Fuori Salone 2026: Tutte le moste legate al Giappone!

 

Al Fuorisalone 2026 non mancheranno mostre legate al mondo del Giappone! di seguito vi riportiamo tutti gli eventi:
(cliccando sul titolo di ciascun evento si verrà reindirizzati al sito della mostra)

Per maggiori informazioni consultate il sito del Fuorisalone: https://www.fuorisalone.it/it/cerca?q=giappone


Master: "Media, linguaggi e comunicazione in uno scenario globale (Cina, Giappone, mondo arabo)"

 

Il Master di Bicocca Academy dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca forma professionisti capaci di integrare competenze linguistiche in arabo, cinese o giapponese con le tecniche della comunicazione digitale, del marketing e dello storytelling in contesti interculturali.

Il percorso nasce per colmare un vuoto nel panorama formativo italiano, unendo l’approfondimento delle lingue orientali con competenze professionalizzanti legate ai media, alla pubblicità e alla gestione dei social media in lingua, per operare efficacemente nei mercati e nei contesti culturali di Cina, Giappone e mondo arabo.

Il master di I livello in “Media, linguaggi e comunicazione in uno scenario globale (Cina, Giappone, mondo arabo)” propone a chi già conosce una lingua tra arabo, cinese e giapponese (livello B2 o superiore) un percorso che combini il perfezionamento linguistico a una formazione professionalizzante sulle tecniche della comunicazione digitale (dalla pubblicità allo storytelling passando per la gestione dei social media in lingua).

📅 Scadenza iscrizioni: 23 marzo 2026
Un’opportunità concreta per sviluppare competenze richieste nei settori della comunicazione, dell’editoria e delle relazioni internazionali.

Direzione: Silvia Pozzi

🎥 Sono disponibili anche nuovi contenuti online gratuiti su YouTube, pensati per offrire un primo sguardo sui temi del Master:

  • Nel video “Comunicazione e cultura del business in Giappone”, Giulia Ciammaichella analizza le sfumature culturali che influenzano la comunicazione nelle riunioni d’affari giapponesi.
  • In “Feste e narrazioni: viaggio in Cina, Giappone e mondo arabo”, il copywriter Giuseppe Mazza esplora come festività e momenti simbolici vengano raccontati nei diversi contesti culturali e mediatici.
  • Il video “Soft Power cinese” con Alessandro De Toni mostra invece come fenomeni culturali e mediatici – dal pop culture al Gran Galà del Capodanno cinese – contribuiscano alla costruzione dell’influenza culturale globale della Cina.
  • In “La traduzione editoriale dall’arabo”, Cristina Dozio racconta il ruolo della traduzione nella diffusione della letteratura araba contemporanea e le opportunità che apre nel mondo editoriale.
  • Infine è disponibile anche il video integrale dell’Open Day del Master, per scoprire struttura, obiettivi e opportunità del percorso.

Sito: "NihongoPro – Impara il Giapponese da 0, gratis e in italiano"

 

Se siete interessati ad apprendere la lingua giapponese vi presentiamo il sito: https://nihongopro.it/
NihongoPro è una piattaforma didattica italiana completamente gratuita dedicata a chi vuole imparare il giapponese partendo da zero. Il sito offre un percorso strutturato che copre tutti i livelli JLPT, dal N5 all'N1, con sezioni dedicate a grammatica, kanji, vocabolario, dialetti e cultura giapponese.Tutto il contenuto è pensato per studenti italiani: le spiegazioni sono in italiano, i materiali sono interattivi e i progressi vengono salvati localmente nel browser, senza registrazione richiesta.
L'obiettivo è rendere lo studio del giapponese accessibile, efficace e coinvolgente per chiunque, indipendentemente dal livello di partenza.Grazie alla nuova collaborazione con Giappone in Italia, NihongoPro arricchisce la propria offerta con articoli bilingue giapponese-italiano: testi autentici affiancati dalla traduzione, con note grammaticali e vocabolario, pensati sia per chi studia la lingua sia per chi ama la cultura giapponese e vuole avvicinarsi alla lettura nella lingua originale.

 


Libro: "Storie d'amore e morte del teatro giapponese" di Ornella Civardi

 

Vi presentiamo Storie d’amore e morte del teatro giapponese: un cofanetto prezioso che intreccia passioni fatali e lame affilate, illustrato dai maestri dell’Ukiyo-e e rilegato come un tesoro d’epoca: il palcoscenico di Edo direttamente sulla tua libreria. Il libro è pubblicato da NUiNUI e curato con maestria da Ornella Civardi.
"Preparatevi, perché questo non è un semplice libro, ma un’opera d’arte che vi ruberà il cuore… e forse anche qualche lacrima.​"

L’Estetica del Dramma: Un’Opera d’Arte da Toccare

Prima di immergerci nelle trame oscure, è bene parlare del lato estetico. Questo volume è una vera e propria gioia per gli occhi. Dimenticate le solite copertine lucide e anonime: qui siamo di fronte a un capolavoro racchiuso in un elegante cofanetto.

Il libro vero e proprio, di 176 pagine, sfoggia una copertina con un effetto dipinto che ricorda le tele dei grandi maestri. Ma la vera chicca è la rilegatura tradizionale giapponese, con quel filo a vista che dona al tutto l’aspetto di un antico manoscritto segreto.

Le pagine interne esplodono letteralmente di colore, stampate a 4 colori, restituendo la vivacità e l’intensità delle stampe Ukiyo-e originali. Tenerlo in mano è come stringere un frammento di storia del teatro Kabuki, un’esperienza tattile e visiva che ogni collezionista dovrebbe provare.

