Piano City Milano 2026: Tutti gli spettacoli di artisti Giapponesi in programma
Piano City Milano organizza una serie di esibizioni di pianoforte dei pianisti giapponesi Takahiro Yoshikawa, Aki Kuroda e Nakajima Sachiko. Di seguito tutte le esibizioni.
(i link ricondurranno al sito di Piano City Milano)
- Sachiko Nakajima "Japanese Folk Reimagined"
Politecnico di Milano, Giardino di Leonardo, Piazza Leonardo da Vinci, 32
16 Maggio 2026 11:00-12:00 - Aki Kuroda
GAM Piano Giardino, Ingresso da Via Palestro, 18 e da Via Marina
17 Maggio 2026, 10:30 - Takahiro Yoshikawa, in collaborazione con Musica nell'aria
Palazzo Invernizzi, Corso Venezia. 32
17 Maggio 2026, 15:00
Per maggiori informazioni consultate il programma sul sito di Piano City Milano: https://pianocitymilano.it/programma/
Fuori Salone 2026: Tutte le moste legate al Giappone!
Al Fuorisalone 2026 non mancheranno mostre legate al mondo del Giappone! di seguito vi riportiamo tutti gli eventi:
(cliccando sul titolo di ciascun evento si verrà reindirizzati al sito della mostra)
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- Vico Magistretti e il Giappone
Fondazione studio museo Vico Magistretti – Via Bellini, 1
21-26 aprile 2026 - GOZEN 2026 by rararà studio / nuovi prodotti, nuovi progetti: un dialogo tra Italia e Giappone
WAO Isola – Via Luigi Porro Lambertenghi, 7
20-24 aprile 2026 - MONO-SOLUM - Un viaggio attraverso la genealogia del Bizen rigenerato
Biblioteca Ostinata – Via Osti 6
20-26 aprile 2026 - T-CORE - Adaptive Comfort, Redefined
TOYOTA BOSHOKU CORPORATION — Via Vincenzo Forcella, 7, Milano
20-26 aprile 2026 - meeting horizons
TIME & STYLE — Largo Claudio Treves, 2 - Via Eugenio Balzan, 4 - Via San Marco, 13, Milano
20-26 aprile 2026 - Bellezza della Presenza – Esplorando le "possibilità del ferro" con opere minimali.
Galleria Antonio Battaglia — Via Ciovasso, 5, Milano
21-25 aprile 2026 - HONSHITSUTEKI (本質的) | Dieffebi: L’Essenza della Forma - Minimalismo, armonia e design essenziale
Dieffebi — Via Milazzo, 8, Milano
21-26 aprile 2026 - CASA TATSUMURA
Maurizio Baldassari – Brera — Via Solferino, 14, Milano
20-26 aprile 2026 - The Nature of Time – Un dialogo tra arte, design e orologeria
Galleria Il Castello — Via Brera, 16, Milano
20-26 aprile 2026 - neo-o-old: Il luogo dell’incontro
SPAZIO MM — Via Maroncelli, 3, Milano
20-26 aprile 2026 - A CONVERSATION WITH – Un’installazione Byredo a Milano
Chiostro Cappuccio — Via cappuccio, 5, Milano
21-25 aprile 2026 - Collaborazione speciale NIPONIQUE × Wicky’s - Dove il cibo giapponese e il design si incontrano in una collaborazione unica.
Wicky's Innovative Japanese Cuisine — Corso Italia, 6, Milano
21-26 aprile 2026 - CHŌWA – Crafting Balance
Casa Starpool Milano — Via Durini 27, Milano
20-26 aprile 2026 - BUD BRAND/Hanging x Lifestyle items
Tortona 5 — Via Tortona, 5, Milano
20-26 aprile 2026 - Light is Shadow
Back 12 — Via Tortona, 12, Milano
20-26 aprile 2026 - Andrea Branzi by Toyo Ito. Continuous Present
Triennale Milano – Via Alemagna, 6
fino al 4 ottobre 2026 - nodoMa - ...ogni nodo ha bisogno del suo Ma
Angelini Milano — Viale Piave 20, Milano
20-25 aprile 2026 - Kikkoman Gallery – the art of flavor
Opificio 31//Fiorditortona Shop — via Tortona 31, Milano
20-26 aprile 2026
- Vico Magistretti e il Giappone
Per maggiori informazioni consultate il sito del Fuorisalone: https://www.fuorisalone.it/it/cerca?q=giappone
Obon: la commemorazione degli antenati attraverso il Giappone
Differenze regionali nella celebrazione dell’Obon
In Giappone, l’estate è animata da una fitta serie di matsuri, festival tradizionali dalle origini religiose che, pur conservando un significato spirituale, coinvolgono l’intera comunità con un entusiasmo contagioso. Si tratta di momenti di festa e condivisione che riuniscono persone di tutte le età, spesso offrendo l’occasione per trascorrere del tempo assieme alla propria famiglia, tra bancarelle, yukata colorati e fuochi d’artificio.
