Un altro anno è passato e proprio sul finire, Giappone in Italia vuole condividere con voi tutte quelle tradizioni e particolarità legate al capodanno giapponese!

Capodanno giapponese

Come anche l’Italia, il Giappone è un paese profondamente tradizionalista, specialmente sotto le feste. Infatti, il Capodanno in Giappone è un vero e proprio momento topico, pieno di festeggiamenti e tradizioni. Ci sono anche molti festival, musica e luci che vanno avanti per tutto il giorno. Non dimentichiamo poi gli speciali di Capodanno in tv, vere e proprie trasmissioni che durano tutto il giorno esclusivamente il 1° gennaio!

Oggi andiamo quindi a vedere alcune di queste peculiarità della terra del Sol Levante.

Le tradizioni del Capodanno Giapponese

Capodanno giapponese

Capodanno giapponese vuol dire pulizia profonda

Come in tante culture, anche in quella giapponese il nuovo anno deve iniziare con una tabula rasa. Una pagina bianca dove scrivere nuovi 365 giorni della propria vita. A questo proposito, i giapponesi partecipano allo oosouji, la “grande pulizia”.
Ebbene sì, in questo periodo dell’anno, ogni centimetro di casa viene pulito, anche quei posti che non vengono toccati in altri periodi dell’anno.

Il cibo tradizionale del capodanno giapponese

Come in Italia, il Giappone è un paese con una profonda cultura culinaria. Infatti, anche loro a Capodanno servono dei piatti specifici come ad esempio il Toshikoshi soba, piatto tipico della vigilia. Invece, Ozoni e Osechi sono i piatti tipici che dovrebbero essere gustati il 1 gennaio di ogni anno.

Otoshidama

Capodanno giapponese

A capodanno i giapponesi hanno anche l’abitudine di consegnare un po’ di soldi in busta ai bambini. Anche questa tradizione è molto simile all’usanza dei nonni italiani di fare lo stesso gesto per i propri nipoti. Di solito non è molto, una piccola mancia che però i bambini giapponesi attendono con ansia!

Fukubukuro

Capodanno e Fukubukuro vanno di pari passo! Queste borse a sorpresa, sono molto utili non solo ai negozianti per finire le scorte dopo le feste, ma sono anche un curioso regalo per i vostri cari. Infatti, il contenuto della borsa è interamente a sorpresa, si compra senza sapere cosa ci sia dentro!

Capodanno giapponese e Hatsumode

Questa è forse una delle usanze più tradizionali del Capodanno giapponese, ovvero la prima visita del nuovo anno al santuario. Molte persone infatti vanno a visitare il santuario proprio fra l’1 e il 3 gennaio. In questa occasione, si porgono gli omaggi per augurare un anno tranquillo, felice e sano. Tuttavia, se non siete religiosi ma dei turisti, vi consigliamo di scegliere altri giorni per visitare i santuari in quanto proprio in questo periodo sono molto affollati.

Hatsuhinode

Passiamo ora ad una tradizione forse più romantica, ovvero quella di osservare la prima alba dell’anno. Nonostante molte persone non siano in grado di svegliarsi per quell’ora, ci sono altrettante persone che godono di questo spettacolo. Un momento davvero magico.

Capodanno giapponese e Kodomatsu

Capodanno giapponese

Letteralmente “pino all’entrata” è la tradizionale decorazione giapponese di Capodanno. Solitamente la troviamo all’entrata delle abitazioni e degli stabilimenti lavorativi tra il 28 dicembre e il 15 dicembre di ogni anno. Il suo compito è quello di dare il benvenuto agli spiriti benevoli o ai Kami del raccolto.
Le caratteristiche del Kodomatsu variano da regione a regione ma generalmente sono fatti di pino (longevità), bambù (forza e crescita) e rami di susino (prosperità)

Shimekazari

Capodanno giapponese

Questa piccola decorazione si appende sulla porta delle abitazioni. Come altre decorazioni, essa ha il compito di allontanare gli spiriti maligni e dare il benvenuto agli dei shintoisti. Infatti, questi kami benevoli grazie allo shimekazari potranno entrare nell’abitazione e benedirla.

Lo Shimekazari è composto da vari elementi. Una corda di paglia sacra (Shimenawa) che troviamo all’ingresso dei santuari shintoisti, altri materiali come arance, felci e strisce di carta bianca rituale chiamata Shide.