Come direbbe il maestro Hokusai, “Se avessi ancora dieci anni di vita, o anche solo cinque, potrei diventare un vero artista”, ma con questo libro tra le mani, vi sentirete già parte di quell’arte immortale.​

Il Palcoscenico delle Passioni: Quindici Racconti Fatali

Il cuore pulsante di quest’opera è la raccolta di 15 storie d’amore, morte e passioni travolgenti, pescate direttamente dall’epica e dalla letteratura antica giapponese. Queste non sono storielle della buonanotte: sono le vicende intense e sanguigne che infiammavano i palcoscenici di Edo e Ōsaka, spesso ispirate a fatti di cronaca vera.

L’autrice, forte della sua esperienza di traduttrice di maestri come Mishima e Kawabata, ci guida attraverso queste narrazioni con un ritmo incalzante e un lirismo che cattura fin dalla prima pagina.
Ogni racconto è come un atto teatrale, ricco di colpi di scena, inquadrato nel suo contesto socioculturale per farci comprendere non solo la storia, ma anche i riti e le usanze dell’epoca. Che si tratti di amanti sfortunati, samurai in cerca di vendetta o fanciulle avvolte in kimono sfarzosi, ogni pagina trasuda la tensione emotiva tipica del Kabuki.
“Il mondo fluttuante è un fiume in piena”, recita un vecchio adagio dell’Ukiyo-e, e queste storie vi trasporteranno esattamente in quella corrente inarrestabile di emozioni.​​

 

Il Verdetto Finale

In conclusione, Storie d’amore e morte del teatro giapponese non è solo una lettura, ma un’esperienza immersiva nel Giappone più autentico e teatrale.

Ornella Civardi ci ha regalato una traduzione eccellente, incastonata in un gioiello di carta e inchiostro. Se amate la cultura nipponica, l’arte dell’Ukiyo-e o semplicemente le storie raccontate con passione viscerale, questo libro deve assolutamente far parte della vostra collezione. È un palcoscenico di carta che si apre direttamente nel salotto di casa vostra. Il sipario si alza, mettetevi comodi e godetevi lo spettacolo.

 


Film: "Scarlet e l'eternità" il film d’animazione di Mamoru Hosoda

 

Diretto e scritto da Mamoru Hosoda, rinomato regista giapponese noto per "MiraiI Bambini Lupi, Ame e Yuki" o "Il ragazzo e la bestia", "Scarlet e l’Éternità" è un film d’animazione che mescola dramma e fantastico. Il film è stato prodotto da Studio Chizu e ha fatto il suo debutto fuori concorso alla Mostra di Venezia 2025. La versione originale vanta le voci di Mana Ashida, Masaki Okada e Masachika Ichimura, tra gli interpreti principali.

La storia segue Scarlet, una principessa medievale addestrata al combattimento con la spada. Dopo l’omicidio del padre, si mette in cerca di vendetta, affrontando uno scontro violento con il responsabile del delitto. A causa di una feroce battaglia, la giovane guerriera viene gravemente ferita e improvvisamente si ritrova proiettata in un universo misterioso: il Paese dei Morti, uno spazio dove le barriere tra i mondi sembrano dissolversi.

In questo universo inaspettato, Scarlet incrocia la strada di un giovane proveniente dal nostro tempo. Il suo incontro con questo idealeista trasforma gradualmente la sua percezione del mondo. Mentre si prepara a tornare indietro per affrontare l’assassino di suo padre, la principessa si rende conto che il suo vero duello potrebbe essere altrove: rompere il ciclo dell’odio e trovare una strada diversa per dare significato alla propria vita.

 

Il progetto nasce da una riflessione avviata da Mamoru Hosoda dopo la pandemia di COVID-19. Il regista ha spiegato di aver voluto esplorare le tensioni e le divisioni del mondo contemporaneo attraverso una storia di vendetta e di riconciliazione. Per costruire la narrazione, si è in particolare ispirato a temi tratti da Amleto di Shakespeare, la cui logica tragica del ciclo di vendetta permea l’intreccio e i rapporti tra i personaggi.

Questa influenza si riflette anche nella progettazione visiva dei protagonisti. Scarlet, ispirata alla figura di Amleto, indossa un'armatura scura e presenta una presenza grafica contraddistinta da tonalità sobrie. Al contrario, il personaggio di Hijiri, che richiama l’Ophelia shakespeariana, rappresenta una sensibilità diversa, consentendo al film di mettere in contrasto due visioni del mondo e due percorsi emotivi.

 

Dal punto di vista tecnico, Scarlet e l’Eternità segna anche un’evoluzione nell’animazione dello studio Chizu. Il film utilizza un maggior numero di sequenze in 3D rispetto alle opere precedenti del regista, come Beauty o Mirai, mantenendo però un metodo artigianale nel disegno e nelle texture. Questa combinazione di strumenti digitali e di illustrazione tradizionale mira soprattutto a rafforzare l’espressività dei personaggi e la grandeur delle scene fantastiche, come quella di un drago simbolico lasciato volutamente aperto all’interpretazione dello spettatore.

 

Tra un racconto di formazione, un’avventura fantastica e un dramma intimo, il film si inserisce nella linea tematica tipica del regista: le connessioni tra i mondi, i legami familiari e la capacità di trasformare il dolore in un percorso di rinascita. L’universo visivo e narrativo è pensato per attrarre un pubblico vasto, dagli appassionati di film d’animazione ai spettatori più sensibili alle storie di formazione che mescolano azione e riflessione.

 

Con questa nuova opera cinematografica, Mamoru Hosoda prosegue la sua esplorazione di storie che mescolano fantastico e emozioni umane, mettendo in scena una protagonista alle prese con le conseguenze della vendetta e la possibilità di un destino diverso. Tra ispirazioni letterarie e innovazioni tecnologiche nel campo dell’animazione, Scarlet e l’Eternità si inserisce nel percorso di uno dei più importanti autori dell’animazione giapponese contemporanea.

