili come la forza di gravità, il magnetismo e l’umidità. Le sue composizioni umoristiche alludono alle complessità delle strutture del mondo e svelano la costante variazione di energia che ci circonda. Incentrate su fenomeni transitori e mutevoli, consistono in ecosistemi organici che rispondono a elementi casuali dello spazio circostante come l’aria, la polvere o la temperatura. Nei suoi lavori, Mohri incorpora spesso strumenti musicali allo scopo di registrare l’impercettibile movimento delle forze invisibili in atto, per poi convertirlo in correnti elettriche che a loro volta generano composizioni sonore imprevedibili. Altre volte il sistema di input/output creato dall’artista provoca, all’interno delle installazioni, reazioni a catena aleatorie che trasmutano l’ambiente in un habitat in cui si mescolano l’artificiale e il naturale.
Per Pirelli HangarBicocca, Yuko Mohri presenterà numerose installazioni e sculture sonore, dalle opere del passato fino ai progetti più recenti. La mostra darà vita a elaborate installazioni cinetiche interattive, che coinvolgeranno direttamente i visitatori e attiveranno gli elementi tangibili e intangibili dell’ambiente industriale che le ospita.
La mostra includerà anche la celebre serie Decomposition (2021-in corso), presentata nel Padiglione del Giappone alla sessantesima edizione della Biennale di Venezia. Il gruppo di lavori ha come soggetto il decadimento organico, che l’artista riesce a trasformare in un sistema vivo fatto di suono e luce. Mohri connette della frutta a device elettronici tramite degli elettrodi; in questo modo i frutti, marcendo e perdendo acqua, generano elettricità che, a sua volta, attiva composizioni sonore e controlla il dimmeraggio della luce. Completano l’installazione amplificatori, casse e mobili vintage che rievocano l’atmosfera della natura morta rinascimentale attingendo alla formazione dell’artista nelle arti figurative.
Per ulteriori informazioni, consultare il sito ufficiale pirellihangarbicocca.org
Ora
Settembre 18 (Giovedì) - Gennaio 11 (Domenica)
Luogo
Pirelli Hangar Bicocca
Via Chiese, 2, 20126 Milano MI
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di stand, degustazioni, conferenze e molto altro!
L’ingresso sarà gratuito e l’evento, patrocinato dal Comune di Alba, si terrà presso il Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra”.
Di seguito il programma del festival:
ore 10:00 – apertura ufficiale del festival con saluti dell’amministrazione comunale
ore 11:00 – conferenza “Storia del Giappone” a cura del professor Detti
ore 12:30 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 14:00 – presentazione del romanzo Gaijin di Linda Lincari
ore 15:00 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 16:00 – conferenza “la spada giapponese: arte e tradizione” a cura del sensei Claudio Regoli
ore 17:00 – conferenza “pensiero e fiolosofia giapponese” a cura del dottor G. Vianzoni
ore 17:30 – esibizione di antiche tecniche di spada a cura del sensei Claudio Regoli
ore 18:00 – chiusura del festival
Per ulteriori informazioni, consultare il sito web degli organizzatori.
Ora
(Domenica) 10:00 - 19:00
Luogo
Palazzo Mostre e Congressi "G. Morra"
Piazza Medford, 3 12051 Alba (CN)
11Ottallday30GiualldayLingua: "Corsi di lingua giapponese" Nihongo Motto. Online(Tutto il giorno)
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!! Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00. Il corso è rivolto
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!!
Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00.
Il corso è rivolto a chi non ha mai studiato il giapponese e desidera iniziare da zero.
I corsi si svolgeranno online sulle piattaforme Zoom e Google Classroom, con inizio l’11 ottobre 2025 fino a giugno 2026. Le classi saranno tenute da un’insegnante madrelingua esperta, il corpus delle lezioni sarà di 30 lezioni l’anno svolte in 2 ore a settimana. Sono disponibili 7 classi con fasce orarie diverse, con un minimo di 8 e un massimo di 16 persone per classe.
L’età minima per l’iscrizione è di 14 anni. Informazioni corsi di lingua principianti
Il costo è di 450 euro (+20 euro di quota associativa)
Tutte le informazioni le informazioni relative ai corsi dell’A.A 2025-2026 sono disponibili sul sito di Nihongo Motto
Per le caratteristiche dei corsi: Info corsi
Per ulteriori informazioni contattare esclusivamente Nihongo Motto all’indirizzo: info.nihongomotto@gmail.com
Ora
Ottobre 11 (Sabato) - Giugno 30 (Martedì)
Luogo
Online
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Riparte Arte Giapponese in Italia anni ’60 e ‘70, Studio Gariboldi guarda verso il cielo, presentando, come secondo appuntamento, dal
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Riparte Arte Giapponese in Italia anni ’60 e ‘70, Studio Gariboldi guarda verso il cielo, presentando, come secondo appuntamento, dal 16 ottobre 2025 al 30 gennaio 2026, una mostra dedicata a Katsumi Nakai, artista giapponese che ha vissuto e lavorato tra Osaka e Milano. La mostra raccoglie 15 opere, tra cui il maestoso aquilone colorato datato 1976, elemento centrale e poetico dell’esposizione. Attraverso l’immagine del volo, Katsumi Nakai evoca lo spirito di leggerezza, libertà e tensione verso l’alto che contraddistingue tutta la sua opera. Con questa mostra Studio Gariboldi prosegue la sua ricerca dedicata agli artisti giapponesi attivi in Italia, soprattutto a Milano, negli anni del dopoguerra.
La mostra è inserita all’interno del programma culturale della Galleria Gariboldi volto a esplorare i profondi legami tra la cultura giapponese e quella italiana, mettendo in luce come l’arte, la letteratura e la poesia abbiano creato ponti tra questi due mondi. Le conferenze affronteranno temi quali l’influenza dell’estetica giapponese sull’arte occidentale, la presenza degli artisti giapponesi a Milano negli anni ’60 e le connessioni culturali che hanno contribuito a un dialogo creativo tra i due Paesi.
Ora
Ottobre 16 (Giovedì) 11:00 - Gennaio 30 (Venerdì) 18:00
Luogo
Studio Gariboldi Corso Monforte 23 Milano.
Corso Monforte 23 Milano.
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale.
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale. Il progetto, ideato da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e curato insieme a Davide Quadrio con la collaborazione di Anna Musini e Francesca Filisetti, offre al pubblico un percorso ricco e stratificato che attraversa l’intera produzione dell’artista giapponese residente a Berlino. Disegni, fotografie, sculture e installazioni di grande impatto delineano un universo poetico e al tempo stesso inquieto, in cui si intrecciano memoria, identità e il rapporto profondo con la vita e la morte.
La mostra si svilupperà attraverso opere che hanno reso Chiharu Shiota una delle voci più significative dell’arte contemporanea, celebri per l’utilizzo di fili intrecciati in trame complesse, rosse o nere, capaci di trasformare lo spazio espositivo in scenari sospesi e suggestivi. Queste architetture di fili non si limitano a definire un ambiente, ma evocano emozioni e visioni che trascendono i confini del tempo e dello spazio, creando connessioni tra la dimensione fisica e quella interiore. Un itinerario che invita alla riflessione, tra ricordi, sogni e interrogativi universali.
Quando
Data/e: 22 Ottobre 2025 – 28 Giugno 2026
Orario: 10:00 – 18:00
Giovedì: dalle 14:00 alle 22:00; Lunedì chiuso; La biglietteria chiude un’ora prima
Dove
MAO – Museo di Arte Orientale, via San Domenico, 11 – Torino
Prezzo
Intero 18€; Ridotto 12€ – visitatori dai 6 ai 18 anni, studenti fino a 25 anni, visitatori con disabilità; Gratuito – bambini fino ai 6 anni, accompagnatori di visitatori con disabilità
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale
Ora
Ottobre 22 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale a Torino
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Riparte sabato 25 ottobre alla Biblioteca regionale “Bruno Salvadori” di Aosta BiblioRencontres – Cineforum, la rassegna organizzata insieme ad AIACE Valle d’Aosta che
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Il tema di quest’anno è l’incomunicabilità, una scelta che si riflette anche nei film in programma, provenienti da Asia, America ed Europa: storie diverse ma unite da un terreno comune, quello dei legami interrotti, delle parole mancate, dei tentativi di riconnessone.
Tre titoli saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, un modo per restituire al pubblico la voce autentica dei protagonisti e, allo stesso tempo, per giocare con il tema stesso della rassegna: capire e farsi capire.
Il primo appuntamento è con L’innocenza (Monster) del regista giapponese Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023), che sarà proposto in versione originale con sottotitoli. Il film racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento inquietante viene osservato da punti di vista diversi – la madre, un insegnante accusato, i compagni di scuola – in un mosaico dove colpa e innocenza si confondono.
La rassegna proseguirà con:
- 15 novembre – Lost in Translation di Sofia Coppola: un incontro sospeso nella Tokyo dei primi Duemila, tra due solitudini che si riconoscono.
- 24 gennaio – Forza maggiore di Ruben Östlund: una valanga sfiorata e una famiglia che si frantuma, per paura e istinto.
- 14 febbraio – La persona peggiore del mondo di Joachim Trier: ritratto di una generazione in bilico tra desiderio e smarrimento.
- 14 marzo – As bestas di Rodrigo Sorogoyen (v.o. sott. it.): ostilità e incomprensioni in una Galizia rurale dove il silenzio pesa come una minaccia.
- 11 aprile – Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (v.o. sott. it.): la quiete di un villaggio scossa dal turismo di massa, tra natura e resistenza umana.
Ogni proiezione sarà accompagnata da una scheda del film e da consigli di visione tratti dal catalogo della videoteca regionale, per stimolare un percorso personale oltre la rassegna.
Sui canali social di AIACE VDA e della Biblioteca sarà inoltre attiva una collaborazione dedicata a commenti, curiosità e approfondimenti, per proseguire online il dialogo nato in sala.
Ora
Ottobre 25 (Sabato) - Aprile 11 (Sabato)
Luogo
Biblioteca Regionale Bruno Salvadori
Via Torre del Lebbroso 2 (AO)
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Entrano dal 5 novembre 2025 nella Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi nuove opere: due dipinti (di cui
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Le xilografie dell’Ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”) costituiscono un unicum nel panorama dell’arte mondiale. Esse presentano due caratteristiche apparentemente contraddittorie: una produzione di massa, con tirature anche di migliaia di copie, e un altissimo livello qualitativo. I soggetti più frequenti delle stampe (belle donne, attori, paesaggi) rispecchiano le passioni di questa popolazione urbana, che vi ritrovava il proprio gusto per i piaceri profani della vita. Lo spiccato senso estetico dei giapponesi si rivela fin negli oggetti di uso quotidiano: lacche, bronzi, cloisonné, tessuti, decorati spesso con motivi desunti dal mondo vegetale e animale, testimoniano di un profondo amore per la natura e di una raffinata sensibilità per i cambiamenti stagionali e per le qualità tattili dei materiali utilizzati.
La Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi ospita una scelta di opere d’arte della Collezione di stampe giapponesi della Fondazione del Monte e della collezione del CSAEO.
Le opere d’arte delle due collezioni sono esposte a rotazione, con il ricambio che avviene tre volte all’anno.
Sono in programma visite guidate alla Sala Orientale del museo, curate da Alessandro Guidi, per cui è obbligatoria la prenotazione. Per maggiori informazioni, consultare questo link
Luogo: Museo di Palazzo Poggi, via Zamboni 33, Bologna
data e ora: 5 novembre 2025 – marzo 2026
Ora
Novembre 5 (Mercoledì) - Marzo 1 (Domenica)
Luogo
Museo di Palazzo Poggi
Via Zamboni, 33, 40126 Bologna (BO)
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Dal 15 novembre 2025 al 6 aprile 2026 arriva a Milano la grande mostra evento ITADAKIMASU. Le Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, che trasforma i piatti
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L’itinerario, articolato in nove sale scenografiche, propone 16 video-ricette originali, 38 sculture realizzate con la tecnica giapponese dello shokuhin sampuru, 14 stampe ukiyo-e, 22 poster relativi allo Studio Ghibli, 37 poster, 4 cartonati di anime giapponesi e le illustrazioni di Loputyn e Blackbanshee, oltre a contenuti interattivi e a un ricco bookshop tematico.
Di particolare divertimento per i visitatori sarà la possibilità di esibirsi all’interno di un caratteristico cafè giapponese sul palco di un vero karaoke, cantando a squarciagola le sigle degli anime più amati.
A ogni visitatore verrà regalato all’entrata un piccolo ricettario di piatti giapponesi ispirati agli anime e scritto in persona dal curatore della mostra. Sul retro del ricettario, si troveranno invece le istruzioni per partecipare, all’interno della mostra, ad una coinvolgente caccia tesoro a tema.
Come sempre vale la formula Soddisfatti o rimborsati: I visitatori insoddisfatti dell’esposizione, avranno la possibilità di essere rimborsarti dell’intero importo del biglietto pagato.
Ad un mese esatto dall’inaugurazione, sul sito della mostra e sulle principali piattaforme, si aprono le prevendite.
Fino al 31 ottobre il biglietto open avrà un prezzo scontato di 12 euro, anziché 15, ed includerà anche la partecipazione a 4 eventi collaterali esclusivi (del valore di €21) e il poster ufficiale della mostra (formato 100×140 cm) in omaggio. Il calendario di questi eventi è consultabile da oggi sul sito della mostra.
Dal 1° novembre fino al 14 novembre, invece, il biglietto open avrà sempre il costo promozionale di 12,00 euro, con poster in omaggio ma senza accesso agli eventi collaterali.
Luogo: Spazio Varesina 204 Milano.
(Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura),
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Milano
Spazio Varesina 204
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo geografica, che li separa? Attraverso l’arte. Una forza potente in grado di superare i confini: del tempo, dello spazio, culturali e religiosi. L’arte, come la musica, è da sempre un linguaggio universale. Sarà la mostra Keita Miyazaki. The garden of vanities a celebrare il legame tra il nostro territorio e il Paese del sol levante.
Proposta da Imola Musei in collaborazione con la galleria Rosenfeld di Londra, e curata da Diego Galizzi e Riccardo Freddo l’esposizione rimarrà allestita all’interno di palazzo Tozzoni fino al 22 febbraio 2026. A fare da protagoniste indiscusse saranno le opere, una ventina tra sculture e installazioni (alcune superano addirittura i due metri di altezza), dell’artista giapponese Keita Miyazaki, noto per la sua particolare ricerca che fonde materiali industriali e fragili elementi organici. Il risultato è un’estetica accattivante e dai contrasti accesi.
La bellezza dell’imperfezione
Le sculture di Miyazaki sono un vero unicum, impregnate di quella cultura giapponese in bilico tra la proiezione verso il progresso tecnologico e la sua radicata tradizione millenaria. «L’artista – spiega Diego Galizzi, direttore di Imola Musei e curatore della mostra – utilizza materiali industriali, come motori dimessi, componenti meccaniche, metalli… E sceglie di combinarli con elementi decisamente più delicati: gli origami (l’arte giapponese di creare figure e oggetti piegando la carta), che sembrano sbocciare come fiori. Una tecnica che richiama il concetto di wabi-sabi, proprio dell’estetica giapponese. Ovvero la bellezza dell’imperfezione e della transitorietà, che accetta lo scorrere del tempo, l’asimmetria e la decadenza come elementi essenziali». Il risultato è la creazione di forme rigogliose, simili a quelle botaniche, in un processo che coniuga tradizione e innovazione, robustezza e fragilità, diventando espressione di una ritrovata armonia tra tecnologia e natura. Non a caso la ricerca scultorea di Miyazaki nasce dall’osservazione del mondo esterno e, in particolare, da un profondo trauma: il devastante tsunami che ha colpito alcune zone del Giappone nel 2011. «La visione delle carcasse e dei pezzi di automobili nei paesaggi devastati dal fango sono stati la miccia che ha generato le riflessioni dell’artista. Le sue sculture di frammenti meccanici sono quindi divenute il simbolo di una società industriale che dimostra tutta la sua vulnerabilità di fronte alla potenza della natura».
Una poetica in cui ritrovarsi
Una poetica, quella di Keita Miyazaki, senza dubbio molto sottile, ma in cui possiamo facilmente ritrovarci. «L’artista trova in questa nostra terra di motori un palcoscenico formidabile – riprende Galizzi -, dove il suo messaggio carico di dissonanze può ulteriormente amplificarsi». Ma non solo… «A legare il nostro territorio alla poetica di Miyazaki è anche la devastazione lasciata dalle alluvioni che hanno colpito la Romagna, un altro esempio di impotenza davanti alla forza della natura».
Quella che attende il pubblico è «un’esperienza estetica seducente». Nelle sale di palazzo Tozzoni le opere prenderanno vita in una grande installazione corale. «I sentori futuristici delle sculture si amalgameranno con gli ambienti fastosi di casa Tozzoni, ricreando quel confronto tra passato e futuro, tradizione e innovazione da cui scaturisce una riflessione sulla fragilità della modernità. Vogliamo che le sale del palazzo si trasformino in un grande giardino dell’effimero, dove la dimensione del relitto industriale e dello scarto punta a superare se stessa, a patto, però, di fondersi con qualcosa di – solo – apparentemente fragile: l’origami».
Luogo: Palazzo Tozzoni Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
data: fino al 22 febbraio 2026
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Febbraio 22 (Domenica)
Luogo
Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell'Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts. Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un'artista
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell’Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts.
Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un’artista giapponese che dal 1996 vive e lavora a Berlino. Nel 2015, con il progetto The Key in The Hand, ha rappresentato il Giappone alla 56ª edizione della Biennale di Venezia.
L’opera, avvolta da una fitta trama di fili – cifra stilistica di Shiota – si preannuncia come una riflessione intima sul tempo, la perdita e la memoria. La sala vetrata dell’Agorà, al primo piano del museo, si trasformerà così in uno spazio sospeso, dove l’inizio dello scioglimento della neve diventa metafora di passaggi interiori ed esistenziali.
Questa installazione non solo si inserisce nel solco della poetica dell’artista, ma anticipa anche la grande mostra tematica sulla neve prevista al MUDEC per febbraio 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali.
Per ulteriori informazioni sul MUDEC, visitare il sito ufficiale.
Ora
Novembre 19 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MUDEC museo delle culture
via Tortona, 56 (MI)
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all'evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo fino ai manga e poster contemporanei; in esposizione oltre duecento opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti, oltre a oggetti d’alto artigianato.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo e si costituisce attraverso un approccio interdisciplinare che va dalla calligrafia al design, dalla tipografia al teatro, fino alla moda, al cinema e al fumetto. Curato da Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza, sarà corredato da un ricco palinsesto di attività ed eventi: si rivolge infatti a un pubblico molto ampio attraverso attività didattiche, percorsi per le scuole, visite guidate e contenuti multimediali, non solo per bambini e ragazzi ma anche per il pubblico adulto. Verranno presentati inoltre programmi ad hoc dedicati a esplorare le tante anime della cultura giapponese, dall’arte al cinema e alla musica, grazie a collaborazioni con l’Università di Bologna, la Fondazione Cineteca di Bologna e il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.
L’esposizione si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’appoggio del Consolato Generale del Giappone di Milano e si pone in continuità rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto di Expo di Osaka 2025, che si concluderà ad ottobre.
È possibile acquistare il biglietto Open a una tariffa agevolata e con la possibilità di definire in un secondo momento la data di ingresso tramite il sito ufficiale della mostra www.graphicjapanbologna.it.
Potrete visitare la mostra dal 20 novembre 2025 al 6 aprile 2026 durante i seguenti orari:
Dal lunedì al venerdì ore 10-18
Sabato e domenica ore 10-19
Martedì chiuso
Il prezzo dei biglietti è:
Open: € 17,00
Ridotto Open: € 13,00 (promo Early Bird dal 12 giugno 2025)
Intero: € 16,00
Ridotto: € 14,00
Ridotto over 65 (solo il mercoledì): € 14,00
Ridotto speciale studenti universitari: € 10,00 (lunedì, mercoledì e giovedì)
Ridotto scuole: € 7,00
Ridotto bambini (6-10 anni): € 7,00
Ridotto famiglia
Per ulteriori informazioni, consultate il sito web www.graphicjapanbologna.it.
Ora
Novembre 20 (Giovedì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2
22Novallday30alldayMostra: "Mostra fotografica di Koji Onaka"(Tutto il giorno) Via Gola 5, Milano
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960.
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960. La sua è una delle voci più poetiche e silenziosamente potenti della fotografia contemporanea.
Formatosi al Tokyo College of Photography nei primi anni ’80 e membro del collettivo CAMP accanto a Daido Moriyama, Onaka ha sviluppato uno sguardo unico sul paesaggio giapponese: luoghi marginali, malinconici e vibranti di umanità, sospesi tra memoria e quotidianità.
Per la prima volta a Milano, l’artista sarà presente all’inaugurazione sabato 22 novembre presso Gola Gallery, in Via Gola 5 a Milano, dove incontrerà il pubblico e firmerà una selezione dei suoi libri fotografici – tra cui “DISTANCE“, “Have a Break“, “Tin and Chimneys“, “Memories of Younger Days in Shinjuku” e “My Ektachrome“.
In mostra una selezione di stampe originali in bianco e nero e a colori, realizzate e stampate personalmente dall’artista in camera oscura, in tiratura limitata che preservano tutta la materia e la delicatezza della pellicola.
Un’occasione rara per entrare in contatto diretto con uno dei maestri della fotografia giapponese contemporanea.
La mostra si terrà fino al 30 novembre 2026.
Per informazioni: @galleriagola su Instagram
Luogo: Gola Gallery, Via Gola 5, Milano
data e ora: inaugurazione il giorno 22 novembre 2025 ore 18:00 – 22:00 | date mostra 22 novembre 2025 – 30 novembre 2026
Ora
Novembre 22 (Sabato) - 30 (Lunedì)
Luogo
Galleria Gola
Via Gola 5, Milano
22Novallday10GenalldayEvento: "ITADAKIMASU" gli eventi collaterali della mostra(Tutto il giorno)
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Sabato 22 novembre ore 16.00 La cucina incantata: Incontro con Silvia Casini e Raffella Fenoglio, autrici del libro “La cucina incantata illustrata”, edito da Trenta editore. Il
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Ora
Novembre 22 (Sabato) - Gennaio 10 (Sabato)
Luogo
Spazio Varesina 204 Milano
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 - L'ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell'oro e
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 – L’ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell’oro e alle sue molteplici applicazioni nelle arti del Giappone.
L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione I.N.T.K. – Associazione italiana per la spada giapponese e l’ Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura APS di Torino, con il patrocinio del Consolato.
La mostra esplora la cultura materiale giapponese, con manufatti che spaziano dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri, esplorando le tecniche in cui l’oro è protagonista assoluto: kinpaku, kirigane, kinran, kintsugi, maki-e. Nella tradizione giapponese, l‘oro non è soltanto un materiale o un colore, ma pura luce. Nel Buddhismo rappresenta lo splendore della luce del Buddha, nel teatro tradizionale Nō è la luce della dimensione sacrale che distingue le divinità dagli esseri umani. Con il passaggio all’arte moderna, questa sensibilità si trasforma: l’oro diventa il più brillante tra tutti i colori, mantenendo il suo effetto lussuoso e decorativo.
La mostra si articola in tre sezioni che offrono diversi livelli di lettura, dalla pura ammirazione estetica all’approfondimento tecnico e culturale. La prima sezione offre una panoramica di manufatti che attraversano i secoli: una katana firmata Masamune del XV secolo, oggetti laccati nurimono, ceramiche che sperimentano tecniche ardite, tessuti haori e kimono illuminati da fili dorati, eleganti cinture obi, dipinti su rotolo verticale kakemono e oggetti bronzei del mondo bushi. L’esposizione gioca con i contrasti cromatici: da una parte l’essenzialità di oro e nero, dall’altra la sfarzosità dell’oro in dialogo con una ricca palette di colori. La seconda sezione è dedicata alle stampe di incisori moderni e contemporanei, fase evolutiva delle xilografie ukiyo-e, culminando con un’opera di Takashi Murakami, fondatore del movimento Superflat. La sua litografia The Golden Age: Hokkyo Takashi (2016) fonde la tradizionale pittura artistica di Edo con la moderna Pop art, con teschi e fiori sorridenti su sfondo dorato. La terza sezione è dedicata alle opere della maestra calligrafa Kazuko Hiraoka, che combinano la magia della foglia d’oro con l’espressività dell’arte giapponese dello shodō, e alle ceramiche della maestra di kintsugi Aiko Zushi. che vivono una nuova vita all’insegna del bello.
Kazuko Hiraoka combina la magia della foglia d’oro con l’espressività della calligrafia giapponese (shodō). laureata nel 1973 all’Accademia d’Arte Bijutsu Daigaku di Musashino, Kazuko Hiraoka, ha lavorato come graphic designer alla Sony prima di dedicarsi alla calligrafia. Nel 1999 ha acquisito il titolo di Maestra calligrafa dopo 15 anni di studi presso la Akitsu-Kai sotto la guida di Kanichi Nakata, Maestro della famiglia imperiale. Dal 2000 vive in Italia, dove diffonde l’arte calligrafica giapponesee Aiko Zushi, maestra di kintsugi, l’arte del restauro ceramico con lacca e oro che trasforma le fratture in nuova bellezza.
Aiko Zushi, originaria della prefettura di Yamanashi, ha studiato l’arte del kintsugi con la maestra Yoko Furuya. Ha vissuto a Torino, dove ha aperto un laboratorio e insegnato questa tradizionale arte presso l’Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura, prima di tornare in Giappone a proseguire la sua attività artistica e didattica
L’esposizione prevede, inoltre, un evento collaterale mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30, nell’ambito delle attività organizzate per la Giornata mondiale delle persone con disabilità, in collaborazione con l’Assessorato regionale Sanità, salute e politiche sociali viene proposta una visita guidata condotta da Generoso Urciuoli,
Attività a pagamento, gratuita per le persone con disabilità e accompagnatore; prenotazione obbligatoria al numero 0165 552420 oppure all’indirizzo areamegalitica.biglietteria@servizivda.it
TICKET ONLINE su: https://valledaostaheritage.com/megamuseo/
Per maggiori info: beniculturali@regione.vda.it
Ora
Novembre 28 (Venerdì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
MegaMuseo
Corso Saint-Martin-de-Corléans, 258, 11100 Aosta AO
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Si inaugura mercoledì 10 dicembre 2025 alle ore 18:30 presso la Galleria Corals la mostra dal titolo “La forma delle cose: tre visioni del
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Si inaugura mercoledì 10 dicembre 2025 alle ore 18:30 presso la Galleria Corals la mostra dal titolo “La forma delle cose: tre visioni del Giappone contemporaneo” a cura di Greta Zuccali, con gli artisti Ohgita Katsuya, Ohsumi Hideo e Takeo Ikegami. Un’esposizione che offre un’affascinante esplorazione del Giappone contemporaneo attraverso la sensibilità di tre maestri invitati a confrontarsi con l’orizzonte dell’Occidente europeo.
Ispirandosi al pensiero di Suzuki Daisetsu, eminente studioso del buddhismo Zen, la mostra si articola intorno ai quattro principi fondamentali dell’armonia (wa), riverenza (kei), purezza (sei) e tranquillità (jaku), elementi essenziali per comprendere il rapporto tra spirito e forma, tra interiorità e manifestazione materiale. Come ricorda Daisetsu, lo Zen insegna a cogliere lo spirito e a trascendere la forma, ma al tempo stesso “non smette mai di ricordarci che lo spirito si esprime solo attraverso le forme”.
È da questa consapevolezza che prende avvio il dialogo tra le opere dei tre artisti in mostra.
Ohsumi Hideo affida al vento il ruolo di co-creatore delle proprie installazioni. Con un meccanismo stabilizzatore ponderato al centro, le installazioni di Ohsumi Hideo creano un’estetica di equilibrio che si dispiega con grazia in una danza quando viene attivata dalla forza naturale di una raffica di vento. Le opere “si muovono con il vento”, rivelando la fragile armonia della natura e dando corpo al concetto di 間 (ma) lo spazio sospeso dell’attesa, del respiro, della pausa che unisce e separa al tempo stesso. Nell’oscillazione lieve delle sue strutture, Ohsumi cattura l’impercettibile, restituendo allo spettatore la poetica dell’istante e del divenire.