Tra le celebrazioni estive più sentite spicca l’Obon (お盆), una festività profondamente radicata nella cultura giapponese, che affonda le sue origini nel buddismo e viene celebrata da oltre cinquecento anni. L’Obon è dedicato alla commemorazione degli antenati: si crede infatti che, durante questo periodo, gli spiriti dei defunti si rechino nel mondo dei vivi per far visita ai propri cari. È un momento di raccoglimento e di consolidamento del legame con le proprie radici, caratterizzato da pratiche rituali e danze tradizionali che variano da regione a regione, pur conservando tutti un’intensa carica simbolica.
Date diverse
Nelle regioni del Kantō meridionale (inclusa Tōkyō) e del Tōhoku, l’Obon si celebra dal 13 al 15 luglio (Shichigatsu Bon 七月盆, “Bon di luglio”).
Nella maggior parte del Giappone, comprese le regioni centrali e occidentali (ad esempio nel Kansai), l’Obon viene festeggiato dal 13 al 15 agosto (Hachigatsu Bon 八月盆, "Bon di agosto").
La parte settentrionale del Kantō, il Chūgoku, lo Shikoku e le isole sud-occidentali seguono ancora il calendario lunare tradizionale, celebrando l’Obon il 15 settembre (Kyureki Bon 旧暦盆, “Bon antico/storico”).
Kyōto: Gozan no Okuribi
La manifestazione più iconica e suggestiva del festival dell’Obon è unanimemente ritenuta essere quella di Kyōto, dove il culmine delle celebrazioni è segnato dal maestoso rito del Gozan no Okuribi (五山の送り火), letteralmente “i fuochi di commiato delle cinque montagne”.
Secondo la tradizione, nella notte del 16 agosto, gli spiriti dei defunti, che hanno fatto ritorno al mondo dei vivi per l’Obon, si preparano a ripartire verso l’aldilà. Per salutarli e accompagnarli simbolicamente nel loro viaggio, vengono accesi enormi falò sui fianchi di cinque montagne che circondano la città.
Questi okuribi, o “fuochi di commiato”, assumono forme ben precise: sulla prima montagna compare il kanji 大 (“grande”), sulle seguenti due vette appare la scritta 妙法 (“meraviglioso dharma”), mentre gli ultimi due fuochi disegnano rispettivamente un torii (portale sacro tipico dei santuari shintō) e una barca, destinata a scortare le anime fino all’aldilà.
Affinché siano visibili da tutta la città, le dimensioni di questi fuochi sono impressionanti: il kanji 大, sul monte Daimonji (letteralmente “grande carattere”), è composto da tre tratti di fuoco lunghi 160, 120 e 80 metri. I falò vengono accesi uno dopo l’altro fino a quando, alle 20:30, tutte le montagne sono illuminate: le persone si radunano lungo il fiume Kamogawa, nelle strade o sui tetti degli edifici più alti per ammirare lo spettacolo.
Non mancano le superstizioni popolari legate all’evento: si racconta, ad esempio, che consumare bevande trasparenti come acqua o sake, facendovi riflettere la luce dei falò, possa proteggere da malattie come la paralisi. Molti fedeli, inoltre, visitano i templi legati alle cinque montagne per scrivere i propri desideri e preghiere (gomagi) su sottili tavolette (ema) di legno di cedro, le quali verranno poi bruciate con i fuochi affinché, salendo con il fumo, possano raggiungere il cielo.
Bon Odori: danze diverse secondo la tradizione locale
Bon Odori (盆踊り, “danza dell’Obon”) è il termine che designa le tipologie di danza rituale eseguite durante l’Obon per accogliere e congedare gli spiriti degli antenati. Ogni regione ne ha sviluppato una propria versione, caratterizzata da passi, musiche e costumi distintivi: scopriamo le principali!
Tōkyō - Tōkyō Ondo
A Tōkyō, la danza più famosa eseguita in occasione dell’Obon è la Tōkyō Ondo.
Il termine ondo (音頭) si può tradurre letteralmente come “testa del suono”: in questo contesto, il termine “testa” assume un significato più simbolico di “battito” o “schema ritmico di base”: si tratta quindi di una forma musicale, caratterizzata da un ritmo di base riconoscibile, spesso connotata da una struttura ripetitiva e cadenzata.
Tokushima - Awa Odori
Lo Awa Odori di Tokushima, nello Shikoku, è una tra le danze più celebri e coinvolgenti associate ai festeggiamenti dell’Obon. La sua origine è legata a due storie in particolare, tra leggenda e realtà: alcuni sostengono che la danza Awa sia nata per festeggiare il completamento del Castello di Tokushima, costruito da Hachisuka Iemasa nel 1587. Per celebrare l'evento, Hachisuka avrebbe organizzato una grande festa e offerto sake a tutti gli abitanti della città. Gli invitati avrebbero dunque iniziato a danzare in modo sfrenato, indipendentemente dal rango o dall'età. Secondo un’altra teoria, invece, i balli di gruppo (ren) che contraddistinguono lo Awa Odori trarrebbero origine dalla danza furyu, arte dalla quale si sarebbe a sua volta sviluppato il teatro Nō.
I movimenti ampi e festosi dello Awa Odori vengono ripetuti da migliaia di ballerini che sfilano ogni anno per le strade di Tokushima in lunghe processioni.