 


Obon: la commemorazione degli antenati attraverso il Giappone

Differenze regionali nella celebrazione dell’Obon

In Giappone, l’estate è animata da una fitta serie di matsuri, festival tradizionali dalle origini religiose che, pur conservando un significato spirituale, coinvolgono l’intera comunità con un entusiasmo contagioso. Si tratta di momenti di festa e condivisione che riuniscono persone di tutte le età, spesso offrendo l’occasione per trascorrere del tempo assieme alla propria famiglia, tra bancarelle, yukata colorati e fuochi d’artificio.

Tra le celebrazioni estive più sentite spicca l’Obon (お盆), una festività profondamente radicata nella cultura giapponese, che affonda le sue origini nel buddismo e viene celebrata da oltre cinquecento anni. L’Obon è dedicato alla commemorazione degli antenati: si crede infatti che, durante questo periodo, gli spiriti dei defunti si rechino nel mondo dei vivi per far visita ai propri cari. È un momento di raccoglimento e di consolidamento del legame con le proprie radici, caratterizzato da pratiche rituali e danze tradizionali che variano da regione a regione, pur conservando tutti un’intensa carica simbolica.

Date diverse

Nelle regioni del Kantō meridionale (inclusa Tōkyō) e del Tōhoku, l’Obon si celebra dal 13 al 15 luglio (Shichigatsu Bon 七月盆, “Bon di luglio”).
Nella maggior parte del Giappone, comprese le regioni centrali e occidentali (ad esempio nel Kansai), l’Obon viene festeggiato dal 13 al 15 agosto (Hachigatsu Bon 八月盆, "Bon di agosto").
La parte settentrionale del Kantō, il Chūgoku, lo Shikoku e le isole sud-occidentali seguono ancora il calendario lunare tradizionale, celebrando l’Obon il 15 settembre (Kyureki Bon 旧暦盆, “Bon antico/storico”).

Kyōto: Gozan no Okuribi

La manifestazione più iconica e suggestiva del festival dell’Obon è unanimemente ritenuta essere quella di Kyōto, dove il culmine delle celebrazioni è segnato dal maestoso rito del Gozan no Okuribi (五山の送り火), letteralmente “i fuochi di commiato delle cinque montagne”.

Secondo la tradizione, nella notte del 16 agosto, gli spiriti dei defunti, che hanno fatto ritorno al mondo dei vivi per l’Obon, si preparano a ripartire verso l’aldilà. Per salutarli e accompagnarli simbolicamente nel loro viaggio, vengono accesi enormi falò sui fianchi di cinque montagne che circondano la città.

Questi okuribi, o “fuochi di commiato”, assumono forme ben precise: sulla prima montagna compare il kanji 大 (“grande”), sulle seguenti due vette appare la scritta 妙法 (“meraviglioso dharma”), mentre gli ultimi due fuochi disegnano rispettivamente un torii (portale sacro tipico dei santuari shintō) e una barca, destinata a scortare le anime fino all’aldilà.

Affinché siano visibili da tutta la città, le dimensioni di questi fuochi sono impressionanti: il kanji 大, sul monte Daimonji (letteralmente “grande carattere”), è composto da tre tratti di fuoco lunghi 160, 120 e 80 metri. I falò vengono accesi uno dopo l’altro fino a quando, alle 20:30, tutte le montagne sono illuminate:  le persone si radunano lungo il fiume Kamogawa, nelle strade o sui tetti degli edifici più alti per ammirare lo spettacolo.

Non mancano le superstizioni popolari legate all’evento: si racconta, ad esempio, che consumare bevande trasparenti come acqua o sake, facendovi riflettere la luce dei falò, possa proteggere da malattie come la paralisi. Molti fedeli, inoltre, visitano i templi legati alle cinque montagne per scrivere i propri desideri e preghiere (gomagi) su sottili tavolette (ema) di legno di cedro, le quali verranno poi bruciate con i fuochi affinché, salendo con il fumo, possano raggiungere il cielo.

Bon Odori: danze diverse secondo la tradizione locale

Bon Odori (盆踊り, “danza dell’Obon”) è il termine che designa le tipologie di danza rituale eseguite durante l’Obon per accogliere e congedare gli spiriti degli antenati. Ogni regione ne ha sviluppato una propria versione, caratterizzata da passi, musiche e costumi distintivi: scopriamo le principali!

Tōkyō - Tōkyō Ondo 

A Tōkyō, la danza più famosa eseguita in occasione dell’Obon è la Tōkyō Ondo.

Il termine ondo (音頭) si può tradurre letteralmente come “testa del suono”: in questo contesto, il termine “testa” assume un significato più simbolico di “battito” o “schema ritmico di base”: si tratta quindi di una forma musicale, caratterizzata da un ritmo di base riconoscibile, spesso connotata da una struttura ripetitiva e cadenzata.

Tokushima - Awa Odori 

Lo Awa Odori di Tokushima, nello Shikoku, è una tra le danze più celebri e coinvolgenti associate ai festeggiamenti dell’Obon. La sua origine è legata a due storie in particolare, tra leggenda e realtà: alcuni sostengono che la danza Awa sia nata per festeggiare il completamento del Castello di Tokushima, costruito da Hachisuka Iemasa nel 1587. Per celebrare l'evento, Hachisuka avrebbe organizzato una grande festa e offerto sake a tutti gli abitanti della città. Gli invitati avrebbero dunque iniziato a danzare in modo sfrenato, indipendentemente dal rango o dall'età. Secondo un’altra teoria, invece, i balli di gruppo (ren) che contraddistinguono lo Awa Odori trarrebbero origine dalla danza furyu, arte dalla quale si sarebbe a sua volta sviluppato il teatro Nō. 