Ohgita Katsuya, invece, costruisce un dialogo con la luce attraverso la materia del vetro. I suoi lavori, trasparenti e vibranti, riflettono e assorbono la luminosità naturale in un gioco di rimandi che trasfigura il paesaggio quotidiano da lui osservato, case, montagne, pioggia, mare, stelle, in una dimensione contemplativa. Le sue opere diventano soglie visive dove la luce si espande, evocando un senso di quiete e armonia che avvolge lo spazio espositivo.
Sul piano pittorico, Takeo Ikegami traduce la medesima tensione verso l’equilibrio naturale nel linguaggio dell’inchiostro. La sua pittura nasce dall’incontro tra gesto spontaneo e rigore compositivo, esplorando quella sottile linea tra controllo e casualità. Attraverso la tecnica del tarashikomi e l’uso calibrato delle scale di grigio, Ikegami costruisce immagini in cui il tempo si deposita in strati successivi, una vera e propria stratificazione dell’inevitabile, dove l’imprevisto diventa parte integrante della forma. Le sue opere, sospese tra simbolismo antico e ironia contemporanea, restituiscono allo sguardo la profondità meditativa del segno.
Tre visioni, tre linguaggi, un unico respiro: la mostra diventa così un luogo di incontro tra Oriente e Occidente, tra materia e spirito, tra il gesto e il silenzio che lo precede.
La presenza dell’artista Takeo Ikegami è stata resa possibile grazie alla collaborazione dell’art consultant Andrea Zardin.
Ingresso gratuito.
Per informazioni: info@coralss.it | www.coralss.it
Progetto espositivo e curatela
Greta Zuccali | g.zuccali@hub-art.org
Luogo: Corals Gallery, Via Evangelista Torricelli 21, Milano
data e ora: 11-30 dicembre 2025 lunedì – venerdì ore 15:00-19:00 | domenica chiuso | apertura fuori orario su appuntamento
chiusura natalizia: 24-28 dicembre 2025
Ora
Dicembre 10 (Mercoledì) - Gennaio 30 (Venerdì)
Luogo
Corals Gallery
Via Evangelista Torricelli 21, Milano
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Rane musicanti che suonano tamburi, corvi, cortigiane con il parasole, donne allo specchio e uomini in volo su una mongolfiera riportati alla loro intensità
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La maggior parte dei dipinti – disegni ad inchiostro ed acquerelli su carta – porta la firma del noto pittore Kawanabe Kyōsai (1831-1889), autore di scenette satiriche, popolate di animali, caricature e rappresentazioni di vita quotidiana con personaggi giapponesi e occidentali realizzati con sorprendente rapidità esecutiva. Alcuni kakemono e dipinti sono opere a quattro mani (gassaku) nati durante i conviviali seki-ga, performance pittoriche di “pittura seduta” di moda in Giappone tra Otto e Novecento. Kyōsai in particolare è ricordato per il suo talento e l’instancabile attività che lo rendeva capace di dipingere per ore e ore e i rotoli della collezione attestano proprio questa produzione per il segno rapido e impalpabile e il tono a tratti dissacrante.
Il nuovo allestimento è arricchito dalla pubblicazione Ricordi di viaggio. Dipinti dal Giappone al Castello di Agliè, a cura di Laura Gallo e Giuseppe Milazzo; il volume, che offre approfondimenti sulle collezioni e sull’intervento di restauro, è realizzato da Editris ed è disponibile per l’acquisto direttamente sul sito dell’editore: www.editris2000.it.
Per info e contatti: drm-pie.aglie@cultura.gov.it
Luogo: Piazza Castello, 2, 10011 Agliè (TO)
data e ora: inaugurazione sabato 13 dicembre 2025
Ora
Dicembre 13 (Sabato)
Luogo
Castello di Agliè
Piazza Castello, 2, 10011
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Il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone è lieto di annunciare la nuova mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere -
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Ora
Dicembre 18 (Giovedì) - Marzo 8 (Domenica)
Luogo
Museo D'Arte Orientale E. Chiossone
Villetta Di Negro, Piazzale Mazzini 4n, 16122
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L’Associazione culturale Italo - Giapponese YUJO di Trieste è lieta di annunciare la sua collaborazione con la JAL Foundation nella promozione della sezione in lingua italiana
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L’Associazione culturale Italo – Giapponese YUJO di Trieste è lieta di annunciare la sua collaborazione con la JAL Foundation nella promozione della sezione in lingua italiana della diciannovesima edizione del “World Children’s Haiku Contest“, un concorso simpatico a cui sono invitati a partecipare bambini e ragazzini di tutto il mondo fino ai 15 anni di età. Il tema di quest’anno è il “suono”!
L’Associazione YUJO vi invita ad iscrivervi entro il 28 febbraio 2026: per il regolamento e il modulo di iscrizione, contattare info@yujo.it
La modalità di partecipazione è molto semplice: creare un disegno su foglio A4 incorporando tre versi di un Haiku originale (non serve seguire strettamente le regole degli haiku), e spedire all’indirizzo che segue:
Fondazione JAL c/o Mitsugu Harada
Borgo S.M.Maddalena 25,
34072 Gradisca d’Isonzo (GO)
Luogo: Borgo S.M.Maddalena 25, Gradisca d’Isonzo (GO)
data e ora: fino al 28 febbraio 2026
Ora
Gennaio 1 (Giovedì) - Febbraio 28 (Sabato)
Luogo
Fondazione JAL
Borgo S.M.Maddalena 25
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Da gennaio 2026 partono i nuovissimi corsi online di lingua giapponese di 30 ore di Nipponica pensati per chi sogna di viaggiare, esplorare e lasciarsi
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Due lezioni a settimana, online, con docenti esperti e materiali forniti.
Non è solo un corso di lingua: è un viaggio nella cultura giapponese, da iniziare prima ancora di partire.
Un nuovo corso per principianti assoluti, pensato per chi vuole conoscere il Giappone più da vicino, attraverso la sua lingua, chiave d’accesso a un mondo ricco di significati, gesti e visioni. Imparerai le basi della grammatica e della scrittura giapponese, scoprirai parole legate alla vita, ai sentimenti, alle relazioni, approfondirai aspetti culturali e sociali e del Giappone contemporaneo.
Un corso per chi non si accontenta di guardare il Giappone da lontano, ma vuole imparare a leggerlo, ascoltarlo, capirlo davvero.
Ora
Tutto il giorno (Giovedì)
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Siamo felici di invitarti a quattro incontri gratuiti, pensati per approfondire il mondo del bonsai. Gli incontri sono aperti a tutti/e e chi parteciperà al
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Siamo felici di invitarti a quattro incontri gratuiti, pensati per approfondire il mondo del bonsai. Gli incontri sono aperti a tutti/e e chi parteciperà al Bonsai Shohin Festival, potrà approfondire anche l’aspetto della preparazione ed esposizione dei propri bonsai in vista della mostra del 6-8 Marzo 2026. Questi appuntamenti sono un’opportunità unica per imparare, confrontarsi con altri/e appassionati/e e ricevere consigli pratici direttamente Andrea Scarenzi, istruttore bonsai e più volte vincitore del primo premio nelle scorse edizioni del Bonsai Shohin Festival.
Potrai recarti presso la nostra Sede di Parabiago con il/i tuoi bonsai (massimo 2 a testa) senza bisogno di prenotazione e confrontarti direttamente con l’istruttore bonsai che ti darà consigli sulle tue piante e, se parteciperai al Bonsai Shohin Festival, su come preparare e comporre le tue piante in vista dello Shohin Festival.
9.30-12.30 | 14:30-17:00
“La scelta del vaso e l’impostazione del bonsai”
Scopri come scegliere il vaso più adatto al tuo bonsai e le tecniche di impostazione che ne valorizzino la forma e la crescita, preparandolo per una presentazione perfetta.
9.30-12.30 | 14:30-17:00
“Suggerimenti sulla coltivazione e il mantenimento del bonsai”
Scopri le migliori pratiche di coltivazione, potatura e nutrizione per mantenere il tuo bonsai in perfetta forma.
9.30-12.30 | 14:30-17:00
“Le terre bonsai”
Approfondisci le diverse tipologie di terre e miscele ideali per ogni bonsai e come scegliere quelle più adatte alle specifiche esigenze delle tue piante.
9.30-12.30 | 14:30-17:00
“Le cure dei bonsai”
Scopri come mantenere i tuoi bonsai in piena salute.
Luogo: SS33 del Sempione, 37 – 20015, San Lorenzo di Parabiago (MI) – Italia
data e ora: Dal 9 al 30 Gennaio 2026, Ore: 09:30 – 12:30 | 14:30-17:00
Ora
Gennaio 9 (Venerdì) - 30 (Venerdì)
Luogo
Crespi Bonsai
SS33 del Sempione, 37 – 20015
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Nell’ambito della mostra Itadakimasu. Storie nascoste nella cucina degli anime, allestita allo Spazio Varesina 204 di Milano, sabato 10 e domenica 11 gennaio sarà
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Nell’ambito della mostra Itadakimasu. Storie nascoste nella cucina degli anime, allestita allo Spazio Varesina 204 di Milano, sabato 10 e domenica 11 gennaio sarà un fine settimana interamente dedicato all’universo di Hayao Miyazaki. Attraverso la parola scritta e il disegno, gli appuntamenti proposti esploreranno suggestioni, simboli e luoghi che hanno reso inconfondibile l’immaginario dello Studio Ghibli. Due iniziative pensate per pubblici diversi, ma unite dal desiderio di entrare nel cuore della poetica del maestro dell’animazione giapponese.
Sabato 10 gennaio alle ore 16.00 è in programma l’incontro La ragazza che amava Miyazaki con le autrici del libro Silvia Casini e Raffaella Fenoglio, un omaggio sentito al regista rivolto agli appassionati di manga, anime, arte e cultura giapponese. Le autrici accompagneranno il pubblico alla scoperta del mondo miyazakiano attraverso sogni, simboli e dimensioni invisibili, là dove si annidano i significati più profondi della sua visione artistica. Il libro, pubblicato da Einaudi Ragazzi, è un racconto intenso che celebra il valore dei sogni, la forza dell’immaginazione e il potere dell’amore, trasformandosi in un inno alla creatività. Le illustrazioni di Giulia Tomai rendono la storia capace di parlare a lettori di ogni età e a chiunque custodisca un legame speciale con i film di Miyazaki.
Domenica 11 gennaio, alle ore 12.00 e alle ore 16.00, si terrà invece il laboratorio Disegnare il Giappone di Miyazaki: viaggio a matita nei luoghi dello Studio Ghibli, condotto da Laura Zavalloni. L’incontro inviterà i partecipanti a esplorare, attraverso lo sketching e il racconto, i luoghi reali che hanno ispirato le opere dello Studio Ghibli. Il laboratorio si apre con una breve introduzione dedicata al progetto Perché un viaggio sketchers nei luoghi Ghibli?, durante la quale Laura Zavalloni presenta un taccuino di viaggio con schizzi, appunti, fotografie e alcuni Goshuin realizzati in Giappone, per raccontare un modo di viaggiare lento, consapevole e lontano dal turismo di massa. Seguirà un mini workshop di disegno, accessibile anche a chi non ha alcuna esperienza, in cui ai partecipanti verrà consegnato un foglio A4 piegato a fisarmonica, trasformato in un piccolo travel sketchbook. A partire da immagini simboliche dell’universo Ghibli, come la Totoro Forest, il Kanaguya Ryokan o l’Orologio di Shiodome, ciascuno realizzerà schizzi rapidi concentrandosi sull’atmosfera e sull’emozione più che sulla tecnica. Il laboratorio si concluderà con un momento di condivisione e storytelling, durante il quale i partecipanti potranno mostrare i propri lavori e scoprire i luoghi reali che hanno ispirato i film dello Studio Ghibli.
L’incontro di sabato 10 gennaio è a ingresso libero per i possessori del biglietto della mostra, anche se acquistato in una data precedente. È inoltre possibile partecipare esclusivamente all’evento collaterale al costo di 7 euro, oppure prendere parte all’incontro e tornare a visitare la mostra una seconda volta al costo di 8 euro. Il laboratorio di domenica 11 gennaio prevede invece un costo di 10 euro e non rientra nella promozione.
In entrambi i casi la prenotazione è obbligatoria e deve essere effettuata scrivendo all’indirizzo info@mostraitadakimasu.it.
Tutte le informazioni sono disponibili nella sezione dedicata agli eventi collaterali sul sito www.mostraitadakimasu.it
Luogo: Mostra Itadakimasu, Spazio Varesina 204 Milano (MI)
data e ora: 10-11 gennaio 2026
Ora
Gennaio 10 (Sabato) - 11 (Domenica)
Luogo
Mostra Itadakimasu
Spazio Varesina 204
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Se amate il Giappone, segnatevi questa data: 11 gennaio 2026. A Milano ci sarà il JAPAN DAY di EVA Air, un pomeriggio interamente dedicato
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Se amate il Giappone, segnatevi questa data: 11 gennaio 2026. A Milano ci sarà il JAPAN DAY di EVA Air, un pomeriggio interamente dedicato alla scoperta del mondo giapponese.
Si parlerà di cucina giapponese, cultura, anime, manga, videogame e ovviamente di viaggi, anche il presidente dell’Associazione Culturale Giappone in Italia, Alberto Moro, sarà presente e assieme ad altri ospiti speciali avremo tantissime storie da raccontare. L’Evento è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria! Basta registrasi al seguente link: https://www.japanitalybridge.com/japan-day-eva-air-registration/
Inoltre, per tutti coloro che parteciperanno all’evento, EVA Air ha riservato uno sconto speciale! Infatti, dal 14 dicembre 2025 al 15 gennaio 2026, prenotando sul sito EVA Air e inserendo il codice VOLAEVAJP, potete ottenere il 10% di sconto sui voli per il Giappone. Quindi cliccate sul link e registrarvi all’evento per passare una bellissima giornata tutta all’insegna del Giappone!
AGENDA & GUESTS
Luogo: The Westin Palace Milano Piazza della Repubblica, 20, 20124 Milano MI
data e ora: 11 Gennaio 2026 Dalle ore 12:00 alle ore 18:30
Ora
Tutto il giorno (Domenica)
Luogo
The Westin Palace Milano
Piazza della Repubblica, 20, 20124
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A cavallo tra l'età d'oro del cinema giapponese e la sua spensierata Nouvelle Vague, Kon Ichikawa è stata una prolifica figura di transizione
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A cavallo tra l’età d’oro del cinema giapponese e la sua spensierata Nouvelle Vague, Kon Ichikawa è stata una prolifica figura di transizione la cui finezza tecnica e versatilità affondavano le radici nella maestria della tradizione classica, ma il cui pervasivo senso di cupa ironia ha conferito alla sua opera un’età moderna.
Note biografiche
Programma e sinossi
Luogo: Il Cinema Arlecchino di Milano – via San Pietro All’Orto, 9
data e ora: Fino al 30 gennaio 2026
Ora
12 (Lunedì) 18:00 - 30 (Venerdì) 23:00
Luogo
Il Cinema Arlecchino di Milano
via San Pietro All’Orto, 9
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo che ha maggiormente rappresentato la corrente estetica dell’Ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante), affascinando e incuriosendo.
Mercoledì 14 Gennaio alle ore 19:00, presso l’Educatore della Provvidenza in Corso Trento 13, Torino, il docente di storia del manga Fabio Valerio, all’interno di una serie di eventi realizzati dall’Associazione Culturale Aregoladarte, condurrà i partecipanti alla scoperta di questa xilografia, realizzata tra il 1830 e 1831, facente parte di una raccolta denominata le 36 vedute del Monte Fuji.
Un percorso fatto di storia e cultura, di aneddoti e leggende che ne hanno decretato una delle opere più apprezzate già dagli Impressionisti alla fine dell’800, per diventarne oggi una delle immagini più utilizzate nel panorama pop.
Luogo: Educatore della Provvidenza, Corso Trento 13, Torino (TO)
data e ora: 14 gennaio ore 19.00
Ora
Gennaio 14 (Mercoledì) - Marzo 6 (Venerdì)
Luogo
Educatore della Provvidenza
Corso Trento 13
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La Fondazione Mudima ha il piacere di invitarvi giovedì 15 gennaio 2026 ore 18:00 all'inaugurazione della mostra personale di TOSHIMITSU IMAÏ Un grande samurai dell'arte e
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esposte negli spazi della Fondazione.
ingiustificati eventi di Hiroshima e Nagasaki, come pure il massacro di Nanchino effettuato dai giapponesi a danno dei cinesi”.
“Imaï è il punto di passaggio, come lo è la pittura informale, tra ciò che non era più rappresentabile fisicamente, quella parte dell’animo umano disintegrato dalla guerra e dall’olocausto, e le nuove forme di economia nascente, di democrazia, di benessere”, scriveva della sua pittura Achille Bonito Oliva nel catalogo della mostra Hommages à Venise, edito da Fondazione Mudima nel 1993.
Sempre al piano terra si potrà visionare il video-documento realizzato da Studio Azzurro nel 1993 e prodotto insieme alla Fondazione Mudima, nel quale si possono ascoltare un’intervista di Gino Di Maggio all’artista e un intervento di Pierre Restany, mentre scorrono le immagini delle opere esposte nella citata mostra Hommages à Venise e viene documentata l’azione di Imaï che realizza le calligrafie.
Luogo: Fondazione Mudima, Via Tadino 26, Milano (MI)
data e ora: giovedì 15 gennaio 2026 – ore 18:00
Ora
(Giovedì) 18:00 - 23:00
Luogo
Fondazione Mudima
Via Tadino 26
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Il Public Program della mostra Graphic Japan. Da Hokusai al Manga, a cura di Rossella Menegazzo con Eleonora
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Gli appuntamenti – a cura dello studioso e divulgatore Pino Zema, responsabile del progetto Kamishibai Milano, avviato per diffondere la cultura del “teatro di carta”, si rivolgono a un pubblico ampio, di bambini e adulti, invitato a immergersi nel mondo del Kamishibai, che si inserisce nel solco di una lunga tradizione giapponese di narrazione per immagini.
Vi aspettano quindi due giornate (indicate sotto) di approfondimento sul Kamishibai, il teatro disegnato del Giappone che si diffuse nel primo ‘900 come arte di strada, raggiungendo livelli di popolarità straordinari. Una forma espressiva che si colloca a pieno titolo nel solco della tradizione di narrazione per immagini che dalle stampe ukiyo-e del periodo Edo giunge fino al Manga moderno, al quale il Kamishibai ha indicato elementi essenziali come la composizione grafica e la struttura narrativa, contribuendo a definire un’estetica che è alla base della cultura pop giapponese.Sabato 17 h 16.30 – KAMISHIBAI, segno e racconto: una conferenza interattiva per giovani e adulti, con proiezione di immagini, filmati e narrazioni dimostrative dal vivo. Ingresso libero fino a esaurimento posti. Auditorium del Museo Archeologico di Bologna.
Domenica 18 h 11.00, 15.00, 17.00 – KAMISHIBAI, c’era una volta in Giappone: tre interventi divulgativi adatti a tutti, a partire dai 5 anni, con la narrazione di alcune fiabe tradizionali giapponesi, pervase dal senso di mistero, in cui meraviglioso, comico e drammatico si intrecciano in uno spazio magico. Ingresso con biglietto della mostra negli orari indicati. Aula didattica della mostra.
Il calendario degli appuntamenti
Sabato 17 gennaio 2026, ore 16:30 – “Kamishibai, segno e racconto”
Conferenza interattiva, Sala Conferenze
Durata: 60 minuti – Ingresso libero fino a esaurimento posti – Destinatari: giovani e adulti
Una conferenza interattiva per scoprire il teatro Kamishibai, forma espressiva che si colloca tra “Hokusai e il Manga”. Animando le figure e dando voce ai personaggi, questa arte performativa ha ricoperto il ruolo di precursore del fumetto e dell’animazione giapponese, i Manga e gli Anime. È prevista la proiezione di immagini e filmati, oltre a narrazioni dimostrative dal vivo. A cura di Pino Zema, studioso e divulgatore del Kamishibai.
Domenica 18 gennaio 2026, ore 11, 15 e 17 – “Kamishibai, c’era una volta in Giappone”
Interventi divulgativi, Aula Didattica
Durata: 30 minuti – Ingresso con biglietto della mostra per le fasce indicate fino a esaurimento posti disponibili. Destinatari: a partire dai 5 anni
Tre interventi divulgativi sul teatro d’immagini Kamishibai, in cui Pino Zema narra alcune fiabe tradizionali giapponesi traendo spunto dalle opere esposte e dai temi delle varie sezioni della mostra: storie come La gratitudine della gru, ispirata dalle splendide gru disegnate da Hokusai, o come Nonno togliporri, suggerita dal tema del volto e della maschera. Sono storie pervase dal senso del mistero, in cui il meraviglioso, il comico e il drammatico si intrecciano in uno spazio magico in cui i confini tra umano e soprannaturale sono labili e incerti, e tutto può accadere.
A cura di Pino Zema, performer e studioso del Kamishibai.
Luogo: Museo Civico Archeologico – Via dell’Archiginnasio, 2, 40124, Bologna
Data e ora: Sabato 17 e Domenica 18 gennaio 2026
Ora
17 (Sabato) 16:30 - 18 (Domenica) 17:00
Luogo
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2
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Sabato 24 gennaio Filippo Manassero condurrà il workshop Saiboku a Milano, in presenza, per una giornata dedicata alla pratica
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Sabato 24 gennaio Filippo Manassero condurrà il workshop Saiboku a Milano, in presenza, per una giornata dedicata alla pratica degli acquarelli giapponesi. Il tutto sarà strutturato in due incontri distinti, ognuno con una qualità precisa di ascolto e di lavoro sul gesto.
Mattina · Il Bambù 🕥 10.30 – 12.30
Pomeriggio · Orchidea del vento 🕑 14.00 – 16.00
Orchidea giapponese, detta anche orchidea del vento, sarà il soggetto della pratica.
Un fiore sottile ed elegante, capace di tenere insieme grazia e rigore, delicatezza e struttura.
I suoi steli flessibili e i suoi fiori leggeri insegnano una presenza morbida, capace di adattarsi senza perdere forma.
Dipingerla significa entrare in relazione con il movimento, con l’equilibrio instabile, con la bellezza che nasce quando non si oppone resistenza.
Il gesto si fa più leggero, il segno più essenziale, l’ascolto più profondo.
Il workshop è aperto a tuttə.
Non è richiesta alcuna esperienza artistica.
Serve solo la disponibilità a fermarsi, ad ascoltare, a lasciare che il gesto trovi la sua forma.
Il gruppo è composto da un massimo di otto partecipanti, per garantire cura, attenzione e qualità dell’esperienza.
Cosa vivrai
Durante le due ore di workshop attraverserai:
- un’introduzione alla pittura meditativa e allo spirito del Saiboku
- la preparazione dei materiali e del gesto
- l’uso consapevole dell’acqua e del colore
- una pratica guidata sul soggetto del Bambù
- la realizzazione di una composizione essenziale e compiuta
Ogni passaggio è accompagnato con attenzione, ritmo e presenza.
Perché partecipare
La pittura meditativa con gli acquerelli giapponesi è un dialogo continuo tra acqua, carta e tempo.
Non chiede prestazione.
Chiede sincerità.
L’Orchidea del vento insegna una forza gentile, capace di piegarsi senza spezzarsi.
Questo workshop è uno spazio per coltivare leggerezza, sensibilità e una forma di equilibrio che nasce dal lasciar fluire.
Tutti i materiali sono inclusi: carta, acquerelli giapponesi, pennelli e supporti. Non è necessario portare nulla.
Costo di ogni singolo incontro: 75 euro• 25 euro di caparra al momento dell’iscrizione• saldo il giorno stesso del workshop
Ogni incontro è pensato come un tempo completo, da attraversare senza fretta, in cui il gesto può davvero posarsi.
Tutte le informazioni pratiche e le modalità di iscrizione si trovano a questo link.
Luogo: Lila Milano – Via Carlo Maderno, 4 -20136, Milano
Data e ora: 24 gennaio 2026, ore 14-16
Ora
Tutto il giorno (Sabato)
Luogo
Lila Milano
Via Carlo Maderno, 4
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo e ad ascoltare il tempo. Un dialogo sottile tra fotografia e ideogrammi, dove la bellezza prende forma nel tempo che scorre.
Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026, la Rocca di Lonato del Garda accoglie nella suggestiva Sala del Capitano la mostra La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi, un percorso espositivo che intreccia fotografia e ideogrammi giapponesi in un dialogo silenzioso sul tempo, l’impermanenza e la bellezza discreta delle cose che resistono. Non è un caso che questa mostra trovi casa proprio tra le mura della Rocca: luogo in cui la storia non si impone, ma affiora. Fortezza imponente e insieme sorprendentemente accogliente, la Rocca di Lonato è uno spazio dove il tempo sembra rallentare, lasciando spazio all’ascolto, alla contemplazione, allo sguardo.
È qui, tra pietre segnate, camminamenti di guardia e sale cariche di memoria, che il concetto di sabi – bellezza segnata dal tempo e dall’usura – trova una risonanza naturale.
La mostra nasce dal dialogo tra le fotografie di Andrea Lippi e le parole e gli ideogrammi interpretati da Luigi Gatti, ed è legata all’omonimo volume pubblicato da Folia Edizioni. Al centro del percorso non c’è un racconto del Giappone, ma un viaggio interiore: immagini e segni costruiscono una “via” fatta di vuoti, pause e presenze lievi, dove la fotografia non afferma ma suggerisce, e la parola non spiega ma accompagna.
Le fotografie di Andrea Lippi sono il risultato di un lungo progetto di studio sulla luce negli ambienti e nei paesaggi giapponesi. Dopo il primo viaggio in Giappone nel 2015, l’autore avvia un percorso di ricerca che lo porta a tornare più volte nel Paese, dando vita nel 2017 al progetto Lights of Japan, presentato in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2024 il lavoro riceve due menzioni d’onore ai premi internazionali TIFA e BIFA e viene esposto in una mostra dedicata alla fotografia contemporanea in bianco e nero a Portland, negli Stati Uniti.
Studioso ed esperto di cultura giapponese, autore, divulgatore e guida, Luigi Gatti ha vissuto un lungo percorso professionale tra Italia, Spagna e Giappone, maturando una profonda sensibilità per l’incontro tra culture. Da sempre appassionato di viaggi lenti, ha percorso a piedi le principali Vie per Santiago di Compostela, facendo del cammino uno strumento d’introspezione e apertura verso l’altro. In Giappone ha affrontato il Cammino di Shikoku: un pellegrinaggio millenario di 1.200 km attraverso gli 88 templi del Buddhismo Shingon. Da questa esperienza è nato il suo libro “Il cammino del Giappone. Shikoku e gli 88 templi” (Mursia). Oggi si dedica a diffondere la conoscenza della lingua e della cultura giapponese attraverso incontri sul territorio e i canali digitali.Ad accogliere questo dialogo tra immagini e ideogrammi è un luogo che da secoli custodisce e rinnova il rapporto tra storia e contemporaneità. Dalle mura merlate che dominano il Lago di Garda alle sale decorate della Casa del Podestà, il complesso monumentale della Rocca di Lonato racconta secoli di arte, memoria e bellezza viva grazie all’opera della Fondazione Ugo Da Como, punto di riferimento per la valorizzazione della storia bresciana e del XIX secolo, nonché parte della Rete dell’800 lombardo.
Tra le più grandi fortificazioni del Nord Italia, la Rocca di Lonato affascina per la sua imponenza quattrocentesca, i merli guelfi, le torri di avvistamento e la Rocchetta, cuore interno del complesso. Circondata da un vasto parco e facilmente raggiungibile, si staglia sul colle dell’anfiteatro morenico che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo una delle vedute più suggestive del Lago di Garda e della pianura bresciana. Nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino a Desenzano, Sirmione e alle vette più lontane.
Negli ultimi anni la Rocca di Lonato si è affermata come luogo poliedrico e dinamico, capace di coniugare la forza del passato con una raffinata consapevolezza del presente: mostre di arte contemporanea, eventi culturali e lifestyle, e il nuovo Padiglione Eventi – una glass house di design perfettamente integrata nel contesto storico – ne fanno una meta culturale d’eccellenza.
In questo scenario, La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi si configura come un invito a rallentare, ad abitare il tempo con attenzione, a lasciarsi attraversare da una bellezza capace di durare.
L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 24 gennaio 2026 alle ore 16.00. Nel corso del periodo espositivo sono previsti diversi incontri e appuntamenti, tra cui la presentazione del libro/catalogo La Via del Sabi (Folia Edizioni, 2026) a cura di Andrea Lippi e Luigi Gatti, in programma il 14 febbraio alle ore 15.30 negli stessi spazi della mostra.