Gujō Hachiman (prefettura di Gifu) - Gujō Odori
Il Gujō Odori, celebrato nella cittadina di Gujō Hachiman (prefettura di Gifu), è ufficialmente riconosciuto come uno dei tre festival dell’Obon più importanti del Giappone: nel 2022 ha addirittura fatto il suo ingresso nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Questa tradizione secolare, avviata durante il periodo Edo da Endō Yoshitaka, nacque con l’intento di unire la comunità locale al di là delle classi sociali, secondo lo spirito di inclusione che ancora oggi anima l’evento: infatti, anche nei giorni nostri il Festival di Gujō è noto per essere particolarmente accogliente nei confronti dei visitatori e molto tollerante con i ballerini inesperti.
Il festival comprende dieci danze, ciascuna accompagnata da una canzone tradizionale. Tra le più celebri vi sono Kawasaki, conosciuta in tutto l’arcipelago, e Haru Koma (Cavallo di Primavera), caratterizzata da movimenti energici che ricordano un cavallo al galoppo.
Palcoscenico di tutte le danze è un carro mobile, sul quale si esibisce anche un piccolo ensemble di cantanti e musicisti. Il nome della canzone in corso di esecuzione è sempre visibile grazie a lanterne illuminate poste sugli angoli del carro, creando un’atmosfera suggestiva. Gli strumenti utilizzati variano a seconda della canzone: tra i più ricorrenti si trovano lo shamisen (strumento musicale a tre corde, appartenente alla famiglia dei liuti), il flauto di bambù e il taiko, il tamburo tradizionale giapponese.
Kyūshū - Tankō Bushi
Il Tankō Bushi, traducibile come “la canzone della miniera di carbone”, è una canzone popolare che affonda le sue radici nella cultura mineraria della città di Miike, situata nella regione del Kyūshū. Originariamente legato alle fatiche quotidiane dei minatori della zona, il Tankō Bushi si è trasformato nel tempo in uno dei brani più amati e ballati durante le celebrazioni dell’Obon in tutto il Giappone.
La melodia, eseguita con strumenti tradizionali giapponesi, è oggi spesso accompagnata da arrangiamenti moderni. Il testo originale, scritto nel dialetto del Kyūshū, narra la vita e il lavoro dei minatori di Miike, celebrandone la forza e la resistenza: con il tempo, però, molte versioni moderne del brano hanno adattato il testo in un giapponese standard, rendendolo più accessibile a livello nazionale e internazionale.
Oggi il Tankō Bushi è conosciuto soprattutto per la danza tradizionale che lo accompagna. Il ballo, circolare e ripetitivo, imita i gesti del lavoro minerario: scavare, trasportare carbone, spingere carrelli e sollevare lanterne. Questi movimenti simbolici hanno contribuito a trasformare la canzone in un vero e proprio patrimonio culturale immateriale.
Okinawa - Eisa
Arricchita da tamburi, costumi colorati e movimenti energici, la danza Eisa rappresenta il modo unico con cui l’arcipelago di Okinawa celebra l’Obon.
Accompagnata dal suono ipnotico dei tamburi taiko, da canti in dialetto okinawense (shimakutuba) e da melodie del repertorio min'yō (musica folk giapponese), ha la funzione di onorare e salutare gli spiriti in partenza, guidandoli simbolicamente verso l’aldilà.
Le radici di questa pratica sono profondamente religiose e si legano al nenbutsu, la recitazione del nome del Buddha Amida, introdotta a Okinawa attraverso l’influenza delle scuole buddhiste della Terra Pura. Nei secoli, queste pratiche si sono intrecciate con la cultura locale e con le celebrazioni comunitarie, dando origine a una forma artistica unica e collettiva, oggi praticata da gruppi di giovani chiamati Eisa-dan.
Il ritmo della danza è scandito da diversi tipi di tamburo, chiamati ōdaiko (tamburo grande), shimedaiko (più piccolo) e paranku (tamburo portatile). I danzatori, spesso giovani uomini e donne, sfilano per le strade in formazione indossando costumi colorati e ricchi di ornamenti.
Alcune celebrazioni legate all’Obon sono intime e spirituali, altre invece somigliano maggiormente a grandi feste comunitarie animate da musica, cibo e danze. È proprio questa varietà regionale a testimoniare la ricchezza culturale di questa festività, le cui manifestazioni condividono tutte il medesimo intento: onorare la memoria degli antenati e rinsaldare i legami familiari.
Sofia Dagradi, studentessa
Tanabata: le diverse interpretazioni del Festival delle Stelle
Ogni anno, in estate, il Giappone si trasforma in un tripudio di colori, luci e desideri: si tratta della festa del Tanabata, letteralmente “la notte del settimo giorno”, conosciuta anche come Festival delle Stelle.
Celebrata tradizionalmente il 7 luglio, Tanabata si svolge in alcune regioni anche il 7 agosto, secondo il calendario lunare. Nella tradizione giapponese, infatti, molte festività ricorrono in date in cui il numero del giorno coincide con quello del mese: ad esempio, il 3 marzo si celebra lo Hina Matsuri (Festa delle Bambole), il 5 maggio il Kodomo no Hi (Giornata dei Bambini), il 7 luglio il Tanabata e così via.