I movimenti ampi e festosi dello Awa Odori vengono ripetuti da migliaia di ballerini che sfilano ogni anno per le strade di Tokushima in lunghe processioni. 

Gujō Hachiman (prefettura di Gifu) - Gujō Odori

Il Gujō Odori, celebrato nella cittadina di Gujō Hachiman (prefettura di Gifu), è ufficialmente riconosciuto come uno dei tre festival dell’Obon più importanti del Giappone: nel 2022 ha addirittura fatto il suo ingresso nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO. Questa tradizione secolare, avviata durante il periodo Edo da Endō Yoshitaka, nacque con l’intento di unire la comunità locale al di là delle classi sociali, secondo lo spirito di inclusione che ancora oggi anima l’evento: infatti, anche nei giorni nostri il Festival di Gujō è noto per essere particolarmente accogliente nei confronti dei visitatori e molto tollerante con i ballerini inesperti. 

Il festival comprende dieci danze, ciascuna accompagnata da una canzone tradizionale. Tra le più celebri vi sono Kawasaki, conosciuta in tutto l’arcipelago, e Haru Koma (Cavallo di Primavera), caratterizzata da movimenti energici che ricordano un cavallo al galoppo.

Palcoscenico di tutte le danze è un carro mobile, sul quale si esibisce anche un piccolo ensemble di cantanti e musicisti. Il nome della canzone in corso di esecuzione è sempre visibile grazie a lanterne illuminate poste sugli angoli del carro, creando un’atmosfera suggestiva. Gli strumenti utilizzati variano a seconda della canzone: tra i più ricorrenti si trovano lo shamisen (strumento musicale a tre corde, appartenente alla famiglia dei liuti), il flauto di bambù e il taiko, il tamburo tradizionale giapponese.

Kyūshū - Tankō Bushi 

Il Tankō Bushi, traducibile come “la canzone della miniera di carbone”, è una canzone popolare che affonda le sue radici nella cultura mineraria della città di Miike, situata nella regione del Kyūshū. Originariamente legato alle fatiche quotidiane dei minatori della zona, il Tankō Bushi si è trasformato nel tempo in uno dei brani più amati e ballati durante le celebrazioni dell’Obon in tutto il Giappone.

La melodia, eseguita con strumenti tradizionali giapponesi, è oggi spesso accompagnata da arrangiamenti moderni. Il testo originale, scritto nel dialetto del Kyūshū, narra la vita e il lavoro dei minatori di Miike, celebrandone la forza e la resistenza: con il tempo, però, molte versioni moderne del brano hanno adattato il testo in un giapponese standard, rendendolo più accessibile a livello nazionale e internazionale.

Oggi il Tankō Bushi è conosciuto soprattutto per la danza tradizionale che lo accompagna. Il ballo, circolare e ripetitivo, imita i gesti del lavoro minerario: scavare, trasportare carbone, spingere carrelli e sollevare lanterne. Questi movimenti simbolici hanno contribuito a trasformare la canzone in un vero e proprio patrimonio culturale immateriale.

Okinawa - Eisa 

Arricchita da tamburi, costumi colorati e movimenti energici, la danza Eisa rappresenta il modo unico con cui l’arcipelago di Okinawa celebra l’Obon.

Accompagnata dal suono ipnotico dei tamburi taiko, da canti in dialetto okinawense (shimakutuba) e da melodie del repertorio min'yō (musica folk giapponese), ha la funzione di onorare e salutare gli spiriti in partenza, guidandoli simbolicamente verso l’aldilà.

Le radici di questa pratica sono profondamente religiose e si legano al nenbutsu, la recitazione del nome del Buddha Amida, introdotta a Okinawa attraverso l’influenza delle scuole buddhiste della Terra Pura. Nei secoli, queste pratiche si sono intrecciate con la cultura locale e con le celebrazioni comunitarie, dando origine a una forma artistica unica e collettiva, oggi praticata da gruppi di giovani chiamati Eisa-dan.

Il ritmo della danza è scandito da diversi tipi di tamburo, chiamati ōdaiko (tamburo grande), shimedaiko (più piccolo) e paranku (tamburo portatile). I danzatori, spesso giovani uomini e donne, sfilano per le strade in formazione indossando costumi colorati e ricchi di ornamenti.

Alcune celebrazioni legate all’Obon sono intime e spirituali, altre invece somigliano maggiormente a grandi feste comunitarie animate da musica, cibo e danze. È proprio questa varietà regionale a testimoniare la ricchezza culturale di questa festività, le cui manifestazioni condividono tutte il medesimo intento: onorare la memoria degli antenati e rinsaldare i legami familiari. 

Sofia Dagradi, studentessa

 


Tanabata: le diverse interpretazioni del Festival delle Stelle

Ogni anno, in estate, il Giappone si trasforma in un tripudio di colori, luci e desideri: si tratta della festa del Tanabata, letteralmente “la notte del settimo giorno”, conosciuta anche come Festival delle Stelle.

Celebrata tradizionalmente il 7 luglio, Tanabata si svolge in alcune regioni anche il 7 agosto, secondo il calendario lunare. Nella tradizione giapponese, infatti, molte festività ricorrono in date in cui il numero del giorno coincide con quello del mese: ad esempio, il 3 marzo si celebra lo Hina Matsuri (Festa delle Bambole), il 5 maggio il Kodomo no Hi (Giornata dei Bambini), il 7 luglio il Tanabata e così via.