Luogo: Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como – Via Rocca, 2, Lonato del Garda (Brescia)
data e ora: Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026
Ora
Gennaio 24 (Sabato) 16:00 - Marzo 22 (Domenica) 23:00
Luogo
Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como
Via Rocca, 2
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Domenica 25 gennaio 2026 ore 10.30, si terrà una visita guidata Ligustro, Gioia di Vivere. Stampe giapponesi di un artista ligure
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Ricordiamo i dettagli in merito all’evento, come indicato in un post precedente:
“Ligustro, gioia di vivere – Le stampe giapponesi di un artista ligure”, celebra l’arte sublime del maestro imperiese Giovanni Berio (1924-2015), in arte Ligustro, riconosciuto a livello internazionale come eccellenza italiana e custode della xilografia policroma giapponese. In mostra le sue opere affiancate ai capolavori della collezione Chiossone di Hiroshige, Hokusai, Utamaro e Kaigetsudo Ando: un dialogo straordinario tra l’artista ligure e i grandi incisori giapponesi del Periodo Edo. Il Maestro aveva un profondo legame anche con la città di Genova, in particolare con il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, di cui ben conosceva la preziosità della collezione di stampe xilografiche. Fu proprio qui che egli approfondì lo studio delle opere dei grandi incisori del Periodo Edo. Al Museo Chiossone volle donare diversi surimono, stampe e due libri che sono esposti in mostra: l’album Palloncini, un’opera composta da venti xilopoetografie policrome, e il libro 12 haiku di Matsuo Bashò, tiratura unica, appositamente realizzata per il Museo. Le sue opere sono perfettamente in linea con la missione del museo e con lo stile collezionistico del fondatore, dato che Edoardo Chiossone fu a sua volta un incisore ligure, amante dell’arte giapponese, impegnatosi nello studio e divulgazione della cultura giapponese. Nel decennale della sua scomparsa, un omaggio ad un artista che ha rappresentato un ponte culturale tra Italia e Giappone.
Il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone è lieto di annunciare la nuova mostra temporanea “Ligustro, gioia di vivere – Le stampe giapponesi di un artista ligure”.
L’inaugurazione, a ingresso libero, si tiene il 18 dicembre 2025 alle ore 16:00, e l’esposizione sarà aperta al pubblico dal 19 dicembre 2025 all’8 marzo 2026, l’esposizione celebra l’arte sublime del Maestro Giovanni Berio (1924–2015), in arte Ligustro, riconosciuto a livello internazionale come un’eccellenza italiana e un custode della xilografia policroma giapponese.
Nato a Imperia nel 1924, a seguito di avvenimenti che stravolsero la sua quotidianità, a partire dal 1986 trovò una nuova vocazione nell’arte, dedicandosi in modo esclusivo allo studio meticoloso delle tecniche di incisione e stampa giapponesi del Periodo Edo (1603-1868). Il Maestro, spentosi serenamente l’11 dicembre 2015, ci ha lasciato opere di una superba qualità tecnica, che celebriamo nel decennale della sua scomparsa. La mostra affianca le inconfondibili opere di Ligustro ai capolavori dei grandi artisti giapponesi che furono per lui di costante ispirazione. Nel nucleo delle opere dell’artista compaiono le stampe, i libri e i surimono facenti parti della collezione museale, donate da Ligustro al Comune di Genova negli anni ‘90, assieme alle preziose opere conservate dagli eredi, che ne hanno concesso il prestito. In dialogo con le incisioni dell’artista ligure sono esposte le opere della collezione Chiossone dei grandi artisti giapponesi dell’ukiyo-e come Hiroshige, Kaigetsudo Ando, Utamaro e Hokusai, a cui egli si sentiva particolarmente legato.
Ligustro si è infatti specializzato nella xilografia policroma giapponese, in particolare sulla tecnica detta Nishiki-e “stampe di broccato”, padroneggiando i complessi processi di intaglio delle matrici lignee, incisione e stampa su preziose carte prodotte artigianalmente in Giappone. La sua maestria tecnica è stata definita insuperabile, tanto che l’esperto mondiale di stampa giapponese Jack Hillier affermò che nessun altro artista occidentale ha eguagliato il suo livello tecnico nell’incisione. L’artista si distinse anche per l’uso innovativo e la composizione dei colori, realizzati in modo che fossero il più possibile fedeli a quelli utilizzati in Giappone, ottenuti mescolando polveri, foglie d’oro e d’argento, polveri di perle di fiume e conchiglie di ostriche macinate (gofun). Nelle sue opere integra una ricca gamma di elaborate “tecniche di lusso” come il rilievo a secco (Karazuri), le sfumature (Bokashi) e l’applicazione di mica (Kirazuri). A differenza dei canoni nipponici tuttavia, la sua tavolozza cromatica è più delicata e tenue, dimostrando l’affermazione di uno stile personale e non una mera imitazione dell’incisione giapponese. Anche nei soggetti, sebbene ispirati dallo studio approfondito dell’arte giapponese di periodo Edo, compaiono composizioni autentiche e un linguaggio autonomo, scelti con la volontà di veicolare messaggi di serenità, poesia, natura e bellezza.
Ligustro ha rappresentato un fondamentale ponte culturale, facendo rivivere sulla costa ligure tecniche antiche ormai quasi dimenticate persino in Giappone, con le sue creazioni ma anche grazie all’insegnamento ai suoi allievi che ancora oggi ne divulgano l’eredità artistica. In diverse occasioni la sua arte ha contribuito a rafforzare i legami tra Italia e Giappone, e a rappresentare l’unicità italiana e ligure, motivi per cui la mostra ha ottenuto anche i patrocini della Fondazione Italia – Giappone, della Fondazione Mario Novaro e del Circolo Parasio di Imperia.
Il patrocinio del Comune di Imperia conferma la grande stima della sua città natale, che lo ricorda con sempre grande considerazione anche alla luce della importante donazione che l’artista fece alla città, di circa cinquemila matrici di legno, circa duemilacinquecento libri d’arte e letteratura, corrispondenza internazionale con studiosi di fama, calligrafie giapponesi e l’archivio completo della sua vita artistica, conservati dal 2015 presso la Biblioteca Civica Leonardo Lagorio, nella Sala a lui dedicata.
Il Maestro aveva un profondo legame anche con la città di Genova, in particolare con il Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone, di cui ben conosceva la preziosità della collezione di stampe xilografiche. Fu proprio qui che egli approfondì lo studio delle opere dei grandi incisori del Periodo Edo, ricevendo stimolo per i suoi interessi, sostenuto dalla pubblica amministrazione e dai precedenti direttori. Al Museo Chiossone volle donare diversi surimono, stampe e due libri in tiratura unica, che sono esposti in mostra: l’album Palloncini, un’opera composta da venti xilopoetografie policrome, e il libro 12 haiku di Matsuo Bashò. Le sue opere sono perfettamente in linea con la missione del museo e con lo stile collezionistico del fondatore, dato che Edoardo Chiossone fu a sua volta un incisore ligure, amante dell’arte giapponese, impegnatosi nello studio e divulgazione della cultura giapponese. Dopo la mostra personale che si tenne nel 1996, “La perla e la farfalla. Nishiki-e xilografie di Ligustro” il Museo Chiossone rinnova oggi l’omaggio all’artista ligure con la mostra “Ligustro, gioia di vivere – Le stampe giapponesi di un artista ligure”, grazie anche alla grande disponibilità e collaborazione degli eredi dell’artista.
Il servizio di pagamento online prevede la prevendita di 1 euro. Soggetto a numero limitato di posti disponibili.
Le iscrizioni chiudono il giorno prima dell’evento alle ore 16.00.
Costo della visita: 4 euro a persona, escluso il biglietto di ingresso al Museo
Il biglietto di ingresso al Museo ha un costo di 9 euro (intero) o 6 euro (ridotto). Per i residenti nella città metropolitana di Genova gratuito poiché domenica.
Per assistenza o informazioni scrivere a museochiossone@comune.
Luogo: Museo Chiossone – Piazzale Mazzini, 4, 16122, Genova
Data e ora: Domenica 25 gennaio 2026 – Ore 10.30
Ora
(Domenica) 10:30 - 23:00
Luogo
Museo Chiossone
Piazzale Mazzini, 4
28GenalldayEvento: "NipPop Book Club - Settima Edizione"(Tutto il giorno) Via San Felice 16
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto per la Lettura del Comune di Bologna, arriva quest’anno alla settima edizione, con una proposta sempre più ricca di libri da leggere e di cui discutere: sette appuntamenti per approfondire il ruolo delle voci femminili nella nuova letteratura dal Giappone.
È a una donna, Murasaki Shikibu, scrittrice, poetessa e dama di corte della consorte imperiale Shōshi, che si deve la nascita della prima opera narrativa in prosa scrittta interamente in giapponese, alle soglie dell’XI secolo, il Genji monogatari (La storia di Genji). Negli stessi anni, un’altra dama di corte, Sei Shōnagon, al servizio di Teishi, a sua volta consorte imperiale, scriveva il Makura no sōshi (Le note del guanciale), una sorta di zibaldone di pensieri, annotazioni, aneddoti, raccontati in uno stile vivace e caustico, personalissimo, dando inizio a un nuovo, inedito genere letterario. Dopo questi esordi brillanti tuttavia la letteratura femminile ha attraversato lunghi secoli di oscurantismo, come conseguenza di un irrigidimento del patriarcato e del sessimo che questo comporta, prima con l’affermazione dell’aristocrazia guerriera e poi con l’avvento della modernità e di nuove forme di moralismo e di controllo dei ruoli di genere, della maternità e in senso più ampio del femminile nella sua complessità.
Solo molto più tardi, sull’onda della forza propulsiva dello ūman ribu, il movimento di liberazione della donna, che mira a scardinare i tradizionali, convenzionali e stantii ruoli di genere affermando il diritto all’autodeterminazione, a partire dagli anni Sessanta le voci di donna tornano al centro: attraverso la lettura di sette scrittrici il cui lavoro ha plasmato la letteratura giapponese contemporanea e sta delineando nuove direzioni, si traccerà la mappa di un percorso di contestazione, decostruzione e ricostruzione delle norme sociali e dei ruoli di genere, della sessualità e della maternità, il cui impatto, grazie anche alla crescente attività di traduzione, sta andando ben oltre i confino dell’arcipelago.
Inizia quindi un nuovo viaggio tra autrici diverse per le scelte di genere e per la storia che le circonda, che parlano dal Giappone e del Giappone: una nuova, affascinante avventura – siete pronti a partire?
Il viaggio inizia subito! NipPop dà la possibilità ai lettori di scegliere alcuni dei libri che verranno trattati nel book club: la propria preferenza si esprime attraverso il sondaggio su Google Form a questo link!
Gli incontri si terranno presso la Libreria delle Donne e avranno inizio dal 28 gennaio. Saranno moderati da Paola Scrolavezza, docente presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, con la collaborazione del team di NipPop.
Luogo: Libreria delle Donne, Via S. Felice 16, Bologna (BO)
data e ora: a partire dal 28 gennaio
Ora
Gennaio 28 (Mercoledì)
Luogo
Libreria delle Donne
Via San Felice 16
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Small, Slow but Steady di Miyake Shō (Giappone, 2022, 99’ tit. originale ケイコ 目を澄ませて / Keiko Me wo Sumasete / V.O., sott. italiano) è un
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Small, Slow but Steady di Miyake Shō (Giappone, 2022, 99’ tit. originale ケイコ 目を澄ませて / Keiko Me wo Sumasete / V.O., sott. italiano) è un dramma umano girato in 16mm, ispirato alla vita di una pugile professionista con una disabilità uditiva. Dopo aver vinto due difficili incontri, viene colta da dubbi e timori; la sfida che ora teme di più è quella con se stessa, la lotta che vuole affrontare è quella per capire la sua vera natura e quanto desiderio di combattere sia rimasto dentro di lei.
Ingresso libero senza prenotazione.
Il film è stato presentato nella sezione Nippon Cinema Now del Tokyo International Film Festival, edizione 2022 e alla Berlinale 2022 sezione Encounters.
Informazioni:
T +39 06 3224754-94 | info@jfroma.org | it.jff.jpf.go.jp
Luogo: Istituto Giapponese di Cultura in Roma – Via Antonio Gramsci 74, 00197 Roma
Data e ora: Giovedì 29 gennaio ore 18.00
Ora
(Giovedì) 18:00 - 23:00
Luogo
Istituto giapponese di cultura in Roma
Via Antonio Gramsci, 74
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Grazie al contributo di alcuni importanti collezionisti nasce la mostra Il Gutai, in esposizione dal 31 gennaio al 15
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L’esposizione prende in esame in particolare due degli artisti storici di fama internazionale che hanno formato il movimento artistico Gutai fin dalle origini: Shozo Shimamoto (1928-2013) e Yasuo Sumi (1925-2015).
Le opere esposte indagano la storia del Movimento, attraverso le personalità e i lavori di questi artisti che aderirono ai concetti stilati nel manifesto Gutai, dalla fondazione fino agli anni 2000. Viene preso in considerazione anche il “dopo Gutai”, per mostrare quanto questa corrente abbia influenzato tutti coloro che vi presero parte dopo il 1972, quando il gruppo si chiuse.In esposizione carte, tele e tele retate, tecniche miste, smalti e opere con inclusioni (Bottle Crash), derivate da performance realizzate in Italia, oltre ad alcuni lavori esposti alla Biennale di Venezia del 1993 e una rara opera del 1980.
Il video, fruibile all’interno dell’esposizione, mostra una performance dei Maestri Sumi e Shimamoto avvenuta in Italia e già trasmesso da Sky Arte.
Le opere di questi artisti sono presenti nei maggiori musei del mondo.
La mostra Il Gutai, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Cesena, è curata da Maria Grazia Melandri e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena e da L’Immagine Arte.
Il vernissage avrà luogo sabato 31 gennaio alle ore 17.00, con l’introduzione di Matteo Galbiati e un intervento di Roberto Mazzacurati.
Orari di visita: mercoledì dalle 10.00 alle 12.30; venerdì dalle 15.30 alle 18.30; sabato e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30. Ingresso libero.
Per info
e-mail: limmaginecesena@gmail.com
IL GUTAI: UN’ESPRESSIONE ARTISTICA DI LIBERTÀ
Nel contesto delle maggiori avanguardie artistiche del secondo dopoguerra nasce in Giappone il Gutai, che è stato fra le massime espressioni artistiche di libertà espresse nel Novecento, anticipando di decenni movimenti come la Performance Art e l’arte Concettuale occidentale.
I fermenti che animano in quel periodo il Paese del Sol Levante incoraggiano un processo di radicale ripensamento della tradizione pittorica e artistica. L’intento del Movimento è quello di superare le avanguardie artistiche europee e occidentali, mettendo al bando l’uso del pennello e ripudiando la figura, sperimentando nuove soluzioni linguistiche, concentrandosi sull’atto creativo e i materiali, dando così una risposta orientale alla tradizione occidentale. Questo movimento si sviluppò attraverso l’utilizzo di elementi d’uso quotidiano trasformandoli in veicoli di espressione artistica: una reinvenzione dei canoni, che mise sotto la lente d’ingrandimento l’artista nella sua concretezza, quando esprime la propria libertà di movimento nella gestualità della materia. Vennero così utilizzati elementi inusuali come carta, tessuti, fango, vetro. Anche il corpo umano diventò strumento artistico, lasciando le proprie impronte sul colore – nessun mezzo è precluso – passando così dall’informale ad esibizioni dal vivo, atte a stupire e coinvolgere lo spettatore.
Accanto a Jiro Yoshihara, il fondatore, e Shozo Shimamoto, che ideò il nome del Movimento, si unirono successivamente Yasuo Sumi, Kazuo Shiraga, Saburo Murakami, Jozo Ukiatto e molti altri.
Luogo: Galleria del Ridotto – Corso Giuseppe Mazzini, 1, 47521 Cesena (FC)
data e ora: Dal 31 gennaio al 15 marzo 2026
Ora
Gennaio 31 (Sabato) 18:00 - Febbraio 15 (Domenica) 23:00
Luogo
Galleria del Ridotto
Corso Giuseppe Mazzini, 1
Febbraio
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga" inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra “Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga” inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a Roma.
Curata da Paola Scrolavezza, l’esposizione permette di immergersi in un movimento artistico che ha saputo reinventare le tradizionali stampe ukiyo-e con un linguaggio fresco e moderno, ma rispettoso delle radici.
Lo Shin hanga (新版画), che significa letteralmente “nuove stampe”, nasce infatti agli inizi del Novecento, precisamente durante le epoche Taishō e Shōwa, come risposta e rinnovamento delle classiche stampe ukiyo-e, che avevano dominato la scena artistica giapponese per secoli. L’obiettivo del movimento era quello di portare un tocco di modernità, fondendo il meglio dell’estetica classica con elementi innovativi provenienti dal mondo occidentale. A differenza di altri movimenti coevi, esso ha mantenuto un sistema collaborativo di produzione; la divisione dei compiti tra artisti, incisori, stampatori ed editori dà vita a opere caratterizzate da una raffinatezza tecnica e cromatica fuori dal comune. Queste opere si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva, per il forte legame con la fotografia e per un rinnovato interesse per l’illuminazione e le stagioni, che conferiscono alle opere una dimensione quasi cinematografica, rendendole vive e senza tempo.
L’esposizione raccoglie oltre cento opere shin hanga, compresi capolavori di artisti del calibro di:
Itō Shinsui, noto per i suoi ritratti di donne dai tratti delicati e malinconici, che catturano l’essenza della bellezza eterea e senza tempo;
Kawase Hasui, il maestro dei paesaggi, capace di trasmettere l’atmosfera di un luogo con una magistrale gestione della luce e dell’ombra;
Hashiguchi Goyō, celebre per le sue raffigurazioni femminili di rara eleganza e dettaglio, che sanno raccontare non solo l’aspetto fisico, ma anche l’intimità e la psicologia dei suoi soggetti.
Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale all’indirizzo www.shinhanga.it.
Ora
Marzo 13 (Giovedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
Musei di San Salvatore in Lauro
Piazza di S. Salvatore in Lauro, 15 00186 Roma
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente - Floating Colours. Marbling paper
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente – Floating Colours. Marbling paper between East and West, curata da Lorenzo Pontalti e dedicata alla memoria dell’artista veneziano Alberto Valese, marmorizzatore onorato in Turchia col titolo di Maestro Ebru.
L’esposizione intende far conoscere e svelare nei suoi aspetti meno conosciuti un’arte antica ed affascinante, quella della carta marmorizzata. Attraverso una selezione di carte ed oggetti sarà possibile ripercorrere la storia di questa tecnica proveniente dall’Estremo Oriente e diffusasi dapprima in Persia e Turchia e poi, a partire dalla fine del Cinquecento, nell’intera Europa, riconoscendo e apprezzandone le diverse caratteristiche nonché i molteplici utilizzi: dal suo impiego nella dimensione meditativa, alla previsione del futuro, fino all’uso decorativo per la copertura di libri di pregio. Il percorso espositivo comprenderà esempi di manoscritti provenienti dalle collezioni marciane rilegati con carte marmorizzate antiche della tradizione giapponese, islamica e occidentale.
La marmorizzatura della carta si indica in Giappone col termine Suminagashi, “inchiostro fluttuante“; quest’arte viene documentata in Giappone già nel Duecento, ma se ne hanno notizie in Cina anche in epoca precedente . La tecnica deriva dall’arte calligrafica e ne impiega gli stessi strumenti: la pietra d’ardesia (suzuri), il bastoncino d’inchiostro (sumi), il pennello (hude) e la carta di gelso (kami). Si svolge secondo una ritualità che non solo prevede perizia tecnica ma favorisce anche una dimensione meditativa, introdotta dalla fase di preparazione dell’inchiostro che avviene sfregando il bastoncino di sumi e alcune gocce d’acqua sulla pietra d’ardesia. Con la punta dei pennelli, alternando inchiostro e fiele di bue, l’artista punge la superficie dell’acqua creando cerchi concentrici che fluttuano e si muovono, assumendo forme casuali e imprevedibili che vengono poi fermate sulla carta, appena appoggiata sull’acqua. Anticamente gli stessi disegni prodotti durante questo rituale erano interpretati per predire il destino.
Venerdì 20 giugno alle ore 16.30 si terrà inoltre un incontro esclusivo intitolato Inchiostri fluttuanti con Luisa Canovi, paper designer affascinata dalla cultura giapponese e nota soprattutto per le sue originali e sorprendenti creazioni d’origami. Tratterà durante questo incontro proprio della tecnica Suminagashi, che definisce di rara bellezza per “l’essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione, l’emozione di vedere fluttuare l’inchiostro e la sorpresa del foglio di carta che ne raccoglie la memoria”.
Sarà possibile visitare la mostra da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00).
I biglietti sono acquistabili all’indirizzo https://archeologicovenezia.cultura.gov.it/
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/mostre/colori-fluttuanti-la-carta-marmorizzata-tra-oriente-e-occidente
Ora
Maggio 30 (Venerdì) - Giugno 29 (Lunedì)
Luogo
Biblioteca Nazionale Marciana
Piazzetta San Marco, 13/a 30124 Venezia
25Lug19:3019:30Evento: festa Tanabata ad Atripalda (AV)19:30 - 19:30 83042 Atripalda (AV)
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata,
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata, la tradizionale festa delle stelle innamorate.
L’evento, promosso dall’associazione Lupus in Fabula con il supporto del Comune di Atripalda e in collaborazione con Laika, offrirà a grandi e piccoli un’immersione nella cultura nipponica, tra racconti, simboli e rituali.
Cuore della festa sarà il rito dei desideri: come da tradizione, i partecipanti potranno scrivere sogni, pensieri o preghiere su foglietti colorati (tanzaku) da appendere ai rami di bambù, nella speranza che le stelle li esaudiscano.
La serata prevede inoltre una lettura ad alta voce e un laboratorio creativo, per viaggiare con la fantasia tra storie e leggende giapponesi.
Per ulteriori informazioni, consultare la pagina Facebook dell’evento.
Ora
(Venerdì) 19:30 - 19:30
Luogo
Piazzetta degli Artisti
83042 Atripalda (AV)
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima. Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima.
Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel 2024, al Comune di Casale Monferrato, che ne ha poi delegato la cura all’Associazione Librarti. La scelta del luogo non è casuale: l’albero è stato piantumato nel Giardino Urban2, area verde pubblica che Librarti gestisce in cogestione con il Comune dal 2020, proprio in una zona segnata dalla memoria storica più dolorosa della città, quella dell’ex stabilimento Eternit.
L’iniziativa ha preso forma grazie anche alla collaborazione con l’Associazione culturale giapponese Yamato, e la data scelta per la piantumazione è altamente simbolica: il 6 agosto 2024, anniversario dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima. A un anno esatto da quella cerimonia, il prossimo 6 agosto 2025, l’Hibakujumoku tornerà protagonista di un evento commemorativo dal titolo Un albero per la Memoria.
A partire dalle ore 18.30, le associazioni Librarti, Yamato, AFEVA e altre realtà del territorio si ritroveranno nel Giardino Urban2 per dare vita a un momento condiviso di riflessione, ricordo e speranza, attraverso la musica e la lettura di brani scelti.
L’evento sarà arricchito dagli interventi musicali coordinati dalla musicista Erika Patrucco e vedrà la partecipazione della musicista giapponese Takayo Hiramatsu, con il suo koto (strumento musicale giapponese cordofono, appartenente alla famiglia delle cetre), e del giovanissimo pianista Riccardo Corino.
Sarà inoltre possibile annotare pensieri e desideri sui tradizionali tanzaku, piccoli cartoncini legati agli alberi, e partecipare a una degustazione di tè giapponese, in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
L’iniziativa nasce per tenere viva la memoria di tragedie che, pur avvenute in tempi e luoghi diversi, hanno segnato profondamente la coscienza collettiva: Hiroshima e Casale Monferrato, unite da un percorso comune di dolore, giustizia e rinascita.
Nel quartiere Ronzone, infatti, sorgeva lo stabilimento Eternit, attivo dal 1907 al 1986, dove venivano prodotti materiali in cemento-amianto. Le fibre di amianto, altamente nocive, hanno causato oltre 2000 decessi per mesotelioma pleurico e altre patologie correlate.
Nel 1988 nasce l’associazione AFLED (Associazione Familiari Lavoratori Eternit Deceduti), poi diventata AFEVA (Associazione Famigliari e Vittime Amianto) nel 1998, che da allora lotta per ottenere giustizia per le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Una battaglia che ha portato nel 1992 alla promulgazione della Legge 257, la quale ha messo al bando l’amianto in Italia.
A dare vita e forza a questo evento sono due associazioni attive sul territorio:
L’Associazione culturale Librarti APS, che dal 2020 cura il Giardino Urban2, trasformandolo in uno spazio di memoria, arte e comunità.
L’Associazione Yamato, fondata nel 2016 a Casale Monferrato, che si occupa della diffusione della cultura giapponese tramite mostre, conferenze, corsi e scambi culturali. Nata dalla passione di artisti e maestri come Shozo Koike (pittura sumie) e Pier Paolo Cornaglia (karate, VI dan), oggi conta soci in tutta Italia e collabora attivamente con realtà pubbliche e private.
Per ulteriori informazioni, contattare l’associazione culturale Yamato al numero + 39 349 8508918 oppure inviare una mail a una delle due associazioni qui di sopra.
Ora
(Mercoledì) 18:30 - 18:30
Luogo
Giardino Urban2
Via Rotondino, 15033 Casale Monferrato (AL)
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di stand, degustazioni, conferenze e molto altro!
L’ingresso sarà gratuito e l’evento, patrocinato dal Comune di Alba, si terrà presso il Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra”.
Di seguito il programma del festival:
ore 10:00 – apertura ufficiale del festival con saluti dell’amministrazione comunale
ore 11:00 – conferenza “Storia del Giappone” a cura del professor Detti
ore 12:30 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 14:00 – presentazione del romanzo Gaijin di Linda Lincari
ore 15:00 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 16:00 – conferenza “la spada giapponese: arte e tradizione” a cura del sensei Claudio Regoli
ore 17:00 – conferenza “pensiero e fiolosofia giapponese” a cura del dottor G. Vianzoni
ore 17:30 – esibizione di antiche tecniche di spada a cura del sensei Claudio Regoli
ore 18:00 – chiusura del festival
Per ulteriori informazioni, consultare il sito web degli organizzatori.
Ora
(Domenica) 10:00 - 19:00
Luogo
Palazzo Mostre e Congressi "G. Morra"
Piazza Medford, 3 12051 Alba (CN)
11Ottallday30GiualldayLingua: "Corsi di lingua giapponese" Nihongo Motto. Online(Tutto il giorno)
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!! Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00. Il corso è rivolto
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!!
Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00.
Il corso è rivolto a chi non ha mai studiato il giapponese e desidera iniziare da zero.
I corsi si svolgeranno online sulle piattaforme Zoom e Google Classroom, con inizio l’11 ottobre 2025 fino a giugno 2026. Le classi saranno tenute da un’insegnante madrelingua esperta, il corpus delle lezioni sarà di 30 lezioni l’anno svolte in 2 ore a settimana. Sono disponibili 7 classi con fasce orarie diverse, con un minimo di 8 e un massimo di 16 persone per classe.
L’età minima per l’iscrizione è di 14 anni. Informazioni corsi di lingua principianti
Il costo è di 450 euro (+20 euro di quota associativa)
Tutte le informazioni le informazioni relative ai corsi dell’A.A 2025-2026 sono disponibili sul sito di Nihongo Motto
Per le caratteristiche dei corsi: Info corsi
Per ulteriori informazioni contattare esclusivamente Nihongo Motto all’indirizzo: info.nihongomotto@gmail.com
Ora
Ottobre 11 (Sabato) - Giugno 30 (Martedì)
Luogo
Online
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale.
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale. Il progetto, ideato da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e curato insieme a Davide Quadrio con la collaborazione di Anna Musini e Francesca Filisetti, offre al pubblico un percorso ricco e stratificato che attraversa l’intera produzione dell’artista giapponese residente a Berlino. Disegni, fotografie, sculture e installazioni di grande impatto delineano un universo poetico e al tempo stesso inquieto, in cui si intrecciano memoria, identità e il rapporto profondo con la vita e la morte.