Qualunque sia la data, la magia resta la stessa: città grandi e piccole si riempiono di installazioni artistiche in carta, lanterne fluttuanti, bancarelle di prelibatezze tipiche e desideri scritti su tanzaku, strisce colorate appese a canne di bambù e affidate al vento. Questi piccoli fogli di carta colorata si ricoprono di sogni di fortuna, salute, successo negli studi o nel lavoro, ma soprattutto d'amore, tema centrale di questa celebrazione.
A rendere davvero unica questa celebrazione, però, è la sua adattabilità alle tradizioni locali, dando vita a festival (matsuri) tanto diversi quanto straordinari. Scopriamo quindi tre degli eventi Tanabata più iconici e originali del Paese!
Sendai Tanabata Matsuri
Tra i festival più celebri spicca senza dubbio quello di Sendai, vivace centro urbano nella prefettura di Miyagi. Qui, Tanabata si celebra dal 6 all’8 agosto con un evento che attira ogni anno oltre due milioni di visitatori, grazie alla raffinatezza e alla cura artigianale che lo contraddistinguono.
Le origini di questo festival risalgono al periodo Edo (1603–1868), quando fu introdotto nella regione dal signore feudale (daimyō) Date Masamune. Da allora, le vie commerciali della città si trasformano ogni anno in una galleria a cielo aperto, riempiendosi di migliaia di decorazioni realizzate in washi (letteralmente “carta giapponese”), lunghe anche diversi metri e apprezzate per il loro valore artistico.
Le strisce colorate vengono fabbricate a mano da famiglie, scuole o aziende, e sono contraddistinte da motivi tradizionali o simbolici che sfruttano la natura traslucida del materiale. Ogni decorazione è diversa, ma tutte contribuiscono a creare un’atmosfera visiva di rara bellezza.
Le celebrazioni iniziano ufficialmente la sera del 5 agosto con un suggestivo spettacolo pirotecnico, durante il quale si può ammirare la poesia dei fuochi d’artificio giapponesi (hanabi, letteralmente “fiori di fuoco”). La serata è arricchita da eventi culturali, laboratori creativi e musica dal vivo, mentre gli spettatori possono assaggiare diverse specialità regionali, passeggiando tra le bancarelle.
Tra le vie addobbate e l’allegro vociare delle folle, Tanabata a Sendai non è solo un evento a cui assistere, ma una vera e propria esperienza nella quale immergersi: una celebrazione sentita da tutta la comunità, che partecipa attivamente all’allestimento dei quartieri.

Shonan Hiratsuka Tanabata Matsuri
Ogni estate, nella città costiera di Hiratsuka, non lontano da Tokyo, si celebra uno degli eventi più spettacolari e partecipati della regione del Kantō, capace di attirare quasi due milioni di visitatori in soli tre giorni.
Celebrato tra il 4 e il 6 luglio, lo Shonan Hiratsuka Tanabata Festival trasforma il centro cittadino in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove la tradizione incontra la vivacità della festa popolare.
A caratterizzare l’evento sono principalmente le maestose decorazioni sospese lungo le gallerie commerciali e le strade della città: enormi stelle filanti colorate (fukinagashi), realizzate in carta, pendono da sfere ornamentali chiamate kusudama (letteralmente “palla medicinale”), composte da unità geometriche ispirate alla dalia e introdotte come ornamento tipico nei festival Tanabata nel 1946.
Durante i tre giorni del festival, la città ospita inoltre cerimonie tradizionali, spettacoli dal vivo, una parata con carri allegorici e decine di bancarelle che offrono street food e prodotti locali. Tra le attrazioni più attese figura la grande processione di mille danzatori in yukata, che percorrono le vie della città al ritmo di musiche tradizionali. Intorno alla stazione di Hiratsuka, inoltre, si snodano palchi con performance per tutti i gusti: dal teatro giapponese alle esibizioni pop, passando per dimostrazioni di arti marziali e musica folk.
Negli ultimi anni, grazie alla crescente popolarità dell’evento, si è persino diffusa l’usanza di celebrarvi matrimoni in stile Tanabata, ispirati alla romantica leggenda alla base della festività. I protagonisti del mito sono infatti due amanti, la principessa tessitrice Orihime e il pastore celeste Hikoboshi, i quali, separati dalla Via Lattea, possono riunirsi soltanto in occasione della settima notte del settimo mese: chi desiderasse conoscere meglio questa affascinante storia, può trovare maggiori informazioni all'interno di un precedente approfondimento sul nostro blog.

Asagaya Tanabata Matsuri
Nel cuore pulsante di Tokyo, il quartiere bohémien di Asagaya si trasforma durante i primi giorni di luglio in un universo colorato e fiabesco per accogliere uno dei festival Tanabata più originali dell’arcipelago. Questa consuetudine nacque nel 1954, su iniziativa dei commercianti locali, con l’obiettivo di rivitalizzare il quartiere commerciale durante i mesi estivi, solitamente caratterizzati da un calo delle vendite a causa del caldo.
Oggi, lo Asagaya Pearl Center, la lunga galleria coperta che si estende dall’uscita sud della stazione, diventa un punto di riferimento immancabile per chi visita Tokyo in estate. In occasione del Tanabata, infatti, vengono appese al soffitto numerosissime haribote, enormi sculture in cartapesta. Queste creazioni rappresentano una vera e propria esplosione di creatività: personaggi dei cartoni animati, figure della cultura pop, creature fantastiche e persino satira sociale si mescolano in una parata sospesa che affascina adulti e bambini.