Qualunque sia la data, la magia resta la stessa: città grandi e piccole si riempiono di installazioni artistiche in carta, lanterne fluttuanti, bancarelle di prelibatezze tipiche e desideri scritti su tanzaku, strisce colorate appese a canne di bambù e affidate al vento. Questi piccoli fogli di carta colorata si ricoprono di sogni di fortuna, salute, successo negli studi o nel lavoro, ma soprattutto d'amore, tema centrale di questa celebrazione. 

A rendere davvero unica questa celebrazione, però, è la sua adattabilità alle tradizioni locali, dando vita a festival (matsuri) tanto diversi quanto straordinari. Scopriamo quindi tre degli eventi Tanabata più iconici e originali del Paese!

Sendai Tanabata Matsuri

Tra i festival più celebri spicca senza dubbio quello di Sendai, vivace centro urbano nella prefettura di Miyagi. Qui, Tanabata si celebra dal 6 all’8 agosto con un evento che attira ogni anno oltre due milioni di visitatori, grazie alla raffinatezza e alla cura artigianale che lo contraddistinguono.

Le origini di questo festival risalgono al periodo Edo (1603–1868), quando fu introdotto nella regione dal signore feudale (daimyō) Date Masamune. Da allora, le vie commerciali della città si trasformano ogni anno in una galleria a cielo aperto, riempiendosi di migliaia di decorazioni realizzate in washi (letteralmente “carta giapponese”), lunghe anche diversi metri e apprezzate per il loro valore artistico.

Le strisce colorate vengono fabbricate a mano da famiglie, scuole o aziende, e sono contraddistinte da motivi tradizionali o simbolici che sfruttano la natura traslucida del materiale. Ogni decorazione è diversa, ma tutte contribuiscono a creare un’atmosfera visiva di rara bellezza.

Le celebrazioni iniziano ufficialmente la sera del 5 agosto con un suggestivo spettacolo pirotecnico, durante il quale si può ammirare la poesia dei fuochi d’artificio giapponesi (hanabi, letteralmente “fiori di fuoco”). La serata è arricchita da eventi culturali, laboratori creativi e musica dal vivo, mentre gli spettatori possono assaggiare diverse specialità regionali, passeggiando tra le bancarelle.

Tra le vie addobbate e l’allegro vociare delle folle, Tanabata a Sendai non è solo un evento a cui assistere, ma una vera e propria esperienza nella quale immergersi: una celebrazione sentita da tutta la comunità, che partecipa attivamente all’allestimento dei quartieri.

Shonan Hiratsuka Tanabata Matsuri

Ogni estate, nella città costiera di Hiratsuka, non lontano da Tokyo, si celebra uno degli eventi più spettacolari e partecipati della regione del Kantō, capace di attirare quasi due milioni di visitatori in soli tre giorni.
Celebrato tra il 4 e il 6 luglio, lo Shonan Hiratsuka Tanabata Festival trasforma il centro cittadino in un grande palcoscenico a cielo aperto, dove la tradizione incontra la vivacità della festa popolare.

A caratterizzare l’evento sono principalmente le maestose decorazioni sospese lungo le gallerie commerciali e le strade della città: enormi stelle filanti colorate (fukinagashi), realizzate in carta, pendono da sfere ornamentali chiamate kusudama (letteralmente “palla medicinale”), composte da unità geometriche ispirate alla dalia e introdotte come ornamento tipico nei festival Tanabata nel 1946.

Durante i tre giorni del festival, la città ospita inoltre cerimonie tradizionali, spettacoli dal vivo, una parata con carri allegorici e decine di bancarelle che offrono street food e prodotti locali. Tra le attrazioni più attese figura la grande processione di mille danzatori in yukata, che percorrono le vie della città al ritmo di musiche tradizionali. Intorno alla stazione di Hiratsuka, inoltre, si snodano palchi con performance per tutti i gusti: dal teatro giapponese alle esibizioni pop, passando per dimostrazioni di arti marziali e musica folk.

Negli ultimi anni, grazie alla crescente popolarità dell’evento, si è persino diffusa l’usanza di celebrarvi matrimoni in stile Tanabata, ispirati alla romantica leggenda alla base della festività. I protagonisti del mito sono infatti due amanti, la principessa tessitrice Orihime e il pastore celeste Hikoboshi, i quali, separati dalla Via Lattea, possono riunirsi soltanto in occasione della settima notte del settimo mese: chi desiderasse conoscere meglio questa affascinante storia, può trovare maggiori informazioni all'interno di un precedente approfondimento sul nostro blog. 

Asagaya Tanabata Matsuri

Nel cuore pulsante di Tokyo, il quartiere bohémien di Asagaya si trasforma durante i primi giorni di luglio in un universo colorato e fiabesco per accogliere uno dei festival Tanabata più originali dell’arcipelago. Questa consuetudine nacque nel 1954, su iniziativa dei commercianti locali, con l’obiettivo di rivitalizzare il quartiere commerciale durante i mesi estivi, solitamente caratterizzati da un calo delle vendite a causa del caldo.

Oggi, lo Asagaya Pearl Center, la lunga galleria coperta che si estende dall’uscita sud della stazione, diventa un punto di riferimento immancabile per chi visita Tokyo in estate. In occasione del Tanabata, infatti, vengono appese al soffitto numerosissime haribote, enormi sculture in cartapesta. Queste creazioni rappresentano una vera e propria esplosione di creatività: personaggi dei cartoni animati, figure della cultura pop, creature fantastiche e persino satira sociale si mescolano in una parata sospesa che affascina adulti e bambini.