La mostra si svilupperà attraverso opere che hanno reso Chiharu Shiota una delle voci più significative dell’arte contemporanea, celebri per l’utilizzo di fili intrecciati in trame complesse, rosse o nere, capaci di trasformare lo spazio espositivo in scenari sospesi e suggestivi. Queste architetture di fili non si limitano a definire un ambiente, ma evocano emozioni e visioni che trascendono i confini del tempo e dello spazio, creando connessioni tra la dimensione fisica e quella interiore. Un itinerario che invita alla riflessione, tra ricordi, sogni e interrogativi universali.
Quando
Data/e: 22 Ottobre 2025 – 28 Giugno 2026
Orario: 10:00 – 18:00
Giovedì: dalle 14:00 alle 22:00; Lunedì chiuso; La biglietteria chiude un’ora prima
Dove
MAO – Museo di Arte Orientale, via San Domenico, 11 – Torino
Prezzo
Intero 18€; Ridotto 12€ – visitatori dai 6 ai 18 anni, studenti fino a 25 anni, visitatori con disabilità; Gratuito – bambini fino ai 6 anni, accompagnatori di visitatori con disabilità
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale
Ora
Ottobre 22 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale a Torino
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Riparte sabato 25 ottobre alla Biblioteca regionale “Bruno Salvadori” di Aosta BiblioRencontres – Cineforum, la rassegna organizzata insieme ad AIACE Valle d’Aosta che
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Il tema di quest’anno è l’incomunicabilità, una scelta che si riflette anche nei film in programma, provenienti da Asia, America ed Europa: storie diverse ma unite da un terreno comune, quello dei legami interrotti, delle parole mancate, dei tentativi di riconnessone.
Tre titoli saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, un modo per restituire al pubblico la voce autentica dei protagonisti e, allo stesso tempo, per giocare con il tema stesso della rassegna: capire e farsi capire.
Il primo appuntamento è con L’innocenza (Monster) del regista giapponese Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023), che sarà proposto in versione originale con sottotitoli. Il film racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento inquietante viene osservato da punti di vista diversi – la madre, un insegnante accusato, i compagni di scuola – in un mosaico dove colpa e innocenza si confondono.
La rassegna proseguirà con:
- 15 novembre – Lost in Translation di Sofia Coppola: un incontro sospeso nella Tokyo dei primi Duemila, tra due solitudini che si riconoscono.
- 24 gennaio – Forza maggiore di Ruben Östlund: una valanga sfiorata e una famiglia che si frantuma, per paura e istinto.
- 14 febbraio – La persona peggiore del mondo di Joachim Trier: ritratto di una generazione in bilico tra desiderio e smarrimento.
- 14 marzo – As bestas di Rodrigo Sorogoyen (v.o. sott. it.): ostilità e incomprensioni in una Galizia rurale dove il silenzio pesa come una minaccia.
- 11 aprile – Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (v.o. sott. it.): la quiete di un villaggio scossa dal turismo di massa, tra natura e resistenza umana.
Ogni proiezione sarà accompagnata da una scheda del film e da consigli di visione tratti dal catalogo della videoteca regionale, per stimolare un percorso personale oltre la rassegna.
Sui canali social di AIACE VDA e della Biblioteca sarà inoltre attiva una collaborazione dedicata a commenti, curiosità e approfondimenti, per proseguire online il dialogo nato in sala.
Ora
Ottobre 25 (Sabato) - Aprile 11 (Sabato)
Luogo
Biblioteca Regionale Bruno Salvadori
Via Torre del Lebbroso 2 (AO)
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Entrano dal 5 novembre 2025 nella Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi nuove opere: due dipinti (di cui
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Le xilografie dell’Ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”) costituiscono un unicum nel panorama dell’arte mondiale. Esse presentano due caratteristiche apparentemente contraddittorie: una produzione di massa, con tirature anche di migliaia di copie, e un altissimo livello qualitativo. I soggetti più frequenti delle stampe (belle donne, attori, paesaggi) rispecchiano le passioni di questa popolazione urbana, che vi ritrovava il proprio gusto per i piaceri profani della vita. Lo spiccato senso estetico dei giapponesi si rivela fin negli oggetti di uso quotidiano: lacche, bronzi, cloisonné, tessuti, decorati spesso con motivi desunti dal mondo vegetale e animale, testimoniano di un profondo amore per la natura e di una raffinata sensibilità per i cambiamenti stagionali e per le qualità tattili dei materiali utilizzati.
La Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi ospita una scelta di opere d’arte della Collezione di stampe giapponesi della Fondazione del Monte e della collezione del CSAEO.
Le opere d’arte delle due collezioni sono esposte a rotazione, con il ricambio che avviene tre volte all’anno.
Sono in programma visite guidate alla Sala Orientale del museo, curate da Alessandro Guidi, per cui è obbligatoria la prenotazione. Per maggiori informazioni, consultare questo link
Luogo: Museo di Palazzo Poggi, via Zamboni 33, Bologna
data e ora: 5 novembre 2025 – marzo 2026
Ora
Novembre 5 (Mercoledì) - Marzo 1 (Domenica)
Luogo
Museo di Palazzo Poggi
Via Zamboni, 33, 40126 Bologna (BO)
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Dal 15 novembre 2025 al 6 aprile 2026 arriva a Milano la grande mostra evento ITADAKIMASU. Le Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, che trasforma i piatti
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L’itinerario, articolato in nove sale scenografiche, propone 16 video-ricette originali, 38 sculture realizzate con la tecnica giapponese dello shokuhin sampuru, 14 stampe ukiyo-e, 22 poster relativi allo Studio Ghibli, 37 poster, 4 cartonati di anime giapponesi e le illustrazioni di Loputyn e Blackbanshee, oltre a contenuti interattivi e a un ricco bookshop tematico.
Di particolare divertimento per i visitatori sarà la possibilità di esibirsi all’interno di un caratteristico cafè giapponese sul palco di un vero karaoke, cantando a squarciagola le sigle degli anime più amati.
A ogni visitatore verrà regalato all’entrata un piccolo ricettario di piatti giapponesi ispirati agli anime e scritto in persona dal curatore della mostra. Sul retro del ricettario, si troveranno invece le istruzioni per partecipare, all’interno della mostra, ad una coinvolgente caccia tesoro a tema.
Come sempre vale la formula Soddisfatti o rimborsati: I visitatori insoddisfatti dell’esposizione, avranno la possibilità di essere rimborsarti dell’intero importo del biglietto pagato.
Ad un mese esatto dall’inaugurazione, sul sito della mostra e sulle principali piattaforme, si aprono le prevendite.
Fino al 31 ottobre il biglietto open avrà un prezzo scontato di 12 euro, anziché 15, ed includerà anche la partecipazione a 4 eventi collaterali esclusivi (del valore di €21) e il poster ufficiale della mostra (formato 100×140 cm) in omaggio. Il calendario di questi eventi è consultabile da oggi sul sito della mostra.
Dal 1° novembre fino al 14 novembre, invece, il biglietto open avrà sempre il costo promozionale di 12,00 euro, con poster in omaggio ma senza accesso agli eventi collaterali.
Luogo: Spazio Varesina 204 Milano.
(Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura),
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Milano
Spazio Varesina 204
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo
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C’è un sottile filo rosso che unisce il nostro territorio al Giappone. In che modo – vi chiederete – considerata la distanza, non solo geografica, che li separa? Attraverso l’arte. Una forza potente in grado di superare i confini: del tempo, dello spazio, culturali e religiosi. L’arte, come la musica, è da sempre un linguaggio universale. Sarà la mostra Keita Miyazaki. The garden of vanities a celebrare il legame tra il nostro territorio e il Paese del sol levante.
Proposta da Imola Musei in collaborazione con la galleria Rosenfeld di Londra, e curata da Diego Galizzi e Riccardo Freddo l’esposizione rimarrà allestita all’interno di palazzo Tozzoni fino al 22 febbraio 2026. A fare da protagoniste indiscusse saranno le opere, una ventina tra sculture e installazioni (alcune superano addirittura i due metri di altezza), dell’artista giapponese Keita Miyazaki, noto per la sua particolare ricerca che fonde materiali industriali e fragili elementi organici. Il risultato è un’estetica accattivante e dai contrasti accesi.
La bellezza dell’imperfezione
Le sculture di Miyazaki sono un vero unicum, impregnate di quella cultura giapponese in bilico tra la proiezione verso il progresso tecnologico e la sua radicata tradizione millenaria. «L’artista – spiega Diego Galizzi, direttore di Imola Musei e curatore della mostra – utilizza materiali industriali, come motori dimessi, componenti meccaniche, metalli… E sceglie di combinarli con elementi decisamente più delicati: gli origami (l’arte giapponese di creare figure e oggetti piegando la carta), che sembrano sbocciare come fiori. Una tecnica che richiama il concetto di wabi-sabi, proprio dell’estetica giapponese. Ovvero la bellezza dell’imperfezione e della transitorietà, che accetta lo scorrere del tempo, l’asimmetria e la decadenza come elementi essenziali». Il risultato è la creazione di forme rigogliose, simili a quelle botaniche, in un processo che coniuga tradizione e innovazione, robustezza e fragilità, diventando espressione di una ritrovata armonia tra tecnologia e natura. Non a caso la ricerca scultorea di Miyazaki nasce dall’osservazione del mondo esterno e, in particolare, da un profondo trauma: il devastante tsunami che ha colpito alcune zone del Giappone nel 2011. «La visione delle carcasse e dei pezzi di automobili nei paesaggi devastati dal fango sono stati la miccia che ha generato le riflessioni dell’artista. Le sue sculture di frammenti meccanici sono quindi divenute il simbolo di una società industriale che dimostra tutta la sua vulnerabilità di fronte alla potenza della natura».
Una poetica in cui ritrovarsi
Una poetica, quella di Keita Miyazaki, senza dubbio molto sottile, ma in cui possiamo facilmente ritrovarci. «L’artista trova in questa nostra terra di motori un palcoscenico formidabile – riprende Galizzi -, dove il suo messaggio carico di dissonanze può ulteriormente amplificarsi». Ma non solo… «A legare il nostro territorio alla poetica di Miyazaki è anche la devastazione lasciata dalle alluvioni che hanno colpito la Romagna, un altro esempio di impotenza davanti alla forza della natura».
Quella che attende il pubblico è «un’esperienza estetica seducente». Nelle sale di palazzo Tozzoni le opere prenderanno vita in una grande installazione corale. «I sentori futuristici delle sculture si amalgameranno con gli ambienti fastosi di casa Tozzoni, ricreando quel confronto tra passato e futuro, tradizione e innovazione da cui scaturisce una riflessione sulla fragilità della modernità. Vogliamo che le sale del palazzo si trasformino in un grande giardino dell’effimero, dove la dimensione del relitto industriale e dello scarto punta a superare se stessa, a patto, però, di fondersi con qualcosa di – solo – apparentemente fragile: l’origami».
Luogo: Palazzo Tozzoni Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
data: fino al 22 febbraio 2026
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Febbraio 22 (Domenica)
Luogo
Palazzo Tozzoni
Via Garibaldi, 18 e Viale Rivalta, 93 40026 Imola (Bo)
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell'Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts. Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un'artista
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell’Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts.
Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un’artista giapponese che dal 1996 vive e lavora a Berlino. Nel 2015, con il progetto The Key in The Hand, ha rappresentato il Giappone alla 56ª edizione della Biennale di Venezia.
L’opera, avvolta da una fitta trama di fili – cifra stilistica di Shiota – si preannuncia come una riflessione intima sul tempo, la perdita e la memoria. La sala vetrata dell’Agorà, al primo piano del museo, si trasformerà così in uno spazio sospeso, dove l’inizio dello scioglimento della neve diventa metafora di passaggi interiori ed esistenziali.
Questa installazione non solo si inserisce nel solco della poetica dell’artista, ma anticipa anche la grande mostra tematica sulla neve prevista al MUDEC per febbraio 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali.
Per ulteriori informazioni sul MUDEC, visitare il sito ufficiale.
Ora
Novembre 19 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MUDEC museo delle culture
via Tortona, 56 (MI)
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all'evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo fino ai manga e poster contemporanei; in esposizione oltre duecento opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti, oltre a oggetti d’alto artigianato.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo e si costituisce attraverso un approccio interdisciplinare che va dalla calligrafia al design, dalla tipografia al teatro, fino alla moda, al cinema e al fumetto. Curato da Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza, sarà corredato da un ricco palinsesto di attività ed eventi: si rivolge infatti a un pubblico molto ampio attraverso attività didattiche, percorsi per le scuole, visite guidate e contenuti multimediali, non solo per bambini e ragazzi ma anche per il pubblico adulto. Verranno presentati inoltre programmi ad hoc dedicati a esplorare le tante anime della cultura giapponese, dall’arte al cinema e alla musica, grazie a collaborazioni con l’Università di Bologna, la Fondazione Cineteca di Bologna e il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.
L’esposizione si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’appoggio del Consolato Generale del Giappone di Milano e si pone in continuità rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto di Expo di Osaka 2025, che si concluderà ad ottobre.
È possibile acquistare il biglietto Open a una tariffa agevolata e con la possibilità di definire in un secondo momento la data di ingresso tramite il sito ufficiale della mostra www.graphicjapanbologna.it.
Potrete visitare la mostra dal 20 novembre 2025 al 6 aprile 2026 durante i seguenti orari:
Dal lunedì al venerdì ore 10-18
Sabato e domenica ore 10-19
Martedì chiuso
Il prezzo dei biglietti è:
Open: € 17,00
Ridotto Open: € 13,00 (promo Early Bird dal 12 giugno 2025)
Intero: € 16,00
Ridotto: € 14,00
Ridotto over 65 (solo il mercoledì): € 14,00
Ridotto speciale studenti universitari: € 10,00 (lunedì, mercoledì e giovedì)
Ridotto scuole: € 7,00
Ridotto bambini (6-10 anni): € 7,00
Ridotto famiglia
Per ulteriori informazioni, consultate il sito web www.graphicjapanbologna.it.
Ora
Novembre 20 (Giovedì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2
22Novallday30alldayMostra: "Mostra fotografica di Koji Onaka"(Tutto il giorno) Via Gola 5, Milano
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960.
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960. La sua è una delle voci più poetiche e silenziosamente potenti della fotografia contemporanea.
Formatosi al Tokyo College of Photography nei primi anni ’80 e membro del collettivo CAMP accanto a Daido Moriyama, Onaka ha sviluppato uno sguardo unico sul paesaggio giapponese: luoghi marginali, malinconici e vibranti di umanità, sospesi tra memoria e quotidianità.
Per la prima volta a Milano, l’artista sarà presente all’inaugurazione sabato 22 novembre presso Gola Gallery, in Via Gola 5 a Milano, dove incontrerà il pubblico e firmerà una selezione dei suoi libri fotografici – tra cui “DISTANCE“, “Have a Break“, “Tin and Chimneys“, “Memories of Younger Days in Shinjuku” e “My Ektachrome“.
In mostra una selezione di stampe originali in bianco e nero e a colori, realizzate e stampate personalmente dall’artista in camera oscura, in tiratura limitata che preservano tutta la materia e la delicatezza della pellicola.
Un’occasione rara per entrare in contatto diretto con uno dei maestri della fotografia giapponese contemporanea.
La mostra si terrà fino al 30 novembre 2026.
Per informazioni: @galleriagola su Instagram
Luogo: Gola Gallery, Via Gola 5, Milano
data e ora: inaugurazione il giorno 22 novembre 2025 ore 18:00 – 22:00 | date mostra 22 novembre 2025 – 30 novembre 2026
Ora
Novembre 22 (Sabato) - 30 (Lunedì)
Luogo
Galleria Gola
Via Gola 5, Milano
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 - L'ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell'oro e
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 – L’ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell’oro e alle sue molteplici applicazioni nelle arti del Giappone.
L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione I.N.T.K. – Associazione italiana per la spada giapponese e l’ Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura APS di Torino, con il patrocinio del Consolato.
La mostra esplora la cultura materiale giapponese, con manufatti che spaziano dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri, esplorando le tecniche in cui l’oro è protagonista assoluto: kinpaku, kirigane, kinran, kintsugi, maki-e. Nella tradizione giapponese, l‘oro non è soltanto un materiale o un colore, ma pura luce. Nel Buddhismo rappresenta lo splendore della luce del Buddha, nel teatro tradizionale Nō è la luce della dimensione sacrale che distingue le divinità dagli esseri umani. Con il passaggio all’arte moderna, questa sensibilità si trasforma: l’oro diventa il più brillante tra tutti i colori, mantenendo il suo effetto lussuoso e decorativo.
La mostra si articola in tre sezioni che offrono diversi livelli di lettura, dalla pura ammirazione estetica all’approfondimento tecnico e culturale. La prima sezione offre una panoramica di manufatti che attraversano i secoli: una katana firmata Masamune del XV secolo, oggetti laccati nurimono, ceramiche che sperimentano tecniche ardite, tessuti haori e kimono illuminati da fili dorati, eleganti cinture obi, dipinti su rotolo verticale kakemono e oggetti bronzei del mondo bushi. L’esposizione gioca con i contrasti cromatici: da una parte l’essenzialità di oro e nero, dall’altra la sfarzosità dell’oro in dialogo con una ricca palette di colori. La seconda sezione è dedicata alle stampe di incisori moderni e contemporanei, fase evolutiva delle xilografie ukiyo-e, culminando con un’opera di Takashi Murakami, fondatore del movimento Superflat. La sua litografia The Golden Age: Hokkyo Takashi (2016) fonde la tradizionale pittura artistica di Edo con la moderna Pop art, con teschi e fiori sorridenti su sfondo dorato. La terza sezione è dedicata alle opere della maestra calligrafa Kazuko Hiraoka, che combinano la magia della foglia d’oro con l’espressività dell’arte giapponese dello shodō, e alle ceramiche della maestra di kintsugi Aiko Zushi. che vivono una nuova vita all’insegna del bello.
Kazuko Hiraoka combina la magia della foglia d’oro con l’espressività della calligrafia giapponese (shodō). laureata nel 1973 all’Accademia d’Arte Bijutsu Daigaku di Musashino, Kazuko Hiraoka, ha lavorato come graphic designer alla Sony prima di dedicarsi alla calligrafia. Nel 1999 ha acquisito il titolo di Maestra calligrafa dopo 15 anni di studi presso la Akitsu-Kai sotto la guida di Kanichi Nakata, Maestro della famiglia imperiale. Dal 2000 vive in Italia, dove diffonde l’arte calligrafica giapponesee Aiko Zushi, maestra di kintsugi, l’arte del restauro ceramico con lacca e oro che trasforma le fratture in nuova bellezza.
Aiko Zushi, originaria della prefettura di Yamanashi, ha studiato l’arte del kintsugi con la maestra Yoko Furuya. Ha vissuto a Torino, dove ha aperto un laboratorio e insegnato questa tradizionale arte presso l’Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura, prima di tornare in Giappone a proseguire la sua attività artistica e didattica
L’esposizione prevede, inoltre, un evento collaterale mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30, nell’ambito delle attività organizzate per la Giornata mondiale delle persone con disabilità, in collaborazione con l’Assessorato regionale Sanità, salute e politiche sociali viene proposta una visita guidata condotta da Generoso Urciuoli,
Attività a pagamento, gratuita per le persone con disabilità e accompagnatore; prenotazione obbligatoria al numero 0165 552420 oppure all’indirizzo areamegalitica.biglietteria@servizivda.it
TICKET ONLINE su: https://valledaostaheritage.com/megamuseo/
Per maggiori info: beniculturali@regione.vda.it
Ora
Novembre 28 (Venerdì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
MegaMuseo
Corso Saint-Martin-de-Corléans, 258, 11100 Aosta AO
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Rane musicanti che suonano tamburi, corvi, cortigiane con il parasole, donne allo specchio e uomini in volo su una mongolfiera riportati alla loro intensità
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La maggior parte dei dipinti – disegni ad inchiostro ed acquerelli su carta – porta la firma del noto pittore Kawanabe Kyōsai (1831-1889), autore di scenette satiriche, popolate di animali, caricature e rappresentazioni di vita quotidiana con personaggi giapponesi e occidentali realizzati con sorprendente rapidità esecutiva. Alcuni kakemono e dipinti sono opere a quattro mani (gassaku) nati durante i conviviali seki-ga, performance pittoriche di “pittura seduta” di moda in Giappone tra Otto e Novecento. Kyōsai in particolare è ricordato per il suo talento e l’instancabile attività che lo rendeva capace di dipingere per ore e ore e i rotoli della collezione attestano proprio questa produzione per il segno rapido e impalpabile e il tono a tratti dissacrante.
Il nuovo allestimento è arricchito dalla pubblicazione Ricordi di viaggio. Dipinti dal Giappone al Castello di Agliè, a cura di Laura Gallo e Giuseppe Milazzo; il volume, che offre approfondimenti sulle collezioni e sull’intervento di restauro, è realizzato da Editris ed è disponibile per l’acquisto direttamente sul sito dell’editore: www.editris2000.it.
Per info e contatti: drm-pie.aglie@cultura.gov.it
Luogo: Piazza Castello, 2, 10011 Agliè (TO)
data e ora: inaugurazione sabato 13 dicembre 2025
Ora
Dicembre 13 (Sabato)
Luogo
Castello di Agliè
Piazza Castello, 2, 10011
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Il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone è lieto di annunciare la nuova mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere -
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Ora
Dicembre 18 (Giovedì) - Marzo 8 (Domenica)
Luogo
Museo D'Arte Orientale E. Chiossone
Villetta Di Negro, Piazzale Mazzini 4n, 16122
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L’Associazione culturale Italo - Giapponese YUJO di Trieste è lieta di annunciare la sua collaborazione con la JAL Foundation nella promozione della sezione in lingua italiana
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L’Associazione culturale Italo – Giapponese YUJO di Trieste è lieta di annunciare la sua collaborazione con la JAL Foundation nella promozione della sezione in lingua italiana della diciannovesima edizione del “World Children’s Haiku Contest“, un concorso simpatico a cui sono invitati a partecipare bambini e ragazzini di tutto il mondo fino ai 15 anni di età. Il tema di quest’anno è il “suono”!
L’Associazione YUJO vi invita ad iscrivervi entro il 28 febbraio 2026: per il regolamento e il modulo di iscrizione, contattare info@yujo.it
La modalità di partecipazione è molto semplice: creare un disegno su foglio A4 incorporando tre versi di un Haiku originale (non serve seguire strettamente le regole degli haiku), e spedire all’indirizzo che segue:
Fondazione JAL c/o Mitsugu Harada
Borgo S.M.Maddalena 25,
34072 Gradisca d’Isonzo (GO)
Luogo: Borgo S.M.Maddalena 25, Gradisca d’Isonzo (GO)
data e ora: fino al 28 febbraio 2026
Ora
Gennaio 1 (Giovedì) - Febbraio 28 (Sabato)
Luogo
Fondazione JAL
Borgo S.M.Maddalena 25
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo che ha maggiormente rappresentato la corrente estetica dell’Ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante), affascinando e incuriosendo.
Mercoledì 14 Gennaio alle ore 19:00, presso l’Educatore della Provvidenza in Corso Trento 13, Torino, il docente di storia del manga Fabio Valerio, all’interno di una serie di eventi realizzati dall’Associazione Culturale Aregoladarte, condurrà i partecipanti alla scoperta di questa xilografia, realizzata tra il 1830 e 1831, facente parte di una raccolta denominata le 36 vedute del Monte Fuji.
Un percorso fatto di storia e cultura, di aneddoti e leggende che ne hanno decretato una delle opere più apprezzate già dagli Impressionisti alla fine dell’800, per diventarne oggi una delle immagini più utilizzate nel panorama pop.
Luogo: Educatore della Provvidenza, Corso Trento 13, Torino (TO)
data e ora: 14 gennaio ore 19.00
Ora
Gennaio 14 (Mercoledì) - Marzo 6 (Venerdì)
Luogo
Educatore della Provvidenza
Corso Trento 13
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo e ad ascoltare il tempo. Un dialogo sottile tra fotografia e ideogrammi, dove la bellezza prende forma nel tempo che scorre.
Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026, la Rocca di Lonato del Garda accoglie nella suggestiva Sala del Capitano la mostra La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi, un percorso espositivo che intreccia fotografia e ideogrammi giapponesi in un dialogo silenzioso sul tempo, l’impermanenza e la bellezza discreta delle cose che resistono. Non è un caso che questa mostra trovi casa proprio tra le mura della Rocca: luogo in cui la storia non si impone, ma affiora. Fortezza imponente e insieme sorprendentemente accogliente, la Rocca di Lonato è uno spazio dove il tempo sembra rallentare, lasciando spazio all’ascolto, alla contemplazione, allo sguardo.
È qui, tra pietre segnate, camminamenti di guardia e sale cariche di memoria, che il concetto di sabi – bellezza segnata dal tempo e dall’usura – trova una risonanza naturale.
La mostra nasce dal dialogo tra le fotografie di Andrea Lippi e le parole e gli ideogrammi interpretati da Luigi Gatti, ed è legata all’omonimo volume pubblicato da Folia Edizioni. Al centro del percorso non c’è un racconto del Giappone, ma un viaggio interiore: immagini e segni costruiscono una “via” fatta di vuoti, pause e presenze lievi, dove la fotografia non afferma ma suggerisce, e la parola non spiega ma accompagna.
Le fotografie di Andrea Lippi sono il risultato di un lungo progetto di studio sulla luce negli ambienti e nei paesaggi giapponesi. Dopo il primo viaggio in Giappone nel 2015, l’autore avvia un percorso di ricerca che lo porta a tornare più volte nel Paese, dando vita nel 2017 al progetto Lights of Japan, presentato in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2024 il lavoro riceve due menzioni d’onore ai premi internazionali TIFA e BIFA e viene esposto in una mostra dedicata alla fotografia contemporanea in bianco e nero a Portland, negli Stati Uniti.
Studioso ed esperto di cultura giapponese, autore, divulgatore e guida, Luigi Gatti ha vissuto un lungo percorso professionale tra Italia, Spagna e Giappone, maturando una profonda sensibilità per l’incontro tra culture. Da sempre appassionato di viaggi lenti, ha percorso a piedi le principali Vie per Santiago di Compostela, facendo del cammino uno strumento d’introspezione e apertura verso l’altro. In Giappone ha affrontato il Cammino di Shikoku: un pellegrinaggio millenario di 1.200 km attraverso gli 88 templi del Buddhismo Shingon. Da questa esperienza è nato il suo libro “Il cammino del Giappone. Shikoku e gli 88 templi” (Mursia). Oggi si dedica a diffondere la conoscenza della lingua e della cultura giapponese attraverso incontri sul territorio e i canali digitali.Ad accogliere questo dialogo tra immagini e ideogrammi è un luogo che da secoli custodisce e rinnova il rapporto tra storia e contemporaneità. Dalle mura merlate che dominano il Lago di Garda alle sale decorate della Casa del Podestà, il complesso monumentale della Rocca di Lonato racconta secoli di arte, memoria e bellezza viva grazie all’opera della Fondazione Ugo Da Como, punto di riferimento per la valorizzazione della storia bresciana e del XIX secolo, nonché parte della Rete dell’800 lombardo.
Tra le più grandi fortificazioni del Nord Italia, la Rocca di Lonato affascina per la sua imponenza quattrocentesca, i merli guelfi, le torri di avvistamento e la Rocchetta, cuore interno del complesso. Circondata da un vasto parco e facilmente raggiungibile, si staglia sul colle dell’anfiteatro morenico che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo una delle vedute più suggestive del Lago di Garda e della pianura bresciana. Nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino a Desenzano, Sirmione e alle vette più lontane.
Negli ultimi anni la Rocca di Lonato si è affermata come luogo poliedrico e dinamico, capace di coniugare la forza del passato con una raffinata consapevolezza del presente: mostre di arte contemporanea, eventi culturali e lifestyle, e il nuovo Padiglione Eventi – una glass house di design perfettamente integrata nel contesto storico – ne fanno una meta culturale d’eccellenza.
In questo scenario, La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi si configura come un invito a rallentare, ad abitare il tempo con attenzione, a lasciarsi attraversare da una bellezza capace di durare.
L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 24 gennaio 2026 alle ore 16.00. Nel corso del periodo espositivo sono previsti diversi incontri e appuntamenti, tra cui la presentazione del libro/catalogo La Via del Sabi (Folia Edizioni, 2026) a cura di Andrea Lippi e Luigi Gatti, in programma il 14 febbraio alle ore 15.30 negli stessi spazi della mostra.