Ogni haribote è unica, spesso realizzata a mano da commercianti, scuole elementari, asili, gruppi locali e artisti che partecipano a concorsi pubblici. I temi cambiano ogni anno e seguono le tendenze del momento, rendendo il festival un’originale testimonianza della società giapponese contemporanea. Una delle particolarità più affascinanti di questo festival è inoltre la possibilità di assistere alla creazione delle decorazioni: circa dieci giorni prima dell’inizio dell’evento, al termine dell’orario di apertura dei negozi, è possibile vedere gli abitanti del quartiere intenti a costruire le loro opere davanti alle botteghe.
Durante il festival, infine, le strade di Asagaya si animano con bancarelle di street food, pesca yo-yo e una grande varietà di giochi per bambini, contribuendo a creare un’atmosfera familiare, coinvolgente e giocosa.

Il fascino del Tanabata risiede nella sua capacità di unire poesia e partecipazione popolare, folklore e innovazione, raccogliendo intorno a sé intere comunità. Che ci si trovi sotto alle raffinate decorazioni di Sendai, tra le coreografie festose di Hiratsuka o in mezzo alle sculture pop di Asagaya, l’obiettivo del festival resta lo stesso: celebrare l’amore, la speranza e il sogno.
Speciale Tanabata 2025: sei modi per celebrare la Festa delle Stelle in Italia
Speciale Tanabata 2025: sei modi per celebrare la Festa delle Stelle in Italia
Il 7 luglio di ogni anno, in Giappone si celebra il Tanabata, conosciuto anche come “Festa delle Stelle Innamorate”. Quest'antica tradizione affonda le sue radici in una leggenda, la quale narra la storia della principessa tessitrice Orihime e del pastore celeste Hikoboshi. I due personaggi rappresentano due stelle - Vega e Altair - che possono incontrarsi soltanto una volta l’anno, proprio nella settima notte (significato letterale di tanabata 七夕, ndr) del settimo mese.
Orihime, figlia del dio del cielo, è una talentuosa tessitrice che intreccia le nuvole; Hikoboshi è un pastore che conduce il suo gregge tra le stelle. Secondo la leggenda, il loro amore fu così profondo da far trascurare loro i rispettivi doveri, spingendo il padre di Orihime a separarli interponendo fra loro la Via Lattea, una barriera invisibile nel mezzo del cielo. Solo una volta l'anno, grazie alla clemenza divina, è loro concesso attraversare questo confine e riunirsi.
Tanabata è molto più di una semplice festa: è il momento in cui speranza, desideri e legami si intrecciano sotto il cielo estivo. In Giappone, è consuetudine scrivere i propri desideri su sottili strisce di carta colorata chiamate tanzaku, le quali vengono appese ai rami di bambù nella speranza che il vento le porti lontano, trasformando i sogni in realtà.
Anche in Italia questa tradizione affascina e coinvolge sempre più persone. Dal nord al centro, città e luoghi di cultura ospitano eventi che reinterpretano il Tanabata attraverso leggende, laboratori, momenti di riflessione e celebrazioni condivise. Questo speciale presenta sei appuntamenti imperdibili per vivere la magia delle stelle innamorate anche qui, sotto il cielo italiano.
Tanabata al Planetario - Milano
Il 7 luglio 2025, il Civico Planetario Ulrico Hoepli di Milano celebra il Tanabata con uno spettacolo dal titolo suggestivo “La festa delle stelle innamorate - tra miti celesti e armonia giapponese”. L’evento nasce dalla volontà di unire scienza e mito, raccontando la leggenda di Orihime e Hikoboshi attraverso un affascinante viaggio tra le stelle. La serata prevede una narrazione coinvolgente che introduce i partecipanti al significato profondo di questa festa, illustrando le costellazioni di Vega e Altair, le stelle a cui sono associati i protagonisti della storia.
Attraverso proiezioni al planetario, sarà possibile osservare il cielo notturno e capire come, secondo la tradizione, la Via Lattea divida queste due stelle innamorate, permettendo loro di incontrarsi solo in una notte all'anno. Oltre all'esperienza astronomica, la serata prevede momenti di riflessione e la possibilità per il pubblico di scrivere i propri desideri su tanzaku da appendere a un ramo di bambù, in linea con l’usanza giapponese. L’evento rappresenta un’occasione unica per vivere il Tanabata in un contesto culturale e scientifico, immersi in un’atmosfera sospesa tra realtà e leggenda.
Tanabata per bambini in Biblioteca - Bologna
La Biblioteca Salaborsa Ragazzi di Bologna dedica il 7 luglio 2025 a un evento speciale per i più piccoli, offrendo una serata all’insegna della magia delle stelle e dei desideri. Pensato per bambini tra i 3 e i 7 anni, l’appuntamento propone letture di storie giapponesi legate alla tradizione del Tanabata, filastrocche e narrazioni che introdurranno i piccoli partecipanti al fascino della cultura nipponica.