I Cibi tradizionali del Capodanno Giapponese

Come anche in Italia, ci sono diversi cibi tradizionali proprio di questo periodo. Vediamo i tre principali:

Toshikoshi Soba

Come abbiamo detto prima, questo è un piatto che si mangia tradizionalmente la notte di San Silvestro chiamata Omisoka. Questi tipici spaghetti di grano saraceno vengono serviti in una zuppa con vari condimenti. Tempura, uova, spinaci, nori e cipollotti fanno da contorno al protagonista del piatto, appunto la soba. I lunghi noodles simboleggiano una lunga vita, quindi mangiando questa lunga pasta si esprime il desiderio di continuare a vivere a lungo anche nell’anno che arriva.

Ozouni

Conosciuto anche come Ozoni o Zoni, questa è la zuppa tradizionale del giorno di Capodanno. Nonostante le mille varianti che cambiano da prefettura a prefettura, la tradizione vuole che il piatto consista di pollo, varie verdure e a volte anche tofu. Le verdure possono variare da carote, funghi shitake, daikon e altro.
Molto spesso a questo piatto troviamo un mochi di accompagnamento che anche qui sta a simboleggiare longevità grazie alla sua forma elastica

Osechi

Per gli amanti del Giappone, questo è forse il piatto più famoso. Si tratta infatti di un assortimento di cibo tradizionale per l’anno nuovo con vari componenti. L’importante è che venga servito all’interno della tradizionale scatola bento, possibilmente nera. Tuttavia, il contenuto può cambiare a seconda di chi lo prepara.

I Giochi tradizionali del Capodanno Giapponese

Come in alcune regioni d’Italia è usanza giocare alla Tombola di questi periodi, anche in Giappone ci sono giochi tipici del periodo di Capodanno.

Capodanno giapponese e Hagoita

Le Hagoita sono piccole racchette di legno decorative che si dice portino fortuna nel nuovo anno. Su di esse si basano questi ciondoli chiamati Hanetsuki. Il gioco in questione è molto simile al Badminton e il simbolismo rappresenta il colpire via la sfortuna con le racchette.

Nella versione moderna, gli hagoita sono spesso decorati con opere d’arte tridimensionali fatte in seta, carta washi o legno. Inoltre, molto spesso vengono rappresentate scene tradizionali con geisha, attori kabuki o lottatori di sumo. Ovviamente, ci sono diverse tipologie di hagoita, alcuni più preziosi hanno anche foglie in oro. Tuttavia, i più preziosi sono quelli che rappresentano attori kabuki, da uno, due o addirittura fino a cinque (hitori-dachi, futari-dachi, gonin-dachi).

Takoage

Un’altra delle tradizioni del Capodanno è quella di far volare gli aquiloni, i Takoage, alti nel cielo. Questa tradizione nata durante il periodo Edo grazie allo shogun Tokugawa. Egli infatti aveva limitato il volo degli aquiloni tranne che proprio durante il periodo di Capodanno.
Questi aquiloni possono essere di forma romboidale, rettangolare ed esagonale. Tuttavia, a volte li troviamo anche a forma di personaggi giapponesi o di animali. I disegni che vedete dipinti su di essi indicano buona fortuna.

Karuta

E arriviamo così al terzo gioco tradizionale, forse quello che più si avvicina anche alla cultura italiana. Stiamo parlando infatti del Karuta, ovvero un gioco di carte, come dice la parola. Il nome deriva appunto dalla parola portoghese “Carta”.
Introdotto nel XVI secolo, un giocatore legge una poesia o un proverbio ben noto. Il giocatore che identifica correttamente la carta con l’immagine o il personaggio corrispondente nel tempo più breve, guadagna un punto.

La versione più antica si chiama Hyakunin Isshu karuta e si gioca con i Tanka, una raccolta di 100 poesie di sole 5 righe e 31 sillabe.
In questa versione, un giocatore legge la prima metà della poesia e tutti gli altri devono affrettarsi per indovinare per primi il resto del testo trovando la carta corretta.

Questo è uno dei giochi più diffusi e popolari perché portano ad enfatizzare il legame e l’unione dei partecipanti.

Avete mai passato il Capodanno in Giappone e sperimentato qualcuna di queste usanze? Fatecelo sapere nei commenti!!

Photo credits:his.co.jp

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