Luogo: Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como – Via Rocca, 2, Lonato del Garda (Brescia)
data e ora: Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026
Ora
Gennaio 24 (Sabato) 16:00 - Marzo 22 (Domenica) 23:00
Luogo
Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como
Via Rocca, 2
28GenalldayEvento: "NipPop Book Club - Settima Edizione"(Tutto il giorno) Via San Felice 16
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto per la Lettura del Comune di Bologna, arriva quest’anno alla settima edizione, con una proposta sempre più ricca di libri da leggere e di cui discutere: sette appuntamenti per approfondire il ruolo delle voci femminili nella nuova letteratura dal Giappone.
È a una donna, Murasaki Shikibu, scrittrice, poetessa e dama di corte della consorte imperiale Shōshi, che si deve la nascita della prima opera narrativa in prosa scrittta interamente in giapponese, alle soglie dell’XI secolo, il Genji monogatari (La storia di Genji). Negli stessi anni, un’altra dama di corte, Sei Shōnagon, al servizio di Teishi, a sua volta consorte imperiale, scriveva il Makura no sōshi (Le note del guanciale), una sorta di zibaldone di pensieri, annotazioni, aneddoti, raccontati in uno stile vivace e caustico, personalissimo, dando inizio a un nuovo, inedito genere letterario. Dopo questi esordi brillanti tuttavia la letteratura femminile ha attraversato lunghi secoli di oscurantismo, come conseguenza di un irrigidimento del patriarcato e del sessimo che questo comporta, prima con l’affermazione dell’aristocrazia guerriera e poi con l’avvento della modernità e di nuove forme di moralismo e di controllo dei ruoli di genere, della maternità e in senso più ampio del femminile nella sua complessità.
Solo molto più tardi, sull’onda della forza propulsiva dello ūman ribu, il movimento di liberazione della donna, che mira a scardinare i tradizionali, convenzionali e stantii ruoli di genere affermando il diritto all’autodeterminazione, a partire dagli anni Sessanta le voci di donna tornano al centro: attraverso la lettura di sette scrittrici il cui lavoro ha plasmato la letteratura giapponese contemporanea e sta delineando nuove direzioni, si traccerà la mappa di un percorso di contestazione, decostruzione e ricostruzione delle norme sociali e dei ruoli di genere, della sessualità e della maternità, il cui impatto, grazie anche alla crescente attività di traduzione, sta andando ben oltre i confino dell’arcipelago.
Inizia quindi un nuovo viaggio tra autrici diverse per le scelte di genere e per la storia che le circonda, che parlano dal Giappone e del Giappone: una nuova, affascinante avventura – siete pronti a partire?
Il viaggio inizia subito! NipPop dà la possibilità ai lettori di scegliere alcuni dei libri che verranno trattati nel book club: la propria preferenza si esprime attraverso il sondaggio su Google Form a questo link!
Gli incontri si terranno presso la Libreria delle Donne e avranno inizio dal 28 gennaio. Saranno moderati da Paola Scrolavezza, docente presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, con la collaborazione del team di NipPop.
Luogo: Libreria delle Donne, Via S. Felice 16, Bologna (BO)
data e ora: a partire dal 28 gennaio
Ora
Gennaio 28 (Mercoledì)
Luogo
Libreria delle Donne
Via San Felice 16
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Grazie al contributo di alcuni importanti collezionisti nasce la mostra Il Gutai, in esposizione dal 31 gennaio al 15
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L’esposizione prende in esame in particolare due degli artisti storici di fama internazionale che hanno formato il movimento artistico Gutai fin dalle origini: Shozo Shimamoto (1928-2013) e Yasuo Sumi (1925-2015).
Le opere esposte indagano la storia del Movimento, attraverso le personalità e i lavori di questi artisti che aderirono ai concetti stilati nel manifesto Gutai, dalla fondazione fino agli anni 2000. Viene preso in considerazione anche il “dopo Gutai”, per mostrare quanto questa corrente abbia influenzato tutti coloro che vi presero parte dopo il 1972, quando il gruppo si chiuse.In esposizione carte, tele e tele retate, tecniche miste, smalti e opere con inclusioni (Bottle Crash), derivate da performance realizzate in Italia, oltre ad alcuni lavori esposti alla Biennale di Venezia del 1993 e una rara opera del 1980.
Il video, fruibile all’interno dell’esposizione, mostra una performance dei Maestri Sumi e Shimamoto avvenuta in Italia e già trasmesso da Sky Arte.
Le opere di questi artisti sono presenti nei maggiori musei del mondo.
La mostra Il Gutai, patrocinata dalla Regione Emilia-Romagna e dal Comune di Cesena, è curata da Maria Grazia Melandri e organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Cesena e da L’Immagine Arte.
Il vernissage avrà luogo sabato 31 gennaio alle ore 17.00, con l’introduzione di Matteo Galbiati e un intervento di Roberto Mazzacurati.
Orari di visita: mercoledì dalle 10.00 alle 12.30; venerdì dalle 15.30 alle 18.30; sabato e festivi dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 18.30. Ingresso libero.
Per info
e-mail: limmaginecesena@gmail.com
IL GUTAI: UN’ESPRESSIONE ARTISTICA DI LIBERTÀ
Nel contesto delle maggiori avanguardie artistiche del secondo dopoguerra nasce in Giappone il Gutai, che è stato fra le massime espressioni artistiche di libertà espresse nel Novecento, anticipando di decenni movimenti come la Performance Art e l’arte Concettuale occidentale.
I fermenti che animano in quel periodo il Paese del Sol Levante incoraggiano un processo di radicale ripensamento della tradizione pittorica e artistica. L’intento del Movimento è quello di superare le avanguardie artistiche europee e occidentali, mettendo al bando l’uso del pennello e ripudiando la figura, sperimentando nuove soluzioni linguistiche, concentrandosi sull’atto creativo e i materiali, dando così una risposta orientale alla tradizione occidentale. Questo movimento si sviluppò attraverso l’utilizzo di elementi d’uso quotidiano trasformandoli in veicoli di espressione artistica: una reinvenzione dei canoni, che mise sotto la lente d’ingrandimento l’artista nella sua concretezza, quando esprime la propria libertà di movimento nella gestualità della materia. Vennero così utilizzati elementi inusuali come carta, tessuti, fango, vetro. Anche il corpo umano diventò strumento artistico, lasciando le proprie impronte sul colore – nessun mezzo è precluso – passando così dall’informale ad esibizioni dal vivo, atte a stupire e coinvolgere lo spettatore.
Accanto a Jiro Yoshihara, il fondatore, e Shozo Shimamoto, che ideò il nome del Movimento, si unirono successivamente Yasuo Sumi, Kazuo Shiraga, Saburo Murakami, Jozo Ukiatto e molti altri.
Luogo: Galleria del Ridotto – Corso Giuseppe Mazzini, 1, 47521 Cesena (FC)
data e ora: Dal 31 gennaio al 15 marzo 2026
Ora
Gennaio 31 (Sabato) 18:00 - Febbraio 15 (Domenica) 23:00
Luogo
Galleria del Ridotto
Corso Giuseppe Mazzini, 1
07Feballday08alldayEvento: "Giappone in fiera"(Tutto il giorno) via Spallanzani, 23
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Giappone in Fiera rappresenta un viaggio immersivo pensato per trasportare i visitatori direttamente nel cuore del Sol Levante, offrendo un connubio perfetto tra la
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Giappone in Fiera rappresenta un viaggio immersivo pensato per trasportare i visitatori direttamente nel cuore del Sol Levante, offrendo un connubio perfetto tra la solennità delle antiche tradizioni e l’energia della modernità nipponica. Si tratta di un appuntamento imperdibile per chiunque desideri esplorare le diverse sfaccettature di una cultura affascinante, declinata attraverso l’arte, la gastronomia e il divertimento. L’evento si terrà il 7 e 8 febbraio 2026 dalle 9:30 alle 18:30.
Il percorso espositivo si snoda tra diverse aree tematiche. La sezione dedicata alla cultura tradizionale permette di ammirare la precisione della cerimonia del tè, l’eleganza della calligrafia e l’armonia dell’ikebana, con la possibilità di partecipare a workshop e dimostrazioni dal vivo tenute da maestri giapponesi.
Parallelamente, l’area arti marziali e zen offre uno sguardo profondo sulle discipline del corpo e della mente, dal karate al kendo, fino alle pratiche di meditazione e ai trattamenti shiatsu.
Per gli amanti della buona cucina, l’evento propone un ricco settore dedicato al cibo e allo street food. I visitatori possono gustare specialità iconiche come ramen, sushi, takoyaki e mochi, assistendo inoltre a showcooking e degustazioni guidate da chef specializzati.
L’esperienza prosegue poi nel colorato mondo della cultura pop, dove trovano spazio aree manga, contest per cosplay, retro gaming e proiezioni a tema, rendendo omaggio all’universo creativo che ha reso il Giappone famoso in tutto il mondo.
L’offerta è completata da attrazioni uniche come l’Esotika Koi Show, un’esposizione internazionale dedicata alle pregiate carpe Koi, e un vasto mercatino giapponese dove è possibile acquistare artigianato, libri, action figure e gadget originali. La musica e lo spettacolo garantiscono un’atmosfera vibrante grazie alle percussioni dei tamburi Taiko e alle melodie dello shamisen, mentre uno spazio dedicato alle famiglie assicura laboratori educativi e divertimento per i più piccoli.
Un evento inclusivo e coinvolgente per scoprire la magia dell’Oriente.
BIGLIETTO
Intero / € 13,00
Ridotto / € 11,00
Ingresso gratuito per minori fino a 6 anni compiuti
Info e prenotazioni: +39 479 499968
Luogo: Centro Affari e Convegni, Via Spallanzani, 23, Arezzo AR
data e ora: 7 e 8 febbraio 2026
Ora
Febbraio 7 (Sabato) - 8 (Domenica)
Luogo
Centro Affari e Convegni
via Spallanzani, 23
22FeballdayalldayWorkshop: "Kintsugi - Un tempo di quiete"(Tutto il giorno: domenica) Via Plinio 42
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KINTSUGI — un tempo di quiete Ci sono luoghi in cui il tempo rallenta. Luoghi in cui le fratture non vengono nascoste, ma accolte con
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KINTSUGI — un tempo di quiete
Ci sono luoghi in cui il tempo rallenta. Luoghi in cui le fratture non vengono nascoste, ma accolte con rispetto e luce.
Il 22 febbraio 2026, nel silenzio raccolto di @ekadea_studio, spazio dedicato all’arte e alla tradizione giapponese, sarete invitati a vivere tre ore di Kintsugi:
- Un’esperienza intima e meditativa, in cui la materia racconta la sua storia e ogni segno diventa bellezza;
- Un incontro con l’arte giapponese che parla di cura, presenza e trasformazione;
- Un tempo prezioso da portare con sé, anche dopo.
Posti limitati.
Per informazioni e iscrizioni: kristakintsugi@gmail.com
Luogo: Studio Ekadea, Via Plinio 42, Milano
data e ora: 22 febbraio 2026
Ora
Tutto il giorno (Domenica)
Luogo
Studio Ekadea
Via Plinio 42
28Feballday21MaralldayWorkshop: "Corso di Kintsugi"(Tutto il giorno) Lungo Dora Pietro Colletta 51
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Il Kintsugi è un’antica arte giapponese che insegna a riparare ciò che si è rotto senza nasconderne le fratture. Le crepe vengono unite con lacca
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Il Kintsugi è un’antica arte giapponese che insegna a riparare ciò che si è rotto senza nasconderne le fratture.
Le crepe vengono unite con lacca naturale e valorizzate con polvere d’oro, trasformando l’imperfezione in unicità e bellezza.
Nel 2026 prende forma un corso tradizionale di Kintsugi di 16 ore, articolato in 4 lezioni da 4 ore, una alla settimana:
– Sabato 28 febbraio;
– Sabato 7 marzo;
– Sabato 14 marzo;
– Sabato 21 marzo.
Un percorso lento e preciso, che richiede manualità, pazienza e ascolto, in linea con la filosofia che accompagna questa tecnica da oltre cinque secoli. A guidare il corso sarà Chiara Lorenzetti, restauratrice d’arte attiva dal 1991, specialista in Kintsugi tradizionale giapponese ed eccellenza artigiana della regione Piemonte.
Un’esperienza per chi desidera avvicinarsi a un’arte che non cancella le ferite, ma le rende parte della forma.
Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: info@yoshinryu.com |+ 39 3755802205 | + 39 0110410610
Riservato a soci e socie o tesseratə ARCI
Luogo: Dōjō Yoshin Ryu, Lungo Dora Pietro Colletta 51, Torino (TO)
data e ora: 28 febbraio – 7 marzo – 14 marzo – 21 marzo 2026
Ora
Febbraio 28 (Sabato) - Marzo 21 (Sabato)
Luogo
Dōjō Yoshin Ryu
Lungo Dora Pietro Colletta 51
Marzo
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga" inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra “Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga” inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a Roma.
Curata da Paola Scrolavezza, l’esposizione permette di immergersi in un movimento artistico che ha saputo reinventare le tradizionali stampe ukiyo-e con un linguaggio fresco e moderno, ma rispettoso delle radici.
Lo Shin hanga (新版画), che significa letteralmente “nuove stampe”, nasce infatti agli inizi del Novecento, precisamente durante le epoche Taishō e Shōwa, come risposta e rinnovamento delle classiche stampe ukiyo-e, che avevano dominato la scena artistica giapponese per secoli. L’obiettivo del movimento era quello di portare un tocco di modernità, fondendo il meglio dell’estetica classica con elementi innovativi provenienti dal mondo occidentale. A differenza di altri movimenti coevi, esso ha mantenuto un sistema collaborativo di produzione; la divisione dei compiti tra artisti, incisori, stampatori ed editori dà vita a opere caratterizzate da una raffinatezza tecnica e cromatica fuori dal comune. Queste opere si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva, per il forte legame con la fotografia e per un rinnovato interesse per l’illuminazione e le stagioni, che conferiscono alle opere una dimensione quasi cinematografica, rendendole vive e senza tempo.
L’esposizione raccoglie oltre cento opere shin hanga, compresi capolavori di artisti del calibro di:
Itō Shinsui, noto per i suoi ritratti di donne dai tratti delicati e malinconici, che catturano l’essenza della bellezza eterea e senza tempo;
Kawase Hasui, il maestro dei paesaggi, capace di trasmettere l’atmosfera di un luogo con una magistrale gestione della luce e dell’ombra;
Hashiguchi Goyō, celebre per le sue raffigurazioni femminili di rara eleganza e dettaglio, che sanno raccontare non solo l’aspetto fisico, ma anche l’intimità e la psicologia dei suoi soggetti.
Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale all’indirizzo www.shinhanga.it.
Ora
Marzo 13 (Giovedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
Musei di San Salvatore in Lauro
Piazza di S. Salvatore in Lauro, 15 00186 Roma
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente - Floating Colours. Marbling paper
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente – Floating Colours. Marbling paper between East and West, curata da Lorenzo Pontalti e dedicata alla memoria dell’artista veneziano Alberto Valese, marmorizzatore onorato in Turchia col titolo di Maestro Ebru.
L’esposizione intende far conoscere e svelare nei suoi aspetti meno conosciuti un’arte antica ed affascinante, quella della carta marmorizzata. Attraverso una selezione di carte ed oggetti sarà possibile ripercorrere la storia di questa tecnica proveniente dall’Estremo Oriente e diffusasi dapprima in Persia e Turchia e poi, a partire dalla fine del Cinquecento, nell’intera Europa, riconoscendo e apprezzandone le diverse caratteristiche nonché i molteplici utilizzi: dal suo impiego nella dimensione meditativa, alla previsione del futuro, fino all’uso decorativo per la copertura di libri di pregio. Il percorso espositivo comprenderà esempi di manoscritti provenienti dalle collezioni marciane rilegati con carte marmorizzate antiche della tradizione giapponese, islamica e occidentale.
La marmorizzatura della carta si indica in Giappone col termine Suminagashi, “inchiostro fluttuante“; quest’arte viene documentata in Giappone già nel Duecento, ma se ne hanno notizie in Cina anche in epoca precedente . La tecnica deriva dall’arte calligrafica e ne impiega gli stessi strumenti: la pietra d’ardesia (suzuri), il bastoncino d’inchiostro (sumi), il pennello (hude) e la carta di gelso (kami). Si svolge secondo una ritualità che non solo prevede perizia tecnica ma favorisce anche una dimensione meditativa, introdotta dalla fase di preparazione dell’inchiostro che avviene sfregando il bastoncino di sumi e alcune gocce d’acqua sulla pietra d’ardesia. Con la punta dei pennelli, alternando inchiostro e fiele di bue, l’artista punge la superficie dell’acqua creando cerchi concentrici che fluttuano e si muovono, assumendo forme casuali e imprevedibili che vengono poi fermate sulla carta, appena appoggiata sull’acqua. Anticamente gli stessi disegni prodotti durante questo rituale erano interpretati per predire il destino.
Venerdì 20 giugno alle ore 16.30 si terrà inoltre un incontro esclusivo intitolato Inchiostri fluttuanti con Luisa Canovi, paper designer affascinata dalla cultura giapponese e nota soprattutto per le sue originali e sorprendenti creazioni d’origami. Tratterà durante questo incontro proprio della tecnica Suminagashi, che definisce di rara bellezza per “l’essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione, l’emozione di vedere fluttuare l’inchiostro e la sorpresa del foglio di carta che ne raccoglie la memoria”.
Sarà possibile visitare la mostra da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00).
I biglietti sono acquistabili all’indirizzo https://archeologicovenezia.cultura.gov.it/
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/mostre/colori-fluttuanti-la-carta-marmorizzata-tra-oriente-e-occidente
Ora
Maggio 30 (Venerdì) - Giugno 29 (Lunedì)
Luogo
Biblioteca Nazionale Marciana
Piazzetta San Marco, 13/a 30124 Venezia
25Lug19:3019:30Evento: festa Tanabata ad Atripalda (AV)19:30 - 19:30 83042 Atripalda (AV)
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata,
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata, la tradizionale festa delle stelle innamorate.
L’evento, promosso dall’associazione Lupus in Fabula con il supporto del Comune di Atripalda e in collaborazione con Laika, offrirà a grandi e piccoli un’immersione nella cultura nipponica, tra racconti, simboli e rituali.
Cuore della festa sarà il rito dei desideri: come da tradizione, i partecipanti potranno scrivere sogni, pensieri o preghiere su foglietti colorati (tanzaku) da appendere ai rami di bambù, nella speranza che le stelle li esaudiscano.
La serata prevede inoltre una lettura ad alta voce e un laboratorio creativo, per viaggiare con la fantasia tra storie e leggende giapponesi.
Per ulteriori informazioni, consultare la pagina Facebook dell’evento.
Ora
(Venerdì) 19:30 - 19:30
Luogo
Piazzetta degli Artisti
83042 Atripalda (AV)
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima. Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima.
Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel 2024, al Comune di Casale Monferrato, che ne ha poi delegato la cura all’Associazione Librarti. La scelta del luogo non è casuale: l’albero è stato piantumato nel Giardino Urban2, area verde pubblica che Librarti gestisce in cogestione con il Comune dal 2020, proprio in una zona segnata dalla memoria storica più dolorosa della città, quella dell’ex stabilimento Eternit.
L’iniziativa ha preso forma grazie anche alla collaborazione con l’Associazione culturale giapponese Yamato, e la data scelta per la piantumazione è altamente simbolica: il 6 agosto 2024, anniversario dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima. A un anno esatto da quella cerimonia, il prossimo 6 agosto 2025, l’Hibakujumoku tornerà protagonista di un evento commemorativo dal titolo Un albero per la Memoria.
A partire dalle ore 18.30, le associazioni Librarti, Yamato, AFEVA e altre realtà del territorio si ritroveranno nel Giardino Urban2 per dare vita a un momento condiviso di riflessione, ricordo e speranza, attraverso la musica e la lettura di brani scelti.
L’evento sarà arricchito dagli interventi musicali coordinati dalla musicista Erika Patrucco e vedrà la partecipazione della musicista giapponese Takayo Hiramatsu, con il suo koto (strumento musicale giapponese cordofono, appartenente alla famiglia delle cetre), e del giovanissimo pianista Riccardo Corino.
Sarà inoltre possibile annotare pensieri e desideri sui tradizionali tanzaku, piccoli cartoncini legati agli alberi, e partecipare a una degustazione di tè giapponese, in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
L’iniziativa nasce per tenere viva la memoria di tragedie che, pur avvenute in tempi e luoghi diversi, hanno segnato profondamente la coscienza collettiva: Hiroshima e Casale Monferrato, unite da un percorso comune di dolore, giustizia e rinascita.
Nel quartiere Ronzone, infatti, sorgeva lo stabilimento Eternit, attivo dal 1907 al 1986, dove venivano prodotti materiali in cemento-amianto. Le fibre di amianto, altamente nocive, hanno causato oltre 2000 decessi per mesotelioma pleurico e altre patologie correlate.
Nel 1988 nasce l’associazione AFLED (Associazione Familiari Lavoratori Eternit Deceduti), poi diventata AFEVA (Associazione Famigliari e Vittime Amianto) nel 1998, che da allora lotta per ottenere giustizia per le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Una battaglia che ha portato nel 1992 alla promulgazione della Legge 257, la quale ha messo al bando l’amianto in Italia.
A dare vita e forza a questo evento sono due associazioni attive sul territorio:
L’Associazione culturale Librarti APS, che dal 2020 cura il Giardino Urban2, trasformandolo in uno spazio di memoria, arte e comunità.
L’Associazione Yamato, fondata nel 2016 a Casale Monferrato, che si occupa della diffusione della cultura giapponese tramite mostre, conferenze, corsi e scambi culturali. Nata dalla passione di artisti e maestri come Shozo Koike (pittura sumie) e Pier Paolo Cornaglia (karate, VI dan), oggi conta soci in tutta Italia e collabora attivamente con realtà pubbliche e private.
Per ulteriori informazioni, contattare l’associazione culturale Yamato al numero + 39 349 8508918 oppure inviare una mail a una delle due associazioni qui di sopra.
Ora
(Mercoledì) 18:30 - 18:30
Luogo
Giardino Urban2
Via Rotondino, 15033 Casale Monferrato (AL)
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di stand, degustazioni, conferenze e molto altro!
L’ingresso sarà gratuito e l’evento, patrocinato dal Comune di Alba, si terrà presso il Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra”.
Di seguito il programma del festival:
ore 10:00 – apertura ufficiale del festival con saluti dell’amministrazione comunale
ore 11:00 – conferenza “Storia del Giappone” a cura del professor Detti
ore 12:30 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 14:00 – presentazione del romanzo Gaijin di Linda Lincari
ore 15:00 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 16:00 – conferenza “la spada giapponese: arte e tradizione” a cura del sensei Claudio Regoli
ore 17:00 – conferenza “pensiero e fiolosofia giapponese” a cura del dottor G. Vianzoni
ore 17:30 – esibizione di antiche tecniche di spada a cura del sensei Claudio Regoli
ore 18:00 – chiusura del festival
Per ulteriori informazioni, consultare il sito web degli organizzatori.
Ora
(Domenica) 10:00 - 19:00
Luogo
Palazzo Mostre e Congressi "G. Morra"
Piazza Medford, 3 12051 Alba (CN)
11Ottallday30GiualldayLingua: "Corsi di lingua giapponese" Nihongo Motto. Online(Tutto il giorno)
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!! Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00. Il corso è rivolto
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!!
Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00.
Il corso è rivolto a chi non ha mai studiato il giapponese e desidera iniziare da zero.
I corsi si svolgeranno online sulle piattaforme Zoom e Google Classroom, con inizio l’11 ottobre 2025 fino a giugno 2026. Le classi saranno tenute da un’insegnante madrelingua esperta, il corpus delle lezioni sarà di 30 lezioni l’anno svolte in 2 ore a settimana. Sono disponibili 7 classi con fasce orarie diverse, con un minimo di 8 e un massimo di 16 persone per classe.
L’età minima per l’iscrizione è di 14 anni. Informazioni corsi di lingua principianti
Il costo è di 450 euro (+20 euro di quota associativa)
Tutte le informazioni le informazioni relative ai corsi dell’A.A 2025-2026 sono disponibili sul sito di Nihongo Motto
Per le caratteristiche dei corsi: Info corsi
Per ulteriori informazioni contattare esclusivamente Nihongo Motto all’indirizzo: info.nihongomotto@gmail.com
Ora
Ottobre 11 (Sabato) - Giugno 30 (Martedì)
Luogo
Online
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale.
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale. Il progetto, ideato da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e curato insieme a Davide Quadrio con la collaborazione di Anna Musini e Francesca Filisetti, offre al pubblico un percorso ricco e stratificato che attraversa l’intera produzione dell’artista giapponese residente a Berlino. Disegni, fotografie, sculture e installazioni di grande impatto delineano un universo poetico e al tempo stesso inquieto, in cui si intrecciano memoria, identità e il rapporto profondo con la vita e la morte.
La mostra si svilupperà attraverso opere che hanno reso Chiharu Shiota una delle voci più significative dell’arte contemporanea, celebri per l’utilizzo di fili intrecciati in trame complesse, rosse o nere, capaci di trasformare lo spazio espositivo in scenari sospesi e suggestivi. Queste architetture di fili non si limitano a definire un ambiente, ma evocano emozioni e visioni che trascendono i confini del tempo e dello spazio, creando connessioni tra la dimensione fisica e quella interiore. Un itinerario che invita alla riflessione, tra ricordi, sogni e interrogativi universali.
Quando
Data/e: 22 Ottobre 2025 – 28 Giugno 2026
Orario: 10:00 – 18:00
Giovedì: dalle 14:00 alle 22:00; Lunedì chiuso; La biglietteria chiude un’ora prima
Dove
MAO – Museo di Arte Orientale, via San Domenico, 11 – Torino
Prezzo
Intero 18€; Ridotto 12€ – visitatori dai 6 ai 18 anni, studenti fino a 25 anni, visitatori con disabilità; Gratuito – bambini fino ai 6 anni, accompagnatori di visitatori con disabilità
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale
Ora
Ottobre 22 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale a Torino
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Riparte sabato 25 ottobre alla Biblioteca regionale “Bruno Salvadori” di Aosta BiblioRencontres – Cineforum, la rassegna organizzata insieme ad AIACE Valle d’Aosta che
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Il tema di quest’anno è l’incomunicabilità, una scelta che si riflette anche nei film in programma, provenienti da Asia, America ed Europa: storie diverse ma unite da un terreno comune, quello dei legami interrotti, delle parole mancate, dei tentativi di riconnessone.
Tre titoli saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, un modo per restituire al pubblico la voce autentica dei protagonisti e, allo stesso tempo, per giocare con il tema stesso della rassegna: capire e farsi capire.
Il primo appuntamento è con L’innocenza (Monster) del regista giapponese Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023), che sarà proposto in versione originale con sottotitoli. Il film racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento inquietante viene osservato da punti di vista diversi – la madre, un insegnante accusato, i compagni di scuola – in un mosaico dove colpa e innocenza si confondono.
La rassegna proseguirà con:
- 15 novembre – Lost in Translation di Sofia Coppola: un incontro sospeso nella Tokyo dei primi Duemila, tra due solitudini che si riconoscono.
- 24 gennaio – Forza maggiore di Ruben Östlund: una valanga sfiorata e una famiglia che si frantuma, per paura e istinto.
- 14 febbraio – La persona peggiore del mondo di Joachim Trier: ritratto di una generazione in bilico tra desiderio e smarrimento.
- 14 marzo – As bestas di Rodrigo Sorogoyen (v.o. sott. it.): ostilità e incomprensioni in una Galizia rurale dove il silenzio pesa come una minaccia.
- 11 aprile – Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (v.o. sott. it.): la quiete di un villaggio scossa dal turismo di massa, tra natura e resistenza umana.
Ogni proiezione sarà accompagnata da una scheda del film e da consigli di visione tratti dal catalogo della videoteca regionale, per stimolare un percorso personale oltre la rassegna.
Sui canali social di AIACE VDA e della Biblioteca sarà inoltre attiva una collaborazione dedicata a commenti, curiosità e approfondimenti, per proseguire online il dialogo nato in sala.