Ogni haribote è unica, spesso realizzata a mano da commercianti, scuole elementari, asili, gruppi locali e artisti che partecipano a concorsi pubblici. I temi cambiano ogni anno e seguono le tendenze del momento, rendendo il festival un’originale testimonianza della società giapponese contemporanea. Una delle particolarità più affascinanti di questo festival è inoltre la possibilità di assistere alla creazione delle decorazioni: circa dieci giorni prima dell’inizio dell’evento, al termine dell’orario di apertura dei negozi, è possibile vedere gli abitanti del quartiere intenti a costruire le loro opere davanti alle botteghe.

Durante il festival, infine, le strade di Asagaya si animano con bancarelle di street food, pesca yo-yo e una grande varietà di giochi per bambini, contribuendo a creare un’atmosfera familiare, coinvolgente e giocosa.


Il fascino del Tanabata risiede nella sua capacità di unire poesia e partecipazione popolare, folklore e innovazione, raccogliendo intorno a sé intere comunità. Che ci si trovi sotto alle raffinate decorazioni di Sendai, tra le coreografie festose di Hiratsuka o in mezzo alle sculture pop di Asagaya, l’obiettivo del festival resta lo stesso: celebrare l’amore, la speranza e il sogno.

 


Speciale Tanabata 2025: sei modi per celebrare la Festa delle Stelle in Italia

Speciale Tanabata 2025: sei modi per celebrare la Festa delle Stelle in Italia

Il 7 luglio di ogni anno, in Giappone si celebra il Tanabata, conosciuto anche come “Festa delle Stelle Innamorate”. Quest'antica tradizione affonda le sue radici in una leggenda, la quale narra la storia della principessa tessitrice Orihime e del pastore celeste Hikoboshi. I due personaggi rappresentano due stelle - Vega e Altair - che possono incontrarsi soltanto una volta l’anno, proprio nella settima notte (significato letterale di tanabata 七夕, ndr) del settimo mese.

Orihime, figlia del dio del cielo, è una talentuosa tessitrice che intreccia le nuvole; Hikoboshi è un pastore che conduce il suo gregge tra le stelle. Secondo la leggenda, il loro amore fu così profondo da far trascurare loro i rispettivi doveri, spingendo il padre di Orihime a separarli interponendo fra loro la Via Lattea, una barriera invisibile nel mezzo del cielo. Solo una volta l'anno, grazie alla clemenza divina, è loro concesso attraversare questo confine e riunirsi.

Tanabata è molto più di una semplice festa: è il momento in cui speranza, desideri e legami si intrecciano sotto il cielo estivo. In Giappone, è consuetudine scrivere i propri desideri su sottili strisce di carta colorata chiamate tanzaku, le quali vengono appese ai rami di bambù nella speranza che il vento le porti lontano, trasformando i sogni in realtà.

Anche in Italia questa tradizione affascina e coinvolge sempre più persone. Dal nord al centro, città e luoghi di cultura ospitano eventi che reinterpretano il Tanabata attraverso leggende, laboratori, momenti di riflessione e celebrazioni condivise. Questo speciale presenta sei appuntamenti imperdibili per vivere la magia delle stelle innamorate anche qui, sotto il cielo italiano.

Tanabata al Planetario - Milano

Il 7 luglio 2025, il Civico Planetario Ulrico Hoepli di Milano celebra il Tanabata con uno spettacolo dal titolo suggestivo “La festa delle stelle innamorate - tra miti celesti e armonia giapponese”. L’evento nasce dalla volontà di unire scienza e mito, raccontando la leggenda di Orihime e Hikoboshi attraverso un affascinante viaggio tra le stelle. La serata prevede una narrazione coinvolgente che introduce i partecipanti al significato profondo di questa festa, illustrando le costellazioni di Vega e Altair, le stelle a cui sono associati i protagonisti della storia.

Attraverso proiezioni al planetario, sarà possibile osservare il cielo notturno e capire come, secondo la tradizione, la Via Lattea divida queste due stelle innamorate, permettendo loro di incontrarsi solo in una notte all'anno. Oltre all'esperienza astronomica, la serata prevede momenti di riflessione e la possibilità per il pubblico di scrivere i propri desideri su tanzaku da appendere a un ramo di bambù, in linea con l’usanza giapponese. L’evento rappresenta un’occasione unica per vivere il Tanabata in un contesto culturale e scientifico, immersi in un’atmosfera sospesa tra realtà e leggenda.

Tanabata per bambini in Biblioteca - Bologna

La Biblioteca Salaborsa Ragazzi di Bologna dedica il 7 luglio 2025 a un evento speciale per i più piccoli, offrendo una serata all’insegna della magia delle stelle e dei desideri. Pensato per bambini tra i 3 e i 7 anni, l’appuntamento propone letture di storie giapponesi legate alla tradizione del Tanabata, filastrocche e narrazioni che introdurranno i piccoli partecipanti al fascino della cultura nipponica.

La parte pratica dell’incontro prevede un laboratorio creativo in cui i bambini potranno realizzare i propri tanzaku, scrivendo o disegnando i loro desideri su colorate strisce di carta, da appendere poi ai rami di bambù allestiti per l’occasione. L’atmosfera, studiata per essere accogliente e rilassante, aiuta a stimolare la fantasia e l’immaginazione, avvicinando i più piccoli a una festa che parla di sogni e speranze. L’evento è un’opportunità preziosa per le famiglie che desiderano far scoprire ai propri figli tradizioni culturali lontane ma universali nel loro significato.

Tanabata Zen - San Giorgio di Nogaro (UD)

Nel suggestivo contesto del “My August Japanese Garden” a San Giorgio di Nogaro, vicino a Udine, si svolge il 6 luglio 2025 il “Tanabata - Festival delle Stelle”. Questo evento propone un approccio più meditativo e introspettivo alla festa giapponese, invitando i partecipanti a un’immersione totale nella pace e nella bellezza del giardino zen.