La parte pratica dell’incontro prevede un laboratorio creativo in cui i bambini potranno realizzare i propri tanzaku, scrivendo o disegnando i loro desideri su colorate strisce di carta, da appendere poi ai rami di bambù allestiti per l’occasione. L’atmosfera, studiata per essere accogliente e rilassante, aiuta a stimolare la fantasia e l’immaginazione, avvicinando i più piccoli a una festa che parla di sogni e speranze. L’evento è un’opportunità preziosa per le famiglie che desiderano far scoprire ai propri figli tradizioni culturali lontane ma universali nel loro significato.
Tanabata Zen - San Giorgio di Nogaro (UD)
Nel suggestivo contesto del “My August Japanese Garden” a San Giorgio di Nogaro, vicino a Udine, si svolge il 6 luglio 2025 il “Tanabata - Festival delle Stelle”. Questo evento propone un approccio più meditativo e introspettivo alla festa giapponese, invitando i partecipanti a un’immersione totale nella pace e nella bellezza del giardino zen.
Il pubblico è accolto in un ambiente che fonde elementi naturali come l’acqua, le pietre e le piante, tradizionalmente usati per evocare armonia e serenità secondo la tradizione buddhista e shintō. Sarà possibile partecipare a momenti di rilassamento guidato e meditazione, oltre a scrivere i propri desideri su tanzaku da appendere ai rami di bambù, secondo l’usanza. A completare l’esperienza, una degustazione di tè giapponese selezionato. Il festival rappresenta un’occasione per riscoprire se stessi e i propri intenti, immergendosi in una dimensione di quiete e spiritualità.
Tanabata culturale al MAO - Torino
Il Museo d’Arte Orientale (MAO) di Torino celebra il Tanabata il 5 e 6 luglio 2025 con una serie di iniziative che uniscono arte, cultura e partecipazione attiva. I visitatori potranno esplorare esposizioni dedicate alla tradizione giapponese, scoprendo le connessioni tra arte, storia e mito che fanno da sfondo alla festa delle stelle innamorate.
Sabato 5 luglio si tiene il laboratorio “Come un ciliegio in fiore”, con una visita alla collezione Asia Orientale seguita da un workshop di arte effimera con sale colorato. Domenica 6 luglio, in programma due visite guidate: una alla mostra “Haori”, che racconta il Giappone del primo Novecento attraverso i kimono maschili, e una alla collezione permanente dedicata al Giappone, con opere che spaziano dalle statue buddhiste alle xilografie ukiyo-e.
Torino Matsuri - Torino
Il weekend del 5 e 6 luglio torna per la decima edizione il Torino Matsuri, un evento a cura dell'Associazione Yoshin Ryu: due giornate ricche di workshops, eventi letterari, spettacoli e concerti con le colonne sonore dello Studio Ghibli, dimostrazioni di arti marziali tradizionali, street food giapponese e molto altro!
In occasione della festa Tanabata, il salice dell’Associazione sarà addobbato, come da tradizione, di tanzaku, strisce di carta colorata sui quali le persone potranno scrivere i loro desideri. Inoltre, verrà ricreato il clima festivo dei matsuri, festività tradizionali legate al culto dei kami che da secoli animano le estati giapponesi!
Tanabata: Il Festival delle Stelle - Ventimiglia di Sicilia
Venerdì 18 luglio, l’Associazione Culturale Sicilia Giappone organizza, in collaborazione con l’Associazione Astronomica ORSA Palermo, l’evento Tanabata: Il Festival delle Stelle: un viaggio tra cultura giapponese e scienza, nella suggestiva cornice dell’Osservatorio Astronomico Giorgio Puglia.
A partire dalle 16:30, il programma dell’evento guiderà i partecipanti in un’immersione tra racconti tradizionali, laboratori di origami, scrittura dei desideri (tanzaku) e una serata osservativa con telescopi e divulgazione scientifica, per ammirare il cielo e scoprire la storia dell’astronomia orientale.
Sei modi diversi di vivere il Tanabata, tra poesia e contemplazione, natura e città. Che sia davanti a un giardino zen o sotto un cielo digitale, ciò che conta è il desiderio che nasce nel cuore e si affida al vento.
Per saperne di più, consulta gli approfondimenti cliccando sulle varie attività!