Ora
Ottobre 25 (Sabato) - Aprile 11 (Sabato)
Luogo
Biblioteca Regionale Bruno Salvadori
Via Torre del Lebbroso 2 (AO)
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Entrano dal 5 novembre 2025 nella Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi nuove opere: due dipinti (di cui
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Le xilografie dell’Ukiyo-e (“immagini del mondo fluttuante”) costituiscono un unicum nel panorama dell’arte mondiale. Esse presentano due caratteristiche apparentemente contraddittorie: una produzione di massa, con tirature anche di migliaia di copie, e un altissimo livello qualitativo. I soggetti più frequenti delle stampe (belle donne, attori, paesaggi) rispecchiano le passioni di questa popolazione urbana, che vi ritrovava il proprio gusto per i piaceri profani della vita. Lo spiccato senso estetico dei giapponesi si rivela fin negli oggetti di uso quotidiano: lacche, bronzi, cloisonné, tessuti, decorati spesso con motivi desunti dal mondo vegetale e animale, testimoniano di un profondo amore per la natura e di una raffinata sensibilità per i cambiamenti stagionali e per le qualità tattili dei materiali utilizzati.
La Sala di Arte Orientale del Museo di Palazzo Poggi ospita una scelta di opere d’arte della Collezione di stampe giapponesi della Fondazione del Monte e della collezione del CSAEO.
Le opere d’arte delle due collezioni sono esposte a rotazione, con il ricambio che avviene tre volte all’anno.
Sono in programma visite guidate alla Sala Orientale del museo, curate da Alessandro Guidi, per cui è obbligatoria la prenotazione. Per maggiori informazioni, consultare questo link
Luogo: Museo di Palazzo Poggi, via Zamboni 33, Bologna
data e ora: 5 novembre 2025 – marzo 2026
Ora
Novembre 5 (Mercoledì) - Marzo 1 (Domenica)
Luogo
Museo di Palazzo Poggi
Via Zamboni, 33, 40126 Bologna (BO)
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Dal 15 novembre 2025 al 6 aprile 2026 arriva a Milano la grande mostra evento ITADAKIMASU. Le Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, che trasforma i piatti
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L’itinerario, articolato in nove sale scenografiche, propone 16 video-ricette originali, 38 sculture realizzate con la tecnica giapponese dello shokuhin sampuru, 14 stampe ukiyo-e, 22 poster relativi allo Studio Ghibli, 37 poster, 4 cartonati di anime giapponesi e le illustrazioni di Loputyn e Blackbanshee, oltre a contenuti interattivi e a un ricco bookshop tematico.
Di particolare divertimento per i visitatori sarà la possibilità di esibirsi all’interno di un caratteristico cafè giapponese sul palco di un vero karaoke, cantando a squarciagola le sigle degli anime più amati.
A ogni visitatore verrà regalato all’entrata un piccolo ricettario di piatti giapponesi ispirati agli anime e scritto in persona dal curatore della mostra. Sul retro del ricettario, si troveranno invece le istruzioni per partecipare, all’interno della mostra, ad una coinvolgente caccia tesoro a tema.
Come sempre vale la formula Soddisfatti o rimborsati: I visitatori insoddisfatti dell’esposizione, avranno la possibilità di essere rimborsarti dell’intero importo del biglietto pagato.
Ad un mese esatto dall’inaugurazione, sul sito della mostra e sulle principali piattaforme, si aprono le prevendite.
Fino al 31 ottobre il biglietto open avrà un prezzo scontato di 12 euro, anziché 15, ed includerà anche la partecipazione a 4 eventi collaterali esclusivi (del valore di €21) e il poster ufficiale della mostra (formato 100×140 cm) in omaggio. Il calendario di questi eventi è consultabile da oggi sul sito della mostra.
Dal 1° novembre fino al 14 novembre, invece, il biglietto open avrà sempre il costo promozionale di 12,00 euro, con poster in omaggio ma senza accesso agli eventi collaterali.
Luogo: Spazio Varesina 204 Milano.
(Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura),
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Milano
Spazio Varesina 204
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell'Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts. Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un'artista
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell’Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts.
Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un’artista giapponese che dal 1996 vive e lavora a Berlino. Nel 2015, con il progetto The Key in The Hand, ha rappresentato il Giappone alla 56ª edizione della Biennale di Venezia.
L’opera, avvolta da una fitta trama di fili – cifra stilistica di Shiota – si preannuncia come una riflessione intima sul tempo, la perdita e la memoria. La sala vetrata dell’Agorà, al primo piano del museo, si trasformerà così in uno spazio sospeso, dove l’inizio dello scioglimento della neve diventa metafora di passaggi interiori ed esistenziali.
Questa installazione non solo si inserisce nel solco della poetica dell’artista, ma anticipa anche la grande mostra tematica sulla neve prevista al MUDEC per febbraio 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali.
Per ulteriori informazioni sul MUDEC, visitare il sito ufficiale.
Ora
Novembre 19 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MUDEC museo delle culture
via Tortona, 56 (MI)
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all'evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo fino ai manga e poster contemporanei; in esposizione oltre duecento opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti, oltre a oggetti d’alto artigianato.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo e si costituisce attraverso un approccio interdisciplinare che va dalla calligrafia al design, dalla tipografia al teatro, fino alla moda, al cinema e al fumetto. Curato da Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza, sarà corredato da un ricco palinsesto di attività ed eventi: si rivolge infatti a un pubblico molto ampio attraverso attività didattiche, percorsi per le scuole, visite guidate e contenuti multimediali, non solo per bambini e ragazzi ma anche per il pubblico adulto. Verranno presentati inoltre programmi ad hoc dedicati a esplorare le tante anime della cultura giapponese, dall’arte al cinema e alla musica, grazie a collaborazioni con l’Università di Bologna, la Fondazione Cineteca di Bologna e il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.
L’esposizione si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’appoggio del Consolato Generale del Giappone di Milano e si pone in continuità rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto di Expo di Osaka 2025, che si concluderà ad ottobre.
È possibile acquistare il biglietto Open a una tariffa agevolata e con la possibilità di definire in un secondo momento la data di ingresso tramite il sito ufficiale della mostra www.graphicjapanbologna.it.
Potrete visitare la mostra dal 20 novembre 2025 al 6 aprile 2026 durante i seguenti orari:
Dal lunedì al venerdì ore 10-18
Sabato e domenica ore 10-19
Martedì chiuso
Il prezzo dei biglietti è:
Open: € 17,00
Ridotto Open: € 13,00 (promo Early Bird dal 12 giugno 2025)
Intero: € 16,00
Ridotto: € 14,00
Ridotto over 65 (solo il mercoledì): € 14,00
Ridotto speciale studenti universitari: € 10,00 (lunedì, mercoledì e giovedì)
Ridotto scuole: € 7,00
Ridotto bambini (6-10 anni): € 7,00
Ridotto famiglia
Per ulteriori informazioni, consultate il sito web www.graphicjapanbologna.it.
Ora
Novembre 20 (Giovedì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2
22Novallday30alldayMostra: "Mostra fotografica di Koji Onaka"(Tutto il giorno) Via Gola 5, Milano
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960.
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960. La sua è una delle voci più poetiche e silenziosamente potenti della fotografia contemporanea.
Formatosi al Tokyo College of Photography nei primi anni ’80 e membro del collettivo CAMP accanto a Daido Moriyama, Onaka ha sviluppato uno sguardo unico sul paesaggio giapponese: luoghi marginali, malinconici e vibranti di umanità, sospesi tra memoria e quotidianità.
Per la prima volta a Milano, l’artista sarà presente all’inaugurazione sabato 22 novembre presso Gola Gallery, in Via Gola 5 a Milano, dove incontrerà il pubblico e firmerà una selezione dei suoi libri fotografici – tra cui “DISTANCE“, “Have a Break“, “Tin and Chimneys“, “Memories of Younger Days in Shinjuku” e “My Ektachrome“.
In mostra una selezione di stampe originali in bianco e nero e a colori, realizzate e stampate personalmente dall’artista in camera oscura, in tiratura limitata che preservano tutta la materia e la delicatezza della pellicola.
Un’occasione rara per entrare in contatto diretto con uno dei maestri della fotografia giapponese contemporanea.
La mostra si terrà fino al 30 novembre 2026.
Per informazioni: @galleriagola su Instagram
Luogo: Gola Gallery, Via Gola 5, Milano
data e ora: inaugurazione il giorno 22 novembre 2025 ore 18:00 – 22:00 | date mostra 22 novembre 2025 – 30 novembre 2026
Ora
Novembre 22 (Sabato) - 30 (Lunedì)
Luogo
Galleria Gola
Via Gola 5, Milano
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 - L'ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell'oro e
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 – L’ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell’oro e alle sue molteplici applicazioni nelle arti del Giappone.
L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione I.N.T.K. – Associazione italiana per la spada giapponese e l’ Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura APS di Torino, con il patrocinio del Consolato.
La mostra esplora la cultura materiale giapponese, con manufatti che spaziano dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri, esplorando le tecniche in cui l’oro è protagonista assoluto: kinpaku, kirigane, kinran, kintsugi, maki-e. Nella tradizione giapponese, l‘oro non è soltanto un materiale o un colore, ma pura luce. Nel Buddhismo rappresenta lo splendore della luce del Buddha, nel teatro tradizionale Nō è la luce della dimensione sacrale che distingue le divinità dagli esseri umani. Con il passaggio all’arte moderna, questa sensibilità si trasforma: l’oro diventa il più brillante tra tutti i colori, mantenendo il suo effetto lussuoso e decorativo.
La mostra si articola in tre sezioni che offrono diversi livelli di lettura, dalla pura ammirazione estetica all’approfondimento tecnico e culturale. La prima sezione offre una panoramica di manufatti che attraversano i secoli: una katana firmata Masamune del XV secolo, oggetti laccati nurimono, ceramiche che sperimentano tecniche ardite, tessuti haori e kimono illuminati da fili dorati, eleganti cinture obi, dipinti su rotolo verticale kakemono e oggetti bronzei del mondo bushi. L’esposizione gioca con i contrasti cromatici: da una parte l’essenzialità di oro e nero, dall’altra la sfarzosità dell’oro in dialogo con una ricca palette di colori. La seconda sezione è dedicata alle stampe di incisori moderni e contemporanei, fase evolutiva delle xilografie ukiyo-e, culminando con un’opera di Takashi Murakami, fondatore del movimento Superflat. La sua litografia The Golden Age: Hokkyo Takashi (2016) fonde la tradizionale pittura artistica di Edo con la moderna Pop art, con teschi e fiori sorridenti su sfondo dorato. La terza sezione è dedicata alle opere della maestra calligrafa Kazuko Hiraoka, che combinano la magia della foglia d’oro con l’espressività dell’arte giapponese dello shodō, e alle ceramiche della maestra di kintsugi Aiko Zushi. che vivono una nuova vita all’insegna del bello.
Kazuko Hiraoka combina la magia della foglia d’oro con l’espressività della calligrafia giapponese (shodō). laureata nel 1973 all’Accademia d’Arte Bijutsu Daigaku di Musashino, Kazuko Hiraoka, ha lavorato come graphic designer alla Sony prima di dedicarsi alla calligrafia. Nel 1999 ha acquisito il titolo di Maestra calligrafa dopo 15 anni di studi presso la Akitsu-Kai sotto la guida di Kanichi Nakata, Maestro della famiglia imperiale. Dal 2000 vive in Italia, dove diffonde l’arte calligrafica giapponesee Aiko Zushi, maestra di kintsugi, l’arte del restauro ceramico con lacca e oro che trasforma le fratture in nuova bellezza.
Aiko Zushi, originaria della prefettura di Yamanashi, ha studiato l’arte del kintsugi con la maestra Yoko Furuya. Ha vissuto a Torino, dove ha aperto un laboratorio e insegnato questa tradizionale arte presso l’Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura, prima di tornare in Giappone a proseguire la sua attività artistica e didattica
L’esposizione prevede, inoltre, un evento collaterale mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30, nell’ambito delle attività organizzate per la Giornata mondiale delle persone con disabilità, in collaborazione con l’Assessorato regionale Sanità, salute e politiche sociali viene proposta una visita guidata condotta da Generoso Urciuoli,
Attività a pagamento, gratuita per le persone con disabilità e accompagnatore; prenotazione obbligatoria al numero 0165 552420 oppure all’indirizzo areamegalitica.biglietteria@servizivda.it
TICKET ONLINE su: https://valledaostaheritage.com/megamuseo/
Per maggiori info: beniculturali@regione.vda.it
Ora
Novembre 28 (Venerdì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
MegaMuseo
Corso Saint-Martin-de-Corléans, 258, 11100 Aosta AO
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Il Museo d'Arte Orientale Edoardo Chiossone è lieto di annunciare la nuova mostra temporanea "Ligustro, gioia di vivere -
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Ora
Dicembre 18 (Giovedì) - Marzo 8 (Domenica)
Luogo
Museo D'Arte Orientale E. Chiossone
Villetta Di Negro, Piazzale Mazzini 4n, 16122
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo
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Una delle opere più iconiche nel panorama artistico mondiale: “L’Onda di Kanagawa” o meglio conosciuta come “La Grande Onda di Hokusai” realizzata dall’artista omonimo che ha maggiormente rappresentato la corrente estetica dell’Ukiyo-e (immagini del mondo fluttuante), affascinando e incuriosendo.
Mercoledì 14 Gennaio alle ore 19:00, presso l’Educatore della Provvidenza in Corso Trento 13, Torino, il docente di storia del manga Fabio Valerio, all’interno di una serie di eventi realizzati dall’Associazione Culturale Aregoladarte, condurrà i partecipanti alla scoperta di questa xilografia, realizzata tra il 1830 e 1831, facente parte di una raccolta denominata le 36 vedute del Monte Fuji.
Un percorso fatto di storia e cultura, di aneddoti e leggende che ne hanno decretato una delle opere più apprezzate già dagli Impressionisti alla fine dell’800, per diventarne oggi una delle immagini più utilizzate nel panorama pop.
Luogo: Educatore della Provvidenza, Corso Trento 13, Torino (TO)
data e ora: 14 gennaio ore 19.00
Ora
Gennaio 14 (Mercoledì) - Marzo 6 (Venerdì)
Luogo
Educatore della Provvidenza
Corso Trento 13
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo
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Tra mura antiche e silenzi carichi di memoria, la Rocca di Lonato accoglie La Via del Sabi, una mostra che invita a rallentare lo sguardo e ad ascoltare il tempo. Un dialogo sottile tra fotografia e ideogrammi, dove la bellezza prende forma nel tempo che scorre.
Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026, la Rocca di Lonato del Garda accoglie nella suggestiva Sala del Capitano la mostra La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi, un percorso espositivo che intreccia fotografia e ideogrammi giapponesi in un dialogo silenzioso sul tempo, l’impermanenza e la bellezza discreta delle cose che resistono. Non è un caso che questa mostra trovi casa proprio tra le mura della Rocca: luogo in cui la storia non si impone, ma affiora. Fortezza imponente e insieme sorprendentemente accogliente, la Rocca di Lonato è uno spazio dove il tempo sembra rallentare, lasciando spazio all’ascolto, alla contemplazione, allo sguardo.
È qui, tra pietre segnate, camminamenti di guardia e sale cariche di memoria, che il concetto di sabi – bellezza segnata dal tempo e dall’usura – trova una risonanza naturale.
La mostra nasce dal dialogo tra le fotografie di Andrea Lippi e le parole e gli ideogrammi interpretati da Luigi Gatti, ed è legata all’omonimo volume pubblicato da Folia Edizioni. Al centro del percorso non c’è un racconto del Giappone, ma un viaggio interiore: immagini e segni costruiscono una “via” fatta di vuoti, pause e presenze lievi, dove la fotografia non afferma ma suggerisce, e la parola non spiega ma accompagna.
Le fotografie di Andrea Lippi sono il risultato di un lungo progetto di studio sulla luce negli ambienti e nei paesaggi giapponesi. Dopo il primo viaggio in Giappone nel 2015, l’autore avvia un percorso di ricerca che lo porta a tornare più volte nel Paese, dando vita nel 2017 al progetto Lights of Japan, presentato in numerose mostre in Italia e all’estero. Nel 2024 il lavoro riceve due menzioni d’onore ai premi internazionali TIFA e BIFA e viene esposto in una mostra dedicata alla fotografia contemporanea in bianco e nero a Portland, negli Stati Uniti.
Studioso ed esperto di cultura giapponese, autore, divulgatore e guida, Luigi Gatti ha vissuto un lungo percorso professionale tra Italia, Spagna e Giappone, maturando una profonda sensibilità per l’incontro tra culture. Da sempre appassionato di viaggi lenti, ha percorso a piedi le principali Vie per Santiago di Compostela, facendo del cammino uno strumento d’introspezione e apertura verso l’altro. In Giappone ha affrontato il Cammino di Shikoku: un pellegrinaggio millenario di 1.200 km attraverso gli 88 templi del Buddhismo Shingon. Da questa esperienza è nato il suo libro “Il cammino del Giappone. Shikoku e gli 88 templi” (Mursia). Oggi si dedica a diffondere la conoscenza della lingua e della cultura giapponese attraverso incontri sul territorio e i canali digitali.Ad accogliere questo dialogo tra immagini e ideogrammi è un luogo che da secoli custodisce e rinnova il rapporto tra storia e contemporaneità. Dalle mura merlate che dominano il Lago di Garda alle sale decorate della Casa del Podestà, il complesso monumentale della Rocca di Lonato racconta secoli di arte, memoria e bellezza viva grazie all’opera della Fondazione Ugo Da Como, punto di riferimento per la valorizzazione della storia bresciana e del XIX secolo, nonché parte della Rete dell’800 lombardo.
Tra le più grandi fortificazioni del Nord Italia, la Rocca di Lonato affascina per la sua imponenza quattrocentesca, i merli guelfi, le torri di avvistamento e la Rocchetta, cuore interno del complesso. Circondata da un vasto parco e facilmente raggiungibile, si staglia sul colle dell’anfiteatro morenico che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo una delle vedute più suggestive del Lago di Garda e della pianura bresciana. Nelle giornate limpide, lo sguardo spazia fino a Desenzano, Sirmione e alle vette più lontane.
Negli ultimi anni la Rocca di Lonato si è affermata come luogo poliedrico e dinamico, capace di coniugare la forza del passato con una raffinata consapevolezza del presente: mostre di arte contemporanea, eventi culturali e lifestyle, e il nuovo Padiglione Eventi – una glass house di design perfettamente integrata nel contesto storico – ne fanno una meta culturale d’eccellenza.
In questo scenario, La Via del Sabi – 寂の道 – Sabi No Michi si configura come un invito a rallentare, ad abitare il tempo con attenzione, a lasciarsi attraversare da una bellezza capace di durare.
L’inaugurazione della mostra si terrà sabato 24 gennaio 2026 alle ore 16.00. Nel corso del periodo espositivo sono previsti diversi incontri e appuntamenti, tra cui la presentazione del libro/catalogo La Via del Sabi (Folia Edizioni, 2026) a cura di Andrea Lippi e Luigi Gatti, in programma il 14 febbraio alle ore 15.30 negli stessi spazi della mostra.
Luogo: Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como – Via Rocca, 2, Lonato del Garda (Brescia)
data e ora: Dal 24 gennaio al 22 marzo 2026
Ora
Gennaio 24 (Sabato) 16:00 - Marzo 22 (Domenica) 23:00
Luogo
Rocca di Lonato – Fondazione Ugo Da Como
Via Rocca, 2
28GenalldayEvento: "NipPop Book Club - Settima Edizione"(Tutto il giorno) Via San Felice 16
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto per la Lettura del Comune di Bologna, arriva quest’anno alla settima edizione, con una proposta sempre più ricca di libri da leggere e di cui discutere: sette appuntamenti per approfondire il ruolo delle voci femminili nella nuova letteratura dal Giappone.
È a una donna, Murasaki Shikibu, scrittrice, poetessa e dama di corte della consorte imperiale Shōshi, che si deve la nascita della prima opera narrativa in prosa scrittta interamente in giapponese, alle soglie dell’XI secolo, il Genji monogatari (La storia di Genji). Negli stessi anni, un’altra dama di corte, Sei Shōnagon, al servizio di Teishi, a sua volta consorte imperiale, scriveva il Makura no sōshi (Le note del guanciale), una sorta di zibaldone di pensieri, annotazioni, aneddoti, raccontati in uno stile vivace e caustico, personalissimo, dando inizio a un nuovo, inedito genere letterario. Dopo questi esordi brillanti tuttavia la letteratura femminile ha attraversato lunghi secoli di oscurantismo, come conseguenza di un irrigidimento del patriarcato e del sessimo che questo comporta, prima con l’affermazione dell’aristocrazia guerriera e poi con l’avvento della modernità e di nuove forme di moralismo e di controllo dei ruoli di genere, della maternità e in senso più ampio del femminile nella sua complessità.
Solo molto più tardi, sull’onda della forza propulsiva dello ūman ribu, il movimento di liberazione della donna, che mira a scardinare i tradizionali, convenzionali e stantii ruoli di genere affermando il diritto all’autodeterminazione, a partire dagli anni Sessanta le voci di donna tornano al centro: attraverso la lettura di sette scrittrici il cui lavoro ha plasmato la letteratura giapponese contemporanea e sta delineando nuove direzioni, si traccerà la mappa di un percorso di contestazione, decostruzione e ricostruzione delle norme sociali e dei ruoli di genere, della sessualità e della maternità, il cui impatto, grazie anche alla crescente attività di traduzione, sta andando ben oltre i confino dell’arcipelago.
Inizia quindi un nuovo viaggio tra autrici diverse per le scelte di genere e per la storia che le circonda, che parlano dal Giappone e del Giappone: una nuova, affascinante avventura – siete pronti a partire?
Il viaggio inizia subito! NipPop dà la possibilità ai lettori di scegliere alcuni dei libri che verranno trattati nel book club: la propria preferenza si esprime attraverso il sondaggio su Google Form a questo link!
Gli incontri si terranno presso la Libreria delle Donne e avranno inizio dal 28 gennaio. Saranno moderati da Paola Scrolavezza, docente presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, con la collaborazione del team di NipPop.
Luogo: Libreria delle Donne, Via S. Felice 16, Bologna (BO)
data e ora: a partire dal 28 gennaio
Ora
Gennaio 28 (Mercoledì)
Luogo
Libreria delle Donne
Via San Felice 16
28Feballday21MaralldayWorkshop: "Corso di Kintsugi"(Tutto il giorno) Lungo Dora Pietro Colletta 51
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Il Kintsugi è un’antica arte giapponese che insegna a riparare ciò che si è rotto senza nasconderne le fratture. Le crepe vengono unite con lacca
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Il Kintsugi è un’antica arte giapponese che insegna a riparare ciò che si è rotto senza nasconderne le fratture.
Le crepe vengono unite con lacca naturale e valorizzate con polvere d’oro, trasformando l’imperfezione in unicità e bellezza.
Nel 2026 prende forma un corso tradizionale di Kintsugi di 16 ore, articolato in 4 lezioni da 4 ore, una alla settimana:
– Sabato 28 febbraio;
– Sabato 7 marzo;
– Sabato 14 marzo;
– Sabato 21 marzo.
Un percorso lento e preciso, che richiede manualità, pazienza e ascolto, in linea con la filosofia che accompagna questa tecnica da oltre cinque secoli. A guidare il corso sarà Chiara Lorenzetti, restauratrice d’arte attiva dal 1991, specialista in Kintsugi tradizionale giapponese ed eccellenza artigiana della regione Piemonte.
Un’esperienza per chi desidera avvicinarsi a un’arte che non cancella le ferite, ma le rende parte della forma.
Prenotazione obbligatoria. Info e prenotazioni: info@yoshinryu.com |+ 39 3755802205 | + 39 0110410610
Riservato a soci e socie o tesseratə ARCI
Luogo: Dōjō Yoshin Ryu, Lungo Dora Pietro Colletta 51, Torino (TO)
data e ora: 28 febbraio – 7 marzo – 14 marzo – 21 marzo 2026
Ora
Febbraio 28 (Sabato) - Marzo 21 (Sabato)
Luogo
Dōjō Yoshin Ryu
Lungo Dora Pietro Colletta 51
06Mar21:0023:00Evento: "Miyazaki – Le colonne sonore dal vivo"21:00 - 23:00 Piazza Capitaniato, 5
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Una piacevole tradizione a Padova: a grande richiesta dopo il successo a luglio 2025 all’Anfiteatro del Venda, torna il concerto dedicato alle colonne sonore
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Una piacevole tradizione a Padova: a grande richiesta dopo il successo a luglio 2025 all’Anfiteatro del Venda, torna il concerto dedicato alle colonne sonore dei capolavori d’animazione che hanno consacrato l’estetica giapponese all’Olimpo del cinema mondiale.
«La filosofia di Miyazaki unisce romanticismo e umanesimo a un piglio epico, una cifra di fantastico visionario che lascia sbalorditi. Il senso di meraviglia che i suoi film trasmettono risveglia il fanciullo addormentato che è in noi.» (M. Müller, Mostra del Cinema di Venezia).
Le musiche dell’ultimo capolavoro Il Ragazzo e l’Airone, e poi Nausicaa, Porco Rosso, il Castello Errante di Howl, Totoro e la Principessa Mononoke: i più grandi successi dal vivo in una location stupefacente.
Biglietti acquistabili solo online su DICE
Line up
Francesco Cigana – Batteria
Giulia De Paoli – Pianoforte
Agnese Amico – Violino
Fabio Pavan – Clarinetto
Gabriele Tai – Violoncello
Programma musicale per film:
Il Ragazzo e l’Airone
Nausicaä della Valle del vento
La città incantata
Il castello errante di Howl
Porco Rosso
Il mio vicino Totoro
Kiki consegne a domicilio
Principessa Mononoke
L’estate di Kikujiro
Luogo: Palazzo Liviano – Sala Dei Giganti, Piazza Capitaniato, 5, 35139 Padova PD, Italia
data e ora: 6 marzo 2026 ore 21:15-23:15
Ora
(Venerdì) 21:00 - 23:00
Luogo
Palazzo Liviano - Sala Dei Giganti
Piazza Capitaniato, 5
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Si terrà a Venezia dal 21 gennaio al 29 aprile 2026 – settimanalmente il mercoledì alle ore 19 al Cinema Rossini (Salizzada de la Chiesa o del Teatro, 3997) – la settima edizione della
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Si terrà a Venezia dal 21 gennaio al 29 aprile 2026 – settimanalmente il mercoledì alle ore 19 al Cinema Rossini (Salizzada de la Chiesa o del Teatro, 3997) – la settima edizione della rassegna cinematografica Classici fuori Mostra. Festival permanente del cinema restaurato, organizzata dalla Biennale di Venezia in collaborazione col Circuito Cinema del Comune di Venezia, l’Università Ca’ Foscari e l’Università IUAV di Venezia.
Classici fuori Mostra presenterà dodici Classici recentemente restaurati dalle principali cineteche di tutto il mondo, in versione originale con sottotitoli in italiano. Ogni film sarà preceduto dalla presentazione di un esperto e seguito da una sessione di domande e risposte col pubblico. Particolari facilitazioni riguardano gli studenti (biglietto ridotto 3 euro, abbonamento ridotto 25 euro, biglietto intero 6 euro).
Poniamo in evidenza la programmazione di Ukigumo (Floating Clouds) (1955) di Mikio Naruse (introduce Roberta Novielli), mercoledì 11 marzo.
Scheda Film
Avvincente melodramma romantico, Ukigumo fu acclamato tanto dai colleghi di Naruse nell’industria cinematografica (Yasujiro Ozu lo definì un capolavoro) quanto dalla critica giapponese, che gli assegnò il primo posto nel sondaggio annuale dei dieci migliori film organizzato tra i critici della principale rivista cinematografica del paese, “Kinema Junpo”. In Giappone è ancora oggi considerato, per citare Masumi Tanaka, specialista dell’opera di Naruse, “l’apice della sua espressione creativa”. Il film è uno dei sei che Naruse trasse dagli scritti della celebre autrice Fumiko Hayashi (1903-1951), e uno dei diciassette in cui diresse la grande attrice Hideko Takamine (1924-2010), il cui personaggio cinematografico sensibile e al tempo stesso determinato incarnava perfettamente le eroine infelici ma intraprendenti del regista. Ukigumo è una perfetta sintesi della sensibilità letteraria di Hayashi e della sobrietà visiva di Naruse, con Takamine come ponte essenziale tra queste due visioni artistiche. La genialità di Naruse sta nella sua capacità di catturare le emozioni fugaci che attraversano il volto di Takamine – le momentanee esitazioni, i lampi di speranza rapidamente spenti e la quieta determinazione che segna il percorso del suo personaggio attraverso la disillusione del dopoguerra. Il nucleo drammatico del film è stato a lungo interpretato come un microcosmo dell’esperienza bellica e postbellica del Giappone. Naruse e Takamine trasformano quella che potrebbe essere una semplice storia d’amore non corrisposto in una profonda meditazione sul senso di smarrimento vissuto da un’intera generazione che aveva perso non solo una guerra ma anche il proprio posto in un ordine sociale in rapida trasformazione. Attraverso l’interpretazione ricca di sfumature di Takamine assistiamo alla disillusione del Giappone postbellico non come concetto astratto ma come realtà emotiva vissuta.