Il pubblico è accolto in un ambiente che fonde elementi naturali come l’acqua, le pietre e le piante, tradizionalmente usati per evocare armonia e serenità secondo la tradizione buddhista e shintō. Sarà possibile partecipare a momenti di rilassamento guidato e meditazione, oltre a scrivere i propri desideri su tanzaku da appendere ai rami di bambù, secondo l’usanza. A completare l’esperienza, una degustazione di tè giapponese selezionato. Il festival rappresenta un’occasione per riscoprire se stessi e i propri intenti, immergendosi in una dimensione di quiete e spiritualità.

Tanabata culturale al MAO - Torino

Il Museo d’Arte Orientale (MAO) di Torino celebra il Tanabata il 5 e 6 luglio 2025 con una serie di iniziative che uniscono arte, cultura e partecipazione attiva. I visitatori potranno esplorare esposizioni dedicate alla tradizione giapponese, scoprendo le connessioni tra arte, storia e mito che fanno da sfondo alla festa delle stelle innamorate.

Sabato 5 luglio si tiene il laboratorio “Come un ciliegio in fiore”, con una visita alla collezione Asia Orientale seguita da un workshop di arte effimera con sale colorato. Domenica 6 luglio, in programma due visite guidate: una alla mostra “Haori”, che racconta il Giappone del primo Novecento attraverso i kimono maschili, e una alla collezione permanente dedicata al Giappone, con opere che spaziano dalle statue buddhiste alle xilografie ukiyo-e.

Torino Matsuri - Torino

Il weekend del 5 e 6 luglio torna per la decima edizione il Torino Matsuri, un evento a cura dell'Associazione Yoshin Ryu: due giornate ricche di workshops, eventi letterari, spettacoli e concerti con le colonne sonore dello Studio Ghibli, dimostrazioni di arti marziali tradizionali, street food giapponese e molto altro!

In occasione della festa Tanabata, il salice dell’Associazione sarà addobbato, come da tradizione, di tanzaku, strisce di carta colorata sui quali le persone potranno scrivere i loro desideri. Inoltre, verrà ricreato il clima festivo dei matsuri, festività tradizionali legate al culto dei kami che da secoli animano le estati giapponesi!

Tanabata: Il Festival delle Stelle - Ventimiglia di Sicilia 

Venerdì 18 luglio, l’Associazione Culturale Sicilia Giappone organizza, in collaborazione con l’Associazione Astronomica ORSA Palermo, l’evento Tanabata: Il Festival delle Stelle: un viaggio tra cultura giapponese e scienza, nella suggestiva cornice dell’Osservatorio Astronomico Giorgio Puglia.

A partire dalle 16:30, il programma dell’evento guiderà i partecipanti in un’immersione tra racconti tradizionali, laboratori di origami, scrittura dei desideri (tanzaku) e una serata osservativa con telescopi e divulgazione scientifica, per ammirare il cielo e scoprire la storia dell’astronomia orientale.

Sei modi diversi di vivere il Tanabata, tra poesia e contemplazione, natura e città. Che sia davanti a un giardino zen o sotto un cielo digitale, ciò che conta è il desiderio che nasce nel cuore e si affida al vento.
Per saperne di più, consulta gli approfondimenti cliccando sulle varie attività!

 

 

 


JIDAI MATSURI il "Festival delle Ere"

photo credits: japan-guide.com

Kyōto, 22 ottobre.

Le strade che conducono dal Palazzo Imperiale fino al Santuario Heian si popolano di una moltitudine di spettatori in trepida attesa. Che cosa sta per succedere?

Qualcuno, dal ciglio della carreggiata, indica un punto laggiù, verso il Palazzo Imperiale: ecco che inizia la parata! La musica di tamburi e flauti tradizionali accompagna il passaggio del famoso condottiero Oda Nobunaga, che tentò di riunificare il Giappone, del samurai filo-imperiale Sakamoto Ryōma, considerato uno dei padri fondatori del Giappone moderno, della scrittrice e poetessa Murasaki Shikibu, dama di corte durante l’epoca Heian, e di tanti altri travestimenti che celebrano il vasto patrimonio storico e artistico del Giappone.

Stiamo parlando del Jidai Matsuri, tradotto come “Festival delle Ere”, riproposto ogni anno dal 1895 per ripercorrere i periodi storici attraversati dal Giappone nei secoli in cui Kyōto era capitale dell’impero (794-1868) e non solo: un potpourri di costumi, oggetti tradizionali e personaggi che attirano ogni anni giapponesi e turisti.

photo credits: japan-guide.com

DALL’ERA MEIJI ALL’ERA HEIAN

photo credits: japanitalybridge.com

La sfilata del Jidai Matsuri è suddivisa in blocchi, partendo dai rappresentanti dell’Era Meiji (1868-1912), la più recente nel tempo, arrivando alla più antica Era Heian (794-1185), nella quale Kyōto divenne capitale sostituendo la città di Nara, per passare poi da altre epoche di mezzo come i periodi Kamakura (1185-1333), Muromachi (1336-1573), Azuchi-Momoyama (1568-1600) ed Edo (1603-1868), quando la capitale si spostò da Kyōto a Edo, nome antico dell’attuale Tōkyō.

Il Festival delle Ere è un viaggio nel tempo che ricopre oltre 1000 anni di storia, tra kimono sfarzosi, armature e katane da samurai del periodo feudale, danze, canti e discipline sportive, ad esempio il tiro con l’arco a cavallo. I figuranti si impegnano per mesi nei preparativi del festival, studiando nei minimi dettagli la parte da interpretare durante la parata.

photo credits: en.japantravel.com

SPIRITI IMPERIALI A SPASSO PER LA CITTÀ

I simboli sacri del Jidai Matsuri sono i mikoshi, santuari portatili importantissimi per il culto shintoista poiché unico mezzo per il trasporto di spiriti divini.