JIDAI MATSURI il "Festival delle Ere"
Kyōto, 22 ottobre. Le strade che conducono dal Palazzo Imperiale fino al Santuario Heian si popolano di una moltitudine di spettatori in trepida attesa. Che cosa sta per succedere? Qualcuno, dal ciglio della carreggiata, indica un punto laggiù, verso il Palazzo Imperiale: ecco che inizia la parata! La musica di tamburi e flauti tradizionali accompagna il passaggio del famoso condottiero Oda Nobunaga, che tentò di riunificare il Giappone, del samurai filo-imperiale Sakamoto Ryōma, considerato uno dei padri fondatori del Giappone moderno, della scrittrice e poetessa Murasaki Shikibu, dama di corte durante l’epoca Heian, e di tanti altri travestimenti che celebrano il vasto patrimonio storico e artistico del Giappone. Stiamo parlando del Jidai Matsuri, tradotto come “Festival delle Ere”, riproposto ogni anno dal 1895 per ripercorrere i periodi storici attraversati dal Giappone nei secoli in cui Kyōto era capitale dell’impero (794-1868) e non solo: un potpourri di costumi, oggetti tradizionali e personaggi che attirano ogni anni giapponesi e turisti. photo credits: japanitalybridge.com La sfilata del Jidai Matsuri è suddivisa in blocchi, partendo dai rappresentanti dell’Era Meiji (1868-1912), la più recente nel tempo, arrivando alla più antica Era Heian (794-1185), nella quale Kyōto divenne capitale sostituendo la città di Nara, per passare poi da altre epoche di mezzo come i periodi Kamakura (1185-1333), Muromachi (1336-1573), Azuchi-Momoyama (1568-1600) ed Edo (1603-1868), quando la capitale si spostò da Kyōto a Edo, nome antico dell’attuale Tōkyō. Il Festival delle Ere è un viaggio nel tempo che ricopre oltre 1000 anni di storia, tra kimono sfarzosi, armature e katane da samurai del periodo feudale, danze, canti e discipline sportive, ad esempio il tiro con l’arco a cavallo. I figuranti si impegnano per mesi nei preparativi del festival, studiando nei minimi dettagli la parte da interpretare durante la parata. photo credits: en.japantravel.com I simboli sacri del Jidai Matsuri sono i mikoshi, santuari portatili importantissimi per il culto shintoista poiché unico mezzo per il trasporto di spiriti divini. Durante il Festival delle Ere i mikoshi vengono adoperati per contenere gli spiriti di Kanmu e Kōmei, il primo e l’ultimo imperatore a governare dal Palazzo Imperiale di Kyōto. Per tutto l’anno, gli spiriti dei due imperatori albergano all’interno del Santuario Heian; l’unica ricorrenza in cui possono apparire per le strade della città e incontrare l’odierno popolo giapponese è proprio il Jidai Matsuri, quando vengono trasportati in processione all’interno dei mikoshi da figuranti preposti al ruolo, per poi fare ritorno alla loro dimora abituale fino al 22 ottobre dell’anno successivo. photo credits: giapponeinpillole.com Testo di Martina Condello, martinacondello.cm@gmail.com
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photo credits: japan-guide.comDALL’ERA MEIJI ALL’ERA HEIAN


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L’Obon, la festa giapponese delle lanterne e non solo
L’Obon è generalmente conosciuta come la festa delle lanterne. Quest’ultime venendo liberate sulle superfici d’acqua, creano degli scenari molto suggestivi. Tuttavia, di questa festività che viene celebrata in Giappone da più di 500 anni, c’è molto di più che delle lanterne galleggianti! L’Obon è il nome con cui viene chiamata una delle festività tradizionali nazionali giapponesi più importanti, la quale vuole festeggiare gli spiriti degli antenati. Viene svolta durante il periodo estivo, solitamente intorno al 15 di agosto. Non vi è una data precisa per tutto il territorio giapponese, anzi questa varia da prefettura in prefettura. Il nome Obon “お盆” ha le sue origini dai termini buddisti Urabone “盂蘭盆会” ed Urabon “盂蘭盆”, i quali possono essere tradotti in italiano con ‘festa delle lanterne’. Per quanto riguarda il termine bon “盆” in italiano è tradotto con la parola ‘vassoio’, parola che può rimandare all’idea di offrire qualcosa a qualcuno. A differenza del nostro Giorno dei Morti, il 2 novembre, nel quale si compiangono i nostri cari deceduti, andandoli a visitare al cimitero e portandogli mazzi di fiori, l’Obon vuole celebrare la visita degli antenati e di coloro che abbiamo amato. Prima dell’inizio delle celebrazioni dell’Obon le famiglie vanno in visita a casa dei loro familiari e da lì danno inizio ai preparativi per l’arrivo degli spiriti. Si parte dalla ohaka-mairi “お墓参り” (visita alla tomba) con la pulizia della tomba di famiglia. Dopodiché bisogna occuparsi delle offerte di dolci e frutta da porre di fronte all’altare di famiglia, che solitamente è presente in ogni casa giapponese. In aggiunta, in alcune prefetture del Giappone vi è anche la tradizione di disporre lo shoryo-uma “精霊馬” (spirito del cavallo), che consiste nel prendere un cetriolo e una melanzana e infilzarle con quattro stecchini. Il cetriolo diventa la rappresentazione del cavallo che aiuterà gli antenati ad arrivare velocemente verso casa, mentre la melanzana diventa la rappresentazione della mucca che riaccompagnerà con calma gli spiriti nel loro mondo. photo credits: grapeejapan.com Con il primo giorno dell’Obon si da il benvenuto agli spiriti degli antenati, accendendo dei piccoli fuochi che prendono il nome di mukaebi “迎え火” (fuochi di benvenuto). Inoltre, vengono accese anche delle lanterne, le chochin “提灯” per guidarli nel loro rientro verso casa. In queste giornate è comune per le famiglie visitare il tempio o richiedere a dei preti buddisti di eseguire un servizio memorativo davanti all’altare di famiglia. Oltre alle visite al tempio e le cerimonie commemorative, è usanza andare ai festival tenuti dalle città, dove è possibile vedere eseguita la bonodori “盆踊り” (danza dell’Obon), visitare delle bancarelle e mangiare street food. Il terzo giorno, alla conclusione dell’Obon, verranno di nuovo accesi dei fuochi che prendono il nome di okuribi “送り火” (fuochi di saluto), per illuminare la strada e rendere la partenza degli spiriti più sicura. L’Obon è una festività che è variata e mutata nelle sue tradizioni durante il tempo, ma il suo spirito è rimasto sempre lo stesso, celebrare e ricordare con affetto i nostri antenati e le persone che sono state a noi care. Articolo di Elena Ferrario, Stagista presso l’Associazione Giappone in Italia
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photo credits: zenpop.jpMa in cosa consiste effettivamente questa ricorrenza?