Fonte immagine: FLOATING CLOUDS (Ukigumo, NARUSE Mikio, 1955)
Fonte scheda film: https://ilcinemaritrovato.it/film/ukigumo/
Biglietti in prevendita: www.circuitocinemavenezia.it
Biglietti in vendita: presso la biglietteria del Cinema Rossini
Luogo: Cinema Rossini – Salizzada de la Chiesa o del Teatro, 3997, Venezia
Data e ora: mercoledì 11 Marzo
Ora
Tutto il giorno (Mercoledì)
Luogo
Cinema Rossini
Salizzada de la Chiesa o del Teatro, 3997
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Prende il via la nuova edizione di “Venerdì al Piccolo”, la rassegna cinematografica organizzata dall’associazione di promozione sociale Res Humanae che si terrà ogni
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Prende il via la nuova edizione di “Venerdì al Piccolo”, la rassegna cinematografica organizzata dall’associazione di promozione sociale Res Humanae che si terrà ogni venerdì sera (ore 21,15, prezzo 7 euro) al Piccolo di Jesi, da gennaio a marzo, per dieci settimane. La rassegna è ormai da anni un punto di riferimento per gli appassionati di cinema di Jesi e della Vallesina, con oltre 160 proiezioni e circa 10mila spettatori dal 2017 ad oggi.
Segnaliamo in particolare la programmazione de: “L’innocenza” di Kore’eda Hirokazu il 27 marzo.
Trama
Ambientato in una tranquilla cittadina nei pressi di un lago, “L’innocenza” ha come protagonista il piccolo Minato, figlio di una madre single molto affettuosa e altrettanto apprensiva. Un giorno il bambino torna da scuola e la donna si accorge che ha uno strano comportamento: a scuola c’è stata un momento di disordine che, in apparenza, sembra essere scaturito da una semplice lite tra bambini, ma in realtà nasconde qualcosa di molto più complicato. La madre di Minato intuisce che l’insegnante è responsabile e vuole indagare più approfonditamente.
Per informazioni e prenotazioni: eventi@teatroilpiccolojesi.it o un messaggio whatsapp al 370 3686 850
Biglietteria online: ciaotickets.com
Luogo: Teatro Piccolo di Jesi – Via S. Giuseppe, 25, 60035 Jesi AN
Data e ora: 27 gennaio 2026
Ora
Tutto il giorno (Venerdì)
Luogo
Teatro Piccolo di Jesi
Via S. Giuseppe, 25
Aprile
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga" inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra “Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga” inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a Roma.
Curata da Paola Scrolavezza, l’esposizione permette di immergersi in un movimento artistico che ha saputo reinventare le tradizionali stampe ukiyo-e con un linguaggio fresco e moderno, ma rispettoso delle radici.
Lo Shin hanga (新版画), che significa letteralmente “nuove stampe”, nasce infatti agli inizi del Novecento, precisamente durante le epoche Taishō e Shōwa, come risposta e rinnovamento delle classiche stampe ukiyo-e, che avevano dominato la scena artistica giapponese per secoli. L’obiettivo del movimento era quello di portare un tocco di modernità, fondendo il meglio dell’estetica classica con elementi innovativi provenienti dal mondo occidentale. A differenza di altri movimenti coevi, esso ha mantenuto un sistema collaborativo di produzione; la divisione dei compiti tra artisti, incisori, stampatori ed editori dà vita a opere caratterizzate da una raffinatezza tecnica e cromatica fuori dal comune. Queste opere si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva, per il forte legame con la fotografia e per un rinnovato interesse per l’illuminazione e le stagioni, che conferiscono alle opere una dimensione quasi cinematografica, rendendole vive e senza tempo.
L’esposizione raccoglie oltre cento opere shin hanga, compresi capolavori di artisti del calibro di:
Itō Shinsui, noto per i suoi ritratti di donne dai tratti delicati e malinconici, che catturano l’essenza della bellezza eterea e senza tempo;
Kawase Hasui, il maestro dei paesaggi, capace di trasmettere l’atmosfera di un luogo con una magistrale gestione della luce e dell’ombra;
Hashiguchi Goyō, celebre per le sue raffigurazioni femminili di rara eleganza e dettaglio, che sanno raccontare non solo l’aspetto fisico, ma anche l’intimità e la psicologia dei suoi soggetti.
Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale all’indirizzo www.shinhanga.it.
Ora
Marzo 13 (Giovedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
Musei di San Salvatore in Lauro
Piazza di S. Salvatore in Lauro, 15 00186 Roma
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente - Floating Colours. Marbling paper
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente – Floating Colours. Marbling paper between East and West, curata da Lorenzo Pontalti e dedicata alla memoria dell’artista veneziano Alberto Valese, marmorizzatore onorato in Turchia col titolo di Maestro Ebru.
L’esposizione intende far conoscere e svelare nei suoi aspetti meno conosciuti un’arte antica ed affascinante, quella della carta marmorizzata. Attraverso una selezione di carte ed oggetti sarà possibile ripercorrere la storia di questa tecnica proveniente dall’Estremo Oriente e diffusasi dapprima in Persia e Turchia e poi, a partire dalla fine del Cinquecento, nell’intera Europa, riconoscendo e apprezzandone le diverse caratteristiche nonché i molteplici utilizzi: dal suo impiego nella dimensione meditativa, alla previsione del futuro, fino all’uso decorativo per la copertura di libri di pregio. Il percorso espositivo comprenderà esempi di manoscritti provenienti dalle collezioni marciane rilegati con carte marmorizzate antiche della tradizione giapponese, islamica e occidentale.
La marmorizzatura della carta si indica in Giappone col termine Suminagashi, “inchiostro fluttuante“; quest’arte viene documentata in Giappone già nel Duecento, ma se ne hanno notizie in Cina anche in epoca precedente . La tecnica deriva dall’arte calligrafica e ne impiega gli stessi strumenti: la pietra d’ardesia (suzuri), il bastoncino d’inchiostro (sumi), il pennello (hude) e la carta di gelso (kami). Si svolge secondo una ritualità che non solo prevede perizia tecnica ma favorisce anche una dimensione meditativa, introdotta dalla fase di preparazione dell’inchiostro che avviene sfregando il bastoncino di sumi e alcune gocce d’acqua sulla pietra d’ardesia. Con la punta dei pennelli, alternando inchiostro e fiele di bue, l’artista punge la superficie dell’acqua creando cerchi concentrici che fluttuano e si muovono, assumendo forme casuali e imprevedibili che vengono poi fermate sulla carta, appena appoggiata sull’acqua. Anticamente gli stessi disegni prodotti durante questo rituale erano interpretati per predire il destino.
Venerdì 20 giugno alle ore 16.30 si terrà inoltre un incontro esclusivo intitolato Inchiostri fluttuanti con Luisa Canovi, paper designer affascinata dalla cultura giapponese e nota soprattutto per le sue originali e sorprendenti creazioni d’origami. Tratterà durante questo incontro proprio della tecnica Suminagashi, che definisce di rara bellezza per “l’essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione, l’emozione di vedere fluttuare l’inchiostro e la sorpresa del foglio di carta che ne raccoglie la memoria”.
Sarà possibile visitare la mostra da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00).
I biglietti sono acquistabili all’indirizzo https://archeologicovenezia.cultura.gov.it/
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/mostre/colori-fluttuanti-la-carta-marmorizzata-tra-oriente-e-occidente
Ora
Maggio 30 (Venerdì) - Giugno 29 (Lunedì)
Luogo
Biblioteca Nazionale Marciana
Piazzetta San Marco, 13/a 30124 Venezia
25Lug19:3019:30Evento: festa Tanabata ad Atripalda (AV)19:30 - 19:30 83042 Atripalda (AV)
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata,
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata, la tradizionale festa delle stelle innamorate.
L’evento, promosso dall’associazione Lupus in Fabula con il supporto del Comune di Atripalda e in collaborazione con Laika, offrirà a grandi e piccoli un’immersione nella cultura nipponica, tra racconti, simboli e rituali.
Cuore della festa sarà il rito dei desideri: come da tradizione, i partecipanti potranno scrivere sogni, pensieri o preghiere su foglietti colorati (tanzaku) da appendere ai rami di bambù, nella speranza che le stelle li esaudiscano.
La serata prevede inoltre una lettura ad alta voce e un laboratorio creativo, per viaggiare con la fantasia tra storie e leggende giapponesi.
Per ulteriori informazioni, consultare la pagina Facebook dell’evento.
Ora
(Venerdì) 19:30 - 19:30
Luogo
Piazzetta degli Artisti
83042 Atripalda (AV)
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima. Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima.
Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel 2024, al Comune di Casale Monferrato, che ne ha poi delegato la cura all’Associazione Librarti. La scelta del luogo non è casuale: l’albero è stato piantumato nel Giardino Urban2, area verde pubblica che Librarti gestisce in cogestione con il Comune dal 2020, proprio in una zona segnata dalla memoria storica più dolorosa della città, quella dell’ex stabilimento Eternit.
L’iniziativa ha preso forma grazie anche alla collaborazione con l’Associazione culturale giapponese Yamato, e la data scelta per la piantumazione è altamente simbolica: il 6 agosto 2024, anniversario dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima. A un anno esatto da quella cerimonia, il prossimo 6 agosto 2025, l’Hibakujumoku tornerà protagonista di un evento commemorativo dal titolo Un albero per la Memoria.
A partire dalle ore 18.30, le associazioni Librarti, Yamato, AFEVA e altre realtà del territorio si ritroveranno nel Giardino Urban2 per dare vita a un momento condiviso di riflessione, ricordo e speranza, attraverso la musica e la lettura di brani scelti.
L’evento sarà arricchito dagli interventi musicali coordinati dalla musicista Erika Patrucco e vedrà la partecipazione della musicista giapponese Takayo Hiramatsu, con il suo koto (strumento musicale giapponese cordofono, appartenente alla famiglia delle cetre), e del giovanissimo pianista Riccardo Corino.
Sarà inoltre possibile annotare pensieri e desideri sui tradizionali tanzaku, piccoli cartoncini legati agli alberi, e partecipare a una degustazione di tè giapponese, in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
L’iniziativa nasce per tenere viva la memoria di tragedie che, pur avvenute in tempi e luoghi diversi, hanno segnato profondamente la coscienza collettiva: Hiroshima e Casale Monferrato, unite da un percorso comune di dolore, giustizia e rinascita.
Nel quartiere Ronzone, infatti, sorgeva lo stabilimento Eternit, attivo dal 1907 al 1986, dove venivano prodotti materiali in cemento-amianto. Le fibre di amianto, altamente nocive, hanno causato oltre 2000 decessi per mesotelioma pleurico e altre patologie correlate.
Nel 1988 nasce l’associazione AFLED (Associazione Familiari Lavoratori Eternit Deceduti), poi diventata AFEVA (Associazione Famigliari e Vittime Amianto) nel 1998, che da allora lotta per ottenere giustizia per le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Una battaglia che ha portato nel 1992 alla promulgazione della Legge 257, la quale ha messo al bando l’amianto in Italia.
A dare vita e forza a questo evento sono due associazioni attive sul territorio:
L’Associazione culturale Librarti APS, che dal 2020 cura il Giardino Urban2, trasformandolo in uno spazio di memoria, arte e comunità.
L’Associazione Yamato, fondata nel 2016 a Casale Monferrato, che si occupa della diffusione della cultura giapponese tramite mostre, conferenze, corsi e scambi culturali. Nata dalla passione di artisti e maestri come Shozo Koike (pittura sumie) e Pier Paolo Cornaglia (karate, VI dan), oggi conta soci in tutta Italia e collabora attivamente con realtà pubbliche e private.
Per ulteriori informazioni, contattare l’associazione culturale Yamato al numero + 39 349 8508918 oppure inviare una mail a una delle due associazioni qui di sopra.
Ora
(Mercoledì) 18:30 - 18:30
Luogo
Giardino Urban2
Via Rotondino, 15033 Casale Monferrato (AL)
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di stand, degustazioni, conferenze e molto altro!
L’ingresso sarà gratuito e l’evento, patrocinato dal Comune di Alba, si terrà presso il Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra”.
Di seguito il programma del festival:
ore 10:00 – apertura ufficiale del festival con saluti dell’amministrazione comunale
ore 11:00 – conferenza “Storia del Giappone” a cura del professor Detti
ore 12:30 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 14:00 – presentazione del romanzo Gaijin di Linda Lincari
ore 15:00 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 16:00 – conferenza “la spada giapponese: arte e tradizione” a cura del sensei Claudio Regoli
ore 17:00 – conferenza “pensiero e fiolosofia giapponese” a cura del dottor G. Vianzoni
ore 17:30 – esibizione di antiche tecniche di spada a cura del sensei Claudio Regoli
ore 18:00 – chiusura del festival
Per ulteriori informazioni, consultare il sito web degli organizzatori.
Ora
(Domenica) 10:00 - 19:00
Luogo
Palazzo Mostre e Congressi "G. Morra"
Piazza Medford, 3 12051 Alba (CN)
11Ottallday30GiualldayLingua: "Corsi di lingua giapponese" Nihongo Motto. Online(Tutto il giorno)
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!! Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00. Il corso è rivolto
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!!
Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00.
Il corso è rivolto a chi non ha mai studiato il giapponese e desidera iniziare da zero.
I corsi si svolgeranno online sulle piattaforme Zoom e Google Classroom, con inizio l’11 ottobre 2025 fino a giugno 2026. Le classi saranno tenute da un’insegnante madrelingua esperta, il corpus delle lezioni sarà di 30 lezioni l’anno svolte in 2 ore a settimana. Sono disponibili 7 classi con fasce orarie diverse, con un minimo di 8 e un massimo di 16 persone per classe.
L’età minima per l’iscrizione è di 14 anni. Informazioni corsi di lingua principianti
Il costo è di 450 euro (+20 euro di quota associativa)
Tutte le informazioni le informazioni relative ai corsi dell’A.A 2025-2026 sono disponibili sul sito di Nihongo Motto
Per le caratteristiche dei corsi: Info corsi
Per ulteriori informazioni contattare esclusivamente Nihongo Motto all’indirizzo: info.nihongomotto@gmail.com
Ora
Ottobre 11 (Sabato) - Giugno 30 (Martedì)
Luogo
Online
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale.
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale. Il progetto, ideato da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e curato insieme a Davide Quadrio con la collaborazione di Anna Musini e Francesca Filisetti, offre al pubblico un percorso ricco e stratificato che attraversa l’intera produzione dell’artista giapponese residente a Berlino. Disegni, fotografie, sculture e installazioni di grande impatto delineano un universo poetico e al tempo stesso inquieto, in cui si intrecciano memoria, identità e il rapporto profondo con la vita e la morte.
La mostra si svilupperà attraverso opere che hanno reso Chiharu Shiota una delle voci più significative dell’arte contemporanea, celebri per l’utilizzo di fili intrecciati in trame complesse, rosse o nere, capaci di trasformare lo spazio espositivo in scenari sospesi e suggestivi. Queste architetture di fili non si limitano a definire un ambiente, ma evocano emozioni e visioni che trascendono i confini del tempo e dello spazio, creando connessioni tra la dimensione fisica e quella interiore. Un itinerario che invita alla riflessione, tra ricordi, sogni e interrogativi universali.
Quando
Data/e: 22 Ottobre 2025 – 28 Giugno 2026
Orario: 10:00 – 18:00
Giovedì: dalle 14:00 alle 22:00; Lunedì chiuso; La biglietteria chiude un’ora prima
Dove
MAO – Museo di Arte Orientale, via San Domenico, 11 – Torino
Prezzo
Intero 18€; Ridotto 12€ – visitatori dai 6 ai 18 anni, studenti fino a 25 anni, visitatori con disabilità; Gratuito – bambini fino ai 6 anni, accompagnatori di visitatori con disabilità
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale
Ora
Ottobre 22 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale a Torino
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Riparte sabato 25 ottobre alla Biblioteca regionale “Bruno Salvadori” di Aosta BiblioRencontres – Cineforum, la rassegna organizzata insieme ad AIACE Valle d’Aosta che
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Il tema di quest’anno è l’incomunicabilità, una scelta che si riflette anche nei film in programma, provenienti da Asia, America ed Europa: storie diverse ma unite da un terreno comune, quello dei legami interrotti, delle parole mancate, dei tentativi di riconnessone.
Tre titoli saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano, un modo per restituire al pubblico la voce autentica dei protagonisti e, allo stesso tempo, per giocare con il tema stesso della rassegna: capire e farsi capire.
Il primo appuntamento è con L’innocenza (Monster) del regista giapponese Hirokazu Kore-eda (Giappone, 2023), che sarà proposto in versione originale con sottotitoli. Il film racconta la vicenda di Minato, un bambino il cui comportamento inquietante viene osservato da punti di vista diversi – la madre, un insegnante accusato, i compagni di scuola – in un mosaico dove colpa e innocenza si confondono.
La rassegna proseguirà con:
- 15 novembre – Lost in Translation di Sofia Coppola: un incontro sospeso nella Tokyo dei primi Duemila, tra due solitudini che si riconoscono.
- 24 gennaio – Forza maggiore di Ruben Östlund: una valanga sfiorata e una famiglia che si frantuma, per paura e istinto.
- 14 febbraio – La persona peggiore del mondo di Joachim Trier: ritratto di una generazione in bilico tra desiderio e smarrimento.
- 14 marzo – As bestas di Rodrigo Sorogoyen (v.o. sott. it.): ostilità e incomprensioni in una Galizia rurale dove il silenzio pesa come una minaccia.
- 11 aprile – Il male non esiste di Ryūsuke Hamaguchi (v.o. sott. it.): la quiete di un villaggio scossa dal turismo di massa, tra natura e resistenza umana.
Ogni proiezione sarà accompagnata da una scheda del film e da consigli di visione tratti dal catalogo della videoteca regionale, per stimolare un percorso personale oltre la rassegna.
Sui canali social di AIACE VDA e della Biblioteca sarà inoltre attiva una collaborazione dedicata a commenti, curiosità e approfondimenti, per proseguire online il dialogo nato in sala.
Ora
Ottobre 25 (Sabato) - Aprile 11 (Sabato)
Luogo
Biblioteca Regionale Bruno Salvadori
Via Torre del Lebbroso 2 (AO)
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Dal 15 novembre 2025 al 6 aprile 2026 arriva a Milano la grande mostra evento ITADAKIMASU. Le Storie Nascoste nella Cucina degli Anime, che trasforma i piatti
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L’itinerario, articolato in nove sale scenografiche, propone 16 video-ricette originali, 38 sculture realizzate con la tecnica giapponese dello shokuhin sampuru, 14 stampe ukiyo-e, 22 poster relativi allo Studio Ghibli, 37 poster, 4 cartonati di anime giapponesi e le illustrazioni di Loputyn e Blackbanshee, oltre a contenuti interattivi e a un ricco bookshop tematico.
Di particolare divertimento per i visitatori sarà la possibilità di esibirsi all’interno di un caratteristico cafè giapponese sul palco di un vero karaoke, cantando a squarciagola le sigle degli anime più amati.
A ogni visitatore verrà regalato all’entrata un piccolo ricettario di piatti giapponesi ispirati agli anime e scritto in persona dal curatore della mostra. Sul retro del ricettario, si troveranno invece le istruzioni per partecipare, all’interno della mostra, ad una coinvolgente caccia tesoro a tema.
Come sempre vale la formula Soddisfatti o rimborsati: I visitatori insoddisfatti dell’esposizione, avranno la possibilità di essere rimborsarti dell’intero importo del biglietto pagato.
Ad un mese esatto dall’inaugurazione, sul sito della mostra e sulle principali piattaforme, si aprono le prevendite.
Fino al 31 ottobre il biglietto open avrà un prezzo scontato di 12 euro, anziché 15, ed includerà anche la partecipazione a 4 eventi collaterali esclusivi (del valore di €21) e il poster ufficiale della mostra (formato 100×140 cm) in omaggio. Il calendario di questi eventi è consultabile da oggi sul sito della mostra.
Dal 1° novembre fino al 14 novembre, invece, il biglietto open avrà sempre il costo promozionale di 12,00 euro, con poster in omaggio ma senza accesso agli eventi collaterali.
Luogo: Spazio Varesina 204 Milano.
(Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura),
Ora
Novembre 15 (Sabato) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Milano
Spazio Varesina 204
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell'Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts. Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un'artista
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell’Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts.
Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un’artista giapponese che dal 1996 vive e lavora a Berlino. Nel 2015, con il progetto The Key in The Hand, ha rappresentato il Giappone alla 56ª edizione della Biennale di Venezia.
L’opera, avvolta da una fitta trama di fili – cifra stilistica di Shiota – si preannuncia come una riflessione intima sul tempo, la perdita e la memoria. La sala vetrata dell’Agorà, al primo piano del museo, si trasformerà così in uno spazio sospeso, dove l’inizio dello scioglimento della neve diventa metafora di passaggi interiori ed esistenziali.
Questa installazione non solo si inserisce nel solco della poetica dell’artista, ma anticipa anche la grande mostra tematica sulla neve prevista al MUDEC per febbraio 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali.
Per ulteriori informazioni sul MUDEC, visitare il sito ufficiale.
Ora
Novembre 19 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MUDEC museo delle culture
via Tortona, 56 (MI)
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all'evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo
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Nell’autunno 2025, Bologna ospita nelle sale del Museo Civico Archeologico Graphic Japan, la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’evoluzione della grafica giapponese dalle eleganti stampe ukiyoe del periodo Edo fino ai manga e poster contemporanei; in esposizione oltre duecento opere stampate in silografia, libri, album, manifesti e mascherine (katagami) per tessuti, oltre a oggetti d’alto artigianato.
Il percorso espositivo si articola in quattro sezioni tematiche: Natura, Figure, Segno e Giapponismo contemporaneo e si costituisce attraverso un approccio interdisciplinare che va dalla calligrafia al design, dalla tipografia al teatro, fino alla moda, al cinema e al fumetto. Curato da Rossella Menegazzo ed Eleonora Lanza, sarà corredato da un ricco palinsesto di attività ed eventi: si rivolge infatti a un pubblico molto ampio attraverso attività didattiche, percorsi per le scuole, visite guidate e contenuti multimediali, non solo per bambini e ragazzi ma anche per il pubblico adulto. Verranno presentati inoltre programmi ad hoc dedicati a esplorare le tante anime della cultura giapponese, dall’arte al cinema e alla musica, grazie a collaborazioni con l’Università di Bologna, la Fondazione Cineteca di Bologna e il Centro Studi d’Arte Estremo-Orientale.
Graphic Japan. Da Hokusai al Manga presenta i temi e gli artisti più rilevanti delle diverse epoche evidenziando l’evoluzione del tratto, delle tecniche, dei materiali, dei soggetti, così come il cambiamento d’uso e la capacità di innovare nel solco della tradizione, mantenendo l’essenza visiva riconoscibile propria della cultura del Sol Levante.
L’esposizione si avvale del patrocinio della Regione Emilia-Romagna e dell’appoggio del Consolato Generale del Giappone di Milano e si pone in continuità rispetto ai rapporti tra Italia e Giappone approfonditi nel contesto di Expo di Osaka 2025, che si concluderà ad ottobre.
È possibile acquistare il biglietto Open a una tariffa agevolata e con la possibilità di definire in un secondo momento la data di ingresso tramite il sito ufficiale della mostra www.graphicjapanbologna.it.
Potrete visitare la mostra dal 20 novembre 2025 al 6 aprile 2026 durante i seguenti orari:
Dal lunedì al venerdì ore 10-18
Sabato e domenica ore 10-19
Martedì chiuso
Il prezzo dei biglietti è:
Open: € 17,00
Ridotto Open: € 13,00 (promo Early Bird dal 12 giugno 2025)
Intero: € 16,00
Ridotto: € 14,00
Ridotto over 65 (solo il mercoledì): € 14,00
Ridotto speciale studenti universitari: € 10,00 (lunedì, mercoledì e giovedì)
Ridotto scuole: € 7,00
Ridotto bambini (6-10 anni): € 7,00
Ridotto famiglia
Per ulteriori informazioni, consultate il sito web www.graphicjapanbologna.it.
Ora
Novembre 20 (Giovedì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
Museo Civico Archeologico
Via dell’Archiginnasio, 2
22Novallday30alldayMostra: "Mostra fotografica di Koji Onaka"(Tutto il giorno) Via Gola 5, Milano
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960.
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960. La sua è una delle voci più poetiche e silenziosamente potenti della fotografia contemporanea.
Formatosi al Tokyo College of Photography nei primi anni ’80 e membro del collettivo CAMP accanto a Daido Moriyama, Onaka ha sviluppato uno sguardo unico sul paesaggio giapponese: luoghi marginali, malinconici e vibranti di umanità, sospesi tra memoria e quotidianità.
Per la prima volta a Milano, l’artista sarà presente all’inaugurazione sabato 22 novembre presso Gola Gallery, in Via Gola 5 a Milano, dove incontrerà il pubblico e firmerà una selezione dei suoi libri fotografici – tra cui “DISTANCE“, “Have a Break“, “Tin and Chimneys“, “Memories of Younger Days in Shinjuku” e “My Ektachrome“.
In mostra una selezione di stampe originali in bianco e nero e a colori, realizzate e stampate personalmente dall’artista in camera oscura, in tiratura limitata che preservano tutta la materia e la delicatezza della pellicola.
Un’occasione rara per entrare in contatto diretto con uno dei maestri della fotografia giapponese contemporanea.
La mostra si terrà fino al 30 novembre 2026.
Per informazioni: @galleriagola su Instagram
Luogo: Gola Gallery, Via Gola 5, Milano
data e ora: inaugurazione il giorno 22 novembre 2025 ore 18:00 – 22:00 | date mostra 22 novembre 2025 – 30 novembre 2026
Ora
Novembre 22 (Sabato) - 30 (Lunedì)
Luogo
Galleria Gola
Via Gola 5, Milano
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 - L'ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell'oro e
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Fino al 6 aprile il MegaMuseo di Aosta ospita KIN 金 – L’ORO NELLE ARTI GIAPPONESI, mostra curata da Roberta Vergagni, dedicata alla bellezza dell’oro e alle sue molteplici applicazioni nelle arti del Giappone.
L’esposizione è realizzata in collaborazione con l’Associazione I.N.T.K. – Associazione italiana per la spada giapponese e l’ Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura APS di Torino, con il patrocinio del Consolato.
La mostra esplora la cultura materiale giapponese, con manufatti che spaziano dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri, esplorando le tecniche in cui l’oro è protagonista assoluto: kinpaku, kirigane, kinran, kintsugi, maki-e. Nella tradizione giapponese, l‘oro non è soltanto un materiale o un colore, ma pura luce. Nel Buddhismo rappresenta lo splendore della luce del Buddha, nel teatro tradizionale Nō è la luce della dimensione sacrale che distingue le divinità dagli esseri umani. Con il passaggio all’arte moderna, questa sensibilità si trasforma: l’oro diventa il più brillante tra tutti i colori, mantenendo il suo effetto lussuoso e decorativo.
La mostra si articola in tre sezioni che offrono diversi livelli di lettura, dalla pura ammirazione estetica all’approfondimento tecnico e culturale. La prima sezione offre una panoramica di manufatti che attraversano i secoli: una katana firmata Masamune del XV secolo, oggetti laccati nurimono, ceramiche che sperimentano tecniche ardite, tessuti haori e kimono illuminati da fili dorati, eleganti cinture obi, dipinti su rotolo verticale kakemono e oggetti bronzei del mondo bushi. L’esposizione gioca con i contrasti cromatici: da una parte l’essenzialità di oro e nero, dall’altra la sfarzosità dell’oro in dialogo con una ricca palette di colori. La seconda sezione è dedicata alle stampe di incisori moderni e contemporanei, fase evolutiva delle xilografie ukiyo-e, culminando con un’opera di Takashi Murakami, fondatore del movimento Superflat. La sua litografia The Golden Age: Hokkyo Takashi (2016) fonde la tradizionale pittura artistica di Edo con la moderna Pop art, con teschi e fiori sorridenti su sfondo dorato. La terza sezione è dedicata alle opere della maestra calligrafa Kazuko Hiraoka, che combinano la magia della foglia d’oro con l’espressività dell’arte giapponese dello shodō, e alle ceramiche della maestra di kintsugi Aiko Zushi. che vivono una nuova vita all’insegna del bello.