Durante il Festival delle Ere i mikoshi vengono adoperati per contenere gli spiriti di Kanmu e Kōmei, il primo e l’ultimo imperatore a governare dal Palazzo Imperiale di Kyōto. Per tutto l’anno, gli spiriti dei due imperatori albergano all’interno del Santuario Heian; l’unica ricorrenza in cui possono apparire per le strade della città e incontrare l’odierno popolo giapponese è proprio il Jidai Matsuri, quando vengono trasportati in processione all’interno dei mikoshi da figuranti preposti al ruolo, per poi fare ritorno alla loro dimora abituale fino al 22 ottobre dell’anno successivo.

photo credits: giapponeinpillole.com

Testo di Martina Condello, martinacondello.cm@gmail.com

Segui Giappone in Italia


Unisciti alla Newsletter


Entra in Giappone in Italia


Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti!

Meno di un caffè al giorno!

20€/ANNO

Iscriviti ora!

I Nostri Eventi


Focus su


Entra in Giappone in Italia


Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti!

Meno di un caffè al giorno!

20€/ANNO

Iscriviti ora!


L’Obon, la festa giapponese delle lanterne e non solo

photo credits: zenpop.jp

L’Obon è generalmente conosciuta come la festa delle lanterne. Quest’ultime venendo liberate sulle superfici d’acqua, creano degli scenari molto suggestivi. Tuttavia, di questa festività che viene celebrata in Giappone da più di 500 anni, c’è molto di più che delle lanterne galleggianti!

L’Obon è il nome con cui viene chiamata una delle festività tradizionali nazionali giapponesi più importanti, la quale vuole festeggiare gli spiriti degli antenati. Viene svolta durante il periodo estivo, solitamente intorno al 15 di agosto. Non vi è una data precisa per tutto il territorio giapponese, anzi questa varia da prefettura in prefettura.

Il nome Obon “お盆” ha le sue origini dai termini buddisti Urabone “盂蘭盆会” ed Urabon “盂蘭盆”, i quali possono essere tradotti in italiano con ‘festa delle lanterne’. Per quanto riguarda il termine bon “盆” in italiano è tradotto con la parola ‘vassoio’, parola che può rimandare all’idea di offrire qualcosa a qualcuno.

Ma in cosa consiste effettivamente questa ricorrenza?

A differenza del nostro Giorno dei Morti, il 2 novembre, nel quale si compiangono i nostri cari deceduti, andandoli a visitare al cimitero e portandogli mazzi di fiori, l’Obon vuole celebrare la visita degli antenati e di coloro che abbiamo amato.

Prima dell’inizio delle celebrazioni dell’Obon le famiglie vanno in visita a casa dei loro familiari e da lì danno inizio ai preparativi per l’arrivo degli spiriti. Si parte dalla ohaka-mairi “お墓参り” (visita alla tomba) con la pulizia della tomba di famiglia. Dopodiché bisogna occuparsi delle offerte di dolci e frutta da porre di fronte all’altare di famiglia, che solitamente è presente in ogni casa giapponese.

In aggiunta, in alcune prefetture del Giappone vi è anche la tradizione di disporre lo shoryo-uma “精霊馬” (spirito del cavallo), che consiste nel prendere un cetriolo e una melanzana e infilzarle con quattro stecchini. Il cetriolo diventa la rappresentazione del cavallo che aiuterà gli antenati ad arrivare velocemente verso casa, mentre la melanzana diventa la rappresentazione della mucca che riaccompagnerà con calma gli spiriti nel loro mondo.

photo credits: grapeejapan.com

Con il primo giorno dell’Obon si da il benvenuto agli spiriti degli antenati, accendendo dei piccoli fuochi che prendono il nome di mukaebi “迎え火” (fuochi di benvenuto). Inoltre, vengono accese anche delle lanterne, le chochin “提灯” per guidarli nel loro rientro verso casa.

In queste giornate è comune per le famiglie visitare il tempio o richiedere a dei preti buddisti di eseguire un servizio memorativo davanti all’altare di famiglia.

Oltre alle visite al tempio e le cerimonie commemorative, è usanza andare ai festival tenuti dalle città, dove è possibile vedere eseguita la bonodori “盆踊り” (danza dell’Obon), visitare delle bancarelle e mangiare street food.

photo credits: otakusjournal.it

Il terzo giorno, alla conclusione dell’Obon, verranno di nuovo accesi dei fuochi che prendono il nome di okuribi “送り火” (fuochi di saluto), per illuminare la strada e rendere la partenza degli spiriti più sicura.

L’Obon è una festività che è variata e mutata nelle sue tradizioni durante il tempo, ma il suo spirito è rimasto sempre lo stesso, celebrare e ricordare con affetto i nostri antenati e le persone che sono state a noi care.

 

Articolo di Elena Ferrario, Stagista presso l’Associazione Giappone in Italia

 

https://www.giapponeinitalia.org/wp-content/uploads/2023/05/2023-Evento_CampsiragoResidenza.pdf

Segui Giappone in Italia


Unisciti alla Newsletter


Entra in Giappone in Italia


Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti!

Meno di un caffè al giorno!

20€/ANNO

Iscriviti ora!

I Nostri Eventi


Focus su


Entra in Giappone in Italia


Unisciti a noi! Giappone in Italia è un’associazione culturale no profit. Le nostre attività sono possibili grazie anche al tuo contributo che ti permetterà di godere sempre di nuovi e originali contenuti!

Meno di un caffè al giorno!

20€/ANNO

Iscriviti ora!