photo credits: otakusjournal.itSegui Giappone in Italia
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Japanese art experience a Campsirago Residenza
Giappone in Italia è felice di presentare e patrocinare un bellissimo evento legato alla cultura giapponese: Japanese art experience Da venerdì 19 a domenica 21 maggio Campsirago Residenza ospita artisti e artigiani da Ukiha per una tre giorni di workshop, incontri, laboratori dedicati alla cultura, all’arte, alla tradizione, alla musica giapponese. La Japanese art experience, organizzata da Campsirago Residenza e Omnicent Ukiha in collaborazione con The International Academy for Natural Art, è un’occasione unica per conoscere e immergersi nella cultura giapponese, nel suo pensiero e nella sua profonda relazione con il paesaggio, gli elementi e la natura. Una tre giorni che sarà anche momento di scambio e incontro tra pubblico e artisti, tra musicisti italiani e giapponesi, tra l’arte culinaria del paese dell’Asia orientale e i prodotti locali del nostro territorio, tra antiche tradizioni e modernità. Il batterista e ingegnere acustico Nori Tanaka terrà tre workshop di tecnica del suono. L’incontro con il maestro Hiro Shinohara introdurrà il pubblico all’arte dell’intreccio del bambù e all’allestimento degli spazi che saranno utilizzati per la cerimonia del tè che sarà officiata da Ryoko Baba, direttrice della residenza artistica di Ukiha. La chef Mamiko Ishii terrà due workshop di cucina giapponese e preparerà cene e pranzi. Venerdì 19 maggio l’artista italiana Krista cura un workshop di kintsugi tradizionale. Sabato e domenica anche attività dedicate ai più piccoli con i laboratori artistici a cura di Claudia Saracchi e Rossana Maggi ispirati alla corrente della Mail Art, all’artista Yayoi Kusama, all’immaginario poetico della cultura giapponese e alla preziosa arte del kintsugi. La Japanese art experience è realizzata in Partenariato Speciale Pubblico Privato con il Comune di Colle Brianza. È finanziata dall’Unione europea – NextGenerationEU. Ha il patrocinio della Provincia di Lecco, del Consolato Generale del Giappone a Milano e dell’Associazione Culturale Giappone in Italia. Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO
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Festeggia il Natale con Giappone in Italia
Dopo il successo dei nostri workshop, Giappone in Italia vi invita a partecipare al nostro esclusivo aperitivo di Natale! Un aperitivo esclusivo riservato ai nostri soci in collaborazione con TENOHA Milano, per assaggiare il vero happy hour alla giapponese! Un occasione più unica che rara con un menu riservato per i nostri associati! 1 Drink a scelta Ulteriori ordinazioni saranno a carico dei partecipanti Dove: TENOHA Milano, Via Vigevano 18 – Milano Posti Disponibili: 20 Non sei ancora iscritto? Fallo ora! La tua tessera sarà valida fino al 31 dicembre 2023 e avrai la possibilità di partecipare ai nostri corsi e tanti altri eventi esclusivi! Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNOVieni a festeggiare le feste con noi!
Piatto con Karaage, Edamame, salatini giapponesi
Patatine al Teriyaki, Patatine al WasabiCosto: 20€
Informazioni
Quando: 22 dicembre 2022
Ora: Dalle 18:30 alle 20:30NON SEI ANCORA ISCRITTO?
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Arrivano i Workshop di Giappone in Italia
Arrivano finalmente i workshop di Giappone in Italia riservati a tutti i nostri associati! Vieni a scoprire con noi la cultura del Giappone e ad approfondire ancora di più ciò che sapete sul paese del Sol Levante! Come funziona la grammatica giapponese? Una lezione introduttiva aperta a tutti assieme alla nostra insegnante madrelingua. Un pacchetto di tre lezioni per iniziare lo studio della lingua giapponese e imparare come comunicare nella terra del Sol Levante. Una lezione dedicata a tutti gli artisti! Se amate disegnare ma non avete mai avuto l'occasione di imparare la tecnica specifica per i Manga, Giappone in Italia vi offre la possibilità di scoprire di più e muovere i primi passi con carta e matita ed immergevi nel mondo dei fumetti giapponesi!
Lo shodō è l'arte giapponese della calligrafia che ha influenzato altre forme d'arte giapponesi. Assieme alla nostra insegnante giapponese, vi porteremo nel profondo di quest'arte per capire ancora meglio la cultura giapponese e imparare a scrivere con i pennelli e l'inchiostro tradizionale. Non sei ancora iscritto? Fallo ora! La tua tessera sarà valida fino al 31 dicembre 2023 e avrai la possibilità di partecipare ai nostri corsi e tanti altri eventi esclusivi! Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti! 20€/ANNO
Introduzione alla Lingua Giapponese

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Introduzione al disegno manga

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