Kazuko Hiraoka combina la magia della foglia d’oro con l’espressività della calligrafia giapponese (shodō). laureata nel 1973 all’Accademia d’Arte Bijutsu Daigaku di Musashino, Kazuko Hiraoka, ha lavorato come graphic designer alla Sony prima di dedicarsi alla calligrafia. Nel 1999 ha acquisito il titolo di Maestra calligrafa dopo 15 anni di studi presso la Akitsu-Kai sotto la guida di Kanichi Nakata, Maestro della famiglia imperiale. Dal 2000 vive in Italia, dove diffonde l’arte calligrafica giapponesee Aiko Zushi, maestra di kintsugi, l’arte del restauro ceramico con lacca e oro che trasforma le fratture in nuova bellezza.
Aiko Zushi, originaria della prefettura di Yamanashi, ha studiato l’arte del kintsugi con la maestra Yoko Furuya. Ha vissuto a Torino, dove ha aperto un laboratorio e insegnato questa tradizionale arte presso l’Associazione Interculturale Italia-Giappone Sakura, prima di tornare in Giappone a proseguire la sua attività artistica e didattica
L’esposizione prevede, inoltre, un evento collaterale mercoledì 3 dicembre alle ore 17.30, nell’ambito delle attività organizzate per la Giornata mondiale delle persone con disabilità, in collaborazione con l’Assessorato regionale Sanità, salute e politiche sociali viene proposta una visita guidata condotta da Generoso Urciuoli,
Attività a pagamento, gratuita per le persone con disabilità e accompagnatore; prenotazione obbligatoria al numero 0165 552420 oppure all’indirizzo areamegalitica.biglietteria@servizivda.it
TICKET ONLINE su: https://valledaostaheritage.com/megamuseo/
Per maggiori info: beniculturali@regione.vda.it
Ora
Novembre 28 (Venerdì) - Aprile 6 (Lunedì)
Luogo
MegaMuseo
Corso Saint-Martin-de-Corléans, 258, 11100 Aosta AO
28GenalldayEvento: "NipPop Book Club - Settima Edizione"(Tutto il giorno) Via San Felice 16
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto
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Il NipPop BookClub, il gruppo di lettura di NipPop interamente dedicato al Giappone in collaborazione con la Libreria delle Donne e con il Patto per la Lettura del Comune di Bologna, arriva quest’anno alla settima edizione, con una proposta sempre più ricca di libri da leggere e di cui discutere: sette appuntamenti per approfondire il ruolo delle voci femminili nella nuova letteratura dal Giappone.
È a una donna, Murasaki Shikibu, scrittrice, poetessa e dama di corte della consorte imperiale Shōshi, che si deve la nascita della prima opera narrativa in prosa scrittta interamente in giapponese, alle soglie dell’XI secolo, il Genji monogatari (La storia di Genji). Negli stessi anni, un’altra dama di corte, Sei Shōnagon, al servizio di Teishi, a sua volta consorte imperiale, scriveva il Makura no sōshi (Le note del guanciale), una sorta di zibaldone di pensieri, annotazioni, aneddoti, raccontati in uno stile vivace e caustico, personalissimo, dando inizio a un nuovo, inedito genere letterario. Dopo questi esordi brillanti tuttavia la letteratura femminile ha attraversato lunghi secoli di oscurantismo, come conseguenza di un irrigidimento del patriarcato e del sessimo che questo comporta, prima con l’affermazione dell’aristocrazia guerriera e poi con l’avvento della modernità e di nuove forme di moralismo e di controllo dei ruoli di genere, della maternità e in senso più ampio del femminile nella sua complessità.
Solo molto più tardi, sull’onda della forza propulsiva dello ūman ribu, il movimento di liberazione della donna, che mira a scardinare i tradizionali, convenzionali e stantii ruoli di genere affermando il diritto all’autodeterminazione, a partire dagli anni Sessanta le voci di donna tornano al centro: attraverso la lettura di sette scrittrici il cui lavoro ha plasmato la letteratura giapponese contemporanea e sta delineando nuove direzioni, si traccerà la mappa di un percorso di contestazione, decostruzione e ricostruzione delle norme sociali e dei ruoli di genere, della sessualità e della maternità, il cui impatto, grazie anche alla crescente attività di traduzione, sta andando ben oltre i confino dell’arcipelago.
Inizia quindi un nuovo viaggio tra autrici diverse per le scelte di genere e per la storia che le circonda, che parlano dal Giappone e del Giappone: una nuova, affascinante avventura – siete pronti a partire?
Il viaggio inizia subito! NipPop dà la possibilità ai lettori di scegliere alcuni dei libri che verranno trattati nel book club: la propria preferenza si esprime attraverso il sondaggio su Google Form a questo link!
Gli incontri si terranno presso la Libreria delle Donne e avranno inizio dal 28 gennaio. Saranno moderati da Paola Scrolavezza, docente presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Moderne dell’Università di Bologna, con la collaborazione del team di NipPop.
Luogo: Libreria delle Donne, Via S. Felice 16, Bologna (BO)
data e ora: a partire dal 28 gennaio
Ora
Gennaio 28 (Mercoledì)
Luogo
Libreria delle Donne
Via San Felice 16
Maggio
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra "Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga" inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a
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È stata prorogata fino al 7 settembre la mostra “Una rivoluzione nelle stampe Giapponesi: gli Shin hanga” inaugurata lo scorso 13 marzo ai Musei di San Salvatore in Lauro, a Roma.
Curata da Paola Scrolavezza, l’esposizione permette di immergersi in un movimento artistico che ha saputo reinventare le tradizionali stampe ukiyo-e con un linguaggio fresco e moderno, ma rispettoso delle radici.
Lo Shin hanga (新版画), che significa letteralmente “nuove stampe”, nasce infatti agli inizi del Novecento, precisamente durante le epoche Taishō e Shōwa, come risposta e rinnovamento delle classiche stampe ukiyo-e, che avevano dominato la scena artistica giapponese per secoli. L’obiettivo del movimento era quello di portare un tocco di modernità, fondendo il meglio dell’estetica classica con elementi innovativi provenienti dal mondo occidentale. A differenza di altri movimenti coevi, esso ha mantenuto un sistema collaborativo di produzione; la divisione dei compiti tra artisti, incisori, stampatori ed editori dà vita a opere caratterizzate da una raffinatezza tecnica e cromatica fuori dal comune. Queste opere si distinguono per l’uso innovativo della prospettiva, per il forte legame con la fotografia e per un rinnovato interesse per l’illuminazione e le stagioni, che conferiscono alle opere una dimensione quasi cinematografica, rendendole vive e senza tempo.
L’esposizione raccoglie oltre cento opere shin hanga, compresi capolavori di artisti del calibro di:
Itō Shinsui, noto per i suoi ritratti di donne dai tratti delicati e malinconici, che catturano l’essenza della bellezza eterea e senza tempo;
Kawase Hasui, il maestro dei paesaggi, capace di trasmettere l’atmosfera di un luogo con una magistrale gestione della luce e dell’ombra;
Hashiguchi Goyō, celebre per le sue raffigurazioni femminili di rara eleganza e dettaglio, che sanno raccontare non solo l’aspetto fisico, ma anche l’intimità e la psicologia dei suoi soggetti.
Per ulteriori informazioni e per acquistare i biglietti, è possibile visitare il sito ufficiale all’indirizzo www.shinhanga.it.
Ora
Marzo 13 (Giovedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
Musei di San Salvatore in Lauro
Piazza di S. Salvatore in Lauro, 15 00186 Roma
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Il Museo d'Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese
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Il Museo d’Arte Orientale di Torino presenta la prima di tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento.
Questa prima selezione, in esposizione dal 20 maggio al 3 agosto, prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Realizzata per la prima volta nel 1833, la serie rivoluziona il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, diviene un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costano quanto una ciotola di ramen e vengono spesso addirittura dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
A rendere questa serie così speciale è l’intuizione di Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, di trasformare un tema allora già molto noto – il viaggio lungo la Tōkaidō, una delle grandi arterie del Giappone Tokugawa che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige reinventa il paesaggio descrivendo scene oniriche, atmosferiche, capaci di evocare sogni di viaggio e avventura.
La Tōkaidō viene percorsa da daimyo, pellegrini e, col tempo, anche mercanti e viaggiatori comuni. Ogni stazione di posta offre alloggi, cibo, servizi (anche sessuali) e prodotti tipici; Hiroshige restituisce tutto questo e trasmette il senso del movimento, la varietà degli incontri, il fascino di un paese in trasformazione.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), dal quale provengono non solo le opere esposte ma anche l’apparato educativo che le accompagna.
L’accesso alla mostra è incluso nel biglietto delle collezioni permanenti, e l’esposizione è visitabile da martedì a domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La biglietteria chiude un’ora prima rispetto al museo e l’ultimo ingresso è alle ore 17:00.
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale del MAO di Torino https://www.maotorino.it/it/evento/le-53-stazioni-della-tokaido/
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Agosto 3 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Nell'ambito del riallestimento della galleria dedicata all'arte giapponese, il MAO (Museo d'Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre
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Nell’ambito del riallestimento della galleria dedicata all’arte giapponese, il MAO (Museo d’Arte Orientale) di Torino proroga fino al 7 settembre la prima delle tre selezioni dedicate alla celebre serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Utagawa Hiroshige, uno dei capolavori assoluti dell’arte giapponese dell’Ottocento, di proprietà di UniCredit. Questa prima selezione prevede l’esposizione di 19 stampe, a cui faranno seguito nei prossimi mesi altri due rotazioni di 18 xilografie ciascuna.
Il progetto si inserisce nel programma di rotazioni e interventi dinamici delle collezioni del MAO e, in questa configurazione, propone una lettura inedita della serie Le 53 stazioni della Tōkaidō di Hiroshige. Frutto della collaborazione con il Museo di Belle Arti di Montréal (MMFA), l’esposizione adotta un approccio ecologicamente sostenibile alla progettazione espositiva, in linea con l’orientamento che il MAO sviluppa da alcuni anni, volto a valorizzare il pensiero curatoriale e il contributo scientifico per un uso consapevole delle risorse museali. La serie conservata al MAO è infatti identica a quella presente nelle collezioni del MMFA: questo consente di realizzare una mostra in cui non siano le opere a viaggiare, ma la visione curatoriale e l’apparato educativo che la accompagnano.
Il progetto è curato da Laura Vigo, conservatrice di arte asiatica presso il MMFA, e si avvale dei contenuti didattici sviluppati dal museo canadese in occasione della presentazione della serie nel 2024, proposta allora con la medesima chiave interpretativa.
Realizzata per la prima volta nel 1833 e pubblicata dalla casa editrice Hōeidō di Takenouchi Magohachi, la serie riscosse un successo immediato, rivoluzionando il panorama degli ukiyo-e, le celebri xilografie a blocchi di legno. Stampata in oltre 15.000 copie, la Tōkaidō divenne un vero e proprio bestseller dell’epoca Edo, accessibile a tutti: le singole stampe costavano quanto una ciotola di ramen e venivano comprate, appese, spesso dimenticate, per poi essere riscoperte e consacrate come opere d’arte in Occidente solo nella seconda metà del XIX secolo.
Ma perché questa serie è così speciale rispetto a quelle che l’hanno preceduta? Hiroshige, artista proveniente da una famiglia samurai, ebbe l’intuizione di trasformare un tema allora già molto frequentato – il viaggio lungo la Tōkaidō, la strada di 490 km che collegava Edo (l’odierna Tokyo) a Kyoto – in un racconto visivo capace di mescolare realtà e immaginazione. Con un linguaggio accessibile e modernissimo, ispirato all’arte tradizionale giapponese ma con profonde suggestioni occidentali (come la prospettiva centrale, l’ombreggiatura, il formato orizzontale e l’uso del blu sintetico), Hiroshige non si limitò a rappresentare il paesaggio, ma lo reinventò. Ogni stampa è una scena onirica, atmosferica, capace di evocare sogni di viaggio e avventura…
Per ulteriori informazioni, visitare il sito ufficiale.
Ora
Maggio 20 (Martedì) - Settembre 7 (Lunedì)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente - Floating Colours. Marbling paper
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Dal 30 maggio al 29 giugno 2025, nelle prestigiose Sale Monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana, il pubblico potrà visitare la mostra Colori Fluttuanti. La carta marmorizzata tra Oriente e Occidente – Floating Colours. Marbling paper between East and West, curata da Lorenzo Pontalti e dedicata alla memoria dell’artista veneziano Alberto Valese, marmorizzatore onorato in Turchia col titolo di Maestro Ebru.
L’esposizione intende far conoscere e svelare nei suoi aspetti meno conosciuti un’arte antica ed affascinante, quella della carta marmorizzata. Attraverso una selezione di carte ed oggetti sarà possibile ripercorrere la storia di questa tecnica proveniente dall’Estremo Oriente e diffusasi dapprima in Persia e Turchia e poi, a partire dalla fine del Cinquecento, nell’intera Europa, riconoscendo e apprezzandone le diverse caratteristiche nonché i molteplici utilizzi: dal suo impiego nella dimensione meditativa, alla previsione del futuro, fino all’uso decorativo per la copertura di libri di pregio. Il percorso espositivo comprenderà esempi di manoscritti provenienti dalle collezioni marciane rilegati con carte marmorizzate antiche della tradizione giapponese, islamica e occidentale.
La marmorizzatura della carta si indica in Giappone col termine Suminagashi, “inchiostro fluttuante“; quest’arte viene documentata in Giappone già nel Duecento, ma se ne hanno notizie in Cina anche in epoca precedente . La tecnica deriva dall’arte calligrafica e ne impiega gli stessi strumenti: la pietra d’ardesia (suzuri), il bastoncino d’inchiostro (sumi), il pennello (hude) e la carta di gelso (kami). Si svolge secondo una ritualità che non solo prevede perizia tecnica ma favorisce anche una dimensione meditativa, introdotta dalla fase di preparazione dell’inchiostro che avviene sfregando il bastoncino di sumi e alcune gocce d’acqua sulla pietra d’ardesia. Con la punta dei pennelli, alternando inchiostro e fiele di bue, l’artista punge la superficie dell’acqua creando cerchi concentrici che fluttuano e si muovono, assumendo forme casuali e imprevedibili che vengono poi fermate sulla carta, appena appoggiata sull’acqua. Anticamente gli stessi disegni prodotti durante questo rituale erano interpretati per predire il destino.
Venerdì 20 giugno alle ore 16.30 si terrà inoltre un incontro esclusivo intitolato Inchiostri fluttuanti con Luisa Canovi, paper designer affascinata dalla cultura giapponese e nota soprattutto per le sue originali e sorprendenti creazioni d’origami. Tratterà durante questo incontro proprio della tecnica Suminagashi, che definisce di rara bellezza per “l’essenzialità dei materiali, le poche e semplici regole, il silenzio e la concentrazione, l’emozione di vedere fluttuare l’inchiostro e la sorpresa del foglio di carta che ne raccoglie la memoria”.
Sarà possibile visitare la mostra da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso ore 17:00).
I biglietti sono acquistabili all’indirizzo https://archeologicovenezia.cultura.gov.it/
Per ulteriori informazioni, consultate il sito ufficiale https://bibliotecanazionalemarciana.cultura.gov.it/mostre/colori-fluttuanti-la-carta-marmorizzata-tra-oriente-e-occidente
Ora
Maggio 30 (Venerdì) - Giugno 29 (Lunedì)
Luogo
Biblioteca Nazionale Marciana
Piazzetta San Marco, 13/a 30124 Venezia
25Lug19:3019:30Evento: festa Tanabata ad Atripalda (AV)19:30 - 19:30 83042 Atripalda (AV)
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata,
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Venerdì 25 luglio alle ore 19:30, la suggestiva Piazzetta degli Artisti di Atripalda, in provincia di Avellino, si trasformerà in un angolo di Giappone per celebrare il Tanabata, la tradizionale festa delle stelle innamorate.
L’evento, promosso dall’associazione Lupus in Fabula con il supporto del Comune di Atripalda e in collaborazione con Laika, offrirà a grandi e piccoli un’immersione nella cultura nipponica, tra racconti, simboli e rituali.
Cuore della festa sarà il rito dei desideri: come da tradizione, i partecipanti potranno scrivere sogni, pensieri o preghiere su foglietti colorati (tanzaku) da appendere ai rami di bambù, nella speranza che le stelle li esaudiscano.
La serata prevede inoltre una lettura ad alta voce e un laboratorio creativo, per viaggiare con la fantasia tra storie e leggende giapponesi.
Per ulteriori informazioni, consultare la pagina Facebook dell’evento.
Ora
(Venerdì) 19:30 - 19:30
Luogo
Piazzetta degli Artisti
83042 Atripalda (AV)
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima. Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel
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Nel cuore di Casale Monferrato sorgerà un potente simbolo di speranza e resilienza: un Hibakujumoku, ovvero un albero sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima.
Questo piccolo bagolaro è stato affidato, nel 2024, al Comune di Casale Monferrato, che ne ha poi delegato la cura all’Associazione Librarti. La scelta del luogo non è casuale: l’albero è stato piantumato nel Giardino Urban2, area verde pubblica che Librarti gestisce in cogestione con il Comune dal 2020, proprio in una zona segnata dalla memoria storica più dolorosa della città, quella dell’ex stabilimento Eternit.
L’iniziativa ha preso forma grazie anche alla collaborazione con l’Associazione culturale giapponese Yamato, e la data scelta per la piantumazione è altamente simbolica: il 6 agosto 2024, anniversario dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima. A un anno esatto da quella cerimonia, il prossimo 6 agosto 2025, l’Hibakujumoku tornerà protagonista di un evento commemorativo dal titolo Un albero per la Memoria.
A partire dalle ore 18.30, le associazioni Librarti, Yamato, AFEVA e altre realtà del territorio si ritroveranno nel Giardino Urban2 per dare vita a un momento condiviso di riflessione, ricordo e speranza, attraverso la musica e la lettura di brani scelti.
L’evento sarà arricchito dagli interventi musicali coordinati dalla musicista Erika Patrucco e vedrà la partecipazione della musicista giapponese Takayo Hiramatsu, con il suo koto (strumento musicale giapponese cordofono, appartenente alla famiglia delle cetre), e del giovanissimo pianista Riccardo Corino.
Sarà inoltre possibile annotare pensieri e desideri sui tradizionali tanzaku, piccoli cartoncini legati agli alberi, e partecipare a una degustazione di tè giapponese, in un’atmosfera raccolta e suggestiva.
L’iniziativa nasce per tenere viva la memoria di tragedie che, pur avvenute in tempi e luoghi diversi, hanno segnato profondamente la coscienza collettiva: Hiroshima e Casale Monferrato, unite da un percorso comune di dolore, giustizia e rinascita.
Nel quartiere Ronzone, infatti, sorgeva lo stabilimento Eternit, attivo dal 1907 al 1986, dove venivano prodotti materiali in cemento-amianto. Le fibre di amianto, altamente nocive, hanno causato oltre 2000 decessi per mesotelioma pleurico e altre patologie correlate.
Nel 1988 nasce l’associazione AFLED (Associazione Familiari Lavoratori Eternit Deceduti), poi diventata AFEVA (Associazione Famigliari e Vittime Amianto) nel 1998, che da allora lotta per ottenere giustizia per le vittime e sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione. Una battaglia che ha portato nel 1992 alla promulgazione della Legge 257, la quale ha messo al bando l’amianto in Italia.
A dare vita e forza a questo evento sono due associazioni attive sul territorio:
L’Associazione culturale Librarti APS, che dal 2020 cura il Giardino Urban2, trasformandolo in uno spazio di memoria, arte e comunità.
L’Associazione Yamato, fondata nel 2016 a Casale Monferrato, che si occupa della diffusione della cultura giapponese tramite mostre, conferenze, corsi e scambi culturali. Nata dalla passione di artisti e maestri come Shozo Koike (pittura sumie) e Pier Paolo Cornaglia (karate, VI dan), oggi conta soci in tutta Italia e collabora attivamente con realtà pubbliche e private.
Per ulteriori informazioni, contattare l’associazione culturale Yamato al numero + 39 349 8508918 oppure inviare una mail a una delle due associazioni qui di sopra.
Ora
(Mercoledì) 18:30 - 18:30
Luogo
Giardino Urban2
Via Rotondino, 15033 Casale Monferrato (AL)
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di
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Domenica 21 settembre 2025, Alba (CN) ospita la seconda edizione di Alba, il Festival del Sol Levante: un evento dedicato agli appassionati di storia e cultura giapponese ricco di stand, degustazioni, conferenze e molto altro!
L’ingresso sarà gratuito e l’evento, patrocinato dal Comune di Alba, si terrà presso il Palazzo Mostre e Congressi “Giacomo Morra”.
Di seguito il programma del festival:
ore 10:00 – apertura ufficiale del festival con saluti dell’amministrazione comunale
ore 11:00 – conferenza “Storia del Giappone” a cura del professor Detti
ore 12:30 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 14:00 – presentazione del romanzo Gaijin di Linda Lincari
ore 15:00 – degustazioni guidate di tè giapponese e sake
ore 16:00 – conferenza “la spada giapponese: arte e tradizione” a cura del sensei Claudio Regoli
ore 17:00 – conferenza “pensiero e fiolosofia giapponese” a cura del dottor G. Vianzoni
ore 17:30 – esibizione di antiche tecniche di spada a cura del sensei Claudio Regoli
ore 18:00 – chiusura del festival
Per ulteriori informazioni, consultare il sito web degli organizzatori.
Ora
(Domenica) 10:00 - 19:00
Luogo
Palazzo Mostre e Congressi "G. Morra"
Piazza Medford, 3 12051 Alba (CN)
11Ottallday30GiualldayLingua: "Corsi di lingua giapponese" Nihongo Motto. Online(Tutto il giorno)
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall'Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!! Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00. Il corso è rivolto
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Il corso annuale di lingua giapponese promosso dall’Istituto Giapponese di Cultura di Roma e Nihongo Motto, sta per cominciare!!
Apertura pre-iscrizioni livello principianti lunedì 15 settembre ore 9:00.
Il corso è rivolto a chi non ha mai studiato il giapponese e desidera iniziare da zero.
I corsi si svolgeranno online sulle piattaforme Zoom e Google Classroom, con inizio l’11 ottobre 2025 fino a giugno 2026. Le classi saranno tenute da un’insegnante madrelingua esperta, il corpus delle lezioni sarà di 30 lezioni l’anno svolte in 2 ore a settimana. Sono disponibili 7 classi con fasce orarie diverse, con un minimo di 8 e un massimo di 16 persone per classe.
L’età minima per l’iscrizione è di 14 anni. Informazioni corsi di lingua principianti
Il costo è di 450 euro (+20 euro di quota associativa)
Tutte le informazioni le informazioni relative ai corsi dell’A.A 2025-2026 sono disponibili sul sito di Nihongo Motto
Per le caratteristiche dei corsi: Info corsi
Per ulteriori informazioni contattare esclusivamente Nihongo Motto all’indirizzo: info.nihongomotto@gmail.com
Ora
Ottobre 11 (Sabato) - Giugno 30 (Martedì)
Luogo
Online
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale.
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Dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026, il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenterà la mostra “Chiharu Shiota: The Soul Trembles”, un’importante retrospettiva dedicata all’artista giapponese di fama internazionale. Il progetto, ideato da Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e curato insieme a Davide Quadrio con la collaborazione di Anna Musini e Francesca Filisetti, offre al pubblico un percorso ricco e stratificato che attraversa l’intera produzione dell’artista giapponese residente a Berlino. Disegni, fotografie, sculture e installazioni di grande impatto delineano un universo poetico e al tempo stesso inquieto, in cui si intrecciano memoria, identità e il rapporto profondo con la vita e la morte.
La mostra si svilupperà attraverso opere che hanno reso Chiharu Shiota una delle voci più significative dell’arte contemporanea, celebri per l’utilizzo di fili intrecciati in trame complesse, rosse o nere, capaci di trasformare lo spazio espositivo in scenari sospesi e suggestivi. Queste architetture di fili non si limitano a definire un ambiente, ma evocano emozioni e visioni che trascendono i confini del tempo e dello spazio, creando connessioni tra la dimensione fisica e quella interiore. Un itinerario che invita alla riflessione, tra ricordi, sogni e interrogativi universali.
Quando
Data/e: 22 Ottobre 2025 – 28 Giugno 2026
Orario: 10:00 – 18:00
Giovedì: dalle 14:00 alle 22:00; Lunedì chiuso; La biglietteria chiude un’ora prima
Dove
MAO – Museo di Arte Orientale, via San Domenico, 11 – Torino
Prezzo
Intero 18€; Ridotto 12€ – visitatori dai 6 ai 18 anni, studenti fino a 25 anni, visitatori con disabilità; Gratuito – bambini fino ai 6 anni, accompagnatori di visitatori con disabilità
Per ulteriori informazioni visitate il sito ufficiale
Ora
Ottobre 22 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MAO Museo d'Arte Orientale a Torino
Via San Domenico, 11, 10122 Torino TO
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell'Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts. Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un'artista
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Dal 19 novembre 2025, il MUDEC di Milano accoglierà nell’Agorà una nuova, suggestiva installazione site-specific dell’artista giapponese Chiharu Shiota, intitolata The Moment the Snow Melts.
Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è un’artista giapponese che dal 1996 vive e lavora a Berlino. Nel 2015, con il progetto The Key in The Hand, ha rappresentato il Giappone alla 56ª edizione della Biennale di Venezia.
L’opera, avvolta da una fitta trama di fili – cifra stilistica di Shiota – si preannuncia come una riflessione intima sul tempo, la perdita e la memoria. La sala vetrata dell’Agorà, al primo piano del museo, si trasformerà così in uno spazio sospeso, dove l’inizio dello scioglimento della neve diventa metafora di passaggi interiori ed esistenziali.
Questa installazione non solo si inserisce nel solco della poetica dell’artista, ma anticipa anche la grande mostra tematica sulla neve prevista al MUDEC per febbraio 2026, in occasione delle Olimpiadi invernali.
Per ulteriori informazioni sul MUDEC, visitare il sito ufficiale.
Ora
Novembre 19 (Mercoledì) - Giugno 28 (Domenica)
Luogo
MUDEC museo delle culture
via Tortona, 56 (MI)
22Novallday30alldayMostra: "Mostra fotografica di Koji Onaka"(Tutto il giorno) Via Gola 5, Milano
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960.
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Sabato 22 novembre 2025 alle 18:00 si inaugura a Milano la mostra dedicata al fotografo giapponese Koji Onaka, nato a Fukuoka nel 1960. La sua è una delle voci più poetiche e silenziosamente potenti della fotografia contemporanea.
Formatosi al Tokyo College of Photography nei primi anni ’80 e membro del collettivo CAMP accanto a Daido Moriyama, Onaka ha sviluppato uno sguardo unico sul paesaggio giapponese: luoghi marginali, malinconici e vibranti di umanità, sospesi tra memoria e quotidianità.
Per la prima volta a Milano, l’artista sarà presente all’inaugurazione sabato 22 novembre presso Gola Gallery, in Via Gola 5 a Milano, dove incontrerà il pubblico e firmerà una selezione dei suoi libri fotografici – tra cui “DISTANCE“, “Have a Break“, “Tin and Chimneys“, “Memories of Younger Days in Shinjuku” e “My Ektachrome“.
In mostra una selezione di stampe originali in bianco e nero e a colori, realizzate e stampate personalmente dall’artista in camera oscura, in tiratura limitata che preservano tutta la materia e la delicatezza della pellicola.
Un’occasione rara per entrare in contatto diretto con uno dei maestri della fotografia giapponese contemporanea.
La mostra si terrà fino al 30 novembre 2026.
Per informazioni: @galleriagola su Instagram
Luogo: Gola Gallery, Via Gola 5, Milano
data e ora: inaugurazione il giorno 22 novembre 2025 ore 18:00 – 22:00 | date mostra 22 novembre 2025 – 30 novembre 2026
Ora
Novembre 22 (Sabato) - 30 (Lunedì)
Luogo
Galleria Gola
Via Gola 5, Milano
